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mercoledì, aprile 11, 2007

il pezzetto di plastica

Siamo in primavera inoltrata e le mattinate si fanno più luminose.

Stiamo trascorrendo gli ultimi giorni nell’appartamento, e solo ieri sera abbiamo capito cos’era quel pezzetto di plastica nera trovato qualche mese fa sul gas. È un pulsante della cappa che abbiamo rotto chissà quando, chissà come. Proprio ieri pomeriggio ho detto alla padrona che non avevamo danneggiato niente. C’è sempre qualche grana a cui pensare, uffa.
Vabbè. Ho iniziato a leggere Una promessa d’estate, un romanzo sottile che avevo comprato qualche tempo fa nella libreria orientale. L’autore, leggo sulla quarta di copertina, è un transessuale giapponese. Ancora non so dare un giudizio, ma ecco qui l’inizio:

Matsui Maruo aveva completamente dimenticato quella promessa di andare in campeggio ad agosto. O meglio, non l’aveva presa troppo sul serio fin dall’inizio.
Erano passati ormai più di due mesi, e così quando il suo ragazzo Mikihashi Hikaru, ventisette anni e un lavoro come redattore freelance, gli aveva chiesto "Come mai io non sono stato invitato?", guardandolo fisso con i suoi occhioni ben marcati che tutti dicevano spiccicati a quelli del pupazzo simbolo della catena di pasticcerie Fujiya, era ovvio che non avesse capito affatto il motivo di quel rimprovero…

giovedì, marzo 22, 2007

persiane e commedia umana

Sole, vento e aria frizzante.

Ecco. Tra meno di un mese ce ne andremo da qui e io noto solo ora che c'era un modo per bloccare le persiane. Ho la pessima abitudine di non chiedermi mai il come delle cose... magari mi chiedo il perché, ma raramente il come.
Abbiamo iniziato, poco per volta, a portare giù un po' di cose pressoché inutili, in modo da non dover fare un trasloco enorme alla fine.
Ieri sera ho finito Papà Goriot di Balzac... mi dispiace di averlo letto un po' spezzettato, perché la sera ero sempre stanco e non riuscivo a leggere più di quattro pagine... ieri comunque ho letto le ultime quaranta tutte d'un fiato, e mi ha appassionato tantissimo. Bello, bello, bellissimo.
Ora inizio Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini. Ecco un frammento dell'inizio:
Mio padre era il secondo di quattro fratelli.
Il primo si chiama Ernesto e dopo di lui è nato Gaetano, ma Gaetano è nato morto.
Così quando è nato mio padre lo hanno chiamato Gaetano pure a lui in omaggio a quel fratello.
Ma in famiglia gli faceva impressione di chiamarlo col nome del morto ed è per questo motivo che mio padre è sempre stato chiamato Nino.
A questa maniera l'abbiamo chiamato anche noi figli.

Com'era mio padre da ragazzino me lo immagino abbastanza bene. Me lo immagino da quello che mi ha raccontato lui per trent'anni. E me lo immagino pure al camposanto coi genitori mentre se ne vanno a trovare questo fratello morto. E mi immagino che a mio padre gli faceva impressione di portare i fiori su una tomba, vedersi la lapide e trovarci che ci stava scritto il nome suo...”

martedì, marzo 20, 2007

gnocchi giganti

Ora il tempo si è stabilizzato in un grigio costante.

Ascolto per l'ennesima volta Illinois di Sufjan Stevens... e penso come sempre a quanto sia bello, a quanto sia il disco da regalare a tutte le persone care. Ieri abbiamo mangiato cucina tedesca da Mauro e Riki (e così abbiamo visto la loro casina)... un ottimo spezzatino con cavolo verde e delle curiose palle di patate (tipo degli gnocchi giganti)... e poi biscotti appena sfornati! Insomma, il nostro Pipì assaggia continuamente cose buone e diverse. Comunque, abbiamo riso tanto e siamo stati bene. Mi viene in mente che, a seconda della compagnia di amici, ridiamo in maniera diversa e per cose diverse. Nello specifico, io e Mauro abbiamo passato tre mesi in Giappone a ridere come idioti per cose davvero stupide (tipo immaginandoci l'autista dello Shinkansen che fa manovra). Che strano, chissà come si formano queste alchimie.

Abbiamo poi scoperto che Silvia lavorerà solo più questa settimana... al massimo la prossima... quindi si vedrà un po' per l'appartamento... oggi chiamo la padrona. Be', di sicuro staremo fino a fine aprile, in ogni caso.

