mercoledì, aprile 30, 2008

bottino magro

Strange weather.

Poche parole chiave divertenti questo mese. Tante sulla dermatite (e mi fa piacere se il mio post è servito a qualcuno), tante sui vestiti per bambini, ancora qualche ricerca sui costumi di carnevale (ma non è un po' tardi?).
Comunque, ecco le migliori:

1) allattamento a tutta birra
2) troie ecologiche
3) cerca parole che iniziano con cia.....cio.....ciu
4) non so se vi risulta ma non è di certo uno sprovveduto
5) sogni amici buttarsi balcone
6) solletico a un bambino furbo
7) come cucire il capello di robin hood
8) parto chiesa
9) immagini degli angoli più sconosciuti di venezia

sabato, aprile 26, 2008

ragni volanti, piccoli rettili, baci romantici

Sole... la primavera volge verso l'estate?

Pensieri sparsi, dopo tanto tempo:

L'altro giorno, mentre camminavo in via Bonora, sono stato superato da un ragno volante. I ragni volano?

Lo stesso giorno, mentre prendevo il caffé mi sono incantato a guardare il cucchiaino che affondava e riemergeva dal liquido scuro.

Allo stesso modo, mentre ieri sera versavo il miele sul fondo della tazza per la tisana, mi sono messo a disegnare dei motivi con il filo sottile che colava dall'alto. Sembravano spine dorsali di minuscoli rettili intrappolati nell'ambra chissà quando, chissà come.

L'altro ieri sera ho finito La strada di Cormac McCarthy. Bellissimo romanzo... a tratti angosciante ai limiti dell'horror, ma comunque gratificante. È la storia di un padre e un figlio. Chissà che padre sarei in una situazione del genere. Grazie a Mana per avermelo imprestato. Lo consiglio a tutti.
Ora si riparte con il Don Chisciotte.

Avete notato quante cosine ho aggiunto nella colonna laterale del blog? In realtà sono cose inutili che probabilmente non interessano a nessuno. Però così, un po' per riempire lo spazio, un po' per segnarmi le cose, un po' per narcisismo.

Giovedì sera è finito il cineforum con Un bacio romantico di Wong Kar-wai. Ok, sarà anche meno bello degli altri film di Wong, ma devo dire che è sempre piacevole quando ti parlano male di un film e questo poi ti sorprende in positivo. E non mi aspettavo di trovarvi Cat Power, in un piccolo ruolo.

Guardare gli anziani ai funerali di un anziano mi lascia pensieroso e un po' triste.

mercoledì, aprile 23, 2008

pagnone

Dopo tanta pioggia, è tornato il sole.

Ieri è morto mio prozio Dorino, fratello di mio nonno. La morte di una persona vicina porta inevitabilmente tanti rimpianti. Ci saranno di lezione per il futuro?
L'immagine di zio Dorino che mi porterò appresso risale a molto tempo fa, quando ero un bambino e lui mi prendeva sulle ginocchia per farmi solletico alla pancia dicendomi "pagnone pagnone pagnone!", un'espressione senza senso che a me faceva venire in mente una pagnotta e un pancione.
Poi si cresce, e la distanza che separa i vecchi dai bambini, invece di assottigliarsi, aumenta.


sabato, aprile 19, 2008

ventinove... trenta

Sole, con una nuvola che fa capolino dal tetto del brutto palazzo di fronte.

