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sabato, aprile 26, 2008

ragni volanti, piccoli rettili, baci romantici

Sole... la primavera volge verso l'estate?

Pensieri sparsi, dopo tanto tempo:

L'altro giorno, mentre camminavo in via Bonora, sono stato superato da un ragno volante. I ragni volano?

Lo stesso giorno, mentre prendevo il caffé mi sono incantato a guardare il cucchiaino che affondava e riemergeva dal liquido scuro.

Allo stesso modo, mentre ieri sera versavo il miele sul fondo della tazza per la tisana, mi sono messo a disegnare dei motivi con il filo sottile che colava dall'alto. Sembravano spine dorsali di minuscoli rettili intrappolati nell'ambra chissà quando, chissà come.

L'altro ieri sera ho finito La strada di Cormac McCarthy. Bellissimo romanzo... a tratti angosciante ai limiti dell'horror, ma comunque gratificante. È la storia di un padre e un figlio. Chissà che padre sarei in una situazione del genere. Grazie a Mana per avermelo imprestato. Lo consiglio a tutti.
Ora si riparte con il Don Chisciotte.

Avete notato quante cosine ho aggiunto nella colonna laterale del blog? In realtà sono cose inutili che probabilmente non interessano a nessuno. Però così, un po' per riempire lo spazio, un po' per segnarmi le cose, un po' per narcisismo.

Giovedì sera è finito il cineforum con Un bacio romantico di Wong Kar-wai. Ok, sarà anche meno bello degli altri film di Wong, ma devo dire che è sempre piacevole quando ti parlano male di un film e questo poi ti sorprende in positivo. E non mi aspettavo di trovarvi Cat Power, in un piccolo ruolo.

Guardare gli anziani ai funerali di un anziano mi lascia pensieroso e un po' triste.

sabato, aprile 05, 2008

due cose

Sarà, ma io aprile me lo ricordavo piovoso. Anche marzo, a dire il vero.

Due cose:

Ho scoperto che esiste il sito dei Canalensis Brando!

L'altra sera ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant. Ovviamente ora non ho tempo né voglia di fare una recensione, ma lo consiglio comunque perché l'ho trovato davvero bello. In generale mi sono piaciuti tutti i suoi ultimi film. Più di quelli vecchi, anche se a dire il vero saranno quindici anni che non li vedo (chiedo scusa a mia sorella che è una fan di Belli e dannati). Questo in particolare, però, mi ha emozionato, divertito, rapito, ammaliato in ogni suo aspetto.

martedì, febbraio 26, 2008

finestre

Oggi il cielo era coperto... però in questi giorni non fa così freddo... sta arrivando?

Questo è uno di quei post che non valgono molto... ma giusto per fare presenza...

Approfittando di una breve pausa lavorativa, mi sono fatto una lista di tutte le cose da fare che rimando da tempo, e ora sto cercando di sbrigarle tutte. Per questo non mi sono precipitato a scrivere sul blog.
In realtà, ci sono un po' di cose che dovrei/vorrei scrivere... un post sulla dermatite atopica... la seconda puntata delle lettere dal fronte... ecc ecc.
Pazienza, piano piano si fa tutto.

La settimana scorsa abbiamo cambiato le finestre. È stato davvero un ottimo acquisto. I vetri doppi non ci isolano solo dal freddo, ma anche dai rumori... e per me è una cosa fantastica. Il primo giorno abbiamo aspettato al varco ogni pullman che si fermava alla fermata qui davanti, e ce ne siamo stati a "non sentirlo".
Ad ogni modo, invece di buttare le finestre vecchie, le abbiamo smontate per bene e oggi io e mio padre abbiamo iniziato a segarle, così da poterle bruciare nella stufa. Come al solito, tagliandole mi è venuto da pensare quante cose hanno visto quelle finestre nei loro quasi quarant'anni di vita. Quanti odori hanno assorbito, da quante mani sono state toccate... le mani dei miei genitori da giovani, quelle dei miei nonni e anche le mie da bambino, per esempio.

È un po' che non parlo specificamente di Pietro. Giusto per tenere aggiornato chi gli è lontano:
ora mangia le pappe che gli prepara Silvia, divora le pagnotte anche se non ha ancora messo un solo dentino, fa la cacca come i grandi, ha imparato a suonare il kazoo, soffre il solletico, ride e fa tanti versi, sta seduto a giocare e continua per lo più a svegliarsi un sacco di volte la notte.

La settimana scorsa ho visto La ragazza del lago. È un ottimo giallo italiano, ben fatto e ben recitato. È anche molto toccante. Forse mi ha colpito particolarmente perché ho un bimbo piccolo. Guardatelo, se vi capita.

lunedì, dicembre 03, 2007

l'altra...