Mioddio, quanto è bello questo disco. Ora inizia la trascinante Chicago...
You came to take us. All things go. All things go. To re-create us. All things grow. All things grow. We had our mind set. All things know. All things know. You had to find it. All things go. All things go...

martedì, marzo 06, 2007

anatre


Stamattina proseguiva il deciso cammino verso la primavera, ma oggi pomeriggio il cielo si è fatto improvvisamente buio.

Ieri ho finalmente consegnato il libro. Ce n'è voluto di tempo... non so nemmeno più quanti mesi siano, che ci lavoro... che liberazione! Eppure no... mento se dico che mi sento liberato. Sono ancora legato... ogni tanto rileggo qualcosa e già trovo delle cose che vorrei cambiare e me le segno per la correzione delle bozze... insomma, non sarà veramente finito finché non lo vedrò stampato.
Sto ascoltando il bell'album realizzato a quattro mani da Shannon Wright e Yann Tiersen. Lei ha una voce davvero intensa e tragica.
Oggi mi sono accorto per la prima volta che nella Dora ci sono delle anatre. Stavano con il sedere all'aria cercando pesci sul fondo, credo. Ci sono pesci nelle acque torinesi? Boh.
Ecco una foto della casina in cui vive Pipì (mi riprometto sempre di mettere online la lista dei possibili nomi...) ora. In realtà (la foto è stata scattata un paio di settimane fa), quella casa è già più grande. Ormai i movimenti sono una cosa costante... ma cosa fa, lì dentro?

venerdì, marzo 02, 2007

marzo

Oggi c'è un sole forte. Ma una piccola nuvola tonda l’ha oscurato improvvisamente per pochi secondi. Mi sono girato pensando che si fosse chiusa la persiana per il vento. Poi il sole ha fatto capolino accecandomi e inondando la stanza di luce.

Comunque sia, le persiane si chiudono spesso per il vento, in Corso Verona. Ci sono giorni (come ora) nei quali devo alzarmi ogni dieci minuti ad aprirle, ed è snervante, se stai lavorando. Le veneziane sono scomode... le tapparelle, che abbiamo a Canale, sono un po' antiestetiche... ma vivendo in un corso ventoso c'è da rimpiangerle. Ecco, mi devo di nuovo alzare.

Ieri sera sono venuti Mauro e Riki a cena. Ci hanno annunciato che quest'anno si sposeranno. Quest'anno andremo a cinque matrimoni! E pensare che negli ultimi due anni non ce ne sono stati. Riki mi ha fatto una piccola lezione di pronuncia tedesca leggendo l'etichetta della birra e m'è venuta voglia di imparare il tedesco. E pensare che pochi giorni fa mi era anche venuta voglia di imparare meglio il francese, che leggo ma non parlo. Vedremo se ci saranno occasioni.

Il nostro soggiorno torinese sta quasi per volgere al termine. Nel giro di un mese e mezzo sarà già ora di tornare a Canale. Devo dire che un po' mi dispiace. Effettivamente, con la scusa di Internet e della spesa, qui esco molto di più. Sto facendo scorta di CD, perché a Canale non è che avrò tante occasioni di trovare la musica che piace a me, specialmente a questi prezzi (oddio, Torino è a tre quarti d'ora di distanza, ma siamo un po' pigri). Mi piace girare per i negozi di musica indipendentemente o alla FNAC e cercare quali CD degli autori che più mi interessano sono scesi di prezzo. Ieri ho trovato The Firstborn is Dead di Nick Cave a cinque euro, e Up di Peter Gabriel e Silent Shout dei The Knife a nove. Non mi sembrano male, come prezzi. Insomma, credo che sia giusto comprarli, in questi casi, se si ha l'interesse. Copiarli, scaricarli... sì, va bene per conoscere le cose o trovare l'introvabile... ma quando vale la pena è meglio comprare, se si può. Confido che prima o poi scenderanno anche “colossi” costosi come Is all over the map dei Giant Sand (che tengo d'occhio) e, soprattutto, tutti i primi CD di De André, fermi da tempo sui diciannove euro... decisamente troppo.

venerdì, febbraio 16, 2007

l'inverno sta finendo

Ormai è passata la metà di febbraio, e il freddo è così così.