Domani compio trent'anni. Non che ci stia a pensare tutto il tempo, ma effettivamente è un traguardo, specialmente se penso al mio immaginario di quando ne avevo meno. In realtà ti senti più o meno uguale a ieri e all'altro ieri, ma se guardi più indietro, vedi che ne sono cambiate un sacco di cose, senza che te ne accorgessi. E i ricordi sono tanti, ma un po' confusi. Vorrei scrivere un pugno di ricordi per ogni anno di vita, come gli anelli di un albero. Non necessariamente i più significativi, ma i primi che mi vengono in mente. Vediamo cosa ne esce fuori.
A zero sono nato, e probabilmente avrò appoggiato il mio culetto nudo su delle coperte arancioni di ciniglia. A uno chissà, sarò stato poco più grande di Pietro, avrò dormito nel lettino bianco in cui ora dorme lui quando sta dai miei, vegliato da mio fratello e da mia sorella, già più grandini. A due di sicuro avevo con me Bubuno, l'orsetto che si succhiava il pollice che compare nella foto del mio secondo compleanno. O era il terzo? A tre... quando ero piccolo, mi sembrava che ogni mio ricordo risalisse a quando avevo tre anni... ad esempio, mi sembrava di averne tre quando sono sceso per la prima volta da solo nella tavernetta (quello che noi chiamiamo "giocobimbi" e non chiedetemi perché) per prendere qualcosa, forse del pongo. A quattro facevo l'asilo... ricordo l'ampia mensa, i gradini in pietra, il budino alla vaniglia, quelli che si portavano l'olio da casa per mangiare la pasta in bianco. A cinque ancora l'asilo, forse non andavo più sul passeggino, ma ne ho comunque un ricordo probabilmente precedente... a ogni modo ricordo quando andavo con mia nonna o Pina lungo la strada estiva, e ricordo un pacchetto di Fonzies. A sei ho iniziato le elementari... ho un ricordo confuso del primo giorno di scuola, ma ricordo quando abbiamo fatto le forme e i colori con dei modellini di legno colorato... forse a quel tempo c'erano le riunioni dell'Ars Musica, in cui cantavano mio padre e mia sorella, e ricordo una bambina di nome Valentina. A sette cos'avrò fatto: di sicuro d'estate i miei nonni venivano a farci giocare nel cortile... e poi il pentolone della conserva e il rifugio che voleva costruire mio fratello... ricordo che una mattina corsi sul terrazzo cercando mia madre e con mia sorpresa vidi che al suo posto c'era mia nonna. A otto anni... terza elementare... il libro di vacanze azzurro d'estate, il bob e la neve con lo zucchero e il limone d'inverno, e probabilmente è stato a quell'età, o poco più tardi, che ho iniziato a suonare il quartino... mio padre mi fece giurare, su un quadro che ritraeva dei funghi appeso nel corridoio della scuola, che mi sarei impegnato a studiarlo... e invece poi mollai. A nove anni forse iniziai a pattinare con lo Skating Roero... ricordo il mio maestro Carmelo, un medico originario di Siracusa. A dieci anni, quinta elementare... qualche gara, forse gli exogini, ma anche il momento forse di poco successivo in cui mi accorsi, guardando la vetrina delle Sorelle Sacchetto, che i giocattoli veri e propri non mi interessavano più... si andava verso le medie e quello strano e un po' ridicolo desiderio di sentirsi più adulti. Undici anni: le figurine degli Sgorbions, l'enorme libro di epica "Dal mito alla storia". Dodici anni: la bicicletta, le estati con Pajo passate a giocare con l'Amiga e i suoi gettoni omaggio per l'autopista. Tredici anni: la fine delle medie, le patatine e la pizza al taglio, il momento in cui mi sono accorto, non riuscendo a distinguere Pajo che mi salutava, che dovevo mettere gli occhiali. Quattordici anni: i romanzi di Stephen King e i Queen... il senso di distacco da un mondo che preannunciava una stagione introversa... l'inizio del liceo scientifico e la scoperta che io di matematica e fisica non capivo un tubo. Quindici anni: i Pink Floyd, le nuove amicizie, io che mi dimentico di essere al volante sul risciò in gita, e finiamo tutti contro un muretto... le prime cotte. Sedici anni: le lezioni di chitarra, presto abbandonate, nella cascina di un fantastico fricchettone roerino, il ritorno al mondo, Peter Gabriel e la world music, la mia prima mostra con i giovani artisti canalesi, all'ex-cinema Odeon. Diciassette anni: la nascita dei Black Riders, il murales in sala prove, gli amici di Canale. Diciott'anni: la leva del '78. Diciannove anni: la gita a Londra, la fine del liceo, la fantastica mostra-discarica all'Odeon da cui è nata l'amicizia con Silvia, il Punto enogastronomico e le ciucche più belle della mia vita, le serate al Macabre con Vaga... e poi l'inizio dell'università, i primi rudimenti di giapponese, la vita torinese, i cinema. Vent'anni: Silvia a colorare qualunque ricordo. Ventun anni: l'eclissi totale a Salisburgo, le Moretti con Ivan, il pellegrinaggio a Bra dei Pamparato Kuh Cowboys. Ventidue anni: il primo viaggio in Giappone e Silvia che trattiene il pianto alla mia partenza e poi scoppia a piangere quando, lo stesso pomeriggio, va a vedersi Hana-bi. Ventitré anni: il viaggio a Osaka, questa volta con Silvia, e le serate ad Amerika-mura con salsicciotto chimico dei Lawson al mattino e latte al cacao. Ventiquattro anni: il terzo viaggio in Giappone, con Alice, Elisa e Mauro... Yukiko, casa sua e il suo cane Toranpu... fare il cameriere nel ristorante italiano "Al solito posto"... la pedana della Yamanote e la pallina blu. Venticinque anni: la mia laurea e la laurea di Silvia, quando avevo quella caramella giapponese enorme in bocca e la sua relatrice mi chiese qualcosa, e io nel rispondere sembrava che avessi un ascesso enorme... guardare le bottiglie di Frangelico sul nastro trasportatore della Barbero. Ventisei anni: il meraviglioso matrimonio, il distacco dalla casa dei genitori, Roma, Parigi, il lavoro alla Panini. Ventisette anni: il viaggio in Giappone con Silvia e soprattutto la settimana a percorrere in treno il Giappone sud-occidentale (il link porta al mio resoconto, che ho spedito a un sito di viaggi), tuttora il viaggio più bello della mia vita. Ventotto anni: mentre traduco in cucina al caldo della stufa, Silvia torna a casa dopo aver fatto il test, e dalle sue lacrime capisco che è incinta. Ventinove anni: Pietro.

