venerdì, settembre 12, 2008

lettere dal fronte 4

Stanotte ha fatto un acquazzone con grandine e temporale. I tuoni quasi quasi non si sentivano, così forte era il rumore della grandine che scendeva.
(grazie a Riki)


Ecco una lettera spedita dallo zio Giovanni al fratello Bartolomeo, mio bisnonno. Purtroppo alcune cose, come la data, non sono riuscito a decifrarle.

Caro Bartolomeo
Da molto e moltissimo tempo che sono in attesa di tue buone notizie. Ma spetta un giorno e spetta un altro ma la mia aspettativa e invana. Ma caro fratello credo che questa volta appena avrai ricevuto questa mia credo sarai tanto gentile di rispondermi dandomi tue notizie, cosa fai e come stai. Credo che della carta da scrivere te ne potrai trovare. Ti scrivo quello perche ne trovo io qui al fronte e per quello che dico sono circa 40 giorni che ti trovi soldato nemmeno un saluto e ben poco non me lai ancora mandato che io tanto desidero di averlo non ti pare vero? Io non ti dico quello sullo scopo che non ti ricordi di me io son fin troppo persuaso che tu mi ricordi ore per ore, ma la questione e quella che ti lasci trascurare un po troppo a scrivere e io e per quello sto in pena sarebbe per me un piccolo scritto e son piu tranquillo. Allora scusami se ti scritto in questa maniera, perche secondo me mi pare di non aver torto, scrivimi che io possa dargli tue buone notizie a chi li desidera, perche bisogni che sappi che Antonio Ferrero mi a scritto e voleva sapere tue notizie ma non le o potuto darle, e poi tanti altri. Passando a darti mie notizie ti posso dire che ringraziando il buon Dio la mia salute e ottima come pure spero che sia per te ugualmente. Altro per ora non sarei a dirti tutti i giorni che gli fa una nevicata, il freddo non manca e stiamo qua aspettare se mi vogliono mandare in licenza come avevano promesso di mandarmi e credo di andare passando un mese. Se vado in qualche maniera studiero di passarti trovare almeno un giorno, io o tanti amici che sono vicino a Cuneo quando adaranno li mandero se sei a Cuneo ancora. Per ora non so cosa raccontarti mi riservo di scriverti quando sarai casa di nuovo e nel frattempo scrivi un mondo di saluti.
e Credimi Sempre il tuo Adorato Fratello Giovanni.
Salutami tutti i tuoi Amici di Canale.

giovedì, settembre 11, 2008

zaini


Agosto 2006, Riserva di Vendicari
I nostri zaini prendono il sole

mercoledì, settembre 10, 2008

buon vecchio scaffale



Come forse qualcuno di voi saprà conoscendomi personalmente o seguendo il blog, io colleziono solo due cose:

1) CD
2) Lattine vuote del caffè Boss (grazie a Mauro e Riki per avermi portato le ultime novità!)

Mi riprometto un giorno di raccontare le circostanze in cui è nata la mia piccola collezione di lattine e mostrarvele tutte (devo solo trovare il modo di fotografarle in maniera decente). Ora pensiamo ai CD.
Colleziono CD perché sono sostanzialmente incapace di vivere senza musica. Qualsiasi azione, anche la più veloce e insignificante, mi annoia se nel frattempo non ascolto qualcosa. Ma anche di questo parlerò un'altra volta.
Torniamo ai CD. Nell'era dell'mp3 in realtà non sarebbe necessario comprare materialmente dei CD, ma io ho bisogno di legare a un oggetto concreto la mia passione. Tempo fa, avevo letto non so più dove un articolo in cui l'autore sosteneva che a questo punto, se i Radiohead fanno uscire i loro album in formato mp3 su Internet, tanto vale che chi vuole per sé l'oggetto-album ritorni al vinile. Effettivamente, il vinile offre al collezionista i suoi vantaggi rispetto al CD: è più grande, quindi offre un maggiore spazio per la copertina e per i testi; è innegabilmente più bello; non ha una copertina in plastica che si righi o si rompa (dannati dentini!); probabilmente sul lungo periodo si rivelerà un supporto/oggetto da collezione più longevo del CD proprio in quanto ha una storia più lunga alle spalle ed è quindi legato a un immaginario collettivo più di quanto non lo sia il Compact Disc. Invece il CD fa ancora parte dell'evoluzione tecnologica in corso, e quindi potrebbe venire presto soppiantato come è stato per le audiocassette.
Sì, ma: 1) io non ho un giradischi; 2) trovare i CD è sicuramente più semplice; 3) non dico che oggigiorno sia impossibile farlo anche con i dischi, ma non ho dubbi sul fatto che sia più comodo mettere un CD sull'Ipod o comunque trasformarlo in mp3 per ogni evenienza. Poi francamente mettersi ad ascoltare degli mp3 con i fruscii farebbe un po' ridere. E poi ricordate? Un tempo si diceva addirittura che i CD fossero indistruttibili. Il mio amico Rambo, fiducioso di ciò, li lanciava tipo freesbee in classe, quando facevamo il liceo. Purtroppo era solo una leggenda. Come quella che annovera, tra i vantaggi del CD, il fatto che volendo ci puoi anche tagliare il salame. Però come specchio d'emergenza funziona discretamente.
Per questi motivi mi accontento dei CD e li colleziono. Che poi collezionare è una parola grossa. Semplicemente, compro i CD che mi piacciono, non appena raggiungono la soglia dei 10,99 euro (mi concedo strappi superiori solo in occasioni particolari). In tutto ciò, l'unico aspetto che può vagamente ricordare una vera e propria collezione è il fatto che ultimamente, alla veneranda età di trent'anni, ho iniziato a trattarli in maniera più ordinata rispetto ai miei standard (che prevedono CD ovunque e immancabilmente nella custodia di un altro CD) e mi piace vederli tutti in fila in ordine alfabetico.
E qui veniamo al nocciolo del discorso: quant'è difficile trovare un mobile o uno scaffale adatto a contenere i CD in questo modo? Eh sì, perché se vuoi tenerli in ordine alfabetico (o in qualsiasi altro ordine), devi per forza sistemarli su una certa larghezza. Non puoi metterli qui dentro per poi spostare i CD di ogni scomparto fino all'ultimo ogni volta che compri un CD degli Ardecore o dei Beatles. E tantomeno puoi metterli dentro il classico porta-CD, perché altrimenti devi spostarli tutti singolarmente ogni santa volta!
Le librerie sono troppo profonde e hanno i ripiani troppo alti, quindi risultano ingombranti rispetto ai CD che possono contenere. Metterli su due file? Che esposizione sarebbe? E poi chi me lo fa fare di andare a cercare ogni volta quelli della fila dietro? Riempire la casa di mensole? Seee...

Insomma, io ci ho provato a cambiare lo scaffale che, a dir tanto, Silvia avrà pagato un euro al Balon ai tempi dell'università. Dà l'impressione di essere traballante e i ripiani sono costituiti da lamiere di ferro applicate in un secondo tempo, quindi ci preoccupava un po', ora che Pietro si tira su e inizia a fare qualche passo. Ma abbiamo fatto qualche prova e risulta ben più solido di quanto sembri (impossibile tirarlo giù dal basso e con una forza anche superiore a quella di Pietro).
E meglio di quello per ora non abbiamo trovato.

martedì, settembre 09, 2008

biciclette


Agosto 2005, Ibusuki (Giappone)
Le nostre biciclette riposano sul lungomare

lunedì, settembre 08, 2008

"tempo d'estate. io vado al mare, voi che fate?"

La prossima volta che scriverò del tempo, ci sarà un sole meno caldo di quello di oggi.

Domattina torniamo al mare per un periodo indefinito di tempo, quindi potrebbe rivelarsi di nuovo complicato aggiornare il blog. Questa volta, però, Mapomo è stato previdente e ha preparato un po' di post in anticipo, in modo da garantire la continuità fino al 26. Li programmerò in modo che vengano pubblicati ogni lunedì, mercoledì e venerdì. Il martedì e il giovedì, invece, pubblicherò vecchie foto di viaggi che mi spiace tenere nel cassetto (ovvero nell'hard disk), cosa che continuerò a fare a ritmo di una alla settimana una volta tornato dal mare.
Il problema è che, dovendo programmare i post in anticipo, non potrò inserire il commento sul tempo iniziale. E Strange Weather non sarebbe tale senza il suo puntuale commento sul tempo. Sono stato tentato dall'idea di improvvisare previsioni basate sulla fantasia, sul caso o sulla speranza, ma poi ho pensato che sarebbe più bello chiedere a voi un piccolo contributo.
Mi farebbe davvero molto ma molto piacere se i lettori di Strange Weather postassero nei commenti una frase sul tempo. Avete la massima libertà d'azione. Commenti e impressioni personali, freddi bollettini, haiku, poesie, canzoni, citazioni di romanzi... vale tutto, purché esprima come sono il cielo e la giornata. L'appello ovviamente è rivolto non soltanto ai soliti quattro o cinque commentatori di fiducia, ma anche e soprattutto a tutti gli eventuali lurker e visitatori occasionali.
Ovviamente, al mio ritorno sposterò i commenti all'inizio dei post.
Grazie!

venerdì, settembre 05, 2008

il bimbo venuto dal nord

L'estate sembra non volerci abbandonare. Ma non convince. Per quanto ne so, le ultime trenta volte l'autunno è sempre arrivato, alla fine.

Pietro parla sempre di più. Ma parla una lingua strana, più simile al tedesco che all'italiano. Anzi, ogni tanto si direbbe proprio una lingua nordica.
Il che spiegherebbe i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Quel bambino non me la conta giusta.

mercoledì, settembre 03, 2008

coerenza

Di nuovo sole, ma abbiamo scavalcato il mese, ed eccoci a settembre.

