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lunedì, settembre 20, 2010

una nuova gemma

Settembre, mese stupendo. Il tempo si trasforma, ma gli echi dell'estate sono ancora qui.

Come tutti i lettori storici di Strange Weather avranno capito, l'ultimo post di questo blog era da tempo destinato alla nascita di mia figlia. Del resto, la nascita di Pietro era stata raccontata per filo e per segno, e quindi valeva la pena ritardare ancora un po' la chiusura del sipario per non fare torti.
Come Pietro, anche sua sorella si è fatta attendere un po', indugiando ancora una decina di giorni, rispetto alla data presunta, nel confortevole tepore del ventre di Silvia. Inutile dire che, anche in questo caso, l'attesa è stata snervante, ma appena un giorno prima della data stabilita per l'induzione, la piccola ci ha stupiti con una doppia sorpresa: non solo ha deciso di nascere con le proprie forze, ma ha voluto anche recuperare il tempo perduto uscendo in fretta e con una certa delicatezza.

La sera prima era venuto a trovarci un nostro amico ed era stato tutto nella norma. L'unico vaga impressione che potessimo essere prossimi all'evento, mi è stata suscitata dal modo in cui Silvia ha salutato Pietro prima che io lo addormentassi. Non so spiegarmelo, ma sul momento mi è sembrato che inconsciamente sapesse che il giorno seguente non sarebbe stata a casa a dargli il solito buongiorno.
Le prime contrazioni sono arrivate poco dopo, ovvero verso le prime ore del giorno successivo, precisamente intorno alle due di notte del 5 settembre, quasi esattamente a un mese di distanza dall'istante in cui mio padre ci ha lasciati. Non so se questo significhi qualcosa, ma mi piace pensare che questa gradita sorpresa sia stata merito suo.

Sebbene anche nei giorni precedenti ci fossero state delle mini-contrazioni preparatorie che ci avevano messo erroneamente sul chi va là, questa volta non c'è stato dubbio: si trattava di quelle vere, e prima che ce ne accorgessimo avevano già assunto una frequenza di circa dieci minuti. Intorno alle tre eravamo già pronti per partire alla volta di Alba, mentre mia madre vegliava casa nostra su Pietro che dormiva.
Il viaggio, contrazioni a parte, ha goduto di tutta la placida ovattazione di una gita notturna: poco traffico, poche luci, pochi rumori, io e Silvia soli. Casualmente nel lettore CD girava Ask Forgiveness di Bonnie "Prince" Billy, tutto sommato un album dai toni adatti all'occasione. Ricordo che la prima canzone è stata la sua cover di I've seen it all di Bjork. Arrivati ad Alba, ho lasciato Silvia nella sala d'attesa del pronto soccorso, e sono andato a parcheggiare. La sala era affollata dai residui del sabato sera: nasi rotti e via dicendo. Silvia ha preferito fare a piedi tutto il lungo tragitto che porta al reparto di ginecologia, nonostante il ravvicinarsi e l'intensificarsi delle contrazioni. Gli ampi e semibui corridoi dell'ospedale deserto in una sera d'estate avevano un'aria insieme placida e sinistra.
Giunti a destinazione, un'ostetrica ci ha fatti accomodare nella confortevole sala parto che, al tempo di Pietro, stavano rimettendo a nuovo. Ammetto di aver controllato, come prima cosa, che ci fosse il lettore CD: è stato più forte di me, ma del resto avevamo concordato la nostra playlist più di un mese prima... ahem. Comunque, se l'altra volta il dolore delle contrazioni era stato ammorbidito dalle note delicate di Pink Moon di Nick Drake, e Pietro era poi stato salutato dalla voce di Billie Holiday, questa volta la nostra accurata scelta congiunta era caduta su Secrets of the Beehive di David Sylvian, Master and Everyone del solito Bonnie "Prince" Billy, Beautiful Collision di Bic Runga e Our Endless Numbered Days degli Iron & Wine, tenendo come riserva anche lo stesso Pink Moon, visto che aveva svolto egregiamente il suo compito tre anni prima. Ovviamente, la speranza era quella di non doverli usare tutti, ma dopo la lunga esperienza di Pietro, non pensavamo che saremmo stati così fortunati da non avere il tempo di ascoltarne nemmeno uno!