A dispetto della giornata luminosa, sto ascoltando un disco cupissimo, quasi funereo: Maaaet, dei finnici Tehni. È molto bello, ma forse farei meglio a cambiare e a tenerlo per l'imbrunire.
Finito il cofanetto della prima serie di Lost, e iniziata la serialità della seconda, che ci occupa una sola sera a settimana, le ultime serate le abbiamo impiegate a cercare un nome per il nostro ometto. Sarà una lunga scelta, mi sa. La nostra mente è sempre più rivolta a lui. D'altronde, anche fisicamente è sempre più grande e presente. Ieri ho sentito un paio di calcetti, e questa volta non ci sono dubbi. Devo dire che è impressionante... sembra che voglia uscire... ho visto troppi horror giapponesi.
Entro il fine settimana dovrei finire il libro, e finalmente sono ritornato in pari con i manga. Insomma, il lungo, lunghissimo inverno sembra ormai giunto al termine.
Stamattina sono uscito per andare a spedire il file dell'ultima traduzione, ma, con mia sorpresa, alle 9:30 l'Internet Point era ancora chiuso. Così mi sono fatto un giro alla Feltrinelli, dove mi sono comprato Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini (che, devo ammettere, conosco solo perché l'anno scorso ha vinto il premio del pubblico di Fahreneight) e alla FNAC, dove ho rovistato tra le occasioni e ho trovato From Her to Eternity di Nick Cave a soli 5 euro (la pazienza premia) e il disco del 1974 di Paolo Conte a 10. Sono stato tentato da Avalanche di Sufjan Stevens, sceso finalmente a 11 euro, ma poi ho deciso che prima voglio assimilare per bene tutti gli altri suoi CD, altrimenti rischio l'indigestione. Non ricordavo che i negozi (tranne i grandi centri) aprissero così tardi, a Torino. Camminare per il centro a quell'ora fa uno strano effetto. È deserto e incontri le persone più strane. Però una bella passeggiata mi ci voleva proprio... sto sempre chiuso in casa, e anche a Torino faccio sempre lo stesso percorso: Via Reggio-Via Rossini-Corso Regina-Corso S.Maurizio-Via Montebello.
Da qualche notte ho ripreso a sognare animali e cose strane. L'altra notte ho sognato uno strano essere... una specie di proteo gigante, con strani baffi al muso, simili a dei cucchiai. Viveva nell'acqua bassa di un torrente e il corpo, un incrocio tra una grossa salsiccia arrotolata e quelle tende a “salamini” di certi negozi (ci sono ancora?), terminava con lunghe zampe... direi almeno una ventina.
Stanotte invece ho sognato una vespa, che cercavo di ammazzare finché non è caduta su una stufa, carbonizzandosi. In quel momento, mi ha fatto pena.
Ho anche sognato un incrocio tra Lost e Il Pasto Nudo, in cui Bill Burroughs/Peter Weller iniettava con un fucile una strana sostanza blu a Sayid, per fargli provare delle allucinazioni. Il mattino seguente, in quella specie di accampamento nel deserto in cui si svolgeva il sogno, si veniva a sapere che Bill aveva sedotto Sayid.
Silvia ha ipotizzato che sia tutta colpa del sedano-rapa di ieri sera.

P.S.: Finito Tanizaki, ora ho iniziato Papà Goriot di Balzac. Ho fatto un po' fatica a entrarci, ma mi piace sempre di più.

mercoledì, febbraio 07, 2007

neve

Il cielo è proprio grigio...

Sto trascurando il blog, lo so. È che in questo periodo faccio un po' di fatica a scrivere. Non che sia successo chissà cosa. Il pancino di Silvia è sempre più grande e tondo... stando a quanto scritto sul libro ora il nostro pupetto dovrebbe essere già sui venti centimetri, e pesare circa 350g. Tra una settimana a quest'ora Silvia avrà già fatto l'ecografia e forse sapremo anche se sarà un maschietto o una femminuccia. ( O o O ;)

Ieri notte ho sognato che nevicava. Be', così almeno così ho visto la neve, quest'anno.

L'altro giorno ero in Via Rossini, e un tamarro ha superato in auto (con musica a palla) una fila al semaforo e si è messo davanti a tutti, sulle strisce. Un signore di mezza età ha iniziato a insultarlo, e ha continuato a imprecare tra sé e sé per almeno cento metri (io camminavo dietro di lui). Camminando è passato di fronte a dei sacchi dell'immondizia fuori dal bidone... e ha iniziato a imprecare contro di quelli.
Ultimamente non dormo benissimo perché ho preso a russare, e se russo ci sto male perché non faccio dormire Silvia, che in questo periodo sta lavorando molto.
Prosegue la visione di Lost... brrr...

venerdì, gennaio 19, 2007

movimenti e progetti

Fuori è buio, l’inverno sembra finalmente arrivato ma tentenna ancora, e ancora niente neve.