Quando facevo prima liceo, iniziai ad appassionarmi ai Pink Floyd. Partendo da The Wall, divenni nel giro di un paio d'anni un grande fan del gruppo, e mi procurai in breve tempo gran parte dei loro CD. Col tempo i gusti cambiano un po' e si conoscono cose nuove, quindi ora i Pink Floyd non occupano più lo spazio che un tempo occupavano nella mia vita "musicale", ma ovviamente continuano a piacermi, e ascolto sempre volentieri album come Animals (forse il mio preferito - giusto la settimana scorsa ho messo Dogs come canzone del lunedì e, ovviamente, la potete trovare al fondo della lista del player). Come molti di voi sapranno, la storia dei Pink Floyd è abbastanza articolata, e il gruppo ha avuto sostanzialmente tre leader: Syd Barrett (che non solo ha fondato il gruppo, ma che è anche stato il protagonista del primo post di questo blog), Roger Waters (che ha preso le redini dopo l'abbandono del primo per tutta la durata del loro periodo d'oro) e infine il chitarrista David Gilmour, che ha assunto il comando dopo la dipartita di Waters, che da Animals in avanti aveva iniziato a fare un po' il dittatore. Ora, io sono sempre stato sostanzialmente un watersiano che serbava un grande affetto per Syd Barrett. Ciò significa che ascoltavo anche gli album solisti di questi due (nonostante Waters non abbia combinato un granché da solo, a parte il bello seppure un po' datato Amused to Death), ma non mi sono mai e poi mai azzardato ad ascoltare i dischi dei Pink Floyd successivi all'abbandono di Waters. Sì, ero un po' infantile e discretamente fondamentalista in questo. Un po' come quando ho aspettato almeno un paio di anni prima di vedere il remake americano di Ring. Non so, ma non mi andava proprio. Consideravo i Pink Floyd di Gilmour un esproprio, una cosa che non aveva ragione di esistere.
Ora che sono passati un po' di anni, mi rendo conto di essere stato un po' troppo severo con il chitarrista, che è stato in gran parte artefice delle sonorità del gruppo nonché l'interprete di alcuni dei loro pezzi più memorabili, per quanto Waters fosse la "mente" che condizionava pesantemente gli album degli anni Settanta. E poi devo dire che, quando ho assistito quasi per caso, durante un compleanno di Vaga e Giuppy, alla loro reunion in occasione del "Live 8" sul maxi-schermo di un pub, mi sono commosso.
Così oggi, visto che Deezer mi dava finalmente l'opportunità di ascoltarlo liberamente e senza impegni, mi sono deciso a vincere la mia ritrosia, e ho messo su The Division Bell, album che al tempo della sua uscita sbeffeggiavo largamente pur non avendolo mai sentito...

È UNA LAGNA.

Ho fatto bene a scartarlo per tutto questo tempo.

lunedì, settembre 01, 2008

boh? prova con dei rideaux fiorati

Cielo grigio su. Tra poco ci toccherà accendere la luce di giorno?

Come di consueto, in ordine semi-sparso (la mia preferita è la prima), la classifica delle migliori chiavi di ricerca di agosto.

1) arredamento per sala travaglio
2) animale pericoloso da 5 lettere
3) cerco video o foto di gente deformata
4) cervo ligure fantasmi
5) dinosauri più cattivi del mondo
6) film fantastici sui gufi
7) foto strane palle giganti
8) ho ammazzato tre zanzare
9) le donne incinte fanno molta pipì
10) quale è la harley davidson più rumorosa

domenica, agosto 31, 2008

come faranno le loro mamme?

Cielo nuvoloso inaspettato. Meno male che, pur avendo scritto in anticipo il post, ho lasciato lo spazio vuoto per il commento sul tempo.

Ho un ricordo di quand'ero piccolo piccolo. Mi sembra che fossimo davanti alla finestra del bagno. Ricordo le piastrelle blu scuro e le tende bianche. C'era un ragno, e io stavo per ammazzarlo, quando mia madre mi disse qualcosa del tipo: "Poverino, non pensi alla sua mamma? Come farà, quando non lo vede arrivare?". Credo che questo concetto mia madre l'abbia ripetuto più volte, tanto da imprimerlo a fuoco nella coscienza. Ancora oggi, cerco di evitare di ammazzare qualunque essere, e se lo faccio per sbaglio o per "necessità", provo sempre un senso di colpa, una sorta di malessere, per quanto minimo. Se da bambino o da adolescente ho ammazzato degli insetti per "diletto", mi vergogno a ricordarlo.
Eppure, mentre eravamo a Varazze, provavo viva soddisfazione ad ammazzare le zanzare tigre che ci massacravano di morsi.
Sono cose che fanno riflettere.

venerdì, agosto 29, 2008

piccoli rimpianti

Un altro mattino di sole. Peccato che sia sveglio dalle 4:30 (e non per colpa di Pietro).

Il pomeriggio dell'ultimo giorno al mare, visto che al mattinoPietro si era dimostrato sì restio come al solito ad entrare in acqua, ma non tanto da piangere e, anzi, aveva addirittura accennato dei sorrisi, abbiamo deciso di portarlo a fare un ultimo fugace bagnetto. Mentre eravamo tutti e tre in acqua, vediamo apparire un testone che faceva facce buffe in direzione di Pietro. Apparteneva a un omone afroamericano e devo dire che faceva il suo bel strano effetto, vederlo comparire in acque liguri, tra anziane madame e bimbetti.
Abbiamo scambiato due parole. Lui mi dice che non oltrepassa quel punto perché non sa nuotare. Io gli rispondo che anche per me è lo stesso, e mentre parlo mi rendo conto di quanto è arrugginito il mio inglese parlato. E già, perché se scrivere e soprattutto leggere in inglese fa parte della mia quotidianità, francamente non ho molte occasioni di parlarlo. Ma le occasioni basterebbe crearle, no? Vabbè, io sono impedito a parlare anche in italiano. Comunque gli chiedo di dov'è e lui mi dice che viene da New York, ed era lì con qualche amico genovese. Non sapendo che altro dire, vado da Pietro.
Tornati in spiaggia, ci siamo incontrati nuovamente. Il newyorkese e i suoi amici italiani stavano proprio sull'asciugamano accanto al nostro. Era un tipo simpatico e faceva un sacco di complimenti e facce buffe a Pietro. Una di quelle persone che ci sanno fare con i bambini, insomma.
Comunque, gli chiedo se posso scattare una foto di loro due insieme. (la vedete qui accanto... Pietro non era del tutto convinto). Lui acconsente felice della cosa. Poi vanno via, ci si saluta, e finisce lì.
E io rimango a pensare. Mi dico che sarebbe stato carino se gli avessi chiesto l'indirizzo email per mandargli la foto. Mi dico che, di già che c'ero, potevo anche conversare un po' di più. Idealmente mi fa piacere incontrare persone di ogni parte del mondo, così come italiani di ogni parte d'Italia. Sono orso sì, ma non sono un misantropo . Mi incuriosiscono gli altri. E invece no. Mi fermo sempre prima e spreco queste occasioni. Perché essenzialmente sono una persona timida. E perché temo sempre di parlare a sproposito. Alla fine, mi dico che forse non ne vale la pena. Questo aspetto di me mi secca particolarmente. Ci sono tanti aspetti della nostra personalità che non ci garbano. Col tempo, li si accetta. Io poi sono pieno di difetti: sono smemorato, disordinato, non so parlare, sono ansioso, pauroso, ecc ecc. Questo però è uno degli aspetti che accetto di meno.
Nel profilo qui a fianco ho scritto che vorrei morire come il suonatore Jones, con "ricordi tanti e nemmeno un rimpianto". Però mi accorgo che, in realtà, il mio carattere mi porta a vivere di tanti piccoli rimpianti.

mercoledì, agosto 27, 2008

addio cavaliere dalla trista figura

Siamo ad agosto e c'è il sole, ma chissà perché, quando vado al ciabot sento più vicino l'autunno.

Nel corso del mio soggiorno varazzese ho finalmente terminato la lettura di Don Chisciotte.
Anche se ho inframezzato i due volumi con La strada, è passato davvero un sacco di tempo da quando l'ho iniziato. Non solo a causa della sua lunghezza (sono quasi 1200 pagine), ma soprattutto perché non sempre riuscivo a leggere alla sera, e quando ci riuscivo spesso mi si chiudevano gli occhi dopo poche pagine. La colpa non è ovviamente del romanzo, che è assolutamente fantastico e geniale (e come potrebbe essere altrimenti?), quanto della mia stanchezza serale. Ad accelerare e rendere più godibile la lettura, sono stati il viaggio in treno da solo a Udine lo scorso gennaio, e le varie "vacanze" al mare e in montagna. Quando sono via da casa riesco a leggere di più. Non solo alla sera, ma anche in bagno, perché normalmente a casa leggo manga o riviste, quando sono in bagno.
E adesso, com'è naturale dopo tutto questo tempo passato insieme, sento un po' la mancanza delle follie dell'hidalgo e dei proverbi di Sancio.

Ora, giusto per leggere qualcosa di completamente diverso, ho iniziato Il fattore umano di Graham Greene, che avevo acquistato tempo fa sull'onda dell'entusiasmo dopo la lettura de L'americano tranquillo.
Ecco, com'era di consueto, l'inizio:

Da quando, oltre trent'anni prima, era entrato a far parte dei Servizi come giovane recluta, Castle era sempre andato a fare lo spuntino di mezzogiorno in un pub dietro St James's Street, non lontano dall'ufficio. Se gliene avessero chiesto il perché, avrebbe citato l'ottima qualità delle salsicce; come birra, avrebbe forse preferito una marca diversa dalla Watney's, ma la qualità delle salsicce faceva passare questo ultimo particolare in secondo piano. Castle era sempre in grado di dare conto delle proprie azioni, anche le più innocenti, ed era immancabilmente puntuale...

lunedì, agosto 25, 2008

un vero sfigato

Cielo sereno. Le lenzuola di notte non bastano più.

Il mio primo incontro col mare di Varazze, il giorno successivo al nostro arrivo, è stato piuttosto turbolento, e ha vinto lui.
Chi come me è miope e porta gli occhiali forse mi capisce: non è per niente bello il senso di smarrimento che si prova quando, per entrare in acqua, si è costretti a togliere gli occhiali. Così, da autentica volpe, mi dico: vabbè, per ora faccio una capatina in acqua senza entrare con la testa, giusto per prendere confidenza con il mare... non è il caso di togliere gli occhiali.
SPLASH
Sbattuto a riva dalla prima ondata un po' brusca, presa in pieno petto. Dopo la seconda decido che quasi quasi è meglio tornare in spiaggia, quando mi accorgo che... magia: gli occhiali non ci sono più.
Panico.
Silvia va a cercarli, ma l'acqua è sporca e ci sono le onde, e oltretutto Pietro si mette a piangere appena la vede allontanarsi. Ormai di recuperarli non se ne parla più. Sono le sette di sera e noi siamo a piedi, a una ventina di minuti di distanza tanto dal centro del paese quanto da casa. Che fare? Il giorno dopo dovevo pure lavorare... fortunatamente Silvia vede una macchina che s'allontana dalla spiaggia. Coglie al volo l'occasione e chiede se mi danno un passaggio in centro. Col costume fradicio e con un ginocchio sbucciato (per via dei sassi sulla spiaggia, sui quali mi aveva sbattuto l'ondata), monto in macchina di questi gentili signori che mi portano fin dall'ottico. Dopo aver infradiciato anche la poltrona di quest'ultimo durante la visita, riesco a farmi garantire gli occhiali per il giorno successivo. La signora, molto gentilmente, mi lascia anche un campione di lenti a contatto da quindici giorni, da usare nel frattempo (sorvolo sulle peripezie per indossarle).
Morale: sono uno sfigato. Ma il giorno successivo, alla stessa ora, avevo già i miei occhiali nuovi.

sabato, agosto 23, 2008

colonna sonora dell'estate

Una giornata di sole canalese. Quel sole che preannuncia la fine dell'estate.