venerdì, aprile 11, 2008

pensiamo ad altro 5: cibi durante l'allattamento

Finalmente oggi è piovuto come si deve!

Nonostante le svariate credenze popolari, e salvo intolleranze alimentari o cose del genere, il linea generale si può mangiare praticamente tutto, durante l'allattamento. Almeno, Silvia ha sempre mangiato di tutto (comprese cipolle, porri, cavoli, fagioli e via dicendo) e Pietro non ha mai avuto mal di pancia, né ha mai rifiutato il latte. Be', magari è meglio evitare vagonate di cibi speziati, quintali di funghi o cose troppo porche. Sembra che gli asparagi possano dare un sapore diverso al latte, ma non è necessariamente detto che al bambino non piaccia. De gustibus... Insomma, ciò che voglio dire è che in teoria non ci sono verdure o cibi sconsigliati di per sé, quindi giudicate in base alle reazioni del vostro bambino e alla vostra esperienza quotidiana. Ovviamente non bisogna esagerare con l'alcol (ma un bicchiere di birra o mezzo di vino al giorno è concesso).

P.S.: Ovviamente quando dico che si può mangiare praticamente di tutto, intendo cose umanamente commestibili e sane. Non mangiate quello che non mangereste normalmente. Niente uranio, bulloni, pejote e criptonite, quindi.

mercoledì, aprile 09, 2008

pensiamo ad altro 3: miele

Sì, piove, ma miseramente.

Oggi sono poco ispirato, quindi mi limito a un'informazione. Un'usanza abbastanza tipica è quella di intingere il ciuccio nel miele per fare stare bravi i bambini. In realtà il miele è sconsigliato prima di un anno di età perché può causare botulismo infantile.

P.S.: Mi sto proprio trattenendo a stento dal parlare di politica dopo le ultime allucinanti affermazioni di certa gentaglia.

martedì, aprile 08, 2008

pensiamo ad altro 2: prodotti per l'infanzia

Piove!

