lunedì, luglio 28, 2008

io e il mio nemico

Mi sa che è tornata l'afa.

Negli ultimi giorni sono successe un po' di cose, per cui ho dovuto per forza assentarmi dal blog. Mi impegno, ma senza promettere nulla, di scrivere un resoconto di tutto quanto.

Intanto, però, parliamo di una cosa che è successa ieri. Ricordate questo post?
A dire le cose pubblicamente, prima o poi si finisce per essere messi alla prova. Non so se si trattasse della protagonista di quel post, anzi: a dire il vero credo proprio fosse semplicemente un coniglio del mio vicino di ciabot, e non una lepre... ma cavalchiamo l'aria che si respira in Italia da qualche tempo e facciamo un po' di tutta l'erba un fascio, e fingiamo quindi che fosse proprio lei, il mio acerrimo nemico.
Stavo andando a bagnare i piantini di cavoli e cavolfiori che avevo piantato la settimana scorsa nell'orto, quando ecco che, sul sentiero che divide i pomodori dalle melanzane (nonostante io li veda magnificamente insieme), ecco che incontro, a un metro da me, lei.
Ci guardiamo. Ci scrutiamo. Poi lei, come se niente fosse, invece di scappare mi si avvicina e si mette a leccare la punta dell'innaffiatoio bagnata d'acqua. Potevo forse guardarla con cipiglio severo? Ho tirato dritto e ho continuato il mio lavoro, mentre lei, senza curarsi di me, si mangiava l'altro mio nemico, ovvero le erbacce. Insomma, ognuno faceva il suo lavoro senza disturbare l'altro. Poi ho notato che mi mangiava anche qualche foglia dei fagiolini nuovi e delle melanzane nane. Una volta l'ho cacciata con dei gesti, un'altra ho tentato di allontanarla spingendola via con le mani (sì lo so, soprattutto ero troppo tentato di accarezzarla), ma lei era irremovibile e sfrontata. Infine le ho dato un'albicocca un po' marcia che tanto dovevo buttare, e si è rivelata una soluzione ideale per entrambi: lei si è messa a gustare il dolce frutto lasciando stare i fagiolini.
Mentre mi gongolavo tutto soddisfatto di questo incontro e della constatazione di aver magnanimamente saputo non abusare dell'occasione e del potere che il caso mi aveva riposto tra le mani, mi interrogavo sul da farsi, rispondendomi infine: "Al diavolo, per qualche fagiolino! Degli altri ne ho mangiati comunque un sacco e c'erano pure meno piante. E poi basta fagiolini, sono già pure stufo! Che male c'è se si mangia qualche foglia?", guardo in basso e mi accorgo di essere salito sull'unica pianta di peperoncini lunghi che avevo. Una povera pianta che era sopravvissuta con forza e coraggio, rialzandosi dal fango e dal cretto dopo quel rovinoso temporale. Stava mettendo qualche frutto. Chissà se l'ho stroncata definitivamente.
Non so se in tutto ciò è insita una lezione, e se c'è non l'ho capita.

mercoledì, luglio 23, 2008

bastava davvero così poco?

Devo dire che in questi giorni si sta particolarmente bene.

Non credo sia mai capitata un'assenza così lunga. Potrei trovare diverse scuse, ma la verità è che non avevo proprio voglia (e tempo) di scrivere. Voi direte: invece di scrivere post così lunghi saltando di palo in frasca, perché non li suddividi programmandone uno al giorno, così l'andamento del blog risulta più costante? Boh, è che sono fatto così.

La cosa maggiormente degna di nota degli ultimi giorni sono stati i primi dentini di Pietro, sui quali magari farò poi un resoconto più dettagliato. Poi c'è il fatto che siamo andati a Valdieri la settimana scorsa, e lì, oltre a lavorare abbiamo fatto delle passeggiate, giocato con l'acqua delle fontane e un vecchio trattore abbandonato. Pietro ha imparato a salire e scendere le scale. Fa il verso del pesce se glielo chiedi. Fa BRRRRRRRRR quando gioca con le macchinine.