...Ed eccoci arrivati dal mare. Come al solito, è stata una vacanza-non-vacanza. Nel senso che, su due settimane di permanenza a Varazze, avrò passato sì e no due giorni senza lavorare. Ma va bene così. È uno degli inconvenienti, e insieme dei vantaggi, del mio lavoro. Siamo stati davvero bene e credo che ci torneremo presto in modo da ritardare il più possibile l'eventuale e probabile ritorno invernale della dermatite (poiché il mare sembra essere molto efficace a scongiurarne i sintomi - nel caso vi foste chiesti cosa ci faccio sempre al mare io che non so nuotare).

Esordisco questa serie di post mancati (troppo faticoso pubblicare sul blog con la misera velocità della mia chiavetta) riportando qui la colonna sonora dell'estate!
Nonostante i problemi con il lettore CD (io ho sempre problemi coi lettori CD), le musiche che hanno accompagnato la nostra semi-vacanza, condizionandone le atmosfere e portandosi dietro qualche ricordo da scongelare poi a ogni ascolto, sono state principalmente:

-Viaggio di andata:
Harry Belafonte, il nostro must per ogni viaggio in auto. Più qualche aggiunta di Amen dei Baustelle e dello Zecchino d'Oro, con il ritmo ska di Il coccodrillo come fa.

-Nella casa al mare:
Principalmente Micah P. Hinson and the Gospel of Progress di Micah P.Hinson, Revolver e Abbey Road dei Beatles, Desire di Bob Dylan, La revancha del Tango dei Gotan Project. Sono i primi (e i meno lugubri) che ho caricato sulla chiavetta USB dello stereo. E visto che a un certo punto il lettore CD ha smesso di funzionare e io non avevo mai voglia di caricare altra roba dal PC alla chiavetta...

-Durante TUTTI i viaggi in auto a Varazze e dintorni:
Sempre e solo Fred Buscaglione (anche perché scordavo sempre di caricare in macchina il porta-CD), rispolverato direttamente dai tempi in cui era accompagnato da serate nell'ex-auto di Ivan, birre Moretti, tequila bum bum e capatine ai Murazzi da "Giancarlo".

-Viaggio di ritorno:
Si parte con La favola di Adamo ed Eva di Max Gazzé per tenere allegro Pietro, e si prosegue col più introspettivo Superwolf di Bonnie Prince Billy, una volta che il piccolo è entrato nel mondo dei sogni.

Ovviamente ho già inserito nel player qui in fondo tutto quel che sono riuscito a trovare su Deezer.

martedì, agosto 19, 2008

le trasmissioni riprenderanno il prima possibile

Cielo limpido, un po' più fresco. L'afa sembra ormai lontana.

Questa lunga assenza non dipende da me, ma dalla connessione troppo lenta per blogger. Avrei potuto mettere in serbo qualche post da far pubblicare automaticamente durante questo periodo, per ogni evenienza, ma udite udite... non l'ho fatto.
Ad ogni modo, riprenderò a scrivere dal 23... ci vediamo!

sabato, agosto 09, 2008

facciamoci perdonare 7 - ciau turin

Chissà come fa oggi? Questo post lo scrivo in anticipo perché sarò al mare e non si sa mai. Non vorrei mancare alla mia promessa.

Toh, una galleria di Repubblica carina, una volta tanto (merito della fotografa, però)! Mi è piaciuta soprattutto la raccolta di frasi alla fine. Mi è anche venuta un po' nostalgia di Torino.

venerdì, agosto 08, 2008

facciamoci perdonare 6 - che la forza sia con lui

Notte da sudare.

Silvio Berlusconi: "Avevamo promesso più sicurezza e abbiamo fatto dei provvedimenti che danno più sicurezza e tengono sotto controllo l'immigrazione clandestina e che portano l'esercito del bene, i nostri militari, a contrapporsi tra i cittadini e l'esercito del male".

Ok, ci siamo. L'abbiamo perso. Finalmente è andato fuori di testa del tutto.
Potrei anche ricredermi, per carità, se mai vedessi Darth Vader varcare le Alpi.

giovedì, agosto 07, 2008

facciamoci perdonare 5 - paura!

Cielo di quel nuvoloso un po' fresco che ti fa dire: ah, finalmente!

Stanotte Pietro ha pensato bene di scavalcare la sponda bassa del lettino, buttarsi nel lettone e, dopo aver scroccato il latte, mettersi a girare per tutto il letto dandoci testate e piangendo. Per la disperazione, abbiamo portato il lettino in cucina e lì abbiamo fatto i turni aspettando che si addormentasse. Quando sono tornato in camera c'è voluto un po' per prendere sonno, e allora mi è venuta in mente una vecchia storiella di paura che mia sorella mi aveva raccontato quando facevo le medie. Mi ha sempre colpito perché, pur nella sua semplicità, secondo me ben coglie il nocciolo della paura, ovvero sa darle quel giusto spazio di incognita, di vuoto che ognuno può colmare un po' come meglio crede con le sue paure più recondite.
Provo a trascriverla, un po' a memoria, un po' aggiungendo del mio:

C'è una ragazza che guarda la TV accarezzando distrattamente il suo gatto di fianco a lei. Sono soli in casa. A un certo punto le sembra di sentire come un gocciolio... PLIC PLIC PLIC.... PLIC PLIC PLIC... subito pensa che faccia parte del film che sta guardando, poi le viene il dubbio e abbassa il volume... PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC... no, non è la TV. Viene dal bagno. Dev'essere il lavandino. Non dà troppa importanza alla cosa, rialza il volume e riprende a guardare il film accarezzando il suo gatto. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Che fastidio però. Affonda le mani nel pelo del gatto per scacciare il nervoso, poi si fa prendere dal film e smette di farci caso, così riprende ad accarezzare dolcemente il micio senza più pensarci fino ai titoli di coda. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Una volta terminata la visione, si decide ad alzarsi, va in bagno... PLIC PLIC PLIC... e trova, appeso al lampadario, il suo gatto squartato che gocciola sangue.

mercoledì, agosto 06, 2008

facciamoci perdonare 4 - ora vi mangio tutti

Con quest'afa la sera mi tocca per forza lasciare aperte le finestre e ascoltare le odiose accelerate dei motorini sulla piazza.

Primi dentini.


martedì, agosto 05, 2008

facciamoci perdonare 3 - l'avvento del sonoro

È mezzanotte e non c'è un filo d'aria.

Qualche giorno fa ho scoperto, grazie a un commento in un post sul blog di Mattia, un sito fantastico: Deezer. Si tratta di un sito che permette di ascoltare un sacco di musica gratuitamente e, soprattutto, legalmente. Un paradiso. Il sito è utile per assaggiare in anteprima un album o un gruppo (magari non si trova proprio l'album o la canzone che si cerca, ma quanto meno ci si fa un'idea) prima di comprarlo onde evitare delusioni. Ma non solo. Permette infatti di realizzare anche quello che è sempre stato uno dei miei sogni, per quanto riguarda Strange Weather: realizzare una playlist di canzoni preferite da poter esportare sul proprio blog.
Ed ecco che così nasce il player che (per ora) trovate al fondo del blog. Per il momento ho cercato di inserire quasi tutte le musiche che, nei post come nelle canzoni del lunedì, hanno fatto sinora da collona sonora silenziosa a Strange Weather. Ma da adesso in avanti potrete ascoltare direttamente le canzoni sul sito senza doverle cercare in giro. Evviva!
Funziona come un normale player: potete scegliere la canzone o farle scorrere in maniera casuale con il tasto più a sinistra. Per la gioia di Riki, inoltre, non c'è l'autoplay, quindi non siete obbligati ad avere il sottofondo musicale, se non lo volete (devo dire che è una cosa che trovo farecchio fastidiosa anch'io, quando mi capita su altri siti).
Unica pecca (e qui entrate in ballo voi): non so dove metterlo e , soprattutto, come fare. Per inserirlo nella colonna a sinistra (già abbastanza affollata, a dir la verità), dovrei tagliare un pezzo del player (cosa che ho fatto con risultati non del tutto soddisfacenti), o meglio allargare la colonna o l'intera pagina del blog... ma non so bene come fare senza combinare casini pacioccando l'html del blog. Avevo provato ad allargare la pagina centrale (quella giallo chiaro) e la colonna a sinistra, ma per ottenere un risultato decente dovevo spostare anche la sfumatura sul bordo destro della pagina, e non sapevo come fare.
Comunque, per ora l'ho messo al fondo perché è il posto in cui disturba di meno, ma non mi soddisfa di certo... quindi accetto qualunque suggerimento e aiuto!

P.S.: Mi impongo, come criterio, di inserire solo canzoni o autori che sono stati nominati all'interno del blog. Per questo sto spulciando indietro nel tempo tutti i post con l'etichetta "musica" per inserirli tutti (quando si trovano, ovviamente). In giornata la playlist dovrebbe essere completa.
P.P.S: Non so perché, ma il player sistema le canzoni nella lista esclusivamente in ordine di inserimento (le più recenti al fondo), quindi se uno vuole cercare una canzone è per forza costretto a spulciare tutta la lista.

lunedì, agosto 04, 2008

facciamoci perdonare 2 - il secondo

Due ventilatori accesi.

Ecco, con lieve ritardo, la classifica delle migliori chiavi di ricerca di luglio. La prima secondo me è un piccolo capolavoro. Che senso ha cercare il secondo giorno più lungo dell'anno?! Mica li scrivono tutti! E soprattutto, mica sono in ordine sparso! Cerca il primo e logicamente sarà quello successivo o il precedente, no?