Già prima di nascere, il bambino diventa oggetto delle attenzioni delle ditte specializzate. Ricordo che, durante il corso pre-parto, Silvia è arrivata a casa con almeno un paio di scatole piene di campioncini omaggio "donati" dalle più conosciute ditte di prodotti per l'infanzia. Quando poi il bambino nasce, e in particolare dopo i primi piccoli problemi quotidiani, ci si chiede cosa bisognerà comprare per il suo benessere. Ci si fa prendere un po' dall'ansia al pensiero che bisogna pensare per lui, che ovviamente non può fare niente da solo né può dire la sua. Ed ecco che in quattro e quattr'otto ci si fa prendere da questa sorta di ebrezza d'apprensione e ci si ritrova con le mensole piene dei prodotti più svariati. Salvo poi scoprire che tale prodotto non va così bene, quindi lo si abbandona e lo si lascia da parte mezzo pieno. Se ne compra un altro e così via. Ovviamente, il tutto assume dimensioni considerevolmente maggiori nel caso il bimbo abbia la dermatite atopica come Pietro... ma questa è un'altra storia.
Quello che voglio dire però è di fare attenzione e riflettere bene su ciò di cui il bambino ha veramente bisogno, su ciò che in realtà non gli serve e su ciò che può essere addirittura nocivo. I bambini sono un grosso business, e un neo-genitore è una preda molto facile: un po' perché entra in un mondo nuovo e sconosciuto, un po' perché è titubante e ha paura di sbagliare o di non fare abbastanza per il suo bambino.
Tanto per fare un esempio, sulle riviste specializzate troverete sicuramente delle pubblicità di disinfettanti, che usano lo spauracchio dei fantomatici microbi che ci circondano, più o meno come Berlusconi fa con i comunisti. Be', qui è facile non cascarci, perché è ovvio che questi batteri che tramano contro il nostro bambino sono gli stessi che abbiamo addosso noi e che sono ovunque, e che male potranno mai fare? Di sicuro non possono fare peggio delle sostanze usate per eliminarli (se volete potete anche estendere la metafora su Berlusconi fino a qui). E poi il bambino dovrà pur farsi delle difese immunitarie, no?
Poi ci sono le varie cremine, oli e latti detergenti, paste all'ossido di zinco eccetera eccetera. Tutte cose che possono o non possono servire, dipende dalla situazione e dalla radicalità del vostro approccio (dico subito che il mio non è poi così radicale), ma anche qui bisogna fare attenzione e non dare troppo per scontato che il coniglietto o il cagnolino sulla confezione siano per forza indice di qualcosa di carino studiato apposta per il bene dei vostri bambini. Eh no, perché se fate attenzione agli ingredienti, la maggior parte dei prodotti per l'infanzia che trovate comunemente nei grandi centri specializzati contiene sostanze mica tanto carine! Petrolio in gran quantità, profumi, conservanti e sostanze che possono nuocere o meno (nel caso di dermatite atopica, poi, è davvero il caso di starci attenti visto che possono essere irritanti o allergizzanti), ma che comunque, se uno può evitare...
Quindi il mio suggerimento (che rivolgo anche a me stesso come proposito, perché è una cosa a cui sono arrivato solo di recente) è di prendere come criterio di valutazione di un prodotto non solo la marca, il prezzo o le proprietà indicate sulle confezioni, ma anche e soprattutto gli ingredienti. A questo indirizzo, potete trovare un utile biodizionario che indica le sostanze migliori o peggiori. Ricordate che le prime sostanze elencate tra gli ingredienti di un prodotto sono quelle presenti in maggior quantità... quindi se queste sono ad esempio petrolatum, paraffina o vaselina... beh, vuol dire che il prodotto è costituito per lo più da petrolio, anche se sulla confezione si parla di avena o camomilla.
Andando su questa pagina, invece, troverete anche alcune indicazioni sulla pulizia del bebé, su quali sostanze e quali prodotti è meglio evitare (in particolare vengono menzionati l'olio della Johnson e la Pasta Fissan, ma la situazione è abbastanza generalizzata) e quali invece sono più indicati, ecc... insomma, un approfondimento. Forse qualche accorgimento potrà sembrare un po' esagerato, ma documentarsi non costa nulla... dopodiché ognuno è libero di ridimensionare o comunque fare le proprie scelte.

P.S.: Ovviamente il discorso è valido anche per quanto riguarda i prodotti per gli adulti.

lunedì, aprile 07, 2008

pensiamo ad altro - 1: un consiglio sui consigli

Ma oggi non doveva piovere?

Siccome in teoria (non si sa mai, eh!) si dovrebbe votare domenica e io non ho assolutamente voglia di parlare qui di politica questa settimana, ho deciso di sfruttare gli ultimi momenti di governo non berlusconiano per qualcosa di diverso. Voglio quindi dedicare un'intera settimana alla povera sezione "questioni pediatriche", a cui finora ho dedicato un solo post.

Il primo post lo dedico a... i consigli.

Soprattutto nel primo mese di vita del bambino, è possibile che veniate sommersi di consigli non richiesti, in particolare sull'alimentazione e sull'allattamento. È una cosa stressante, che spesso procura parecchi dubbi e incertezze alle neo-mamme. Come se non ce ne fossero abbastanza. Al primo pianto, qualcuno seminerà il dubbio sul fatto che abbiate abbastanza latte. Sicura che mangi abbastanza? Non avrà bisogno di un'aggiunta di latte artificiale? Qualcuno vi guarderà in maniera strana quando addenterete questo o quel piatto, rovinandovi la cena. Qualcuno insisterà se dite che preferite non bere alcolici, tirando fuori la storia che la birra fa latte. Qualcuno contesterà i vostri metodi per addormentarlo, le vostre decisioni su ciuccio o non ciuccio, ecc. Ovviamente la maggior parte delle volte sono consigli dati in buona fede, ma talvolta risultano un po' pesanti e mortificanti per dei neo-genitori.
Il mio consiglio sui consigli è: documentatevi per conto vostro e regolatevi tenendo conto di quel che dicono gli esperti (che sbagliano pure loro, ma sono pur sempre addetti ai lavori), ma soprattutto fate cosa vi dicono il buon senso e le vostre esperienze quotidiane, e non lasciatevi condizionare troppo dagli altri, anche perché non tutti i bambini sono uguali e hanno le stesse esigenze.
So che può sembrare un suggerimento molto banale, ma è vero.