È il primo post di dicembre, ma oggi c'era un sole tiepido.

L'altra notte ho sognato che la mia ex professoressa di giapponese era andata a lavorare in una fabbrica dove inscatolavano il pesce.

L'altra sera, essendoci ricordati all'ultimo di aver lasciato scoperta la piccola agave al ciabot, ed avendo la mattina notato la brina sulle macchine sotto casa, mi sono armato di torcia elettrica e mi sono avventurato a coprirla nel buio pesto della campagna. Mi sentivo un profanatore di tombe. Ma il gelido silenzio e la solitudine, fatta eccezione per un paio di gatti taciturni, si sono rivelati piacevoli.

L'altra sera su Radio Paradise è passata una canzone di Elvis, e Silvia ha fatto ballare Pietro. Era tutto contento, quindi ieri sera abbiamo provato con Little Richard. Uno spasso, ma è proprio vero che il rock'n'roll è la musica del diavolo... dopo era talmente euforico che sembrava un gatto indemoniato, e s'è fatto un paio di brutti graffi sulla testa.

L'altro giorno ho letto che Giovanni Lindo Ferretti, ex leader di gruppi musicali marcatamente di sinistra come i C.C.C.P. e i C.S.I., è diventato una sorta di fan di papa Ratzinger negli ultimi anni, e alle scorse elezioni ha votato centro-destra. Certo, ovviamente la notizia mi ha fatto un certo effetto.
Su Internet fioccano i commenti indignati dei fan storici. Alcuni lo accusano di essere una specie di Paolo Liguori, manco la sua fosse una scelta di comodo... al contrario, devo dire che in fondo è una scelta coraggiosa, per quanto discutibile. Tendiamo sempre a giudicare un po' troppo l'artista per le sue idee o per i suoi fatti privati, che non per le sue opere. Dopotutto, cosa ce ne frega se Beck è di Scienthology? Cosa ce ne frega se Ferretti si è convertito, è invecchiato, è impazzito, ha scoperto la sua vera natura, ha gettato la maschera, o ha trovato la sua verità?
Che poi i suoi ultimi dischi siano effettivamente mediocri è un'altra storia. Io i vecchi album continuo a sentirmeli, nella speranza che torni a fare qualcosa di buono.

L'altra settimana ho visto La masseria delle allodole dei fratelli Taviani Brutto, imbarazzante, deludente nonostante l'argomento (il genocidio armeno) mi interessasse molto, specialmente dopo il bellissimo Ararat di Atom Egoyan.

L'altra settimana, durante la visita, il pediatra ci ha chiesto se Pietro è irrequieto. Noi gli abbiamo risposto: "Mah, no... non particolarmente...". Già quando l'ha messo sulla bilancia non sembrava molto convinto. Usciti dall'ospedale, ci siamo detti: "Ma perché gli abbiamo detto che non è irrequieto?".

Dopo qualche tempo tranquillo, questa notte non ho di nuovo dormito niente, causa la fatale combinazione Pietro+Insonnia.

martedì, ottobre 30, 2007

presenze

"October
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care

October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on...and on..."

Ieri sera abbiamo guardato alcune riprese di Silvia durante la gravidanza, quando aveva la pancia, e di un minuscolo e per noi quasi irriconoscibile Pietro nelle prime settimane di vita. Allora gli abbiamo detto: "Ma come facevamo a dire tutti che eri bello?".

Prima però abbiamo finito di guardare un film iniziato la sera prima e interrotto, con mio rammarico, a un quarto d'ora dalla fine, proprio sul climax. Interrotto ovviamente dalla cacca di Pietro, che abbiamo cambiato cinque volte in un'ora. Il film era Gli invasati di Robert Wise (The Haunting, 1963), un bellissimo e originale horror su una casa infestata da presenze che non si vedono mai, lasciandoci fino alla fine il dubbio che si tratti semplicemente di suggestioni amplificate dai disturbi psichici e dai sensi di colpa della protagonista.
Ora la cosa bizzarra è che, per tutta la sua durata, il DVD si interrompeva esattamente ogni diciassette (17, dico) minuti. E già la cosa era un po' inquietante. Ieri sera, inoltre si è bruciata la lampadina della cucina, perciò l'ho sostituita con una di quelle a basso consumo che si ottengono gratuitamente (credo dall'Enel, non ricordo più... erano in garage da una vita). La nuova lampadina, però, oltre a essere esteticamente brutta ed emanare una luce deprimente (di quelle che, sicuramente, con il passare degli anni, spingono i membri di una famiglia ad accoltellarsi a vicenda), lampeggia di bagliori azzurri anche quando è spenta. Così, quando stanotte sono sceso per andare in bagno, mi sembrava di avere un poltergeist in cucina.
Non credo ai fantasmi, però mi fanno un po' paura. Oggi vado a comprare un'altra lampadina.

lunedì, ottobre 15, 2007

due film

Ora è buio. Oggi non faceva poi così freddo, ma per precauzione abbiamo tirato dentro i cactus e li abbiamo messi in garage.