Sono le sei e mezza. Serenamente sveglio mi appresto a lavorare un po’, ma prima ne approfitto per rendere giustizia al mio blog, dato che l’insonnia mi ha concesso un po’ di tempo extra. Ho consegnato il primo capitolo del libro e più tardi dovrei fare lo stesso con il secondo. Devo solo più aggiustarne tre, finire le sinossi dei film (che sto facendo poco a poco riguardandomeli nelle pause pranzo e nei ritagli di tempo) e la filmografia… e poi il grosso è fatto. A inizio della prossima settimana dovrei consegnare un manga e poi iniziare l’ultimo e più difficile del mese. La fretta e l’ansia mi fanno lavorare più velocemente… ultimamente dedico le mattinate al libro e i pomeriggi ai manga (perché, almeno nelle prime fasi, riesco ad ascoltare “Fahreneight” mentre traduco - è tornato Marino Sinibaldi- ma non mentre scrivo). La sera… la dedico all’una o all’altra cosa, a seconda dei casi.
Questa settimana Silvia ha iniziato a sentire muovere il pupetto, e ogni tanto mi metto lì fermo con la mano a sentire…. e forse l’altra sera ho avvertito un piccolo movimento, come un calcetto. Sarà stata solo un’impressione? Comunque, potete immaginare che emozione, percepire la presenza viva di questo piccolo alien presente nel corpo di Silvia.
Più si va avanti, più lui, o lei, occupa i nostri pensieri. Con tutta l’ingenuità che immagino essere lecita in questa fase, si fanno progetti, programmi, si stabilisce come si intende educarlo (il punto fermo per ora è tenerlo il più lontano possibile dai programmi TV – o per lo meno, dalla TV spazzatura). E si fanno anche sogni sul suo futuro. Com’è naturale, si vorrebbe che i propri figli realizzassero le proprie aspirazioni mancate (per pigrizia o doti insufficienti), ad esempio. Ieri, ospite a Fahreneight c’era una scrittrice di appena ventidue anni… non ricordo il nome, ma mi sembrava una ragazza in gamba. Se avessi una figlia che scrive romanzi, credo che sarei al settimo cielo. Forse più che artista o musicista (categorie immediatamente successive nella mia classifica dei miei sogni). Voglio fare di tutto perché il mio pupetto abbia le opportunità e gli strumenti per diventarlo, ma non voglio forzarlo. Più facile a dirsi che a farsi, credo. Ma forse ciò che più mi preme è semplicemente che sia onesto e laborioso, non arrivista, non approfittatore… poi qualsiasi lavoro va bene. Già sono partito con i castelli in aria. Stai tranquillo, Pipì, fai pure quello che ti pare, io ti voglio già bene lo stesso.
P.S.: Pipì è il nome coniato da mio padre… ovviamente non va preso nelle sue accezioni poco lusinghiere.
P.P.S.: Ho finito il primo dei due racconti di Tanizaki che Silvia mi ha regalato per Natale… raffinato e inquietantemente sadomaso come sempre.

sabato, dicembre 23, 2006

sleep sleep sleep

Fuori è tutto buio… sarà sereno o nuvoloso? In ogni caso, farà un freddo cane.

Sono le sei e io sono qui a lavorare. Come al solito, ho finito la mia razione di sonno. Una volta però la vivevo peggio: ora semplicemente mi viene da alzarmi prima, nonostante la sera mi addormenti bene. Allora lascio già i vestiti a posto sulla sedia, il portatile e i dizionari in cucina, così quando non ho più sonno posso alzarmi e venire tranquillamente a lavorare di qua, senza disturbare Silvia. Qui a Torino è anche più facile perché la casa non è per niente fredda, di notte.
Che strana, questa mancanza di sonno. Sarà il passaggio all’età adulta? Ricordo che da piccolo mi svegliavo sempre presto, prima dei miei genitori. Poi gradualmente aumentava il piacere del sonno, alle scuole medie, e soprattutto al liceo alzarsi diventava davvero un peso. E ora ritorno da capo. O forse è perché faccio un lavoro sedentario? Proprio per questo in Torino mi sposto sempre a piedi, però non è che funzioni molto. Non è nemmeno che mi sposti poi così tanto... una mezz’ora tra andata e ritorno per l’internet point, casa di Alice, casa di Mana, l’ufficio di Dario.

Ieri sera ho finito Dance Dance Dance… soddisfatto. Cosa leggerò ora?

venerdì, dicembre 22, 2006

nomi scartati

Un'altra giornata di sole d'inverno.

Stanotte ho sognato molto. Sogni complessi e faticosi. In genere sogno di meno qui a Torino, mentre a Canale i sogni sono più estrosi e, fino a quando c'erano le tartarughe in casa, pieni di animali. Stanotte invece ho sognato che leggevo un romanzo, riga per riga. Il punto è che, essendo un romanzo che io non ho mai letto, mentre lo leggevo, lo stavo anche scrivendo parola per parola, in simultanea. Se solo si potessero registrare i sogni...! Poi ho anche sognato Hiroki Endo, l'autore di uno dei miei manga preferiti, ovvero Eden... però non ricordo bene che ruolo avesse, so solo che gran parte del sogno era in giapponese.