sabato, aprile 05, 2008

due cose

Sarà, ma io aprile me lo ricordavo piovoso. Anche marzo, a dire il vero.

Due cose:

Ho scoperto che esiste il sito dei Canalensis Brando!

L'altra sera ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant. Ovviamente ora non ho tempo né voglia di fare una recensione, ma lo consiglio comunque perché l'ho trovato davvero bello. In generale mi sono piaciuti tutti i suoi ultimi film. Più di quelli vecchi, anche se a dire il vero saranno quindici anni che non li vedo (chiedo scusa a mia sorella che è una fan di Belli e dannati). Questo in particolare, però, mi ha emozionato, divertito, rapito, ammaliato in ogni suo aspetto.

martedì, aprile 01, 2008

diari dell'orto 1

Che caldo oggi!

Dopo i lavori ingrati (erbacce e via dicendo), finalmente anche quest'anno siamo ripartiti con l'orto. L'anno scorso l'avevamo un po' trascurato per via di Pietro, ma ora che può venire con noi e la situazione si è un po' normalizzata, vogliamo fare un bel lavoro.
Innanzitutto vogliamo farlo un po' più ragionato rispetto agli altri anni. Non una cosa qua e una là come al solito.
Oggi abbiamo piantato fagioli cannellini e borlotti, e piselli. Sedano, prezzemolo e carciofi c'erano già.
Oggi si stava da dio al ciabot... un sole caldo e un'arietta fantastica... se non avessi una montagna di lavoro da fare non sarei più tornato a casa.
Se riesco faccio poi uno schemino dell'orto in evoluzione. Volevo farlo con le lettere, ma l'impaginazione mi rovina tutto.

lunedì, marzo 31, 2008

l'ingerenza della chiesa in sala parto

Io un po' di freddo in casa ce l'ho, ma sarà perché sto sempre fermo.

Eccoci al consueto appuntamento con le migliori chiavi di ricerca del mese. Niente di troppo entusiasmante, questa volta.

1) assistenza papa sala parto
2) creare un video sull'infanzia di mio cugino
3) denti sporgenti battute
4) disegni di calabroni per bambini
5) foto del bambno quando gli viene cambiato il pannolino all' asilo nido
6) giocare a calcio col raffreddore
7) parole e immagini che iniziano e contengono cia cio ciu
8) traduci in inglese oggi ce il sole
9) troie con marziani
10) facce mozzate

venerdì, marzo 28, 2008

preghiera in marzo

Preghiera in marzo

"Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio..." (f.d.a)

giovedì, marzo 27, 2008

amen

Un po' d'aria culla le foglie della mimosa qui fuori.

Stanotte ho sognato che io e Silvia ci aggiravamo nei corridoi di un'accademia d'arte di una famosa città. Avevamo una sedia, una di quelle che si usano a scuola, da aggiustare. Per farlo staccavamo viti ad altre sedie. Dopodiché bisognava avvolgerla nel cellophane come qualcuno fa con le valige all'aeroporto, e spedirla.