Come ho già scritto da qualche parte, l'anno scorso e quest'anno sono andato pochissimo al cinema, diversamente da un tempo. Fortunatamente, ora sono riuscito a fare la tessera al cineforum di Alba, il "Nucleo", così vado a vedermi qualche film insieme a Ivan (Silvia ovviamente non può, dovendo allattare). In questo modo prendo una boccata d'aria una volta alla settimana, e vedo i film che mi sono perso l'anno scorso.
I primi due film valevano davvero la pena. Non ho voglia di mettermi a recensirli qui... dico solo che erano entrambi molto belli e ne consiglio quindi la visione. Il primo è Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck. È un film intenso e commovente su un agente della Stasi, ai tempi della DDR. Il secondo è 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile) del regista romeno Christian Mungiu, vincitore del festival di Cannes. È ambientato nel 1986, pochi anni prima della caduta di Ceausescu, ed è un film di una tensione straordinaria, un vero e proprio pugno nello stomaco.

sabato, settembre 08, 2007

sogni di feste e di morti

Settembre, le prime maniche lunghe al mattino. Poi si passa a quelle corte nel pomeriggio.
Questa notte ho sognato una grande festa. Una festa enorme, con una messa in una chiesa colossale. Era una specie di battesimo. Un sogno lungo e complesso che ricordo a fatica. Tanti cibi, tanti amici, tanti parenti che per la verità non ho. Ricordo addirittura un personaggio de Il Padrino - Parte Terza, che nel sogno era il nonno di Vaga, che mi invitava in Sicilia. Effettivamente, ieri sera abbiamo visto la terza parte della trilogia di Coppola... si sa che è un film molto meno riuscito degli altri due, veniva persino citato nei Simpson come esempio di cosa malriuscita... ma non pensavo così tanto. Non sembra nemmeno girato dalla stessa persona. D'accordo che sono passati sedici anni dalla stupenda seconda parte a questa, ma... vabbè, c'è anche del buono, come gli interessanti legami con la storia vera.
L'altra notte invece ho sognato che abitavo in un condominio enorme, in una specie di Megalopoli cyberpunk o da film di fantascienza alla Brazil. A un certo punto ero nel cortile del mio palazzo e vedo una vecchia, su un balcone del palazzo adiacente, salire su uno sgabello e buttarsi oltre la ringhiera. Io provo a chiamare l'ambulanza, ma ogni volta sbaglio a comporre il numero. Una cosa tipica dei sogni. Mi chiedo perché ci si ritrovi sempre in queste situazioni di impotenza, quando si sogna. A parte tutto, credo che il sogno dipenda dal fatto che nel palazzo qui di fronte la settimana scorsa è morta una signora anziana. Ci sono due balconi, uno sopra l'altro, da cui si affacciavano sempre due signore anziane, e io non le distinguevo mai. Ogni tanto credevo addirittura che fosse una sola. In realtà erano molto diverse. La settimana in cui ho visto il carro funebre, erano chiuse entrambe le tapparelle, e io ho passato una settimana a chiedermi quale delle due fosse deceduta, o se fossero morte tutte e due, o se in realtà si trattasse effettivamente di una sola donna. Il giorno prima che facessi questo sogno, la vecchina del piano di sotto è tornata a fumare sul balcone. Forse nel sogno tentavo di ricongiungerla alla sua immagine speculare nella mia mente? Se lo sapesse, mi manderebbe un accidente, ma non si dice che così si allunga la vita alla gente?

mercoledì, settembre 05, 2007

ronin e carbonari

Ancora buio. Si vede che ci si avvicina all'autunno.