Insomma, per farla breve, Gemma è stata una scheggia. Quando ci siamo sistemati in sala parto credo che fossero quasi le quattro di mattina, e poco meno di due ore dopo, verso le sei meno un quarto, la nostra bimba era già tra le braccia di sua madre. Sebbene il travaglio, come ogni travaglio, non sia stato indolore, si è svolto con incredibile naturalezza, scioltezza e rapidità. Anche per quanto mi riguarda, non ho nemmeno dovuto fare molto, salvo porgere le mani a Silvia quando arrivavano le contrazioni affinché potesse stringerle, e offrirle una spalla da mordere in un paio di occasioni al massimo (nulla a confronto di ciò che hanno dovuto subire qualche giorno dopo il marito e le ostetriche della futura compagna di stanza di Silvia).
Quando l'ostetrica ha che poteva iniziare a spingere, Silvia l'ha guardata incredula, e poco dopo ha lanciato un unico lungo grido. Ho alzato lo sguardo e, non so perché, per un attimo mi è sembrata una fiera guerriera pellerossa. Altrettanto increduli siamo stati entrambi quando, ancor prima di vederla (Silvia si abbracciava alle mie spalle, per cui né io né lei vedevamo ciò che accadeva più in giù), abbiamo sentito il primo vagito. In un soffio Gemma era già lì, adagiata sul lettino, piccina, pulita, carina e così terribilmente somigliante a Pietro. Siamo rimasti lì tutti e tre nella tranquillità della sala parto, nelle prime ore del mattino.

Ora Gemma è qui a casa con noi. La permanenza di Silvia in ospedale è stata un po' dura per Pietro, ma io e lui ce la siamo cavata abbastanza bene, a casa da soli. Certo, com'è naturale che sia, si vede benissimo che un po' patisce a dover divedere la sua mamma con qualcun altro, ma devo dire che finora il nostro bimbo si è comportato con una certa maturità, non facendo nemmeno i capricci in occasione dei primi giorni d'asilo, sebbene i due "traumatici" eventi si siano verificati a brevissima distanza l'uno dall'altro. Qualche volta ha tentato persino di consolare la sorellina esortandoci a prenderla in braccio quando lei piangeva o dicendole: "Non piangere! Ci sono qua io!". Dal canto nostro, stiamo cercando di coinvolgerlo il più possibile e di non fargli mancare troppo la nostra presenza. Inutile dire che le nostre giornate sono molto, molto lunghe.

Tengo in braccio mia figlia, la guardo, così simile a Pietro, così tranquilla, soffice e dolce, penso a tutti i giorni che verranno, al processo di crescita appena iniziato. Mentre cullandola sfoggio in semi-automatico il mio ormai consolidato repertorio canoro, mi chiedo, dopo i tre anni vissuti con Pietro, come sarà con una femmina. La guardo negli occhi e mi chiedo cosa veda in me e come vedrà suo padre quando sarà grande. Sento i suoi esili squittii e i suoi sonori pianti in cerca del pupo, e mi chiedo come sarà la sua voce. Me la immagino giocare con Pietro tra qualche anno, quando saranno entrambi più grandi, e mi viene da chiedermi come evolverà il mondo intorno a me nell'arco di tempo così lungo eppure così breve di tre anni, prima che io possa vederla come vedo Pietro ora. Nell'arco degli ultimi tre ne sono cambiate tante, tantissime, di cose. Loro intanto crescono, e noi cerchiamo di concentrarci su di loro.

Grazie per essere qui, Gemma. Il tuo nome, che abbiamo cercato di tenere nascosto fino all'ultimo, era il nome di tua bisnonna. L'abbiamo scelto non solo perché ci piaceva (personalmente amo i nomi semplici, brevi, con un'etimologia chiara e ancor meglio se con rimandi al mondo naturale) e perché faceva il paio con Pietro, di cui può essere anche inteso, in una delle sue accezioni, come una variante femminile. L'abbiamo scelto anche perché volevamo che, in questa gemma che va schiudendosi verso il futuro, fosse presente un legame con il passato. Perché, se mi è concessa la banalità, la pianta su cui sbocci non sia priva di radici.

lunedì, dicembre 14, 2009

alfabeto (3)

Stamattina ho visto qualche fiocco di neve leggerissimo e isolato scendere flemmaticamente mentre ascoltavo i Mi and L'au.

Dall'ultima volta che ho fatto il punto della situazione su Pietro è ormai passato un sacco di tempo. A dire il vero, è una cosa che perde un po' di senso, a quasi due anni e mezzo di età, più che altro per il fatto che ormai il grosso delle vere e proprie novità (prime parole, primi dentini, ecc) è passato, e da questo punto in avanti si tratta più che altro di consolidare e perfezionare processi già avviati. Ad ogni modo, visto che la memoria non è dalla nostra parte e vista la velocità con cui cambiano ed evolvono i bambini, avere qualche appunto scritto può tornare utile.
A quasi due anni e mezzo, Pietro:

a) Parla, e parla un sacco. Non solo conosce un sacco di parole di uso quotidiano, nomi di animali, ecc, ma formula anche delle frasi, ed è uno spasso sentirlo.