Siccome eravamo a un tiro di schioppo, giovedì scorso siamo andati a Cuneo per vedere gli Offlaga Disco Pax che suonavano al Nuvolari. Fa effetto pensarci, ma l'ultima volta che ci eravamo stati fu undici, dico undici, anni fa, per sentire i Marlene Kuntz. Io e Silvia eravamo appena diventati amici, e chi se l'aspettava che saremmo ritornati la volta successiva con un figlio (un figlio praticamente biondo e con gli occhi azzurri, poi)? Eppure non sembra passato così tanto tempo. Ricordavo perfettamente la via, il parco, tutto.

Una bellissima serata. Il concerto iniziava alle dieci, quindi siamo potuti partire con calma dopo aver dato da mangiare a Pietro a Valdieri. Siamo arrivati a Cuneo senza fretta e, come per magia, abbiamo trovato subito la strada. Ma soprattutto, magia delle magie, abbiamo trovato subito parcheggio a venti metri dall'ingresso. Sarà che erano solo le nove. Ci siamo messi a cercare da mangiare nel parco, rassegnati a un porcaro o a un tramezzino da bar. E invece, con sommo piacere, abbiamo scoperto (l'avevamo completamente rimosso) che all'interno fanno anche pizze, carne alla brace e quant'altro, da mangiarsi comodamente sotto un tendone. La cosa più sconvolgente è stato riuscire a fare tutto senza fretta. Eh sì, perché io e Silvia abbiamo passato la vita a correre e mangiare in fretta per arrivare, comunque in ritardo, al cinema, ai concerti, dappertutto. Dopo aver mangiato la nostra pizza mentre Pietro socializzava con la gente di altri tavoli, ci siamo fatti qualche giro per le bancarelle intorno al palco e, infine, ci siamo accomodati su un prato a giocare con Pietro, che era particolarmente di buonumore. Il concerto è iniziato da lì a poco. Si sentiva e si vedeva abbastanza bene anche dal prato e, dato che sotto il palco non c'era tanta folla, si poteva tranquillamente fare un'escursione in prima linea di tanto in tanto, uno alla volta. L'ultimo bis, però, l'abbiamo visto tutti e tre insieme, con Pietro sulle mie spalle... il suo primo concerto rock!

Il concerto in sé è stato molto bello. Poi non so, io ultimamente mi sento così orfano di sinistra che una serata così mi serviva proprio. Una specie di tonico. Certo, l'ambiente del Nuvolari sembra rimasto un po' quello di certi immutabili alternativi sinistroidi e reggaefili che mi ha stufato da parecchi anni e che alla lunga trovo pure irritante. Però ieri sera lì in mezzo mi sentivo a casa e in pace con il mondo. Non sopporto le band che campano di luoghi comuni politici, ma il discorso è molto diverso per quanto riguarda gli Offlaga Disco Pax. I testi delle loro canzoni proiettano il comunismo nella dimensione privata del ricordo (e io adoro i ricordi), come un oggetto lontano visto con personale partecipazione, nostalgica e critica allo stesso tempo, attraverso un lirismo ironico, autoironico, disincantato, dolente, amaro. Un oggetto per lo più delimitato dai confini spaziali e temporali dell'Emilia Romagna filo-sovietica negli anni Settanta-Ottanta (come recita fiero il finale di Robespierre: "e infine il mio quartiere, dove il partito comunista prendeva il 74% dei voti e la democrazia cristiana il 6%"). Il tutto con un accompagnamento musicale intenso pur nel suo minimalismo, che spazia dall'elettronica dei Kraftwerk al post-rock.

Ecco, non so bene perché, ma sentivo proprio il bisogno di un concerto così, e non solo per la buona musica, il tuffo nei concerti del passato, la serata perfetta, l'opportunità di giocare tanto con Pietro in un posto diverso e accogliente, lontano dal torpore canalese. Forse ne avevo bisogno anche perché, sebbene alle elezioni non abbia votato la sinistra radicale e quindi abbia contribuito anch'io nel mio piccolo a lasciarla per la prima volta fuori dal parlamento, ora che non si vedono più tanto in giro mi sento un po' orfano e sperduto. Mi mancano, insomma. Tanto che, quando un paio di giorni fa ho letto il nome "Diliberto" su Repubblica, ho provato come un senso di sollievo, sebbene non sia affatto d'accordo con la sua linea e sia amareggiato dalle scissioni. Francamente, a me Diliberto non è mai piaciuto, però ecco, sapere che quella gente non è ancora del tutto scomparsa come sembrerebbe un po' mi rincuora.