Ecco, ci risiamo. È dalle 4:30 che non chiudo occhio. Persino Pietro dorme più di me. Pazienza, d'estate è bello perché anche se ti alzi di notte, non fa freddo.
Qualche tempo fa ho detto che avrei messo un'immagine particolarmente bella o significativa di ogni DVD che avessi visto. Be', non proprio di tutti, dipende se mi ricordo o meno. L'altra sera - o meglio, le altre sere - ci siamo visti Genroku Chūshingura - La vendetta dei 47 ronin fedeli di Kenji Mizoguchi. È una trasposizione cinematografica di un celeberrimo fatto realmente avvenuto, servito da soggetto per innumerevoli opere teatrali, film, ecc, in Giappone. Qui potete trovare la storia.
A un certo punto Silvia è andata a dormire, e siamo rimasti io e Pietro seduti sulla poltrona a guardare il film. Faceva ridere vederlo osservare la televisione, perché si tratta di un film giapponese del 1941, sottotitolato e lungo quasi quattro ore. Però sono riuscito ad addormentarlo.
L'immagine che metto qui è una di quelle che mi è sembrata più significativa, non tanto a livello di bellezza dell'inquadratura, quanto per il suo ruolo all'interno del film, che si basa tutto sull'attesa del momento della vendetta ma, quando questa avviene, non viene mostrata: semplicemente ci viene raccontata, letta in una lettera come un fatto già avvenuto, nell'immagine che qui vedete. Vi assicuro che ha un certo impatto sullo spettatore.


Ieri mi è anche arrivato a casa il CD originale di Acqua foco e vento di Riccardo Tesi, uno degli album più ascoltati da Pietro. Vale davvero l'acquisto. Contiene tutte canzoni che l'organettista pistoiese riprende dalla tradizione popolare toscana, e una delle mie preferite è La ballata del carbonaro, che inizia così:

"Vita tremenda, vita tribolata
Di chi alla macchia va per lavorare
Vita tremenda triste e strapazzata
Non si può creder quanto immaginare.

Parte da casa ha poco lieto il cuore
Si riunisce insieme ai suoi compagni
Lascia la moglie sola nel dolore
E i figli scalzi e ignudi come ragni.

Dicendole se giova il mio sudore
Speranza ho di far buoni guadagni
Soccorso vi darò poi lo vedrete
Comprerete il vestire e mangerete.

rit.
In Corsica, in Sardegna e fino a Rieti
Star sette mesi e non mi spoglio mai
Ma in cerca di fortuna
S'andrebbe anche nel grigio della luna..."

mercoledì, agosto 15, 2007

progetti d'agosto

La pace di restare a casa a ferragosto rende il caldo meno caldo.

In questo periodo sono pieno di progetti per il blog, ma in realtà continuo a rimandare e non scrivo molto. Sarà il caldo, sarà il sonno arretrato, sarà il lavoro.
Comunque, uno dei due progetti che ho in cantiere è di tradurre una canzone alla settimana e metterla sul blog. Durante i primi anni di liceo, traducevo un sacco di canzoni. Ho tradotto interi album di Nick Cave, Roger Waters e dei Pogues. L'ho fatto mentre stavo praticamente imparando i primi rudimenti di inglese, quindi si può dire che io l'inglese l'abbia imparato soprattutto sulle canzoni. Nonostante ora faccia il traduttore di mestiere, mi capita molto raramente di tradurre dall'inglese, e mai delle canzoni. Quindi voglio provare a fare questo esperimento per rimettermi un po' in forma, insomma. Perché tradurre fumetti è molto diverso dal tradurre canzoni. Vedremo un po' quali saranno i risultati.

Un'altra cosa carina che vorrei fare è estrapolare una delle immagini più belle di un film e metterla sul blog, quando mi guardo un DVD. Mi è venuto in mente l'altra sera guardando Gion bayashi (La musica di Gion) di Mizoguchi (finalmente sono riuscito a vedere di nuovo qualche film, visto che Pietro ha preso a dormire alla sera). È un bellissimo film, peraltro interpretato dall'incantevole Ayako Wakao, una delle mie due attrici giapponesi del passato preferite, in quanto a bellezza. Devo assolutamente vedere Tatuaggio di Yasuzo Masumura (che immagino sia tratto dal racconto di Tanizaki).

Vedremo se manterrò i miei impegni. Per ora rimando solo a un link, questo, assai più futile ma parecchio divertente... ci sono alcune foto di animali parecchio strani. Il primo premio lo vince il mitico "pesce blob", di cui ho cercato un altro paio di foto... questa e questa.

sabato, giugno 09, 2007

cinema

Dopo giorni di pioggia sono ritornati il sole e il caldo. Sono spuntati i fagiolini, ci sono già alcuni pomodori piccoli e verdi, uno zucchino, le melanzane fiorite e una valanga di erbacce che, dopo tutta questa pioggia, stanno minacciando di invadere tutto. Qui bisogna darsi da fare.