b) Ovviamente non parla ancora perfettamente, ad esempio dice la "l" al posto della "r"... ma sta smettendo di dire la "s" al posto della "f" (prima tirava fuori fantastici neologismi come "sarsalla" e "sormica).

c) Non solo: conosce anche i testi di un sacco di canzoni. Del resto mi sembra il minimo, con tutte le ore passate ad addormentarlo cantando! Tra quelle che sa meglio, oltre a praticamente tutta la colonna sonora di Nightmare Before Christmas, ci sono "Onda su onda" (Paolo Conte), "Il caffè della Peppina" (Zecchino d'Oro), "Son tre notti che non dormo", "Quel mazzolin di fiori"... e la canzone delle dita.

d) Ciò significa che Pietro, oltre a parlare, canta. Canta a modo suo. Azzecca tempi e ritmi, ma le note sono pressoché le stesse due per tutte le canzoni. Sì, devo dire che ha un senso del ritmo migliore del mio (che è un disastro).

e) Sa mangiare da solo con forchetta e cucchiaio.

f) Adora la cucina giapponese: pesce crudo, alghe wakame, riso bollito, salsa di soia, salsa tonkatsu, zuppa di miso, soba... portarlo al ristorante giapponese è stata una vera soddisfazione.

g) Mangia un po' di tutto (specie verdura e frutta), ma detesta i formaggi (a parte lo stracchino). Gli piacciono il miele e il cioccolato.

h) Sa sbucciare un mandarino, e dopo averlo mangiato va a buttare le bucce, rigorosamente nel cestino dell'umido.

i) Effettivamente, per certe cose è molto ordinato, ed è molto attento nell'imitarci e nell'imitare quel che facciamo (a parte il fatto che io NON sono ordinato). Se scarta qualcosa, poi butta sempre la confezione nel cestino.

l) Gli piacciono ancora molto i mostri (ma delle streghe inizia ad avere paura), e ora va matto per i pesci degli abissi (al compleanno gli ho regalato un dvd fantastico). Quando vede il "melanoceto" esclama entusiasta: "Papà, che brutto quel pesce! Paletta!".

m) Da qualche mese dorme in camera sua nel letto (non più il lettino)... qualche volta è rotolato giù, ma abbiamo attutito la caduta con delle specie di tatami.

n) Ora di notte dorme con una certa regolarità, e si sveglia al massimo una o due volte. Quando si sveglia, stranamente non viene da solo nel lettone, ma chiama timidamente, o a volte resta lì seduto sul letto ad aspettare.

o) Continua ad addormentarsi piuttosto tardi... in media verso le 23:30. In compenso però ha imparato a stare relativamente buono se per caso decidiamo di guardare un film.

p) Finalmente inizia a interessarsi anche alle fiabe lette, e non solo a quelle raccontate e alle canzoni, prima di fare la nanna. Ciò facilita un po' le cose.

q) Sa comporre un puzzle! Ha iniziato con quelli da sei pezzi, e ora riesce a farne uno da venti tutto da solo.

r) Fa la cacca e la pipì nel vasino, quindi ora tiene il pannolino solo di notte. Certo, per ora siamo noi a ricordarci di fargliela fare, e solo raramente è lui a chiedere di andare in bagno... quindi qualche volta se le fa ancora addosso. Però diciamo che ha capito il meccanismo.

s) Abbiamo scoperto che, oltre all'acaro della polvere, è allergico alle noci. Se per caso ne mangia un solo pezzetto, gli viene tutto uno sfogo intorno alla bocca.

t) è affezionatissimo ai suoi fantastici genitori.

u) ancora non ama molto i bambini più piccoli di lui, che guarda con diffidenza, ma quelli appena un po' più grandi (dai tre anni in su) li adora.

v) è socievole, ma inizialmente abbastanza timido e orso (come il papà)

z) pronuncia divertito alcune espressioni in piemontese come (traslittero un po' a caso): "sati torna si?!" (sei di nuovo qui?!), "piant'la lì" (smettila), "bòia 'sasin"(boia assassino) e "pisacol" (pisciasotto).

giovedì, luglio 09, 2009

due

Dov'è andata l'afa?