Ho quasi finito Dance Dance Dance e devo dire che è uno dei miei preferiti, di Murakami. All'interno della mia classifica personale (per ora, vedremo dopo il finale), entra sicuramente nella rosa dei primi tre, insieme a L'uccello che girava le viti del mondo e Norwegian Wood (Tokyo Blues). Seguono La ragazza dello sputnik, A sud del confine, a ovest del sole, Tutti i figli di dio danzano, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, L'elefante scomparso e altri racconti.

Ora sto ascoltando Night's Bloom dei Pinetop Seven, un album che frequento poco, ma che ora ci sta bene, si incastra perfettamente in questa mattinata di sole e inverno, mentre bevo tè verde caldo, sono riposato, e propenso a lavorare (anche se so già che le ore più produttive, per quanto mi riguarda, sono sempre quelle del tardo pomeriggio, tra le 17:30 e le 20:30 o 21).

Stamattina, facendo colazione (ultimamente io e Silvia facciamo colazione insieme, quando è possibile, mentre solitamente io facevo colazione lavorando, o comunque al computer... vabbè, non credo che la cosa interessi a qualcuno), abbiamo scartato qualche nome dalla lista...

Ecco i nomi scartati finora, senza però rivelare quelli che restano (come se fosse un segreto):

DA BIMBA SCARTATI:
Bianca
Flora
Aida
Ofelia
Ortensia
Gelsomina
Perla
Fiammetta (a malincuore... ma francamente Fiammetta Calorio farebbe ridere)

DA BIMBO SCARTATI:
Gelsomino
Prospero
Raffaele
Furio
Leandro
Tiziano (che mi piaceva, ma poi mi viene in mente Tiziano Ferro... meglio lasciar perdere)

mercoledì, dicembre 20, 2006

dal fotografo

Fa sempre freddo, ma in compenso c'è un bel sole, e stamattina quando sono uscito ho sentito un buon odore di pane, sul ponte della Dora.

Ieri ho accompagnato Silvia ad Alba, per fare l'ecografia. È stato un viaggio stancante (andata e ritorno, con un sacco di lavoro da fare), ma ne è valsa la pena... una volta superata l'angusta sala d'attesa, ho potuto assistere in prima fila alla proiezione di ciò che sta accadendo nella pancia di Silvia. Eh sì, c'è davvero. Lo sapevamo, ma finché uno non vede, è più difficile credere. Le immagini liquide e grigiastre mostravano una forma già umana, piccola ma complessa. Mani, piedi, testa... ci credo che Silvia ha sempre sonno, se ha dovuto fare una cosa così difficile.

Qui c'è la foto... ma cosa fa con la manina? Si succhia il pollice? Tenero... è lì, esiste, sempre insieme a Silvia, e chissà cosa sente, dal mondo esterno? Sentirà la mia voce, o il calore della mia mano?

Non c'entra niente, ma ieri mi è successa una cosa divertente. Avvolto nella mia sciarpa un po' sfilacciata e nella mia cuffia un po' infeltrita, sono andato in una tabaccheria per comprare un biglietto di auguri per Yukiko. Mentre guardavo le varie cartoline dando le spalle alla cassa, sento una voce che dice “Scusi, lei fuma”? Siccome ero sovrappensiero, però, non ci ho fatto caso, e quando la domanda è stata ripetuta ho dato per scontato che fosse rivolta a qualcun altro lì dentro, dato che non mi sembra il tipo di domanda da porre a qualcuno intento a fare altro, voltato di spalle. Mi accorgo che era stata indirizzata a me solo quando la donna inizia a commentare con i due tabaccai cose del tipo: “Boh, dev'essere rumeno” “Eh sì, tutti così i rumeni... gli chiedi qualcosa, e loro non ti rispondono...”. La cosa mi ha divertito molto, così ho fatto finta di niente e sono andato a pagare senza sottolineare la cosa, lasciando che fossero loro a decidere se non li capivo davvero, o se si erano fatti una figuraccia.

venerdì, dicembre 08, 2006

zanzara 2

Canale, grigio, tutto normale.

Ieri sera ho detto a Silvia che il giorno prima avevo trovato una zanzara ma non l'avevo schiacciata. Lei ha sgranato gli occhi e mi ha detto che non l'aveva fatta dormire la notte. Poi, ho trovato un'altra puntura sul mio pomo d'adamo. Ogni scelta comporta delle responsabilità per se stessi e nei confronti degli altri.

giovedì, dicembre 07, 2006

zanzara

Pare che sia tornato il sereno, e magari dopo la pioggia di ieri l'aria non puzza così tanto, là fuori.