Durante gli anni universitari a Torino, sono andato un sacco al cinema. Andavo anche due-tre volte la settimana, frequentavo immancabilmente i festival facendomi full immersion di tre-quattro-cinque-sei film al giorno per una settimana intera, e mi vedevo anche tanti film a casa. Negli ultimi anni, vuoi perché ho preso a lavorare, vuoi perché stando a Canale bisogna affrontare la barriera psicologica di cambiare paese per andare a vedere un film decente (e comunque, molti dei film più interessanti sono invisibili nei cinema provincia e nei multisala), ho ridotto drasticamente il numero. E quando ci penso, mi sembra di aver tradito il cinema.
Poi, però, come ieri sera, accade che di tanto in tanto io e Silvia ci riguardiamo un film come Viale del tramonto (Sunset Boulevard) di Billy Wilder, ed è di una tale grandezza, che ti sembra di aver visto tutto il cinema in poco più di un'ora e mezza.

Da ieri mancano ufficialmente due settimane alla data presunta del parto.

Questa settimana sono un po' più rilassato con il lavoro, e oltretutto ho cambiato un po' genere... questa volta, dopo due anni, traduco di nuovo un anime. Meglio però non riposarsi sugli allori... devo assolutamente finire questo e un altro manga, prima che nasca Pipì!

giovedì, maggio 31, 2007

fotografie

Meglio rimettersi la tuta. Oggi ho visto due corvi sotto la pioggia, sul filo della luce che correva su un campo di grano.

A questo punto, ecco la fantastica foto di Silvia con la corona di salamini (insieme a Francy)... era il 1998 (il primo portè disnè insieme, che emozione!) e quindi Silvia aveva... quasi diciott'anni. Silvia è uno spasso, quando ride in quel modo. Le foto del portè disnè sono, di anno in anno, molto simili, ma quelle del primo anno insieme sono speciali. Proprio in questi giorni ho raccolto diverse foto sparse in un grosso album, e ieri sera le sfogliavamo... io amo davvero molto le foto, ma praticamente solo quelle che ritraggono delle persone, o al massimo dei luoghi che cambiano. Un monumento non mi interessa, perché so che tanto resterà così finché io campo. Poi è bello quando lasci le foto a stagionare, le ripeschi anni dopo, e vedi e rivedi le persone, che non sono più quelle di allora. Oppure lo sono, dipende.

Stanotte ho sognato che degli ingegneri costruivano un bar per tamarri sul fondo della "vigna", dove abbiamo fatto l'orto, ovvero una preziosa oasi di tranquillità. Mi sentivo abbattuto, frustrato, arrabbiato.

Stavo pensando a una battuta di Big Fish di Tim Burton, una classica storia americana di padre e figlio raccontata con il solito genio e fantasia del regista (di cui, tra l'altro, di recente ho finalmente visto il carinissimo corto di animazione Vincent, sul bambino cupo che sognava di essere Vincent Price... tenerissimo!).
Comunque, a un certo punto il padre dice al figlio (che a sua volta sta per avere un bambino) che nonostante tutti gli sforzi da parte dei padri affinché i figli vengano come vogliono loro, i figli vengono bene lo stesso.

venerdì, aprile 20, 2007

kurosawa

Primavera-estate, come negli ultimi giorni.

Ieri e l'altro ieri c'è finalmente stata la presentazione del libro e della rassegna su Kurosawa Kiyoshi. Io ovviamente ero agitatissimo per svariati motivi: perché ero emozionato a incontrare Kurosawa dopo tanto tempo, perché si trattava della fine di un lungo percorso, ma soprattutto perché io non sono affatto un grande oratore e l'idea di parlare in pubblico mi terrorizza sempre. Comunque, a parte il fatto che ho bagnato di sudore il microfono durante la conferenza stampa e a parte il fatto che alla presentazione serale di mercoledì mi sono un po' impappinato, è andato tutto bene. Specialmente il dibattito e la presentazione di Cure, ieri sera, sono stati interessanti e divertenti. Le sue risposte sono state tutte brillanti (forse rese più scelte dal vino durante la cena - una cena buttata giù di corsa per arrivare in tempo al dibattito) e lui ha dato prova di grandezza e straordinaria umiltà. Kurosawa e sua moglie sono due persone davvero carine. Ci ha fatto piacere conoscerli e avrei voluto poterci parlare di più e non solo dei suoi film. Poi ero un po' imbarazzato per il mio giapponese parlato così arrugginito e, soprattutto, come mio solito non so mai cosa dire alle persone. Comunque sia, anche le cene con loro sono state davvero piacevoli.
Che dire... un po' la coronazione di un sogno?
Ieri sera sono arrivato a casa esausto, e mi sono finalmente messo a sfogliare il libro bevendo una tisana.
Oggi è il mio compleanno, quindi mi sono concesso un po' più di sonno... ma ora devo assolutamente tornare al lavoro!

martedì, gennaio 16, 2007

stasi e movimento

C'è un bel sole ma fa freddo, in questo inverno stranamente tiepido.