Insomma, tutto questo per dire che ieri sono andato a comprarmi un paio di scarpe da mettermi al matrimonio di Mana e, sopra uno scaffale di scarpe in esposizione c'era un cartello con su scritto qualcosa del tipo: PER AVERE LA SINISTRA RIVOLGERSI ALLA CASSA.

Bastava davvero così poco?

venerdì, luglio 11, 2008

diari dell'orto 3

Ho caldo alla schiena. Però di notte fa fresco.

Bilancio dell'orto:

Zucchini: ok
Fagiolini gialli: ok
Fagiolini verdi: per ora ok
Fagioli borlotti: pochi ma buoni (un po' per colpa mia, un po' per colpa tua, maledetta lepre)
Fagioli cannellini: ok
Piselli: male, ma chi se ne frega tanto non mi piacevano
Pomodori: per ora ok
Pomodorino pachino: male, stupida pianta, per una che metto
Peperoncino lungo: bene ma lento
Peperoncini rotondi: così così
Peperoni: per ora bene
Melanzane: per ora bene
Cetrioli: bene
Melanzane mini giapponesi: forse piantate troppo tardi?
Patate: per ora ok

giovedì, luglio 10, 2008

consigli grammaticali per gli utenti di yahoo answers

È tornato il computer. Basta con la rovente tastiera del portatile e il ventilatore sulla scrivania.

Ok, sono caduto nel tunnel di Yahoo Answers. Volevo solo fare un paio di domande, ed eccomi trascinato nel vortice di punti e risposte.
Divertente, comunque. Effettivamente utile in alcuni casi.
Certo che però si leggono un sacco di strafalcioni, ma proprio tanti. Tutti noi commettiamo degli errori e delle sviste grammaticali (io stesso conto sull'indulgenza dei lettori), ma qui la situazione si fa generalizzata. Per questo ho deciso di fondare la sezione "Consigli grammaticali per gli utenti di Yahoo Answers". ^__^

Essendo il primo post sull'argomento, esordisco con ben tre consigli su alcuni degli errori più frequenti:

1) Sta NON Stà
2) Qual è NON Qual'è
3) Io do NON Io dò

mercoledì, luglio 09, 2008

un anno fa

Sono accaldato, in più fa un caldo da morire!

Un anno fa, esattamente a quest'ora, nasceva Pietro. Ricordo benissimo quel momento: come sono scoppiato in lacrime quando è uscito tutto d'un colpo, dopo quella lunghissima giornata. Ricordo che avevo messo su un CD di Billie Holiday, ma non so quale canzone ci fosse in quel momento perché non l'ho sentita.
Oggi siamo andati al ciabot e, ai piedi di un albero, abbiamo seppellito una scatola del tempo contenente alcuni oggetti-ricordo di quest'anno di vita. Un giorno lo diremo a Pietro, e lui potrà portarla alla luce, se vorrà. Altrimenti la lascerà lì per i posteri. Strano a dirsi, ma è la seconda scatola del tempo con cui ho a che fare, nel giro di appena una settimana.

Auguri, Pietro!

martedì, luglio 08, 2008

un po' di musica

Un normale giorno d'estate, fatto di ventilatori, tende e tapparelle in azione, bicchieri vuoti.

Nell'ultima settimana sono stato un po' impegnato per diversi motivi, quindi non ero tanto in vena di scrivere. Comunque eccomi qua. Se penso che un anno fa a quest'ora eravamo già in ospedale ad attendere il fatidico momento, ignari del fatto che sarebbe avvenuto solo nel tardissimo pomeriggio del giorno successivo...

Parliamo un po' di musica:

1) L'altra settimana sono andato con Mana al concerto di Cat Power a Bollate. Era una vita che non andavo a un concerto "internazionale"... l'ultimo probabilmente è stato quello di Micah P. Hinson a Torino nel febbraio del 2007, pensate un po'. Abbiamo faticato un po' a trovare la bellissima Villa Arconati (amici lombardi, qualche cartello segnaletico in più non farebbe male!), ma per il resto non ci sono stati intoppi. Anche perché Cat Power ha iniziato a suonare verso le 11, quindi sarebbe stato impossibile arrivare in ritardo. Un bel concerto, un'ora e quaranta filata, senza fronzoli e concessioni al pubblico. Niente classici da You're Free e Moon Pix. Se c'erano erano stravolti al limite dell'irriconoscibile come la hit Lived in Bars. Inizialmente la cosa si è rivelata un po' faticosa, anche perché io l'ultimo album non l'ho ancora assimilato bene, ma nella seconda parte la performance si è fatta particolarmente emozionante. E sebbene la cantante abbia tirato dritto per tutto il concerto, si è rivelata particolarmente tenera e generosa col pubblico a concerto finito, quando si è fermata per un po' di tempo sul palco a lanciare ai fan sorrisi, bottigliette d'acqua, pezzi di spartiti o scalette accartocciati, e persino i fiori che le avevano donato gli organizzatori. L'unica cosa che non ho capito (e che mi ha scocciato) del concerto, è stato il pubblico. Per tutta la durata del concerto c'è stato un viavai che francamente non ho mai visto a un concerto. Manco fosse stato gratis! Fatto sta che ti passavano davanti continuamente, e alla lunga diventava irritante vedere gente che si alzava come funghi.

2) Grazie alle solite offerte di IBS, ho recuperato un paio di CD di Tom Waits che mi mancavano a 7,90 euro: Mule Variations e Real Gone. Non li avevo mai presi perché non mi avevano convinto del tutto, ma a quel prezzo non potevo lasciarmeli sfuggire. E devo dire che, specialmente il primo, che alla sua uscita mi aveva deluso, mi ha piacevolmente sorpreso. Il secondo mi aveva subito entusiasmato, poi devo dire che me l'ero un po' dimenticato per via di qualche traccia un po' ostica. Ho inoltre preso a 20 euro l'ultimo Orphans... il prezzo sembra caro, ma in realtà l'album è particolarmente generoso, dato che è costituito da ben tre cd fitti di canzoni (quindi a conti fatti, equivale agli altri). C'è da dire infine che hanno tutti eleganti copertine cartonate con un sacco di belle foto e, tranne nel caso di Orphans la cui mole avrebbe richiesto troppo spazio, hanno fortunatamente i testi.
La cosa bella degli album di Tom Waits è che ci sono sempre almeno tre o quattro pezzi memorabili. Cosa che non capita più negli album di Nick Cave, un altro dei pochi autori prediletti della mia adolescenza, che ultimamente sforna album tra il mediocre e il buono, ma senza picchi davvero emozionanti.

martedì, luglio 01, 2008

animali pericolosi e intervento divino

Sono tornate le nuvole. Eppure ho un ventilatore sulla scrivania. Perché? Perché stamattina il computer di casa non partiva, così sto usando il portatile. Ma d'estate il mio portatile scalda un casino sotto i palmi delle mani, e mi dà un gran fastidio. Per questo gli punto il ventilatore contro.

C'è un bel casino sulla mia scrivania.
Pazienza, veniamo alle migliori chiavi di ricerca del mese di giugno.
Da segnalare innanzitutto la caccia al geco.
Continuano le ricerche sui costumi da carnevale: ragazzi, siamo a luglioooo!
Un altro consiglio: guardate che gli orsi e i draghi di komondor poi crescono. Sono PERICOLOSI!
Infine, mi fa piacere che tanta gente arrivi qua cercando consigli sulla dermatite atopica. O meglio, mi fa piacere se trovano le informazioni che cercavano. Se avessero dei suggerimenti, però, mi piacerebbe tanto che li lasciassero nei commenti ai post. Alla religione come soluzione, però, non avevo mai pensato, giuro.
Ecco la classifica (non necessariamente in ordine di preferenza):

1) dermatite religione
2) io voglio cuccioli veri di orso
3) vendo cuccioli komondor
4) fumetti per bambini sull'abbigliamento
5) foto di vestiti per bambini di pirati
6) antidoto contro i gechi
7) come eliminare i gechi
8) gechi da eliminare
9) giochi di indiani dinosauri
11) tartarughe tre narici

mercoledì, giugno 25, 2008

orche

Aprire di notte, barricarsi in casa di giorno.