Qualche tempo fa avevo accennato all'uscita di Amen, l'ultimo album dei Baustelle che a un primo ascolto mi aveva parzialmente deluso.
Dopo ripetuti ascolti, invece, devo dire che è davvero un ottimo album. Ha tre o quattro brani che personalmente non mi convincono pienamente, forse, e magari ha anche uno stile più pesante rispetto agli altri album, a cui si aggiunge un'eccessiva lunghezza che non ne snellisce certo l'ascolto... ma nel complesso devo dire che è un album ricchissimo.
Riascoltando Sussidiario illustrato della giovinezza, ci si accorge di quanto i Baustelle siano cambiati nel corso dei quattro album, e allo stesso tempo non si può che constatare la coerenza di fondo del loro universo musicale e lirico. Ritroviamo in Amen le stesse atmosfere maudit, i gli stessi personaggi laidi e dannati, la stessa sensualità e la stessa propensione per un estetismo decadente. E poi nomi propri, luoghi e tempi specifici che tradiscono una propensione alla contestualizzazione, nonché una visione letteraria e soprattutto cinematografica delle cose, tradita anche da una passione quasi ossessiva per le citazioni di nomi e opere della storia del cinema, dell'arte e della letteratura (basti pensare a Baudelaire, ma non solo).
Eppure credo che sia sbagliato accusarli di ripetersi, perché se così può sembrare a una prima analisi, addentrandosi nell'album ci si accorge di come ogni loro album tratti gli stessi temi offrendone una sensibile variazione, tanto nei testi quanto nelle sonorità. Nel primo caso, mi sembra che Amen sia l'album dei Baustelle che assume sfumature maggiormente politiche (in particolare Colombo, Charlie fa surf, Il liberismo ha i giorni contati e infine la ghost track Spaghetti Western), e in generale quello in cui si fa maggiormente strada la dimensione collettiva rispetto a quella privata. Ciò avviene anche nell'ambito del ricordo, un altro tema fondamentale in Sussidiario illlustrato della giovinezza e La moda del lento. Ai ricordi privati di Le vacanze dell'83, La canzone del riformatorio, Gomma e Love Song, si sostituisce, per esempio, quello collettivo di Alfredo. Dimensione collettiva e privata si fondono poi meravigliosamente nella bellissima L, il cui tema "astrale" fa molto David Bowie, e in L'uomo del secolo.
E infine è banale ma innegabile: da anni non si trovava in Italia uno capace di scrivere testi come Bianconi. Capace cioè di coniugare forma e sostanza, la musicalità della lingua italiana con un significato tangibile, profondo e "necessario". In altre parole, la capacità di usare le parole giuste nel punto e nel modo giusto. Tanto per citare il primo verso evocativo che mi viene in mente, da Antropophagus visto che ancora non ne ho parlato: "Mangiamo a pezzi i nostri figli e qualche avanzo lo incartiamo dentro un foglio di giornale, prima o poi ci servirà/Amiamo l'uomo e il suo sapore, i signori e le signore, il loro eterno roteare come agnello nel kebab". Ma una cosa che apprezzo dei testi dei Baustelle è anche il gusto di giocare sottilmente con la lingua e con le rime, come nel verso di Il liberismo ha i giorni contati che recita: "Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al '66".
Concludo dicendo che la Bastreghi canta sempre meglio.
Vabbè, fatto sta che ora posso dire che questo disco mi è piaciuto e merita. Qui sotto potete ascoltare la commovente Alfredo (non si sente benissimo, ma giusto per un assaggio...).


venerdì, marzo 21, 2008

la doppia vita di mapomo

Primo giorno di primavera.

Alcuni mesi fa, Milly ha trovato a Stia, in strada, il volantino di una mostra di ritratti dalla collezione d'arte contemporanea di Palagio Fiorentino. Sopra c'era questo disegno, forse un autoritratto dell'autore, così me l'ha portato.

Non vi ricorda nessuno?

Effettivamente, nemmeno io posso negare la somiglianza, anche se ha la faccia un po' più allungata.

Mia madre, da vera mamma, ha commentato: "Tu sei più bello".

martedì, marzo 18, 2008

lost in ceriale

Mancano solo le rondini.

