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sabato, giugno 30, 2007

sogni e astri

Il cielo è sempre più blu

Oggi si sposa mio fratello Matteo, e Pipì ancora non è nato. Che voglia farsi vivo proprio oggi? Speriamo di no, già saremo un po' sulle spine... figuriamoci dovessimo correre all'ospedale nella confusione generale! Dai, Pipì... domani sarebbe l'ideale!

Stanotte ho sognato che Mauro e Riki ci regalavano un pacco di rotoli di carta igienica... e a un certo punto noto che ci sono delle cose stampate sopra... e guardando meglio vedo la faccia di Vaga... poi di altri amici... finché capisco che sono tutte foto della nostra vita.
Poi ho sognato lo stagnetto a casa dei miei, che a un certo punto vediamo popolato da una nuova razza di pesci, capaci di strisciare sulle rocce e dotati di denti sporgenti e acuminati, come quelli che hanno i pesci degli abissi. Difatti, i pesci rossi erano diminuiti.
C'era anche un altro tipo di pesce, con la coda a stivale e disegnini di macchine e altre cose sui fianchi, come quelli che fanno i bambini.

Eh già, non ho scritto che, dopo tutto il lavoro per recintare lo stagnetto, le tartarughe sono fuggite chissà come. Sicuramente avranno trovato la morte, essendo tartarughe d'acqua, ma mi piace pensare che almeno è stata una loro libera scelta... una specie di surrogato di una libertà che non hanno mai avuto.

Ieri sera una specie di addio al celibato parentale, con Reiko e tutta la famiglia, a guardare i pianeti con il telescopio di mio padre (il suo nuovo hobby)... che ridere!

venerdì, maggio 25, 2007

temporale estivo

C'è un bellissimo grigio tipico dei temporali estivi, che ha spazzato via l'afa di poche ore fa. Ascolto la colonna sonora di Amelie, di Yann Tiersen.

In realtà scrivo questo post solo per annotare questo tempo fantastico, ma ne approfitto per dire che la settimana scorsa abbiamo recintato lo stagnetto a casa dei miei per metterci le tartarughe (e perché Pipì non ci cada dentro), e si sono ambientate benissimo. Tutta un'altra cosa, rispetto a una misera bacinella di 60x30...

E poi per dire che ho inserito quel simpatico riquadro sulla sinistra, che in teoria dovrebbe visualizzare la provenienza degli accessi al blog... anche se credo che non avrò grosse sorprese...

Continuo Gomorra e devo dire che è davvero un bel libro... agghiacciante a tratti.

Continuo a dimenticarmi di inserire l'immagine della culla... ma giuro che domani lo faccio!

Sono sommerso di lavoro... prima sembravo un cadavere, ma questo tempo mi ha salvato.

E con questo passo e chiudo.

venerdì, novembre 24, 2006

spazi vuoti e viaggi nel tempo

Se scosto la tenda gialla di fianco a me, il cielo è lievemente grigio, qui a Torino.

È mezzogiorno e sono già esausto. Credo che, finito questo lavoro, mi prenderò un giorno di riposo. Stasera si torna a casa. Mi pesa il viaggio, ma non più stare qua. Un po' perché conosco già il termine di questa permanenza, un po' perché effettivamente mi trovo bene qui, un po' perché abbiamo già impregnato queste mura della nostra presenza, fattasi più flebile, durante questi mesi, nell'appartamento di Canale. E ora che le tartarughe non sono più a casa (e mia madre si è ritrovata con gli ennesimi animali ai quali badare suo malgrado - cani, gatti, uccelli, pesci... un po' di tutto si è trovata tra capo e collo negli anni passati), l'unica presenza viva in quella casa sono le piante, mute e quasi immobili, e a ogni nostro ritorno essa resta immutata e congelata, il che ci rende simili a viaggiatori del tempo. Alla faccia degli incisi... questa frase non finiva più.

mercoledì, agosto 09, 2006

vermi e soprannomi

Che dire? Si sta bene di giorno, con questa temperatura.

Stanotte ho fatto un altro dei miei sogni ripugnanti... stavamo mangiando pranzo quando io ricordo a Silvia che avevamo ancora dei vermi da mangiare (come se la cosa fosse normale). C'erano due lattine di vermi, una con vermicelli bianchi, e un altra con vermo grassi e violacei, della grandezza di un dito. Tutto si svolgeva come se in passato ne avessimo mangiati a bizzeffe e con gusto, ma a vederli facevano effettivamente ribrezzo. Però, se una volta mi piacevano... insomma, non volevo contraddire me stesso. Allora ne ho versati un po' di quelli bianchi nella pasta, ma faticavo a mangiare, e cercavo di pensare ad altro. Alla fine ne ho buttati parecchi. La scatola coi vermoni invece non l'ho toccata, e li ho portati direttamente alle tartarughe (che sicuramente, essendo sul balcone a un metro dal mio letto, mi influenzano i sogni, visto che compaiono una notte sì e una no). Ma i conti non tornavano, perché le tartarughe erano tre.

Stavo pensando a quanti soprannomi ho avuto nella mia vita, finora... vediamo... Mapomo mi chiamava mio nonno. Pilli, (non ridete) mia madre. Pipo, o anche Micky, mia sorella. Quasi sempre per nome o cognome a scuola, qualche rarissimo Giacu. Al liceo solo Berre e Rambo mi chiamavano Sand o Sandy-boy. A diciott'anni mi chiamavano Kahlùa, ma ora solo più i montatesi mi chiamano così. Molti amici di Canale mi chiamano da anni e ancora oggi Chosi, scritto anche Sciosi, o Siosi. Qualcuno di neo(n)eiga mi chiama Giakomon. Per un breve periodo sono stato anche "l'omino dei kairo", per Ali, Eli, Mauro. Non mi viene in mente altro.

mercoledì, luglio 12, 2006

iniziare

Stamattina c'è un'afa tremenda, qui. Ma il ventilatore sta girando? Sì, sta girando.

Oggi è un giorno di prova. Si tratta di iniziare qualcosa che non so se e per quanto continuerò, visti i ripetuti tentativi, tutti votati al fallimento, di scrivere diari o cosa simili.

Niente di nuovo per oggi... Silvia è andata al lavoro, io faccio una piccola pausa, tra poco darò da mangiare alle tartarughe.

Però ieri è morto Syd Barrett. Una volta era il mio idolo... circa a metà della mia vita, ovvero a quattordici anni. Ultimamente lo ascoltavo raramente, perché un po' i gusti cambiano. Però ieri sera ho rimesso su "Barrett", il secondo album, perché mi sembrava doveroso. Che bella "Dominoes"
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