Una delle cose che più amo di Silvia è la sua capacità di cogliere perfettamente l'essenza di una cosa o di una persona con delle immagini, spesso collegate al mondo animale. È una sorta di reciproca intesa telepatica, una capacità di esprimere ciò che entrambi proviamo o vediamo in un determinato momento, come e meglio di me.
Ieri sera siamo andati a cena per il compleanno di Chiara e, come sempre di fronte a un menù appetitoso, abbiamo esagerato con il cibo. L'abbuffata, il viaggio, l'afa, il vino, Pietro che emanava calore come un termosifone... siamo arrivati a casa stremati e gonfi.
Una volta messo Pietro a letto, ci siamo bevuti un bicchiere di acqua e limone in cucina, per dissetarci e aiutare la digestione. Sentivo la pancia così tesa che non sapevo da che lato mi sarei potuto coricare.
Era ormai l'una. Ci guardiamo negli occhi. Io le propongo, un po' a gesti, un po' a parole, di andare a stramazzare sul letto, e dentro di me vedo come l'immagine di un tricheco che crolla sugli scogli, o un enorme dinosauro che precipita al suolo... quando lei salta su e dice: "Come orche piene di delfini?".
Non sto nemmeno a spiegare come e perché quell'immagine calzasse così bene in quel momento, perché la rovinerei soltanto, sminuendone l'efficacia e l'immediatezza. Fatto sta che l'ho trovata sublime e ho riso veramente di gusto con le poche forze che rimanevano.

martedì, giugno 24, 2008

diari dell'orto 3

Perdo un po' di me stesso, sudando sui tasti.

Ieri mattina e stamattina, tra le 7:30 e le 8, sono andato al mio orto, visto che lavorarci più tardi è improponibile, con questa afa. Devo dire che con la quiete mattutina è più bello. Praticamente tutto silenzio, solo qualche cinguettio. Si stava così bene che per una volta ho accantonato l'ipod. Certo, non era poi così presto... se fossi andato un'ora prima sarebbe stato ancora più bello, e in più avrei goduto di un fresco invidiabile. Ma ragazzi, io faccio il traduttore, non il contadino. E smuovermi dal letto dopo una fantastica nottata in cui Pietro si è svegliato solo una volta, non è cosa facile.
Ieri finalmente ho raccolto qualcosa, perché finora avevo soltanto lavorato senza ricevere nulla in cambio. Colpa del tempo che ha rallentato tutto, tranne l'avanzare delle erbacce. In particolare, i piselli hanno accusato il Maggio anomalo e si sono aggrovigliati depressi su se stessi, senza avere la forza di arrampicarsi. Poco importa... del resto a me non piacciono i piselli, e neppure a Pietro. Ho comunque raccolto qualche fagiolino che Pietro ha apprezzato molto, i primi due zucchini e un po' di prezzemolo.
Una cosa che adoro è essere sorpreso dalla velocità della natura. Questa mattina, dove ieri alla stessa ora c'era solo terra asciutta, erano spuntati germogli di zucchino con due foglie larghe come un pollice. Allo stesso modo, facevano capolino quelli dei nuovi fagiolini, con il guscio del seme in testa.
Una cosa che invece adoro un po' di meno è scoprire che una lepre sfacciata si è servita senza alcun ritegno, potando quasi a zero le foglie di una mia pianta di fagioli. Se una di queste mattine ci incontriamo faccia a faccia, non avrò il coraggio di farti del male perché sarai sicuramente troppo carina, ma ti guarderò con un'espressione severa, ma così severa che d'ora in avanti girerai al largo.

lunedì, giugno 23, 2008

quattro

Dalla finestra aperta dello studio arriva un po' di fresco.

Stanotte Pietro ha dormito per più di quattro ore di fila. QUATTRO-ORE-DI-FILA. Non accadeva da Ottobre. Difatti, non essendo abituato, non riuscivo più a dormire, e così sono venuto a lavorare un po' sperando di farmi venire un po' di sonno.
Nel silenzio dell'alba, il suono della ventola del mio pc, che d'estate fa una casino pazzesco, assume proporzioni mostruose. Cerco di combatterlo mettendomi gli auricolari e ascoltando un po' di musica. Comments of the Inner Chorus dei Tunng è quello che più si adatta all'atmosfera.

venerdì, giugno 20, 2008

aggiornamenti a sinistra

Quando fa caldo così, la ventola del pc inizia a ringhiare.

Aggiornamenti alla colonna di sinistra:

1) Dove possibile, ho potenziato la sezione "altri mari" avvalendomi del nuovo strumento di Blogger che consente di sfruttare meglio i feed. Così potete vedere quali sono gli ultimi post dei blog dei miei amici o di quelli che ho scovato sul web. Sì lo so, per ora sono sempre gli stessi.