1) il 2° giorno più lungo dell'anno

2) a che ora è iniziato il concerto di manu chao

3) cibi che mangiava i sumeri

4) foto di narici tappate

5) i fantasmi sono pericolosi? yahoo answers

6) pullman per l'addio a bill gates

7) ho lasciato mia moglie prima che partorisse

8) tartarughe d,acqua perche scappano

9) video amatoriali castrato

10) nella musica c'era greensleeves nella pittura?

domenica, agosto 03, 2008

facciamoci perdonare 1

Classica calda afosa giornata d'agosto.

Questo mese, come avrete notato e come ho già ribadito, ho avuto poco tempo e ancor meno spazio mentale per concepire dei post (nemmeno quello sulle chiavi di ricerca, pensate un po'). Per rifarmi, ho deciso di impegnarmi a garantire una settimana di post. Non so bene cosa tirerò fuori, ma ecco il primo, ovvero il post che spiega perché questo mese ho avuto così poco tempo.

1) Il 5/6 luglio c'è stato l'addio al celibato di Mana (che da allora ho promesso di non chiamare più così, ma pazienza, manteniamo questo soprannome almeno per il blog)... una festa che ha richiesto un grande sforzo organizzativo da parte di tutti i suoi amici, che ha preso la forma di almeno un centinaio di email. Comunque, una splendida festa di cui varrà la pena parlare prima o poi...

2) Lavoro lavoro lavoro. Tra l'anime di Death Note e svariati fumetti che si incastravano infrangendo le leggi del tempo umano, questo mese, così come quelli precedenti, non ho avuto un attimo di respiro. Confido nel prossimo.

3) Il regalo per il matrimonio di Mana e Cri. Io e Silvia ci siamo messi in testa di costruire da noi una scacchiera a partire da un ceppo, con le pedine da dama e scacchi fatte in pasta di sale. Questo ci risucchiava anche l'ora serale dalle 23 alle 24 che Pietro ci lasciava. Senza contare lo sforzo mentale dovuto alla fretta e all'iniziale mancanza di idee. Fortunatamente, anche se l'opera è stata terminata un'ora prima del matrimonio, è andato tutto bene.

4) La febbre di Pietro. Pietro nelle ultime settimane ha avuto la febbre per tre volte. Una volta (forse) per il dentino. Una volta per il vaccino esavalente. Una volta, a cavallo tra questa settimana e la scorsa, per una faringite acuta + tonsillite, che gli ha procurato una bella febbre intorno ai trentanove/quaranta gradi per diversi giorni. Non vi dico le notti. Ora sta meglio, ma...

5) ...Intanto è riuscito ad attaccarla pure a me. Fortunatamente in forma molto più lieve (febbre sui trentotto, mal di gola e fiacchezza per due/tre giorni).

6) Spostamenti vari. Siamo andati un paio di volte in montagna per toglierci da quest'afa. Ovviamente questo per me non ha mai significato vacanza. Grazie al portatile e alla fantastica vodafone key, Mapomo lavora sempre e ovunque. Mare, montagna... chissà cosa ci riserverà il futuro?

7) La vodafone key. Mentre al mare andava spedita, in montagna va più o meno come un modem a 56k... quindi ti passa la voglia di stare collegato.

8) Varie ed eventuali. Ovvero, fiacchezza dovuta al caldo e alla solita mancanza di sonno; carenza di idee; carenza di eventi particolari da raccontare; personale pigrizia; problemi col computer.

lunedì, luglio 28, 2008

io e il mio nemico

Mi sa che è tornata l'afa.

Negli ultimi giorni sono successe un po' di cose, per cui ho dovuto per forza assentarmi dal blog. Mi impegno, ma senza promettere nulla, di scrivere un resoconto di tutto quanto.

Intanto, però, parliamo di una cosa che è successa ieri. Ricordate questo post?
A dire le cose pubblicamente, prima o poi si finisce per essere messi alla prova. Non so se si trattasse della protagonista di quel post, anzi: a dire il vero credo proprio fosse semplicemente un coniglio del mio vicino di ciabot, e non una lepre... ma cavalchiamo l'aria che si respira in Italia da qualche tempo e facciamo un po' di tutta l'erba un fascio, e fingiamo quindi che fosse proprio lei, il mio acerrimo nemico.
Stavo andando a bagnare i piantini di cavoli e cavolfiori che avevo piantato la settimana scorsa nell'orto, quando ecco che, sul sentiero che divide i pomodori dalle melanzane (nonostante io li veda magnificamente insieme), ecco che incontro, a un metro da me, lei.
Ci guardiamo. Ci scrutiamo. Poi lei, come se niente fosse, invece di scappare mi si avvicina e si mette a leccare la punta dell'innaffiatoio bagnata d'acqua. Potevo forse guardarla con cipiglio severo? Ho tirato dritto e ho continuato il mio lavoro, mentre lei, senza curarsi di me, si mangiava l'altro mio nemico, ovvero le erbacce. Insomma, ognuno faceva il suo lavoro senza disturbare l'altro. Poi ho notato che mi mangiava anche qualche foglia dei fagiolini nuovi e delle melanzane nane. Una volta l'ho cacciata con dei gesti, un'altra ho tentato di allontanarla spingendola via con le mani (sì lo so, soprattutto ero troppo tentato di accarezzarla), ma lei era irremovibile e sfrontata. Infine le ho dato un'albicocca un po' marcia che tanto dovevo buttare, e si è rivelata una soluzione ideale per entrambi: lei si è messa a gustare il dolce frutto lasciando stare i fagiolini.
Mentre mi gongolavo tutto soddisfatto di questo incontro e della constatazione di aver magnanimamente saputo non abusare dell'occasione e del potere che il caso mi aveva riposto tra le mani, mi interrogavo sul da farsi, rispondendomi infine: "Al diavolo, per qualche fagiolino! Degli altri ne ho mangiati comunque un sacco e c'erano pure meno piante. E poi basta fagiolini, sono già pure stufo! Che male c'è se si mangia qualche foglia?", guardo in basso e mi accorgo di essere salito sull'unica pianta di peperoncini lunghi che avevo. Una povera pianta che era sopravvissuta con forza e coraggio, rialzandosi dal fango e dal cretto dopo quel rovinoso temporale. Stava mettendo qualche frutto. Chissà se l'ho stroncata definitivamente.
Non so se in tutto ciò è insita una lezione, e se c'è non l'ho capita.

mercoledì, luglio 23, 2008

bastava davvero così poco?

Devo dire che in questi giorni si sta particolarmente bene.

Non credo sia mai capitata un'assenza così lunga. Potrei trovare diverse scuse, ma la verità è che non avevo proprio voglia (e tempo) di scrivere. Voi direte: invece di scrivere post così lunghi saltando di palo in frasca, perché non li suddividi programmandone uno al giorno, così l'andamento del blog risulta più costante? Boh, è che sono fatto così.

La cosa maggiormente degna di nota degli ultimi giorni sono stati i primi dentini di Pietro, sui quali magari farò poi un resoconto più dettagliato. Poi c'è il fatto che siamo andati a Valdieri la settimana scorsa, e lì, oltre a lavorare abbiamo fatto delle passeggiate, giocato con l'acqua delle fontane e un vecchio trattore abbandonato. Pietro ha imparato a salire e scendere le scale. Fa il verso del pesce se glielo chiedi. Fa BRRRRRRRRR quando gioca con le macchinine.

Siccome eravamo a un tiro di schioppo, giovedì scorso siamo andati a Cuneo per vedere gli Offlaga Disco Pax che suonavano al Nuvolari. Fa effetto pensarci, ma l'ultima volta che ci eravamo stati fu undici, dico undici, anni fa, per sentire i Marlene Kuntz. Io e Silvia eravamo appena diventati amici, e chi se l'aspettava che saremmo ritornati la volta successiva con un figlio (un figlio praticamente biondo e con gli occhi azzurri, poi)? Eppure non sembra passato così tanto tempo. Ricordavo perfettamente la via, il parco, tutto.

Una bellissima serata. Il concerto iniziava alle dieci, quindi siamo potuti partire con calma dopo aver dato da mangiare a Pietro a Valdieri. Siamo arrivati a Cuneo senza fretta e, come per magia, abbiamo trovato subito la strada. Ma soprattutto, magia delle magie, abbiamo trovato subito parcheggio a venti metri dall'ingresso. Sarà che erano solo le nove. Ci siamo messi a cercare da mangiare nel parco, rassegnati a un porcaro o a un tramezzino da bar. E invece, con sommo piacere, abbiamo scoperto (l'avevamo completamente rimosso) che all'interno fanno anche pizze, carne alla brace e quant'altro, da mangiarsi comodamente sotto un tendone. La cosa più sconvolgente è stato riuscire a fare tutto senza fretta. Eh sì, perché io e Silvia abbiamo passato la vita a correre e mangiare in fretta per arrivare, comunque in ritardo, al cinema, ai concerti, dappertutto. Dopo aver mangiato la nostra pizza mentre Pietro socializzava con la gente di altri tavoli, ci siamo fatti qualche giro per le bancarelle intorno al palco e, infine, ci siamo accomodati su un prato a giocare con Pietro, che era particolarmente di buonumore. Il concerto è iniziato da lì a poco. Si sentiva e si vedeva abbastanza bene anche dal prato e, dato che sotto il palco non c'era tanta folla, si poteva tranquillamente fare un'escursione in prima linea di tanto in tanto, uno alla volta. L'ultimo bis, però, l'abbiamo visto tutti e tre insieme, con Pietro sulle mie spalle... il suo primo concerto rock!

Il concerto in sé è stato molto bello. Poi non so, io ultimamente mi sento così orfano di sinistra che una serata così mi serviva proprio. Una specie di tonico. Certo, l'ambiente del Nuvolari sembra rimasto un po' quello di certi immutabili alternativi sinistroidi e reggaefili che mi ha stufato da parecchi anni e che alla lunga trovo pure irritante. Però ieri sera lì in mezzo mi sentivo a casa e in pace con il mondo. Non sopporto le band che campano di luoghi comuni politici, ma il discorso è molto diverso per quanto riguarda gli Offlaga Disco Pax. I testi delle loro canzoni proiettano il comunismo nella dimensione privata del ricordo (e io adoro i ricordi), come un oggetto lontano visto con personale partecipazione, nostalgica e critica allo stesso tempo, attraverso un lirismo ironico, autoironico, disincantato, dolente, amaro. Un oggetto per lo più delimitato dai confini spaziali e temporali dell'Emilia Romagna filo-sovietica negli anni Settanta-Ottanta (come recita fiero il finale di Robespierre: "e infine il mio quartiere, dove il partito comunista prendeva il 74% dei voti e la democrazia cristiana il 6%"). Il tutto con un accompagnamento musicale intenso pur nel suo minimalismo, che spazia dall'elettronica dei Kraftwerk al post-rock.

