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domenica, novembre 11, 2007

rose e spine

Ho la persiana giù perché c'è Pietro che dorme qui dietro di me. Come faccio a capire che tempo fa da quel poco che vedo? Ma l'altro giorno c'era un vento che creava croccanti mucchi di fogli secche.

Mai cantare vittoria troppo presto, e difatti Pietro è tornato a non dormire, nonostante tutti gli accorgimenti. È dura, specialmente per Silvia, ma non si pensi che siano solo spine. Perché di giorno è tanto adorabile che ti si stringe il cuore. Ieri ad esempio ho montato il passeggino e l'ho portato fino a Villa Tiboldi, così intanto Silvia poteva dormire un po'. Le foglie secche delle viti avevano un colore stupendo, vero e proprio oro sulla terra. Pietro ha fatto il bravo e si è guardato per bene intorno, cosa che dalla carrozzina non poteva fare. Poi s'è addormentato, ci siamo ancora concessi un giro in centro, e infine a casa.
Metto qui sotto due foto: una mostra (ma senza renderne la comicità), una faccia buffa che Pietro s'era inventato di recente, ma che poi ha scordato dopo averla provata a ripetizione per un giorno intero. L'altra lo mostra intento ad addentare una mela che abbiamo provato a fargli ciucciare.

La settimana scorsa sono andato in ferramenta. La ferramenta, come ad esempio il meccanico e il gommista, è uno di quei posti nei quali mi sento sempre in imbarazzo, non essendo per nulla ferrato (perdonate l'involontario gioco di parole) in materia. Non so, ci entro sempre con un certo senso di inferiorità.

L'altro ieri mi sono arrivati dei CD che avevo ordinato su IBS. Ora che non posso più passeggiare per negozi di CD, visto che a Canale non ci sono negozi del genere, il mio shopping musicale s'è fatto quasi esclusivamente virtuale, e mi diverto quindi a spulciare tra le offerte di IBS per stanare un album che non ho mai preso prima perché troppo caro... e che di di colpo, per un breve periodo di tempo, puoi trovare a nove euro. Piccole gioie della vita, insomma. Naturalmente non si trovano certo le ultime uscite, ma con un po' di pazienza piano piano si colmano i buchi.

domenica, ottobre 21, 2007

coscine di pollo e piccinino

Ieri faceva freddo, anche stanotte, sebbene ieri sera abbiamo provato a combatterlo con castagne e vin brulé.

Negli ultimi giorni, abbiamo deciso di cambiare strategia con Pietro. Il punto è che, finora, lui si è addormentato solo una volta nella culla. Ogni volta noi l'addormentavamo in braccio e poi lo mettevamo giù. Cosa che all'inizio andava benissimo, perché era piccino, ma che col tempo rischiava di diventare un vizio deteriorante (per noi, almeno). Da qualche sera, quindi, Silvia si è armata di santa pazienza e ha provato ad addormentarlo nella culla, dondolandolo un po', accarezzandogli la testa e cantando a ripetizione la stessa ninna nanna, per tutto il tempo necessario. Una e una sola, per aiutarlo a identificarla con il momento del sonno. Tra le varie ninne nanne, abbiamo scelto Coscine di pollo, perché ha una bella melodia, un testo dolce e un po' buffo, e perché è facile da ricordare. Siccome stanotte ha dormito poco, stamattina l'ho portato in cucina e ho provato anch'io ad addormentarlo così... e ha funzionato.

Domenica scorsa, per festeggiare una (episodica) lunga dormita di Pietro, siamo andati al Mercatino del Giocattolo Antico a Cherasco, con l'intenzione di fargli un regalino. Era una bella giornata di sole, e Pietro ha dormito tutto il tempo. Non abbiamo visto un granché di interessante... c'erano per lo più macchinine, oggetti da collezionismo a prezzi proibitivi e cose così, però abbiamo notato un banchetto che vendeva oggetti di stoffa molto carini, realizzati dalle detenute di un carcere. Io mi sono immediatamente innamorato di un pupazzo dall'aria malinconica e un po' malconcia, che la signora del banchetto mi ha detto chiamarsi Piccinino. A quello abbiamo aggiunto un pinguino-cuscino-portapigiama, sempre di stoffa. Eccoli qui in una foto di gruppo insieme a una lumaca aliena e al mitico koge-pan.


lunedì, agosto 20, 2007

lupo solitario e il suo cucciolo

Negli ultimi due giorni, i temporali sono scesi a bagnare i cavoli.