2) Ho cambiato il nome della sezione "canzone della settimana" in "canzone del lunedì". Che cambiamento, eh?! Comunque, ho deciso di alternare ogni settimana una canzone italiana a una straniera. Questa settimana tocca a quella straniera. Se avessi saputo prima che questa settimana cadeva l'anniversario dei 60 anni dalla nascita di Nick Drake, avrei fatto il brillante e avrei messo una sua canzone, ma il lunedì è passato. Quindi sarà per la prossima volta. Ovvero tra due lunedì.

mercoledì, giugno 18, 2008

anche i cinesi usano il cortisone

Oggi c'è il sole!

Qualche tempo fa, una ex collega di Silvia la cui nipote è affetta da dermatite atopica come Pietro, le ha parlato di una "crema cinese miracolosa", promettendole di spedirgliene un tubetto. Quando ho sentito la parola "miracolosa", mi si è subito accesa una lampadina con su scritto "cortisone", ma dato che si tende a non escludere nessuna possibilità, abbiamo aspettato di vedere di cosa si trattava. Una volta arrivata la crema, ho subito fatto una ricerca su qualche sito cinese, aiutandomi con i traduttori automatici che offre il web (maledetti, un giorno ci ruberete il lavoro!)... e ho avuto conferma dei miei sospetti: la crema 999 皮炎平, questo è il nome indicato sul tubetto, è una normale crema a base di desametasone, che è appunto un farmaco cortisonico. Quindi occhio, perché va usata come tale.
Insomma attenzione, perché il fatto che sia di origine cinese non significa necessariamente che si tratti di una cremina al jinseng pestata col mortaio da un vecchio saggio barbuto su un monte avvolto dalla nebbia.

martedì, giugno 17, 2008

fette biscottate

Fa brutto. Ma va'?

Stamattina, siccome erano finiti i biscotti, ho preso quattro fette biscottate, le ho ricoperte di miele e le ho cosparse di polvere di cocco. Nel farlo, mi sono ricordato di una scena che avevo letto, mi sembra, nella versione che Topolino aveva fatto di Guerra e pace (ma potrei sbagliarmi). In quella scena, Pippo spiegava a qualcuno che, per non spezzare un cracker mentre lo si imburra, bisogna metterci sotto un altro cracker. Ovviamente, così ho fatto con le fette biscottate, perché certi insegnamenti impartiti in tenera età ti si fissano come un imprinting, e permangono per tutta la vita come dogmi. Questo, poi, funziona davvero, anche se Pippo non diceva come fare con l'ultimo cracker, in mancanza di un piatto (il personaggio in quel caso imburrava i cracker a letto).
Comunque sia, mi sono ricordato di quando leggevo Topolino, e mi sono chiesto come sarà ora, dopo tanti anni. Ricordo che mi piacevano un sacco le storie che all'avventura univano uno spirito di conoscenza un po' pierangelesco. Quella sull'acqua, quella sulla clorofilla, i tanti viaggi nella storia col prof. Zapotec. E il mio disegnatore preferito, un vero e proprio mito della mia infanzia, era Giorgio Cavazzano. Il personaggio a cui ero più affezionato in assoluto Paperino, perché era sfortunato, irascibile, sciocco, umano. E il personaggio femminile? Forse Amelia, perché era misteriosa, conturbante e mediterranea.

domenica, giugno 15, 2008

bast

Cielo coperto, una punta di freddo.