Ecco, non so bene perché, ma sentivo proprio il bisogno di un concerto così, e non solo per la buona musica, il tuffo nei concerti del passato, la serata perfetta, l'opportunità di giocare tanto con Pietro in un posto diverso e accogliente, lontano dal torpore canalese. Forse ne avevo bisogno anche perché, sebbene alle elezioni non abbia votato la sinistra radicale e quindi abbia contribuito anch'io nel mio piccolo a lasciarla per la prima volta fuori dal parlamento, ora che non si vedono più tanto in giro mi sento un po' orfano e sperduto. Mi mancano, insomma. Tanto che, quando un paio di giorni fa ho letto il nome "Diliberto" su Repubblica, ho provato come un senso di sollievo, sebbene non sia affatto d'accordo con la sua linea e sia amareggiato dalle scissioni. Francamente, a me Diliberto non è mai piaciuto, però ecco, sapere che quella gente non è ancora del tutto scomparsa come sembrerebbe un po' mi rincuora.

Insomma, tutto questo per dire che ieri sono andato a comprarmi un paio di scarpe da mettermi al matrimonio di Mana e, sopra uno scaffale di scarpe in esposizione c'era un cartello con su scritto qualcosa del tipo: PER AVERE LA SINISTRA RIVOLGERSI ALLA CASSA.

Bastava davvero così poco?

venerdì, luglio 11, 2008

diari dell'orto 3

Ho caldo alla schiena. Però di notte fa fresco.

Bilancio dell'orto:

Zucchini: ok
Fagiolini gialli: ok
Fagiolini verdi: per ora ok
Fagioli borlotti: pochi ma buoni (un po' per colpa mia, un po' per colpa tua, maledetta lepre)
Fagioli cannellini: ok
Piselli: male, ma chi se ne frega tanto non mi piacevano
Pomodori: per ora ok
Pomodorino pachino: male, stupida pianta, per una che metto
Peperoncino lungo: bene ma lento
Peperoncini rotondi: così così
Peperoni: per ora bene
Melanzane: per ora bene
Cetrioli: bene
Melanzane mini giapponesi: forse piantate troppo tardi?
Patate: per ora ok

giovedì, luglio 10, 2008

consigli grammaticali per gli utenti di yahoo answers

È tornato il computer. Basta con la rovente tastiera del portatile e il ventilatore sulla scrivania.

Ok, sono caduto nel tunnel di Yahoo Answers. Volevo solo fare un paio di domande, ed eccomi trascinato nel vortice di punti e risposte.
Divertente, comunque. Effettivamente utile in alcuni casi.
Certo che però si leggono un sacco di strafalcioni, ma proprio tanti. Tutti noi commettiamo degli errori e delle sviste grammaticali (io stesso conto sull'indulgenza dei lettori), ma qui la situazione si fa generalizzata. Per questo ho deciso di fondare la sezione "Consigli grammaticali per gli utenti di Yahoo Answers". ^__^

Essendo il primo post sull'argomento, esordisco con ben tre consigli su alcuni degli errori più frequenti:

1) Sta NON Stà
2) Qual è NON Qual'è
3) Io do NON Io dò

mercoledì, luglio 09, 2008

un anno fa

Sono accaldato, in più fa un caldo da morire!

Un anno fa, esattamente a quest'ora, nasceva Pietro. Ricordo benissimo quel momento: come sono scoppiato in lacrime quando è uscito tutto d'un colpo, dopo quella lunghissima giornata. Ricordo che avevo messo su un CD di Billie Holiday, ma non so quale canzone ci fosse in quel momento perché non l'ho sentita.
Oggi siamo andati al ciabot e, ai piedi di un albero, abbiamo seppellito una scatola del tempo contenente alcuni oggetti-ricordo di quest'anno di vita. Un giorno lo diremo a Pietro, e lui potrà portarla alla luce, se vorrà. Altrimenti la lascerà lì per i posteri. Strano a dirsi, ma è la seconda scatola del tempo con cui ho a che fare, nel giro di appena una settimana.

Auguri, Pietro!

martedì, luglio 08, 2008

un po' di musica

Un normale giorno d'estate, fatto di ventilatori, tende e tapparelle in azione, bicchieri vuoti.

Nell'ultima settimana sono stato un po' impegnato per diversi motivi, quindi non ero tanto in vena di scrivere. Comunque eccomi qua. Se penso che un anno fa a quest'ora eravamo già in ospedale ad attendere il fatidico momento, ignari del fatto che sarebbe avvenuto solo nel tardissimo pomeriggio del giorno successivo...

Parliamo un po' di musica:

1) L'altra settimana sono andato con Mana al concerto di Cat Power a Bollate. Era una vita che non andavo a un concerto "internazionale"... l'ultimo probabilmente è stato quello di Micah P. Hinson a Torino nel febbraio del 2007, pensate un po'. Abbiamo faticato un po' a trovare la bellissima Villa Arconati (amici lombardi, qualche cartello segnaletico in più non farebbe male!), ma per il resto non ci sono stati intoppi. Anche perché Cat Power ha iniziato a suonare verso le 11, quindi sarebbe stato impossibile arrivare in ritardo. Un bel concerto, un'ora e quaranta filata, senza fronzoli e concessioni al pubblico. Niente classici da You're Free e Moon Pix. Se c'erano erano stravolti al limite dell'irriconoscibile come la hit Lived in Bars. Inizialmente la cosa si è rivelata un po' faticosa, anche perché io l'ultimo album non l'ho ancora assimilato bene, ma nella seconda parte la performance si è fatta particolarmente emozionante. E sebbene la cantante abbia tirato dritto per tutto il concerto, si è rivelata particolarmente tenera e generosa col pubblico a concerto finito, quando si è fermata per un po' di tempo sul palco a lanciare ai fan sorrisi, bottigliette d'acqua, pezzi di spartiti o scalette accartocciati, e persino i fiori che le avevano donato gli organizzatori. L'unica cosa che non ho capito (e che mi ha scocciato) del concerto, è stato il pubblico. Per tutta la durata del concerto c'è stato un viavai che francamente non ho mai visto a un concerto. Manco fosse stato gratis! Fatto sta che ti passavano davanti continuamente, e alla lunga diventava irritante vedere gente che si alzava come funghi.

2) Grazie alle solite offerte di IBS, ho recuperato un paio di CD di Tom Waits che mi mancavano a 7,90 euro: Mule Variations e Real Gone. Non li avevo mai presi perché non mi avevano convinto del tutto, ma a quel prezzo non potevo lasciarmeli sfuggire. E devo dire che, specialmente il primo, che alla sua uscita mi aveva deluso, mi ha piacevolmente sorpreso. Il secondo mi aveva subito entusiasmato, poi devo dire che me l'ero un po' dimenticato per via di qualche traccia un po' ostica. Ho inoltre preso a 20 euro l'ultimo Orphans... il prezzo sembra caro, ma in realtà l'album è particolarmente generoso, dato che è costituito da ben tre cd fitti di canzoni (quindi a conti fatti, equivale agli altri). C'è da dire infine che hanno tutti eleganti copertine cartonate con un sacco di belle foto e, tranne nel caso di Orphans la cui mole avrebbe richiesto troppo spazio, hanno fortunatamente i testi.
La cosa bella degli album di Tom Waits è che ci sono sempre almeno tre o quattro pezzi memorabili. Cosa che non capita più negli album di Nick Cave, un altro dei pochi autori prediletti della mia adolescenza, che ultimamente sforna album tra il mediocre e il buono, ma senza picchi davvero emozionanti.

martedì, luglio 01, 2008

animali pericolosi e intervento divino

Sono tornate le nuvole. Eppure ho un ventilatore sulla scrivania. Perché? Perché stamattina il computer di casa non partiva, così sto usando il portatile. Ma d'estate il mio portatile scalda un casino sotto i palmi delle mani, e mi dà un gran fastidio. Per questo gli punto il ventilatore contro.

C'è un bel casino sulla mia scrivania.
Pazienza, veniamo alle migliori chiavi di ricerca del mese di giugno.
Da segnalare innanzitutto la caccia al geco.
Continuano le ricerche sui costumi da carnevale: ragazzi, siamo a luglioooo!
Un altro consiglio: guardate che gli orsi e i draghi di komondor poi crescono. Sono PERICOLOSI!
Infine, mi fa piacere che tanta gente arrivi qua cercando consigli sulla dermatite atopica. O meglio, mi fa piacere se trovano le informazioni che cercavano. Se avessero dei suggerimenti, però, mi piacerebbe tanto che li lasciassero nei commenti ai post. Alla religione come soluzione, però, non avevo mai pensato, giuro.
Ecco la classifica (non necessariamente in ordine di preferenza):

1) dermatite religione
2) io voglio cuccioli veri di orso
3) vendo cuccioli komondor
4) fumetti per bambini sull'abbigliamento
5) foto di vestiti per bambini di pirati
6) antidoto contro i gechi
7) come eliminare i gechi
8) gechi da eliminare
9) giochi di indiani dinosauri
11) tartarughe tre narici

mercoledì, giugno 25, 2008

orche

Aprire di notte, barricarsi in casa di giorno.

Una delle cose che più amo di Silvia è la sua capacità di cogliere perfettamente l'essenza di una cosa o di una persona con delle immagini, spesso collegate al mondo animale. È una sorta di reciproca intesa telepatica, una capacità di esprimere ciò che entrambi proviamo o vediamo in un determinato momento, come e meglio di me.
Ieri sera siamo andati a cena per il compleanno di Chiara e, come sempre di fronte a un menù appetitoso, abbiamo esagerato con il cibo. L'abbuffata, il viaggio, l'afa, il vino, Pietro che emanava calore come un termosifone... siamo arrivati a casa stremati e gonfi.
Una volta messo Pietro a letto, ci siamo bevuti un bicchiere di acqua e limone in cucina, per dissetarci e aiutare la digestione. Sentivo la pancia così tesa che non sapevo da che lato mi sarei potuto coricare.
Era ormai l'una. Ci guardiamo negli occhi. Io le propongo, un po' a gesti, un po' a parole, di andare a stramazzare sul letto, e dentro di me vedo come l'immagine di un tricheco che crolla sugli scogli, o un enorme dinosauro che precipita al suolo... quando lei salta su e dice: "Come orche piene di delfini?".
Non sto nemmeno a spiegare come e perché quell'immagine calzasse così bene in quel momento, perché la rovinerei soltanto, sminuendone l'efficacia e l'immediatezza. Fatto sta che l'ho trovata sublime e ho riso veramente di gusto con le poche forze che rimanevano.

martedì, giugno 24, 2008

diari dell'orto 3

Perdo un po' di me stesso, sudando sui tasti.