In questi giorni mi sono buttato a capofitto nel mondo di Lone Wolf & Cub, perché dovevo tradurne un volume. Non l'avevo mai letto, quindi ho dovuto leggermi tutti i venticinque volumi precedenti in un breve lasso di tempo. Che dire... davvero bello, e più va avanti, più la storia prende corpo e rapisce il lettore. E a portare in giro Pietro nella carrozzina, come non immedesimarmi in Lupo Solitario, con il suo piccolo Daigoro?

Qualche giorno fa, verso le dieci di sera, ho messo Pietro nel marsupio e sono andato a farmi un giro per Canale, così da lasciare un po' di respiro a Silvia. Siamo andati a cercare i posti più deserti di Canale, prendendo il fresco della sera. Fin su davanti al convento, e poi a leggere le scritte in latino sulle facciate delle chiese, fino a Madonna della Neve, che la scritta in latino non ce l'ha.

Stanotte Pietro come al solito non riusciva a respirare. Ieri la pediatra ci ha detto che è anche raffreddato e di fargli l'aerosol, con delle gocce di questo e di quello, più delle supposte di antimucolitico. A me l'idea di dargli già delle medicine non garba molto, ma quando lo senti faticare così di notte, piccolino, cosa puoi fare se non ascoltare chi di dovere?

Oggi dovrei finire i lavori di agosto, e finalmente avere un po' di relax, per riposarmi, godermi Pietro, aiutare Silvia, occuparmi del blog come avevo promesso e portarmi avanti con calma per settembre. Che bello.

Come avrete notato

martedì, luglio 31, 2007

siculamente

Ora un po' di sole spunta... ma che sonno, oggi.

Mi hanno appena chiamato quelli di Siculamente per dirmi che tra un paio di giorni dovrebbe arrivarmi la t-shirt che ho ordinato. Mi ero innamorato di questa maglietta circa un anno fa, facendo un giro in un negozietto nella via principale (la stessa in cui c'era quell'erborista pazzoide) della splendida Noto, ma non avevano la mia taglia. Anche quella con Mary Poppins con la lupara non è male.
Quello dell'anno scorso in Sicilia è stato un viaggio stupendo, ed è imperdonabile che non ne abbia parlato nel blog, alla fine.

domenica, luglio 15, 2007

un anno di blog

Ieri sembra essere iniziato il caldo serio.

Silvia è di là che allatta. Io, per cambiare un po', ascolto Violator dei Depeche Mode.
Lo sapevo, preso dalla frenesia dell'arrivo di Pietro, mi sono dimenticato che giovedì 12 luglio era l'anniversario del mio blog. Per i nostalgici, ecco qui il mio primo post.
Qui la vita prosegue bene. Abbiamo già passato tre giorni col pupetto e poco alla volta iniziamo ad adattarci alla sua presenza. Se dorme nel lettone con noi, la notte mi sveglio e lo guardo. Oppure lui sveglia noi. Io ancora fatico ad avere il tempo per lavorare, ma le cose stanno migliorando un po'. Svantaggi del lavorare a casa.
La scorsa settimana mi è anche arrivato un pacco di libri e cd in offerta che avevo ordinato su Internet Book Shop. Che bello, che bello. Di alcuni di questi proverò a parlare nei prossimi giorni.

venerdì, marzo 02, 2007

marzo

Oggi c'è un sole forte. Ma una piccola nuvola tonda l’ha oscurato improvvisamente per pochi secondi. Mi sono girato pensando che si fosse chiusa la persiana per il vento. Poi il sole ha fatto capolino accecandomi e inondando la stanza di luce.

Comunque sia, le persiane si chiudono spesso per il vento, in Corso Verona. Ci sono giorni (come ora) nei quali devo alzarmi ogni dieci minuti ad aprirle, ed è snervante, se stai lavorando. Le veneziane sono scomode... le tapparelle, che abbiamo a Canale, sono un po' antiestetiche... ma vivendo in un corso ventoso c'è da rimpiangerle. Ecco, mi devo di nuovo alzare.

Ieri sera sono venuti Mauro e Riki a cena. Ci hanno annunciato che quest'anno si sposeranno. Quest'anno andremo a cinque matrimoni! E pensare che negli ultimi due anni non ce ne sono stati. Riki mi ha fatto una piccola lezione di pronuncia tedesca leggendo l'etichetta della birra e m'è venuta voglia di imparare il tedesco. E pensare che pochi giorni fa mi era anche venuta voglia di imparare meglio il francese, che leggo ma non parlo. Vedremo se ci saranno occasioni.