Ieri ho detto che avrei parlato della nostra permanenza a Ceriale, e una volta ogni tanto intendo mantenere la promessa.
Credevo che con Pietro avremmo viaggiato molto di meno, e invece siamo sempre in giro. Certo, la Liguria è molto vicina, ma direi che è l'occasione giusta per vederne un po'. Anche perché, con un padre amante della montagna, io il mare l'ho visto poco durante la mia infanzia. Io della Liguria avevo un immaginario un po' legato ai palazzoni anni settanta costruiti lungo le coste per accogliere i turisti. In realtà, scopro sempre di più la bellezza dei suoi vicoli, della verticalità dei suoi edifici, e soprattutto dei suoi borghi. In particolare, questa volta mi sono piaciuti Finalborgo e Peagna, il primo un posto in cui essere idealmente bambini e giocare a pallone con gli amici, il secondo un luogo in cui rintanarsi in una vecchiaia da orsi.
La nostra quotidianità ligure consisteva in mattinate lavorative per me, mentre Silvia e Pietro andavano in spiaggia a farsi rincorrere dalle onde e giocare con la ghiaia della spiaggia. Qualche pomeriggio mi sono concesso una gitarella insieme a loro: in macchina fino a Finale ed Alassio, a piedi fino a Peagna. Oltre all'ottima pizza ad Albenga, mangiata in compagnia di Chiara e Stefano, siamo andati a mangiare fuori una sola volta, in un posto davvero carino: l'Osteria Mezzaluna ad Alassio, che offre ottimi piatti mediterranei accompagnati da canzoni di cantautori italiani (De André in testa... come potevo non trovarmi a mio agio?) e musica dal vivo. Ci siamo trovati davvero bene, e anche Pietro ha gradito.
Che altro dire?
Ah sì, la TV. Normalmente guardo poco la televisione, un po' perché non ne ho l'occasione, un po' perché non ne sento il bisogno, un po' per inguaribile snobismo. Però, in questo breve periodo di disintossicazione da Internet, che solitamente uso anche per tenermi informato, almeno i TG dovevo pur vederli... e ho un po' confermato il mio sospetto: so che è banale dirlo, ma praticamente si salva solo il TG3. E non mi sto riferendo alla faziosità o meno dei servizi, ma proprio alla qualità delle scalette... è il TG in cui meno premono il pedale sulla cronaca nera o sulle notizie totalmente inutili (vedi i servizi strambi sugli animali del TG2). Sullo stesso canale, ho trovato anche interessante il programma di Augias verso ora di pranzo. Bello anche Report la domenica sera, che non ero mai riuscito a vedere. Poi ho anche fatto qualche giro su MTV, che di solito guardo solo per South Park. Soliti video spazzatura, particolarmente irritanti quelli delle varie cantanti o gruppetti finto-rock e finto-trasgressivi fatti con lo stampo (ci uccidete anche il rock!). L'unica cosa che mi ha interessato e divertito è stato il video di Parco Sempione di Elio e le Storie Tese, che si ispira a The Ring (più che altro al remake americano) ed è stato realizzato dalla mitica Shortcut Production (eh sì, sono un fan di Maccio Capatonda). Il video lo potete trovare qui.

Vabbè, ho brontolato abbastanza. Torniamo a noi.
Sebbene l'ultimo giorno la dermatite di Pietro sembrasse essere tornata praticamente al punto di partenza, per ora (tocco ferro) io la trovo un po' migliorata... la crosta sulla guancia è meno essudante e più simile a un rossore. Inoltre, ma forse è solo un'impressione (e tocco di nuovo ferro), mi sembra più stazionaria, e lui si gratta di meno. Mah, speriamo.
In conclusione, siamo stati molto bene. E ci fa bene staccarci da qui ogni tanto, vivere una realtà tutta nostra da affrontare da soli. Piano piano si diventa grandi.

Concludo con qualche foto (e scusate se come al solito sono sistemate da cani).
Inutile dire che la mia preferita è quella in cui corro con Pietro in braccio inseguito dall'onda. Se solo io avessi un'espressione più drammatica, farebbe molto Lost, non vi pare?

lunedì, marzo 17, 2008

assente giustificato

Cielo azzurro e la mimosa sta fiorendo.

Questa volta la mia assenza è giustificata... siamo stati una settimana al mare, precisamente a Ceriale, perché il mare fa bene alla dermatite di Pietro. Fa bene a lui, non alla dermatite. Per questo devo ringraziare Stefano e Chiara, che gentilissimamente ci hanno ospitati per una settimana. Grazie!

A domani per un breve resoconto.

mercoledì, marzo 05, 2008

orsi e attori

Adesso è scuro fuori e non vedo nulla... sospetto che faccia freddo.

Sì lo so. Avevo detto che avrei pubblicato subito un'altra lettera del bisnonno e non l'ho fatto.
Pazienza, in compenso stanotte ho fatto un sogno abbastanza strano.
Stavo su un sentiero di montagna lungo una cresta rocciosa. A un centinaio di metri da me c'era una specie di rifugio. Sotto, molto sotto, c'era un lago molto vasto. Ad un certo punto guardo in basso e vedo un grande orso tuffarsi nel lago e iniziare a nuotare in maniera abbastanza aggraziata. L'orso nuota fino all'altra sponda, dove c'era un alce (non so se mettere l'apostrofo perché non so di che sesso era) sulle rocce. Giunto sull'altra sponda (e qui i doppi sensi si sprecano), l'orso bacia l'alce sulla bocca.