Sono qui seduto sul trespolo dell'internet point di corso S.Maurizio. Non mi trovo molto su questa tastiera così piccola. Ultimamente ho scritto davvero poco e mi dispiace... ma il libro mi assorbe tutte le energie e la voglia di scrivere qualcos'altro... ma tra un mese dovrebbe essere tutto finito, o almeno il più grosso...

Ieri Silvia ha avuto l'impressione di sentire qualcosa muoversi... mamma, che emozione!

Siamo andati a vederci Il grande capo di Lars Von Trier... che ridere, uno dei film più divertenti visti negli ultimi anni.

venerdì, dicembre 29, 2006

luoghi di passaggio e film lunghi

Fuori è buio, e di sicuro fa freddissimo.

In questi giorni non ho avuto molto tempo per scrivere... la ricerca dei regali, la vigilia, il Natale, il lavoro... e poi mi ci va sempre un po' ad abituarmi ai trasferimenti. Fino all'otto saremo qui a Canale, e ho dovuto riambientarmi. Silvia finalmente può riposarsi un po', e ha anche dato una ripulita a questa casa, spazzando via l'aria trste e sciatta del luogo di passaggio.
Ora sono qui... ieri sera ho digerito un po' male e non riuscivo a dormire, così ho deciso di darmi un po' al libro. In questi giorni avrei voluto andare a dormire prima, ma non so perché ci siamo messi a guardare tutti film lunghissimi. Prima Il ritorno del re... che è davvero eterno. Come impianto drammatico direi che è il migliore del tre, il più disperato e cupo, ottime scene di battaglia, e non è troppo lineare come il primo. Però... boh, alla fine della fiera, me l'aspettavo migliore, questa trilogia. Poi, alla lunga diventano insopportabili quelle occhiate da amiconi fra i vari personaggi. Altrettanto lungo, ma decisamente più bello, Il padrino - Parte seconda, che ho rivisto con vero piacere. Davvero superbo il finale, con l'omicidio sul lago.
Ora ci aspetta un altro film lungo, perché Silvia mi ha regalato il cofanetto de La meglio gioventù. E il grande libro dei Peanuts con, tutte le strisce degli anni Novanta, che sto già pregustando, più un romanzo di Tanizaki che leggerò prossimamente.

giovedì, dicembre 21, 2006

righe e torri

Aria limpida, ma uscendo oggi ho messo guanti, cuffia, e sciarpa.

Stamattina ho fatto un po' di compere di Natale, e nonostante l'ora insolita c'era coda alle casse. Noto che ultimamente tra i teenager (quelli un po' zarri, diciamocelo) vanno di moda le maglie a righe. Mi sento un po' rapinato... a me sono sempre piaciute le maglie a righe, le sentivo un po' una cosa mia. Pazienza, nel giro di una stagione qualcuno dirà loro di comprare qualcos'altro, forse a scacchi, o a pois. Bah, ma perché devo essere polemico? Che problemi mi faccio?

Spezzettato come ultimamente capita spesso, ci siamo visti Le due torri, secondo capitolo della trilogia degli anelli iniziata il mese scorso nell'extended edition di Fabio. Premessa: una volta, ovvero fino alla prima liceo, amavo molto il fantasy, mi leggevo tutti i romanzi di Terry Brooks, giocavo a Dungeons & Dragons, ecc. Poi me ne sono disamorato di colpo... non so perché, ma i mondi del fantasy mi sono sembrati di colpo rigidi, zeppi di cliché, fughe dalla realtà un po' troppo claustrofobiche, proprio perché attinenti a regole precise, quasi preconfezionate. Quindi, mi sono disaffezionato prima di leggere il romanzo di Tolkien, che non ho letto tuttora, e forse un giorno leggerò. Il film: devo ancora vedere l'ultimo capitolo... francamente credevo che mi prendesse di più, forse andava visto al cinema a suo tempo. Divertente, sì... e indubbiamente di ottima fattura... lo spunto dell'anello è intrigante, ma mi sembra che talvolta la storia proceda un po' meccanicamente, alcuni personaggi rasentino la macchietta, e la successione delle varie situazioni sia un po' rigida. Poi, tanto di cappello a Peter Jackson per essere riuscito a realizzare un'impresa così folle e grandiosa, ma ogni tanto qualche ralenti potrebbe risparmiarselo... voglio dire, ci credo che alla fine dura quasi dieci ore!
Però... Gollum. Gollum è davvero fantastico, su tutti i livelli, dalla strepitosa realizzazione in computer graphic (succoso lo speciale sul dvd) alla caratterizzazione del personaggio, ambiguo, tormentato, folle. Anche tutta la parte dell'attacco al castello è bella, e per quanto l'albero parlante scricchioli un po', l'avanzata della foresta e l'allagamento della torre è spettacolare. Ma Gollum è il vero motivo per cui mi preme di vedere Il ritorno del re.

giovedì, dicembre 14, 2006

notti

Oh, che bello... credevo che il cielo fosse grigio, e invece c'è il sole.