Il nostro soggiorno torinese sta quasi per volgere al termine. Nel giro di un mese e mezzo sarà già ora di tornare a Canale. Devo dire che un po' mi dispiace. Effettivamente, con la scusa di Internet e della spesa, qui esco molto di più. Sto facendo scorta di CD, perché a Canale non è che avrò tante occasioni di trovare la musica che piace a me, specialmente a questi prezzi (oddio, Torino è a tre quarti d'ora di distanza, ma siamo un po' pigri). Mi piace girare per i negozi di musica indipendentemente o alla FNAC e cercare quali CD degli autori che più mi interessano sono scesi di prezzo. Ieri ho trovato The Firstborn is Dead di Nick Cave a cinque euro, e Up di Peter Gabriel e Silent Shout dei The Knife a nove. Non mi sembrano male, come prezzi. Insomma, credo che sia giusto comprarli, in questi casi, se si ha l'interesse. Copiarli, scaricarli... sì, va bene per conoscere le cose o trovare l'introvabile... ma quando vale la pena è meglio comprare, se si può. Confido che prima o poi scenderanno anche “colossi” costosi come Is all over the map dei Giant Sand (che tengo d'occhio) e, soprattutto, tutti i primi CD di De André, fermi da tempo sui diciannove euro... decisamente troppo.

martedì, gennaio 30, 2007

micah p. hinson e green sleeves

C'è il sole e non fa eccessivamente freddo.

Ieri sera mi sono concesso un'uscita e sono andato a vedere il concerto di Micah P. Hinson allo Spazio 211, insieme a Mana, Vaga, Ivan, Armando e Giulia. Solo sei euro e un ambiente raccolto erano il set ideale per un cantautore del genere, ed è stato davvero un concerto emozionante. Lui, voce e chitarra, sul palco con quell'aspetto così difficile da associare a quella voce profonda, accompagnato da una sola persona che suonava di volta in volta il banjo o la batteria. Interpretazioni intense, da ascoltare restando a bocca aperta (sebbene alcuni del pubblico preferissero commentare ogni tre secondi questo o quell'aspetto esibendo le loro conoscenze musicali, senza ascoltare il concerto).

Un paio di settimane fa, invece, non ho resistito e mi sono comprato il ricco e stravagante cofanetto natalizio di Sufjan Stevens, che ho ascoltato e riascoltato in questi giorni. Tra le varie canzoni originali e cover natalizie, c'era una versione cantata di Green Sleeves che mi ha riportato alla mente la sigla di un videogioco d'avventura (King Quest II?), con cui io e mio fratello giocavamo, ormai quasi una ventina d'anni fa, su un minuscolo Apple IIC.

domenica, novembre 19, 2006

autunno

Dopo l'autunno-primavera, e l'autunno-inverno, eccoci finalmente a un autunno-autunno, puro novembre, con cieli plumbei e campagne giallo-rossicce.

Ancora niente Internet. Stendo un velo pietoso. E intanto, continuo a scrivere a cadenza settimanale, a tappe un po' forzate e quindi senza troppa ispirazione.
Settimana un po' pesante: l'autunno, il lavoro e i ritardi che s'accumulano, il festival di Torino che ho praticamente disertato, Silvia a Como per metà settimana, un po' di mal di testa, troppo poco sonno quando devo dormire, e troppo quando devo stare sveglio. Al festival ho visto davvero poco, nemmeno un film al giorno. E dire che ai tempi dell'università mi facevo tutti i giorni dai tre ai sei film al giorno... (sigh) comunque, visto qualcosa d'interessante, in particolare la rassegna su Aldrich... che roba, Bette Davis in Che fine ha fatto Baby Jane? Una vera forza della natura più che un'attrice... grandissima.
Poi... ieri ho finito di leggere Il cavaliere inesistente di Calvino... che bello, che divertente. Ora devo pensare al romanzo successivo... forse Dance dance dance di Murakami, forse Moby Dick? Non so, vedrò. Infine... mi sono comprato, in offerta, due cd autunnali per l'autunno: The Good Son di Nick Cave (che fu il mio primo approccio a Nick Cave, una dozzina d'anni fa), e Desertshore di Nico (un classico un tantino cupo, ma di grande fascino).

Ora sono qui a Canale. Silvia, alle mie spalle, si è addormentata sul divano mentre lavoravo. Che tenera, si addormenta sempre, ultimamente. D'altronde, in settimana lavora un sacco. Abbiamo iniziato la classifica dei nomi... che prima o poi riporterò. Saranno graditi i consigli, anche se alla fine faremo di testa nostra, mi sa.
Dopo pranzo siamo andati a piantare i bulbi che le avevo regalato... tanti tulipani, narcisi, giacinti, che sbocceranno in primavera.
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