Ieri mattina e stamattina, tra le 7:30 e le 8, sono andato al mio orto, visto che lavorarci più tardi è improponibile, con questa afa. Devo dire che con la quiete mattutina è più bello. Praticamente tutto silenzio, solo qualche cinguettio. Si stava così bene che per una volta ho accantonato l'ipod. Certo, non era poi così presto... se fossi andato un'ora prima sarebbe stato ancora più bello, e in più avrei goduto di un fresco invidiabile. Ma ragazzi, io faccio il traduttore, non il contadino. E smuovermi dal letto dopo una fantastica nottata in cui Pietro si è svegliato solo una volta, non è cosa facile.
Ieri finalmente ho raccolto qualcosa, perché finora avevo soltanto lavorato senza ricevere nulla in cambio. Colpa del tempo che ha rallentato tutto, tranne l'avanzare delle erbacce. In particolare, i piselli hanno accusato il Maggio anomalo e si sono aggrovigliati depressi su se stessi, senza avere la forza di arrampicarsi. Poco importa... del resto a me non piacciono i piselli, e neppure a Pietro. Ho comunque raccolto qualche fagiolino che Pietro ha apprezzato molto, i primi due zucchini e un po' di prezzemolo.
Una cosa che adoro è essere sorpreso dalla velocità della natura. Questa mattina, dove ieri alla stessa ora c'era solo terra asciutta, erano spuntati germogli di zucchino con due foglie larghe come un pollice. Allo stesso modo, facevano capolino quelli dei nuovi fagiolini, con il guscio del seme in testa.
Una cosa che invece adoro un po' di meno è scoprire che una lepre sfacciata si è servita senza alcun ritegno, potando quasi a zero le foglie di una mia pianta di fagioli. Se una di queste mattine ci incontriamo faccia a faccia, non avrò il coraggio di farti del male perché sarai sicuramente troppo carina, ma ti guarderò con un'espressione severa, ma così severa che d'ora in avanti girerai al largo.

lunedì, giugno 23, 2008

quattro

Dalla finestra aperta dello studio arriva un po' di fresco.

Stanotte Pietro ha dormito per più di quattro ore di fila. QUATTRO-ORE-DI-FILA. Non accadeva da Ottobre. Difatti, non essendo abituato, non riuscivo più a dormire, e così sono venuto a lavorare un po' sperando di farmi venire un po' di sonno.
Nel silenzio dell'alba, il suono della ventola del mio pc, che d'estate fa una casino pazzesco, assume proporzioni mostruose. Cerco di combatterlo mettendomi gli auricolari e ascoltando un po' di musica. Comments of the Inner Chorus dei Tunng è quello che più si adatta all'atmosfera.

venerdì, giugno 20, 2008

aggiornamenti a sinistra

Quando fa caldo così, la ventola del pc inizia a ringhiare.

Aggiornamenti alla colonna di sinistra:

1) Dove possibile, ho potenziato la sezione "altri mari" avvalendomi del nuovo strumento di Blogger che consente di sfruttare meglio i feed. Così potete vedere quali sono gli ultimi post dei blog dei miei amici o di quelli che ho scovato sul web. Sì lo so, per ora sono sempre gli stessi.

2) Ho cambiato il nome della sezione "canzone della settimana" in "canzone del lunedì". Che cambiamento, eh?! Comunque, ho deciso di alternare ogni settimana una canzone italiana a una straniera. Questa settimana tocca a quella straniera. Se avessi saputo prima che questa settimana cadeva l'anniversario dei 60 anni dalla nascita di Nick Drake, avrei fatto il brillante e avrei messo una sua canzone, ma il lunedì è passato. Quindi sarà per la prossima volta. Ovvero tra due lunedì.

mercoledì, giugno 18, 2008

anche i cinesi usano il cortisone

Oggi c'è il sole!

Qualche tempo fa, una ex collega di Silvia la cui nipote è affetta da dermatite atopica come Pietro, le ha parlato di una "crema cinese miracolosa", promettendole di spedirgliene un tubetto. Quando ho sentito la parola "miracolosa", mi si è subito accesa una lampadina con su scritto "cortisone", ma dato che si tende a non escludere nessuna possibilità, abbiamo aspettato di vedere di cosa si trattava. Una volta arrivata la crema, ho subito fatto una ricerca su qualche sito cinese, aiutandomi con i traduttori automatici che offre il web (maledetti, un giorno ci ruberete il lavoro!)... e ho avuto conferma dei miei sospetti: la crema 999 皮炎平, questo è il nome indicato sul tubetto, è una normale crema a base di desametasone, che è appunto un farmaco cortisonico. Quindi occhio, perché va usata come tale.
Insomma attenzione, perché il fatto che sia di origine cinese non significa necessariamente che si tratti di una cremina al jinseng pestata col mortaio da un vecchio saggio barbuto su un monte avvolto dalla nebbia.

martedì, giugno 17, 2008

fette biscottate

Fa brutto. Ma va'?

Stamattina, siccome erano finiti i biscotti, ho preso quattro fette biscottate, le ho ricoperte di miele e le ho cosparse di polvere di cocco. Nel farlo, mi sono ricordato di una scena che avevo letto, mi sembra, nella versione che Topolino aveva fatto di Guerra e pace (ma potrei sbagliarmi). In quella scena, Pippo spiegava a qualcuno che, per non spezzare un cracker mentre lo si imburra, bisogna metterci sotto un altro cracker. Ovviamente, così ho fatto con le fette biscottate, perché certi insegnamenti impartiti in tenera età ti si fissano come un imprinting, e permangono per tutta la vita come dogmi. Questo, poi, funziona davvero, anche se Pippo non diceva come fare con l'ultimo cracker, in mancanza di un piatto (il personaggio in quel caso imburrava i cracker a letto).
Comunque sia, mi sono ricordato di quando leggevo Topolino, e mi sono chiesto come sarà ora, dopo tanti anni. Ricordo che mi piacevano un sacco le storie che all'avventura univano uno spirito di conoscenza un po' pierangelesco. Quella sull'acqua, quella sulla clorofilla, i tanti viaggi nella storia col prof. Zapotec. E il mio disegnatore preferito, un vero e proprio mito della mia infanzia, era Giorgio Cavazzano. Il personaggio a cui ero più affezionato in assoluto Paperino, perché era sfortunato, irascibile, sciocco, umano. E il personaggio femminile? Forse Amelia, perché era misteriosa, conturbante e mediterranea.

domenica, giugno 15, 2008

bast

Cielo coperto, una punta di freddo.

Undici anni fa, al tempo in cui ho conosciuto Silvia, lei mi disse che camminando lungo Via Bonora per andare a prendere il pullman diretto ad Alba (eh sì, faceva ancora il liceo), sentiva sempre un gattino miagolare dietro una piccola grata. Infatti, sul muro di un edificio probabilmente abbandonato c'erano, e ci sono tutt'ora, delle finestrelle a circa un metro d'altezza, alcune protette da una rete, altre soltanto da sbarre. Dentro non c'è niente, solo una nicchia piena di macerie di fronte a un muro di mattoni. Ebbene, allora Silvia diceva di aver sentito il gattino miagolare per qualche giorno e, quando infine era morto, si poteva ancora intravedere il corpicino. Qualche volta aveva cercato di mostrarmelo, ma francamente io non sono mai riuscito a vedere niente. A suo tempo comunque non avevo capito bene se l'avesse visto veramente o se si trattasse soltanto di una leggenda metropolitana, e col passare degli anni persino Silvia si è convinta che si fosse trattato di un sogno.
E invece no. Ieri, a distanza di undici anni, passando lì davanti Silvia ha notato che alcune delle macerie erano cadute o erano state spostate, e si vedeva chiaramente il corpicino mummificato del gatto. Non solo, oggi siamo andati a vedere e abbiamo notato che i gattini mummificati erano due, in due finestrelle diverse. Grigi come i pezzi di cemento tra i quali sono morti, con un'espressione triste e disperata sul muso. Sono rimasti lì, per riportarci indietro nel tempo.

mercoledì, giugno 11, 2008

cose che odio quando compro un CD

Oggi ha fatto molto caldo eppure io ascoltavo i Tenhi. Difatti poi il cielo si è incupito ed è arrivato un temporale.

Due cose che odio quando compro un CD:

1) Il maledetto bollino della SIAE appiccicato di fronte, nel bel mezzo della copertina. Avanti, ditelo che lo fate apposta. Tanto lo sapete che, anche provando a staccarlo (e specialmente se l'operazione non viene compiuta subito), rimarrà comunque un indelebile segnaccio deturpante.

2) I libretti strapieni di immagini strane che fanno un sacco figo, ma senza i testi. Ma vi costa tanto, dico io? Ok che ormai si possono trovare in un secondo su internet. Ma se io voglio staccarmi una volta tanto dal computer, aprire il mio bel CD nuovo di zecca col suo bel bollino SIAE sulla foto dell'autore, sedermi sul divano tutto rilassato e godermelo leggendo quel che dice 'sto povero cristo col bollino sul naso?

venerdì, giugno 06, 2008

Peter Pan

Le nuvole si spostano molto rapidamente. Dev'esserci qualche gara lassù.

L'altro giorno, pensando alla grande passione di Pietro per le pagnotte, ho pensato: "Ehi, potremmo soprannominarlo Pietro Micca!".
Quando l'ho detto a Silvia, ho scoperto però che mi aveva già preceduto, e con un soprannome migliore...

giovedì, giugno 05, 2008

foto di famiglia

La stagione delle piogge non è ancora finita.

Ecco finalmente una foto di famiglia... la prima sul blog. L'abbiamo scattata a Imperia, Porto Maurizio (bellissima), su una spiaggetta a Borgo Foce.

martedì, giugno 03, 2008

zanzare, meduse, cervi, fantasmi

Sereno!