Ieri notte di nuovo semi-insonne... ma stanotte ero talmente esausto che i momenti di veglia duravano ben poco e il sonno è continuato filato fino alle otto. Ho sognato qualcosa che non ricordo. Devo aver sognato qualche potente, perché mi ricordo che nel dormiveglia ho tracciato un parallelo con un sogno della scorsa settimana, in cui io e Silvia eravamo a cena con il Papa (!). O forse ho sognato Marlon Brando nella parte di Vito Corleone, visto che nelle ultime serate ci siamo riguardati, a pezzi, Il Padrino. O forse ho sognato Berlusconi, vista l'angosciante e repentina ripresa di consenso (!!). Ma perché non mi lasciano dormire in pace, quando ci riesco?

Ho finito ieri un fumetto e ora ne inizio un altro... credevo che sarei stato più libero questo mese, e invece ho la mente sempre piena di cose... e non ho ancora avuto tempo di pensare ai regali di Natale.
Sì, temo proprio che da qui a fine gennaio i fine settimana saranno magri e le giornate dureranno fino a sera.

martedì, dicembre 12, 2006

treno

Il sole illumina il palazzo di fronte. Quello con il Bar Muen. Ma cosa vuol dire Muen? Sull'albero quasi spoglio qui di fronte saltellano tre o quattro fringuelli.

Ieri Silvia è andata alla prima visita. Ancora non le hanno fatto l'ecografia, ma in compenso ha potuto sentire il battito del cuore del bimbo, e andava come un treno. Quando me l'ha detto, ho provato una forte emozione, perché era la prima prova tangibile della sua esistenza nel mondo reale.

Come al solito, ho un sacco di lavoro e di cose alle quali pensare. Mi sa tanto che, fino a fine gennaio, dovrò riprendere a lavorare costantemente anche di sera, altrimenti non ce la faccio con il libro. In questi giorni sono in vena di cose lievemente più dure rispetto ai miei normali standard. Sto riscoprendo con molto piacere Daydream Nation dei Sonic Youth (un album che comprai quando facevo il liceo perché tutti ne dicevano un gran bene ma che, in fondo in fondo, non mi aveva mai appassionato più di tanto), e l'altro giorno, dopo aver visto il bel Last Days di Gus Van Sant, mi sono ascoltato un po' di Nirvana. Diversamente da molti miei coetanei, io non ho vissuto la fase Nirvana, né prima né dopo la morte di Kurt Cobain, e conosco poco o niente del grunge di cui una decina danni fa (e anche qualcosa di più sigh) si parlava tanto. Qualcosina dei Pearl Jam, qualcosina degli Alice In Chains... ma in maniera abbastanza superficiale. Forse ora è un po' tardi, ma è bello che si possa giungere alle stesse cose per vie più tortuose.

martedì, novembre 28, 2006

gatto silvia

Fuori è grigio e freddo, di fronte alla mia finestra si affacciano due bei palazzi dall'aria stranamente vittoriana.

Anche questa settimana inizia da martedì. Ieri ho per lo più lavorato, ho fatto la spesa, sono andato a vedere la posta in un Internet point di corso San Maurizio, e con la scusa ho fatto due passi. Domenica ci siamo fermati a Torino, dopo la popolatissima festa di sabato a casa di Francy. Abbiamo scoperto che la domenica mattina Torino è deserta, in particolare questa zona, ma il grigiore della giornata ci ha permesso di rilassarci in casa senza troppe remore, prenderci i nostri tempi, uscire poi solo quando già faceva buio per una passeggiata in centro. La sera, ci siamo riguardati Il pasto nudo di Cronenberg... in due parti, perché Silvia si è addormentata con la testa sulle mie gambe a metà film. L'abbiamo finito ieri sera, ma si è di nuovo addormentata dopo dieci minuti. Silvia è un po' come quei gatti che si addormentano ovunque li metti.

mercoledì, novembre 22, 2006

città incantata

Cielo limpido, montano, e fuori, odore di foglie marce. Stamattina ho comprato mandarini e arachidi, per sentire il sapore di dicembre.