Undici anni fa, al tempo in cui ho conosciuto Silvia, lei mi disse che camminando lungo Via Bonora per andare a prendere il pullman diretto ad Alba (eh sì, faceva ancora il liceo), sentiva sempre un gattino miagolare dietro una piccola grata. Infatti, sul muro di un edificio probabilmente abbandonato c'erano, e ci sono tutt'ora, delle finestrelle a circa un metro d'altezza, alcune protette da una rete, altre soltanto da sbarre. Dentro non c'è niente, solo una nicchia piena di macerie di fronte a un muro di mattoni. Ebbene, allora Silvia diceva di aver sentito il gattino miagolare per qualche giorno e, quando infine era morto, si poteva ancora intravedere il corpicino. Qualche volta aveva cercato di mostrarmelo, ma francamente io non sono mai riuscito a vedere niente. A suo tempo comunque non avevo capito bene se l'avesse visto veramente o se si trattasse soltanto di una leggenda metropolitana, e col passare degli anni persino Silvia si è convinta che si fosse trattato di un sogno.
E invece no. Ieri, a distanza di undici anni, passando lì davanti Silvia ha notato che alcune delle macerie erano cadute o erano state spostate, e si vedeva chiaramente il corpicino mummificato del gatto. Non solo, oggi siamo andati a vedere e abbiamo notato che i gattini mummificati erano due, in due finestrelle diverse. Grigi come i pezzi di cemento tra i quali sono morti, con un'espressione triste e disperata sul muso. Sono rimasti lì, per riportarci indietro nel tempo.

mercoledì, giugno 11, 2008

cose che odio quando compro un CD

Oggi ha fatto molto caldo eppure io ascoltavo i Tenhi. Difatti poi il cielo si è incupito ed è arrivato un temporale.

Due cose che odio quando compro un CD:

1) Il maledetto bollino della SIAE appiccicato di fronte, nel bel mezzo della copertina. Avanti, ditelo che lo fate apposta. Tanto lo sapete che, anche provando a staccarlo (e specialmente se l'operazione non viene compiuta subito), rimarrà comunque un indelebile segnaccio deturpante.

2) I libretti strapieni di immagini strane che fanno un sacco figo, ma senza i testi. Ma vi costa tanto, dico io? Ok che ormai si possono trovare in un secondo su internet. Ma se io voglio staccarmi una volta tanto dal computer, aprire il mio bel CD nuovo di zecca col suo bel bollino SIAE sulla foto dell'autore, sedermi sul divano tutto rilassato e godermelo leggendo quel che dice 'sto povero cristo col bollino sul naso?

venerdì, giugno 06, 2008

Peter Pan

Le nuvole si spostano molto rapidamente. Dev'esserci qualche gara lassù.

L'altro giorno, pensando alla grande passione di Pietro per le pagnotte, ho pensato: "Ehi, potremmo soprannominarlo Pietro Micca!".
Quando l'ho detto a Silvia, ho scoperto però che mi aveva già preceduto, e con un soprannome migliore...

giovedì, giugno 05, 2008

foto di famiglia

La stagione delle piogge non è ancora finita.

Ecco finalmente una foto di famiglia... la prima sul blog. L'abbiamo scattata a Imperia, Porto Maurizio (bellissima), su una spiaggetta a Borgo Foce.

martedì, giugno 03, 2008

zanzare, meduse, cervi, fantasmi

Sereno!

Altre considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:

Zanzare
L'altra sera ho ammazzato una zanzara nella stanza da letto, ed era gonfia di sangue. Al pensiero che potesse appartenere a Pietro mi sono sentito un po' rapinato.
Stanotte invece ho sentito un fugace "BZZ" vicino all'orecchio che poggiava sul cuscino. Mi alzo e c'era lì sopra una zanzara, immobile. Probabilmente si era addormentata sotto di me dopo la scorpacciata, perché non mi ci è voluto molto a schiacciarla, nonostante fosse buio, io fossi un po' devastato dalla nottata pietresca e non avessi nemmeno gli occhiali. A giudicare dalla chiazza di sangue, direi che almeno è morta felice.

Meduse
Ieri abbiamo fatto una passeggiata fino a San Bartolomeo. Bellissima spiaggia e mare pulito. Tanto pulito che era pieno di meduse viola, che nuotavano allegramente. Mica tanto allegramente, visto che alcuni bambini tiravano loro la ghiaia. Io non avevo mai visto delle meduse vive e dal vivo. Sarà perché da piccolo non andavo quasi mai al mare. Erano davvero carine. Una mamma ne aveva raccolta una in un secchiello per mostrarla al figlio, avvisandolo però che a fine giornata l'avrebbero rimessa in mare. Con la scusa di farla vedere a Pietro, a cui in realtà interessava di più il cappello del bambino, sono andato a curiosare. Pulsava elegantemente. Ne ho trovate tre arenatesi sulla sabbia, destinate a morire disidratate sotto il sole. Le ho rimesse in acqua con un bastoncino.
Rimango sempre un po' perplesso, dopo aver interferito in qualche modo con il naturale andamento delle cose. Chissà se erano già morte? Chissà se sono sopravvissute? Chissà se pungeranno qualcuno? E se invece volevano suicidarsi?