L'altra notte invece ho sognato che Vaga era entrato a far parte del cast della nuova serie di Lost, ed era tornato a casa per un fine settimana, dopo essersi trasferito in America. Così abbiamo organizzato una cena tra amici per salutarlo.

sabato, marzo 01, 2008

lettere dal fronte 2

Nuvole di marzo.

Ecco finalmente alcune cartoline di risposta di mio bisnonno Bartolomeo. Naturalmente sono assai più sintetiche rispetto a quelle della moglie... era al fronte e immagino che non avesse tutto questo tempo e questa disponibilità a scrivere lunghe lettere. Difatti la seconda è scritta tutta storta, come se fosse stata scritta in viaggio.
Domani pubblicherò un'altra sua lettera, questa volta più lunga, che ora fatico a decifrare completamente.
Presto scriverò anche qualche informazione sui protagonisti di questa storia.

Buia, 14-3-916
Cara moglie,
mi domandi della cravatta di lana se mi piace.
Va bene ma per ora non ne o bisogno perche qui non fa freddo. quando mi scrivi fammi sapere se il cavallo e guarito e qualche notizie di Canale perche qui non so piu nulla di li. Altro non mi resta che salutarvi, sto bene, come spero di voi tutta la famiglia,
marito Bartolomeo



Cividale, 24-5-16

Cara moglie, affettuosi saluti a te e a tutta la famiglia. Sono in viaggio, cambiamo di zona.
Andremo per via ignota, quando sia apposto te lo faccio sapere.
Sono sempre il tuo marito.
Un bacio al figlio
Bartolomeo



3-6-1916

Cara moglie,
affettuosi saluti a tutti. Di salute sto bene e come spero di te e il figlio e tutta la famiglia. Saluti dal tuo fratello.
Sono il tuo marito Bartolomeo.

venerdì, febbraio 29, 2008

i dubbi del mondo intero

Oggi è piovuto quando doveva far sereno e viceversa. Però mica si stava male.

Ed eccoci al consueto appuntamento con le più belle chiavi di ricerca del mese.
Le mie preferite sono queste tre:

1) come faccio a vestirmi da vetro per carnevale
2) stanotte mentre dormivo la temperatura e' scesa a 35
3) perchè il 3 gennaio è il giorno più corto?

Seguono, in ordine sparso:

4) pizzeria deserta torino
5) solletico + pipi'
6) animali ubriachi
7) belle di giorno troie di notte
8) costume da guardia robin hood
9) fa bene camminare e sudare con il raffreddore
10) gatto di nome kahlua
11) lettera di addio per la mia nonna
12) rendita lavaggio cani
13) vestiti per bambini rock

giovedì, febbraio 28, 2008

la vita privata degli anfibi

Devo dire che questo febbraio è parecchio grigio, ma mica freddo.

Ieri mi è successa una cosa bella.
Ero in cortile a casa dei miei, a segare le finestre. Davo le spalle alla casa e avevo in faccia il giardino. A un certo punto vedo sfilare di fronte a me, da destra a sinistra con fare lento e solenne, un rospo. Camminava tutto tranquillo, incurante di me. Andava verso lo stagnetto, ignaro del fatto che l'anno scorso l'abbiamo recintato per le tartarughe (che poi sono fuggite) e per quando Pietro camminerà.
Ho aspettato che arrivasse fino alla rete, attirato chissà come dall'acqua.
Poi l'ho raggiunto e l'ho preso in mano. Lui (o magari lei, se andava a deporre le uova come al solito) non ha fatto una piega, come se si aspettasse che sarei arrivato ad aiutarlo. L'ho messo al di là del recinto e me ne sono andato. Quando sono ritornato poco più tardi era già in acqua che mi osservava. Più tardi ancora l'ho trovato in mezzo allo stagno che nuotava tranquillo, con tutte le zampe larghe.
La cosa che mi ha affascinato è di averlo sorpreso in un momento della sua vita senza che lui si accorgesse di me. Senza volerlo sono riuscito a cogliere un attimo importante della sua sfera privata.
A dire il vero, poi mi sono venuti i dubbi: OK, l'ho messo dentro, ma se in acqua ci vanno anche per accoppiarsi, oltre che per fare le uova, e se il rospo dell'altro sesso non ce la fa invece a passare la recinzione, questo qui mi rimane solo soletto per tutta la primavera?
Bah, tanto poi i pesci rossi si mangerebbero comunque tutti i girini, probabilmente.
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