Ieri pomeriggio ho visto una zanzara sul muro. Stavo per schiacciarla, quando poi ho pensato “Ma no, perché?”. E così l'ho lasciata stare. Più tardi l'ho rivista su un'altra parete, e l'ho di nuovo lasciata stare dov'era. Dopotutto, una zanzara in questa stagione è rara, e mi spiaceva eliminare l'unica sopravvissuta.
Stamattina mi sono trovato con due punture sulle braccia.

mercoledì, dicembre 06, 2006

camomilla non funziona

Piove, e Torino è umida.

Alle cinque di stanotte avevo già esaurito il sonno che mi spettava. Sono rimasto lì, occhi sbarrati per un'ora, a pensare alle mille cose da fare, vicine (la telecom, il libro, il lavoro) e lontane (il pupo, come saranno l'Italia e il mondo che lui conoscerà? -già sono apprensivo- le tartarughe, e quando cresceranno dove le metterò?). Poi alle sei mi sono alzato e mi sono messo a lavorare fino alle otto e mezza, quando si è alzata Silvia. Non so se mi sto trasformando in una specie di vampiro o cosa, ma in ogni caso ho deciso che eliminerò il caffè dalla mia vita. La prossima settimana porterò su la caffettiera per l'orzo del servizio del matrimonio, che finalmente troverà una collocazione pratica nella mia quotidianità.
Poco fa ho chiamato la Telecom, e con la calma serafica di chi ha già deglutito tutte le imprecazioni e i santi del calendario, ho chiesto di annullare la richiesta di trasloco e rimettermi la linea a Canale. L'operatrice è stata gentile. Speriamo che sia finita, e basta con questa storia. Per Internet, cercherò di andare ogni giorno all'Internet Point di C.so S.Maurizio (chissà che un po' più di movimento non mi faccia dormire meglio la notte?), e per il resto mi arrangerò nei fine settimana o nelle vacanze di Silvia.

martedì, dicembre 05, 2006

camomilla

Prima la nebbia, e mezz'ora dopo un sole freddo.

E io che pensavo di avere finalmente Internet a disposizione, oggi! E invece niente. Ieri è passato il tecnico e mi ha detto che deve mandarmi l'impresa per portarmi la linea fin su dal cortile. Un paio di giorni, ha detto. Speriamo.
Non ho più scritto molto perché ero troppo preso dal lavoro, non che siano successe cose straordinarie. Anzi, sono pure raffreddato, son due mattine che mi sveglio con gli occhi incollati, e se chino il capo mi viene su un insopportabile dolore tra il collo e l'orecchio destro (questo mi capita sempre, d'inverno, e ancora non ho capito cosa sia). Ma poco male, stanotte ho dormito come un sasso, finalmente. Un po' perché la notte precedente mi ero rigirato un sacco nel letto, un po' perché ieri sera mi sono bevuto una cisterna di camomilla, che mi ha spedito a dormire come il gatto e il bambino disegnati sulla confezione.
Ora quindi inizia una nuova giornata di lavoro, con un nuovo fumetto (l'ultimo di una serie), ma dedicherò parte della mattinata al libro.

Sabato scorso sono andato ad Alessandria, per parlare a un incontro sul manga. A parte il fatto che non mi ricordavo cosa volesse dire la “man” di manga (io, che li traduco... ma che devo dire? francamente non ci avevo mai pensato), e ho quindi glissato vergognosamente sparando in sordina una balla colossale e prontamente aggrappandomi a un altro aspetto della domanda... poco prima di entrare ad Alessandria, ho assistito a una scena molto alla Kurosawa Kiyoshi. Procedevamo in macchina su una sopraelevata, davanti a noi c'erano degli alberi molto alti dei quali non si vedeva la base perché troppo in basso rispetto al ponte. A un certo punto ne vediamo cadere uno. Ha fatto un certo effetto, non vedendo né chi li tagliava, né attività del genere lì intorno, né altri alberi a terra. Sembrava cadere dal nulla e nel nulla. Poi un albero così grosso...

Dance dance dance mi prende sempre di più. Mi ricorda più le atmosfere de L'uccello che girava le viti del mondo, che non La fine del mondo e il paese delle meraviglie (che alla fin fine non mi ha soddisfatto poi tanto). È un po' il tipico romanzo di Murakami, tutto incentrato su una misteriosa scomparsa, e il protagonista è un po' sempre lo stesso... ma dopotutto a me piace così, quindi non ha senso lamentarmi.