Stamattina ero sveglio già prima delle sei. Speravo di godermi gli ultimi mesi di sonno decente, e invece niente. Così mi sono messo a lavorare alle 6:30, e oggi dopo pranzo ho dovuto coricarmi. Un'oretta, nelle intenzioni, ma ero tanto stanco da dimenticarmi la sveglia, e così mi sono svegliato alle 16:20. Ora è meglio che mi dia da fare. Questa settimana, a Storyville, vita e suoni dei Clash. Così, sull'onda biografica, ora mi riascolto, mentre lavoro, l'album di commiato di Joe Strummer (coi Mescaleros), Streetcore: un buon album. Ormai ho preso l'abitudine di ascoltare Storyville mentre lavo i piatti (quindi verso le 16), così unisco l'utile al dilettevole e non rischio di distrarmi mentre lavoro. I piatti a quell'ora sono già un po' incrostati, sempre che non siano della sera prima...

Ho cambiato idea a proposito del romanzo da leggere, così ho iniziato la lettura di Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, tanto per cambiare un po'. Ne avevo sentito parlare quando facevo il liceo, poi non ho avuto mai occasione di leggerlo, e infine, qualche anno fa, un amico che non vedo da parecchio, Claudio, me ne ha regalato una copia che gli cresceva, e solo ora l'ho presa in mano. È questo il bello dei libri, dei DVD, dei CD, ecc... uno può anche comprarli e lasciarli poi a prendere polvere sugli scaffali per anni, decenni, e poi quando arriva il momento adatto sono lì, immutati. Davvero divertente l'inizio, sono curioso di leggere il seguito.

L'altro giorno io e Silvia ci siamo rivisti La città incantata di Miyazaki. La prima volta che l'ho visto ero a Osaka, con la piccola Nozomi in braccio, mentre Mauro faceva da poltrona all'ancor più piccolo Yusuke (che poi ci ha fatto un'imitazione del topo trasformato in bimbo del cartone, che a sua volta imitava Chihiro mentre schiaccia il vermicello).
Non me lo ricordavo così bello, emozionante, genuinamente commovente. Poi l'immaginazione di Miyazaki è davvero vulcanica e fuori da ogni schema. Il personaggio di Chihiro semplicemente adorabile, e tutti gli assurdi mostriciattoli e divinità di contorno una vera delizia. E per finire, c'è una visione estremamente matura e sfaccettata della realtà delle cose (priva di antagonisti assoluti), per un film dedicato all'infanzia... e poi vogliamo mettere Chihiro che sale sul treno che corre sull'acqua insieme all'indecifrabile “senza-volto”?

domenica, novembre 19, 2006

autunno

Dopo l'autunno-primavera, e l'autunno-inverno, eccoci finalmente a un autunno-autunno, puro novembre, con cieli plumbei e campagne giallo-rossicce.

Ancora niente Internet. Stendo un velo pietoso. E intanto, continuo a scrivere a cadenza settimanale, a tappe un po' forzate e quindi senza troppa ispirazione.
Settimana un po' pesante: l'autunno, il lavoro e i ritardi che s'accumulano, il festival di Torino che ho praticamente disertato, Silvia a Como per metà settimana, un po' di mal di testa, troppo poco sonno quando devo dormire, e troppo quando devo stare sveglio. Al festival ho visto davvero poco, nemmeno un film al giorno. E dire che ai tempi dell'università mi facevo tutti i giorni dai tre ai sei film al giorno... (sigh) comunque, visto qualcosa d'interessante, in particolare la rassegna su Aldrich... che roba, Bette Davis in Che fine ha fatto Baby Jane? Una vera forza della natura più che un'attrice... grandissima.
Poi... ieri ho finito di leggere Il cavaliere inesistente di Calvino... che bello, che divertente. Ora devo pensare al romanzo successivo... forse Dance dance dance di Murakami, forse Moby Dick? Non so, vedrò. Infine... mi sono comprato, in offerta, due cd autunnali per l'autunno: The Good Son di Nick Cave (che fu il mio primo approccio a Nick Cave, una dozzina d'anni fa), e Desertshore di Nico (un classico un tantino cupo, ma di grande fascino).

Ora sono qui a Canale. Silvia, alle mie spalle, si è addormentata sul divano mentre lavoravo. Che tenera, si addormenta sempre, ultimamente. D'altronde, in settimana lavora un sacco. Abbiamo iniziato la classifica dei nomi... che prima o poi riporterò. Saranno graditi i consigli, anche se alla fine faremo di testa nostra, mi sa.
Dopo pranzo siamo andati a piantare i bulbi che le avevo regalato... tanti tulipani, narcisi, giacinti, che sbocceranno in primavera.
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