Altre considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:

Zanzare
L'altra sera ho ammazzato una zanzara nella stanza da letto, ed era gonfia di sangue. Al pensiero che potesse appartenere a Pietro mi sono sentito un po' rapinato.
Stanotte invece ho sentito un fugace "BZZ" vicino all'orecchio che poggiava sul cuscino. Mi alzo e c'era lì sopra una zanzara, immobile. Probabilmente si era addormentata sotto di me dopo la scorpacciata, perché non mi ci è voluto molto a schiacciarla, nonostante fosse buio, io fossi un po' devastato dalla nottata pietresca e non avessi nemmeno gli occhiali. A giudicare dalla chiazza di sangue, direi che almeno è morta felice.

Meduse
Ieri abbiamo fatto una passeggiata fino a San Bartolomeo. Bellissima spiaggia e mare pulito. Tanto pulito che era pieno di meduse viola, che nuotavano allegramente. Mica tanto allegramente, visto che alcuni bambini tiravano loro la ghiaia. Io non avevo mai visto delle meduse vive e dal vivo. Sarà perché da piccolo non andavo quasi mai al mare. Erano davvero carine. Una mamma ne aveva raccolta una in un secchiello per mostrarla al figlio, avvisandolo però che a fine giornata l'avrebbero rimessa in mare. Con la scusa di farla vedere a Pietro, a cui in realtà interessava di più il cappello del bambino, sono andato a curiosare. Pulsava elegantemente. Ne ho trovate tre arenatesi sulla sabbia, destinate a morire disidratate sotto il sole. Le ho rimesse in acqua con un bastoncino.
Rimango sempre un po' perplesso, dopo aver interferito in qualche modo con il naturale andamento delle cose. Chissà se erano già morte? Chissà se sono sopravvissute? Chissà se pungeranno qualcuno? E se invece volevano suicidarsi?

Cervi
Sabato invece siamo andati a Cervo. Davvero un paese stupendo, tutto scalinate, strettoie, piante, antri ricchi di fascino. Zero macchine, zero motorini. La Liguria che piace a me, insomma. Domenica mia sorella mi ha fatto notare che Cervo non è Porto Cervo.
Questa la dice lunga sulle mie lacune in fatto di geografia e di vip.

Fantasmi
Se stai in una mansarda e sopra di te senti qualcuno che sposta sedie e cammina coi tacchi, cosa significa?

domenica, giugno 01, 2008

parti invertite

Non è completamente convinto, ma credo lo si possa definire un bel tempo.

Ecco la classifica delle chiavi di ricerca di maggio:

1) vacanza in sicilia innamorata di uno di li
2) animale strano a ragusa
3) le 1000 uova e sangue e bruttissimi dinosauri
4) troie volanti
5) bambino furbo che fa il solletico
5b) solletico a un bambino furbo
6) sognare tartarughe morte
7) cambio acqua e compaiono vermetti bianchi
8) cani vestiti da carnevale
9) compio diciott'anni e vorrei
10) film lumaca aliena

venerdì, maggio 30, 2008

gechi, pesti, narici, bambi, pancetta, brontosauro

Oggi vedo un cielo sereno dopo tanto tempo, anche se qui non ha fatto brutto come su da noi.

Considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:
Gechi
Una delle cose che amo della Liguria è che, a differenza del Piemonte, ci sono i gechi. Da noi ci sono un sacco di lucertole, sì, ma io non ho mai visto un solo geco. La Sicilia ne era piena, e qui ne ho già visti tre. Non so perché mi stiano così simpatici, forse perché hanno le dita un po' come le mie.
Pesti
Abbiamo portato Pietro in spiaggia. Si divertiva un mondo a gattonare sulla sabbia e a fare i pasticci con la paletta e il secchiello. Gli piace un sacco giocare con l'acqua, ma è ancora restio a entrare nel mare. E sulla sabbia gattona come un razzo! Ieri si è arrampicato su fino alla borsa di Silvia appesa al passeggino e le ha infilato una manciata di sabbia nella tasca, quatto quatto. Quando Silvia l'ha scoperto, è scappato sghignazzando come una vera peste. Poi s'è fermato, ha guardato indietro, e ha di nuovo sghignazzato.
Narici
L'altra notte, invece, quando l'ho messo nel lettone, mi ha preso il naso con le dita e mi ha tappato le narici mentre dormivo.
Bambi
Oltre alla paletta, il secchiello, e un camioncino per portare la sabbia (che giochi da bimbo grande... mi fa quasi impressione), Silvia ha preso a Pietro anche un libriccino con la storia di Bambi, perché ultimamente gli piace un sacco sfogliare i libri e mi sta ad ascoltare se gli spiego le illustrazioni degli animali imitandone i versi. Ebbene, io non ho mai visto Bambi... però sapevo che era un cartone tristissimo! Non moriva la madre, insomma? E invece in questo libriccino hanno rivisto la storia e finiscono tutti contenti! Che la Disney operi da sempre un'edulcorazione della realtà e delle fiabe classiche è risaputo, ma io mi chiedo... perché devono eliminare a tutti i costi l'idea della morte dall'universo infantile? O meglio, perché la morte dev'essere, al massimo, riservata soltanto al mostro cattivo, all'Altro da eliminare? Quanto può essere educativo dipingere ai nostri figli un mondo in cui non esiste il dolore della separazione? Mi riprometto di ritornare più approfonditamente sull'argomento, un giorno.
Pancetta
All work and no play makes Jack a fat boy. Ci aggiungerei un gusto per la buona cucina che prima non avevo.
Ho messo su pancetta. Io prima di sposarmi mica ero così ingombrante.
Brontosauro
Ieri sera io e Silvia abbiamo convenuto che se dovessi associarmi a un animale, il più calzante sarebbe certamente il brontosauro.
Aggiornamento: a proposito di Bambi, mi correggo. A quanto pare non è stato cambiato il finale, hanno solo liquidato la madre sorvolando sulla sua morte.

lunedì, maggio 26, 2008

come truman

Siamo al mare. Qualche goccia, tanto vento, ma non fa freddo.

Ieri eravamo in giro per Diano Marina. A un certo punto abbiamo sentito uno strano verso. La prima cosa che ho pensato è stata: "Cosa ci fa un asino in pieno centro?". Si trattava in realtà di un neonato che strillava disperato mentre il padre lo portava a passeggio nel marsupio.
Oggi ripercorriamo la stessa via e, nell'identico punto, assistiamo nuovamente alla medesima scena, esattamente tale e quale, tranne per il fatto che ci siamo incrociati provenendo da direzioni opposte rispetto a ieri. Quel suono potente in lontananza, poi sempre più vicino, fino ad accorgersi che proviene da una minuscola creatura nascosta in un marsupio blu.
Ok, riflettendoci con calma in un secondo tempo viene da pensare che probabilmente abitano proprio in quella via, e che per il padre sia una consuetudine scendere in strada a portare il bambino a passeggio per addormentarlo o dargli un po' di sollievo dalle coliche. Inoltre, per noi quella è la via del ritorno, quindi non era casuale che passassimo da lì, e ciò fa sì che le probabilità di incontrarsi in quel punto non fossero poi così basse.
Però giuro che per un attimo mi sono sentito Jim Carrey in The Truman Show.

giovedì, maggio 22, 2008

linus palm

Stanotte ho sognato che nevicava.

Ho sognato che nevicava, appunto. Ma nevicava grosso come le strisce di stoffa che si inseriscono nei pannolini di Pietro. E io osservavo nevicare dalle fessure della tapparella, in camera da letto. Ho anche sognato che andavo a comperare non so cosa nel minimarket di Lino Palma, che però era gestito da Benedetta, la mamma di Giovanni. A un certo punto sento qualcuno fuori dal negozio, nella piazza della torre, che parla di me in dialetto siciliano. Mi aspetto che entri questa persona, e invece mi si avvicina un tizio con gli occhiali, che mi dice: "Ti ricordi di me? Andavamo a scuola insieme". Io ci penso, ma i due decenni trascorsi dalle medie e dalle elementari è come se si allungassero, formando una barriera insormontabile. Chi è quella persona? Era in classe con me? Forse era un ripetente giunto all'ultimo anno. Forse qualcuno che poi si è trasferito. A un certo punto arrivano anche Vaga e Fabrizio, un mio compagno delle medie che ora vedo molto di rado e con cui ci scambiamo giusto un saluto. Ci mettiamo a mangiare tutti e quattro in un angolo del minimarket, che nel sogno faceva anche da trattoria, di sera. Il tavolo quadrato era posizionato vicino alla cassa, ma era piccolo e si stava molto molto stretti, perché lì vicino era pieno di bottiglie ai piedi degli scaffali. E dire che erano solo le sette e mezza, e il locale era ancora vuoto. Perché mettersi proprio lì, dunque?
In un altro sogno, o forse sempre nello stesso, io e Silvia dovevamo andare a cena dai miei, ma erano già le nove e mezza di sera, ed eravamo in ritardo con i preparativi. Vivevamo sempre nel minimarket. Io ero appena arrivato da un lavoro serale in una fabbrica deserta. Finito il turno, ero tornato di corsa, e i miei passi echeggiavano nell'enorme struttura, vuota come la carcassa di un dinosauro. Il tempo passava. Erano quasi le dieci.

Ora, perché proprio Lino Palma? Saranno un paio di settimane che non ci metto piede. L'unico collegamento che mi viene in mente è troppo assurdo per essere vero, e potrebbe significare che:

a) la mia mente è davvero troppo, troppo intricata
b) si tratta di una inguaribile deformazione professionale, ossia un istinto a tradurre tutto ciò che mi passa davanti
c) quando si è morti di sonno, guardare Lost a mezzanotte mangiando torta e bevendo camomilla fa male

Il collegamento è: la puntata di Lost che abbiamo visto ieri sera si concludeva su Benjamin Linus in mezzo alla giungla. Piena, come al solito, di palme.

sabato, maggio 17, 2008

lettere dal fronte 3

Ieri tutto d'un tratto sembrava di essere tornati a maggio, poi oggi di nuovo una regressione, e siamo ritornati ad aprile.