Il mio rapporto con la telecom sta ormai diventando una deprimente telenovela. Mi hanno chiamato alla mezza dicendomi che verranno il 2 gennaio (il 2 gennaio!), per mettermi la linea. Fortunatamente sono dovuto uscire per un pranzo-riunione con Stefano, Dario, e Alice, per la rassegna su Kurosawa. Altrimenti avrei iniziato a sbattere la testa contro il muro. Il 2 gennaio?!

venerdì, dicembre 01, 2006

occupato

Cielo azzurro e foglie gialle, negli ultimi due giorni. Oggi ho messo il becco fuori di casa, e ho sentito più freddo rispetto alle settimane scorse.

Nonostante la mia idea di preparare i post in anticipo, questa settimana il mio cervello non era molto propenso alla scrittura, troppo occupato a districarsi nel complicato fumetto che sto traducendo. Dicembre si prospetta un mese più leggero, fortunatamente, così avrò tempo di pensare al libro e a riprendere il capitolo iniziato, mentre in questi ultimi tempi mi sono limitato a rileggere la tesi, prontamente collocata sulla lavatrice vicino al water, con una matita per segnare gli appunti.
Ieri sera ho finito di lavorare alle undici di sera, ed ero talmente esausto che non riuscivo a dormire. Ora devo solo più raffinare ciò che ho tradotto, quindi oggi sono più rilassato, e mi prendo la mia giornata folk-rock, con i Giant Sand, la voce calda di Cat Power (sto rivalutando The Greatest), i Casiotone For The Painfully Alone, e Devendra Banhart. Uniche interruzioni: l'ultima puntata della serie di “Storyville” sul Quartetto Cetra (la prossima settimana una mini-serie di tre puntate su Andrea Pazienza e la scena musicale bolognese), e gli esilaranti tre quarti d'ora de “La Barcaccia” durante il pranzo (finalmente ho trovato un modo di non annoiarmi quando mangio da solo, senza dover per forza fissare uno schermo o leggere qualcosa – i miei occhi ringraziano). A proposito, ho finito di leggere il delirante Guida galattica per autostoppisti (sì, ma senza i volumi successivi sono rimasto un po' a bocca asciutta, nel finale), e ho iniziato Dance dance dance di Murakami. La prima impressione è che si tratti di una roba onirica del tipo La fine del mondo e il paese delle meraviglie.

Certo che fa proprio caldo in questo appartamento... a Canale mi gelavano sempre le dita mentre lavoravo, col mio tremendo tutone rosso che mi fa sembrare il Gabibbo (fortuna che mi vedono solo i corrieri DHL), e i calzettoni spessi. Ora sono in maniche corte, scalzo, e ho caldo. Meglio approfittarne, finché dura. Fortunatamente, quando torneremo farà bello. Così ne approfitterò anche per fare un po' di movimento in campagna, perché mi sta crescendo un ventre tondo da pesce. Silvia mi dice di fare un po' di addominali, ma a me gli addominali fanno venire la nausea! Non in senso metaforico, avvero proprio una sensazione sgradevole allo stomaco, che poi permane quando torno al lavoro. Vabbè, dai, ora ne faccio qualcuno.

L'altra sera sono venuti a trovarci (finalmente!) Vaga e Ivan, e c'era anche Mana. Siamo andati nel Birrificio qui vicino. Locale molto carino, ma la birra artigianale... così così. Niente a che vedere con quella de Le Baladin, di Piozzo (se solo non fosse così lontano...).

martedì, novembre 28, 2006

gatto silvia

Fuori è grigio e freddo, di fronte alla mia finestra si affacciano due bei palazzi dall'aria stranamente vittoriana.

Anche questa settimana inizia da martedì. Ieri ho per lo più lavorato, ho fatto la spesa, sono andato a vedere la posta in un Internet point di corso San Maurizio, e con la scusa ho fatto due passi. Domenica ci siamo fermati a Torino, dopo la popolatissima festa di sabato a casa di Francy. Abbiamo scoperto che la domenica mattina Torino è deserta, in particolare questa zona, ma il grigiore della giornata ci ha permesso di rilassarci in casa senza troppe remore, prenderci i nostri tempi, uscire poi solo quando già faceva buio per una passeggiata in centro. La sera, ci siamo riguardati Il pasto nudo di Cronenberg... in due parti, perché Silvia si è addormentata con la testa sulle mie gambe a metà film. L'abbiamo finito ieri sera, ma si è di nuovo addormentata dopo dieci minuti. Silvia è un po' come quei gatti che si addormentano ovunque li metti.

sabato, novembre 25, 2006

soluzione

Il cielo è grigio e freddo, oggi, a Canale.