Cervi
Sabato invece siamo andati a Cervo. Davvero un paese stupendo, tutto scalinate, strettoie, piante, antri ricchi di fascino. Zero macchine, zero motorini. La Liguria che piace a me, insomma. Domenica mia sorella mi ha fatto notare che Cervo non è Porto Cervo.
Questa la dice lunga sulle mie lacune in fatto di geografia e di vip.

Fantasmi
Se stai in una mansarda e sopra di te senti qualcuno che sposta sedie e cammina coi tacchi, cosa significa?

domenica, giugno 01, 2008

parti invertite

Non è completamente convinto, ma credo lo si possa definire un bel tempo.

Ecco la classifica delle chiavi di ricerca di maggio:

1) vacanza in sicilia innamorata di uno di li
2) animale strano a ragusa
3) le 1000 uova e sangue e bruttissimi dinosauri
4) troie volanti
5) bambino furbo che fa il solletico
5b) solletico a un bambino furbo
6) sognare tartarughe morte
7) cambio acqua e compaiono vermetti bianchi
8) cani vestiti da carnevale
9) compio diciott'anni e vorrei
10) film lumaca aliena

venerdì, maggio 30, 2008

gechi, pesti, narici, bambi, pancetta, brontosauro

Oggi vedo un cielo sereno dopo tanto tempo, anche se qui non ha fatto brutto come su da noi.

Considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:
Gechi
Una delle cose che amo della Liguria è che, a differenza del Piemonte, ci sono i gechi. Da noi ci sono un sacco di lucertole, sì, ma io non ho mai visto un solo geco. La Sicilia ne era piena, e qui ne ho già visti tre. Non so perché mi stiano così simpatici, forse perché hanno le dita un po' come le mie.
Pesti
Abbiamo portato Pietro in spiaggia. Si divertiva un mondo a gattonare sulla sabbia e a fare i pasticci con la paletta e il secchiello. Gli piace un sacco giocare con l'acqua, ma è ancora restio a entrare nel mare. E sulla sabbia gattona come un razzo! Ieri si è arrampicato su fino alla borsa di Silvia appesa al passeggino e le ha infilato una manciata di sabbia nella tasca, quatto quatto. Quando Silvia l'ha scoperto, è scappato sghignazzando come una vera peste. Poi s'è fermato, ha guardato indietro, e ha di nuovo sghignazzato.
Narici
L'altra notte, invece, quando l'ho messo nel lettone, mi ha preso il naso con le dita e mi ha tappato le narici mentre dormivo.
Bambi
Oltre alla paletta, il secchiello, e un camioncino per portare la sabbia (che giochi da bimbo grande... mi fa quasi impressione), Silvia ha preso a Pietro anche un libriccino con la storia di Bambi, perché ultimamente gli piace un sacco sfogliare i libri e mi sta ad ascoltare se gli spiego le illustrazioni degli animali imitandone i versi. Ebbene, io non ho mai visto Bambi... però sapevo che era un cartone tristissimo! Non moriva la madre, insomma? E invece in questo libriccino hanno rivisto la storia e finiscono tutti contenti! Che la Disney operi da sempre un'edulcorazione della realtà e delle fiabe classiche è risaputo, ma io mi chiedo... perché devono eliminare a tutti i costi l'idea della morte dall'universo infantile? O meglio, perché la morte dev'essere, al massimo, riservata soltanto al mostro cattivo, all'Altro da eliminare? Quanto può essere educativo dipingere ai nostri figli un mondo in cui non esiste il dolore della separazione? Mi riprometto di ritornare più approfonditamente sull'argomento, un giorno.
Pancetta
All work and no play makes Jack a fat boy. Ci aggiungerei un gusto per la buona cucina che prima non avevo.
Ho messo su pancetta. Io prima di sposarmi mica ero così ingombrante.
Brontosauro
Ieri sera io e Silvia abbiamo convenuto che se dovessi associarmi a un animale, il più calzante sarebbe certamente il brontosauro.
Aggiornamento: a proposito di Bambi, mi correggo. A quanto pare non è stato cambiato il finale, hanno solo liquidato la madre sorvolando sulla sua morte.
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