17-6-1916 Caro marito, vengo con questa mia andi per dirti che siamo in salute come pure posso dirti del nostro piccolo Ottavio. Sto a dirti che il fratello Giovanni e partito per il fronte, appena che io sappia dove si trova te lo faccio sapere. Caro marito, ti prego di scrivermi sovente sovente, non sai con che ansia io aspetto le tue cartoline, credimi che uno dei tuoi scritti, mi sollevano proprio il cuore. Dunque ti prego per piacere di scrivermi, anche i saluti soltanto, perche sapendo che ti trovi nel pericolo io sto molto in pena. Caro marito, guarda di pregare sempre il buon Gesu e Maria Vergine affinché ti aiutano nei tuoi bisogni, e prenderti guarda affinche non ti succeda nessuna disgrazia. Altro non mi resta di salutarti da parte mia e di tutta la nostra famiglia e la famiglia Sperone e ricevi mille baci dal nostro figlio, e saluta il mio fratello da parte mia e dalle due famiglie e ricevi mille baci dalla tua affezionatissima moglie Catterina e figlio.

A margine c'è scritto: "ancora mille baci, moglie e figlio".

18-8-916 Cara moglie, oggi o ricevuto la tua lettera e sono stato contento. Ti faccio sapere che oggi siamo in riposo qui a (ndm.: indecifrabile), e se non arriva niente per una ventina di giorni non andiamo piu in trincea. Sto anche a dirti che ho passato 15 giorni in prima linea ma sono stati lunghi più di un anno, per causa del tempo che ha sempre nevicato e faceva brutto che non si poteva piu resistere, e la neve era alta da 5 a 7 metri. E gli altri 15 in seconda e andata meglio e poi eravamo piu fuori di pericolo. Se Iddio mi da la fortuna di andare a casa, mi ricordo sempre il giorno di Pasqua come lò passato, ho avuto ancora fortuna che uno Istituto femminile di Genova a mandato della roba di lana, e a me mi anno dato un paio di calze e un paio di mutande di lana, e andata bene perche avevo tutto bagnato, e ora qui sembra gia un altro mondo, fa caldo e faremo asciugare tutto. Altro non mi resta che salutarti tu e il nostro figlio e tutta la famiglia. Ti saluto, stai bene e come spero di voi tutti, sono sempre il tuo marito. Bartolomeo Saluti allo zio Domenico e la famiglia Sansun, e tutti gli altri amici e barba Garun.

venerdì, maggio 16, 2008

associazioni di idee

Care nuvole minacciose, io in realtà oggi avrei voluto piantare i pomodori.

L'altro giorno sono andato a visitare il mio orto dopo il temporale. Volevo fare due passi, visto che a causa dell'influenza intestinale (o quel che era/è) non mi muovevo di casa da giorni. Ho affidato la scelta della colonna sonora all'opzione brani casuali dell'Ipod. Quando sono arrivato al fondo dell'orto, sono partiti i Radiohead. A parte zucchini, meloni e un peperoncino totalmente o quasi ricoperti dal fango rappreso, il resto era tutto salvo... ma le atmosfere alienanti della band donavano una diversa sfumatura al tutto, e mi sentivo un marziano che camminava su un cretto di Burri.
Mi è venuta subito in mente la vacanza in Sicilia del 2006 e la fugace tappa alle rovine di Gibellina, io e Silvia completamente soli a percorrere le "crepe" del Grande Cretto come topi sperduti in un labirinto inquietante e surreale.
Ne approfitto per inserire qualche foto di quel bellissimo viaggio di cui, alla fine, non ho mai parlato.


lunedì, maggio 12, 2008

petrolio

Tempo grigio.

Da tre giorni sono afflitto dal mal di pancia. Ho anche un po' di febbre. Sono uno straccio. È maggio e mi trascino per la casa con calzettoni e sciarpa di lana, il pile e una borsa per l'acqua calda.
Ieri c'era la bellissima festa per il compleanno di Milly, e io riuscivo a pensare solo al mio mal di pancia.
Sono in ritardo col lavoro.
E mi chiedo cosa sarà rimasto del mio orto a cui ho dedicato fatica e amore, dopo il temporale di ieri.

Io che sono propenso ad avere pensieri negativi su tutto, in queste giornate così finisco per crogiolarmici, sguazzandoci dentro come un gabbiano in un mare di petrolio.

giovedì, maggio 08, 2008

la contadinella

Cielo azzurro... ovvio.

Qualche tempo fa mi è arrivato un pacco di CD musicali particolarmente succulento, pagato relativamente poco incrociando alcune buone offerte con le saltuarie spedizioni gratuite (sopra ordini superiori ai 50 euro) di IBS e i CD in regalo con spese superiori ai 40.
Tra i vari acquisti, l'unico comprato un po' alla cieca (ormai ho preso l'abitudine di comprare solo cose che conosco bene) è stato un doppio CD di Nanni Svampa, in cui interpreta in italiano le canzoni di Georges Brassens. Una vera delizia, soprattutto per chi, come me, il francese lo capisce sì e no, specie se cantato. La raccolta è ricca di perle e chicche di poesia, irriverenza, dolcezza e umorismo.
Una delle mie preferite è "La contadinella", traduzione di "Brave Margot" di Brassens. Purtroppo non ho trovato nessun video che mostri l'uno o l'altro mentre la canta, ma fortunatamente ne ho beccato uno su youtube in cui la versione di Svampa viene interpretata da un tipo che si chiama Betto e che, a quanto vedo, ne interpreta parecchie di canzoni sul web (grazie Betto). Eccola:

martedì, maggio 06, 2008

piccolo jedi

Sole, ma oggi l'ho visto poco.

Ed ecco il piccolo serissimo Jedi pronto a partire sulla sua bianca astronave!

sabato, maggio 03, 2008

qual è la cosa che vi fa più schifo in assoluto?

Se si ascolta una canzone malinconica come "Little man" di Tom Waits in una giornata calda e assolata come oggi, il paese che ti sfila davanti mentre passeggi assume tinte struggenti, e anche la canzone stessa si fa più intensa. Più che in una giornata di pioggia.

Qual è la cosa che vi fa più schifo al mondo? Credo che ognuno di noi abbia qualcosa di specifico che gli risulta particolarmente stomachevole. Per quel che mi riguarda, sono le gomme da masticare masticate (volevo scrivere "cicles", ma poi mi è venuto in mente che probabilmente questo termine lo capiamo solo da queste parti). L'altro giorno ne ho pestata una... una big babol (non mangiando io gomme da masticare, ho scoperto solo ora che si scrive proprio così!)... enorme... e si è staccata dalla scarpa sul pavimento di casa. Ecco, per me è stata una visione immonda. L'ho coperta con un foglio di scottex e ho chiesto a Silvia se poteva toglierla lei da lì. Intanto mi era passato l'appetito. Quando le passavo vicino, anche se era coperta, guardavo da un'altra parte (ovviamente facendo attenzione a non calpestarla con le ciabatte, altrimenti mi sarei sentito morire). Se l'avessi buttata io, anche usando un foglio o dei guanti, poi mi sarei lavato le mani mille volte.
Non so da cosa dipenda questo mio disgusto. In generale lo provo per tutte le cose masticate e simili, a dire la verità. Una volta, durante un vernissage in una galleria di Torino, ho visto un tizio che si è avvicinato al tavolo degli stuzzichini e per sbaglio ha messo in bocca un nocciolo d'oliva ciucciato, prendendolo dall'apposita scodella degli "scarti" che probabilmente aveva scambiato per una ciotola di pistacchi o che so io. Lui ha fatto finta di niente e con un brivido malcelato ha riposto il nocciolo nella ciotola. Se fosse capitato a me, probabilmente avrei vomitato lì. I semi ciucciati mi fanno un po' schifo, effettivamente. Ma mai come le gomme da masticare masticate.
Forse è tutta colpa di un trauma infantile? Chissà.
Fatto sta che avrei preferito pestare una cacca di cane.

E voi? Dai ché sono curioso, quindi rispondete in tanti, non solo Alice e Riki.

venerdì, maggio 02, 2008

no man is an island

Il sole pare essersi stabilizzato.

Stanotte devo aver sognato parecchio, ma ricordo solo alcuni frammenti.
Ricordo che stavo tornando da chissà dove in macchina, con Silvia e Pietro. A un certo punto ci siamo persi e siamo finiti in un paese sconosciuto. Mi fermo presso un ospedale, per chiedere informazioni, ma quando chiedo ripetutamente: "Dove ci troviamo?", nessuno risponde alla domanda. Chi sbotta in una risatina che sottintende qualcosa come: "Sì, non mi freghi". Chi si arrabbia perché, ugualmente, pensa che sia un trucco per fargli le scarpe in qualche modo. Mi sento straniero in terra straniera. Poi a un certo punto esco nel parcheggio per chiedere a qualcuno al di fuori dell'ospedale, e lì insulto tutti quelli che non mi avevano risposto. Rientrando, vedo vicino agli scalini dell'ingresso un vecchio barbone. Gli chiedo dove ci troviamo, e lui mi risponde: "A Isola d'Asti". Poi il vecchio muore, e così chiedo aiuto.
Nel frattempo, Silvia mi dice che Pietro era caduto dalla scalinata e aveva preso una brutta botta alla fronte. Allora lo prendo, e per distrarlo mi metto a correre nel parcheggio, fino a un albero di mandarini. Lì lo faccio giocare con le foglie.

Ma ricordo anche che, forse in un altro sogno, qualcuno mi ha mostrato un foglio che indicava che, in base a predisposizioni genetiche, a 73 anni sarei probabilmente morto di qualche malattia.
Porta fortuna? Porta fortuna, vero?

giovedì, maggio 01, 2008

diari dell'orto 2

Fantastico sole di maggio.

Ieri ho detto a un mio caro amico che oggi avrei lavorato, e mi sono preso del crumiro.
In realtà, ho festeggiato il primo maggio prendendomi un paio d'ore di fantastico relax dopo pranzo... che per uno che sta tutto il giorno in casa di fronte a un computer, consiste nell'andare a curare il proprio orto in campagna. Oggi ho piantato i meloni, mentre ieri è stata la volta di insalata e zucchini.
I piselli sono già spuntati rigogliosi, le patate crescono decise, mentre più timidamente si fanno avanti fagioli e fagiolini.
Non avete idea di quanto sia soddisfatto dell'orto di quest'anno. Ogni volta che pianto qualcosa, poi mi gongolo per un'oretta. E soprattutto è maggio ragazzi. Sentire l'odore del sole sulla nostra pelle. Assorbire la vitamina D. Vedere di nuovo i colori sulle piante e sugli insetti. Annusare i profumi che fino a oggi sembravano imbarattolati. Sentirci a nostra volta meno inscatolati.
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