Dato che mi hanno già tolto la linea a Canale (e non ce l'ho ancora a Torino, maledetta telecom), sono venuto a controllare la posta qui a casa dei miei, molto rapidamente. Fortunatamente, questa settimana ho avuto la bella pensata di scrivere in anticipo i post giornalieri su un file di testo, e copincollarli poi tutti insieme oggi, modificando le date in modo che compaiano nei rispettivi giorni. Quindi qui sotto potete leggere cosa ho scritto questa settimana a Torino, e non i soliti riassunti. A ogni modo, il 4 dovrebbe finalmente arrivarmi la linea... speriamo...

giovedì, novembre 23, 2006

sonno

È già buio, e francamente non ho notato che tempo facesse oggi fuori, ma credo un po' grigio.

Stanotte ho sognato una riunione dei compagni di liceo a casa dei miei, ma ne ho un ricordo confuso. Mi sembra c'entrasse la cava di argilla lì vicino. L'altra notte invece ho sognato che scoppiava la terza guerra mondiale. Il mio sonno irregolare degli ultimi tempi, che mi provoca una spiacevole sensazione di tensione ai muscoli facciali, specie intorno agli occhi e sulla mascella, può essere dovuta a due fattori: 1) il cuscino è effettivamente scomodo come sembra; 2) io soffro dei sintomi che in realtà dovrebbero manifestarsi su Silvia (che invece dorme come un angioletto, per il momento). Forse, anzi probabilmente, sono semplicemente un po' stanco. Sto ascoltando, dopo tanto tempo, Fantasma, del giapponese Cornelius. È un matto, ma il disco è divertente, sebbene mi sembri un po' sterile questo approccio postmoderno alla musica. Un po' fine a se stesso, insomma... preferisco cose più emotive. Ma è piacevole, ogni tanto.
Ieri ho chiamato la padrona dell'appartamento per dirle che probabilmente verremo via prima rispetto agli accordi iniziali... non ci ha fatto problemi, anzi è stata molto carina.

Tanto per restare in tema giapponese, ora ho messo su Rodeo Tandem Beat Specter, dei ruvidi Thee Michelle Gun Elephant... magari mi tengono sveglio, visto che continuo a sbadigliare.

mercoledì, novembre 22, 2006

città incantata

Cielo limpido, montano, e fuori, odore di foglie marce. Stamattina ho comprato mandarini e arachidi, per sentire il sapore di dicembre.

Stamattina ero sveglio già prima delle sei. Speravo di godermi gli ultimi mesi di sonno decente, e invece niente. Così mi sono messo a lavorare alle 6:30, e oggi dopo pranzo ho dovuto coricarmi. Un'oretta, nelle intenzioni, ma ero tanto stanco da dimenticarmi la sveglia, e così mi sono svegliato alle 16:20. Ora è meglio che mi dia da fare. Questa settimana, a Storyville, vita e suoni dei Clash. Così, sull'onda biografica, ora mi riascolto, mentre lavoro, l'album di commiato di Joe Strummer (coi Mescaleros), Streetcore: un buon album. Ormai ho preso l'abitudine di ascoltare Storyville mentre lavo i piatti (quindi verso le 16), così unisco l'utile al dilettevole e non rischio di distrarmi mentre lavoro. I piatti a quell'ora sono già un po' incrostati, sempre che non siano della sera prima...

Ho cambiato idea a proposito del romanzo da leggere, così ho iniziato la lettura di Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, tanto per cambiare un po'. Ne avevo sentito parlare quando facevo il liceo, poi non ho avuto mai occasione di leggerlo, e infine, qualche anno fa, un amico che non vedo da parecchio, Claudio, me ne ha regalato una copia che gli cresceva, e solo ora l'ho presa in mano. È questo il bello dei libri, dei DVD, dei CD, ecc... uno può anche comprarli e lasciarli poi a prendere polvere sugli scaffali per anni, decenni, e poi quando arriva il momento adatto sono lì, immutati. Davvero divertente l'inizio, sono curioso di leggere il seguito.

L'altro giorno io e Silvia ci siamo rivisti La città incantata di Miyazaki. La prima volta che l'ho visto ero a Osaka, con la piccola Nozomi in braccio, mentre Mauro faceva da poltrona all'ancor più piccolo Yusuke (che poi ci ha fatto un'imitazione del topo trasformato in bimbo del cartone, che a sua volta imitava Chihiro mentre schiaccia il vermicello).
Non me lo ricordavo così bello, emozionante, genuinamente commovente. Poi l'immaginazione di Miyazaki è davvero vulcanica e fuori da ogni schema. Il personaggio di Chihiro semplicemente adorabile, e tutti gli assurdi mostriciattoli e divinità di contorno una vera delizia. E per finire, c'è una visione estremamente matura e sfaccettata della realtà delle cose (priva di antagonisti assoluti), per un film dedicato all'infanzia... e poi vogliamo mettere Chihiro che sale sul treno che corre sull'acqua insieme all'indecifrabile “senza-volto”?
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