Oggi è il compleanno di Pietro. Ebbene sì, il nostro pupattolo compie già due anni. Mentre inizio a scrivere questo post sono le 18:25, il che significa che, esattamente due anni fa, quel cosino piccolo piccolo era praticiamente in dirittura d'arrivo (è nato alle 19:06), dopo una lunga, lunghissima giornata. In questi due anni non abbiamo fatto altro che chiederci: "come sarà quando xxx?" (sostituite "xxx" con cose tipo "camminerà", "mangerà", "avrà i denti", "parlerà", "dormirà nella sua stanza", ecc ecc). Ed eccoci arrivati. Pietro cammina, mangia per conto suo, ha un po' di denti, dorme nella sua stanza (è stata dura e faticosa ma ce l'abbiamo fatta dolcemente prendendoci i nostri tempi, in barba a Estivill e ai suoi metodi per forgiare i bambini col gognometro)... e, soprattutto, parla (anche se quasi solo a parole singole - ma ne dice proprio un sacco). Ormai è proprio un bimbo. E io ci penso, penso che ho un bimbo di due anni, e non mi sembra mica vero, mi sembra di essere capitato nella storia di qualcun altro. E invece no, eccolo lì, il mio bimbo meraviglioso, simpatico, dolcissimo, caparbio e vagamente isterico, con i suoi occhi azzurri e il suo ciuffo bianco, unico e insostituibile oggetto del 99% delle nostre azioni e del nostro affetto.
Io non mi ricordo mica più com'era prima.

martedì, aprile 14, 2009

alfabeto 2

Una bellissima giornata di sole... e io ho un sacco di lavoro da sbrigare.

Ecco il nuovo punto della situazione su Pietro (scusate la prolungata assenza e il post scritto di fretta, ma ho davvero la testa da mille altre parti):

a) Oltre ad aver perfezionato la pronuncia delle parole (e i versi di animali) che già diceva, ora ha aggiunto un sacco di parole nuove al repertorio. Certo, il più delle volte ne dice solo un pezzo, ma il cambiamento è incredibile. Alcuni esempi nuovi: perché (parché), gioco (giocca), blu (bu), verde (vdé), giallo (già), bimbi (bibi), bruco (questo lo dice quasi uguale), buco (bukku), acqua (coca... qui ci dobbiamo ancora lavorare parecchio), ciccio (cicci), kiwi (ki), pera (pe), riso (zizi), giacca (giacca), pane (pa).... zecchi (zecchino d'oro), ecc... ormai è un fiume in piena, e ogni giorno salta fuori qualcosa di nuovo.
b) Ieri gli ho chiesto: "Chi sono io?" "Papà"; "E lei?" "Mamma"; "E tu?" "Pepe".
c) Riconosce i colori e sa raggruppare oggetti dello stesso colore.
d) Riconosce una canzone se gli fischietti le prime note, e ti dice a suo modo di che canzone si tratta.
e) Sa usare quasi autonomamente un lettore cd (sigh).
f) È passato a nuove canzoni preferite, che di volta in volta lasciano spazio ad altre. Alcune delle sue ultime hit: "La principessa Zaffiro", "Bambino Pinocchio", "Dolce Signora Minù", "L'uccellino azzurro", "Carletto principe dei mostri", "Il mago pancione", e poi ancora "Bocca di rosa", "Il gorilla", "Alla fiera dell'est", "Madama Doré".
g) Come ninna nanna, invece, ultimamente preferisce "Il Pescatore" di De André.
h) Ci prende per mano (o meglio, per un dito) per chiederci di giocare con lui. Tutti e due contemporaneamente, se possibile. È anche un filino insistente.
i) Non sopporta quando le cose non gli riescono come vorrebbe. A quel punto si arrabbia, inizia a lanciare oggetti, sbattere le mani a terra, camminare all'indietro.
l) Ci dà i baci, a volte anche di sua iniziativa.
m) È a suo modo ordinato, e in certi casi gli piace sistemare le cose nei cassetti.
n) Dorme decisamente di più di notte. Ora quando va bene dorme anche sei o sette ore di fila, e i lunghi mesi passati a svegliarsi ogni due ore se non peggio sembrano ormai un ricordo lontano. Però il cambio dell'ora ha sfasato i suoi orari, quindi non va mai a dormire prima delle undici o mezzanotte. Questo, unito al fatto che dopo le nove e mezza diventa attivissimo, ci preclude ogni possibilità starcene un po' tranquilli per conto nostro. Che è anche bello perché almeno riusciamo a stare di più con lui, però ogni tanto una seratina tranquilla non sarebbe male...
o) I suoi gusti alimentari sono più o meno gli stessi (mangia molto volentieri pasta, riso, verdura e frutta)... con più denti riesce a mangiare più carne, però.
p) Gli piace la zuppa di miso.
r) Adora giocare nell'erba o con la terra.
t) Gli piacciono gli insetti... api e formiche in testa.
u) È molto socievole e di compagnia, superato un primo momento di diffidenza.
v) Non è particolarmente agitato, peste, capriccioso o lagnoso, ma è terribilmente ostinato (leggi testone).
z) Gioca un po' con tutto quel che trova in giro, ma sistemare in ordine gli Occhiolotti gli piace particolarmente. Per dire "Occhiolotti" si mette un dito in un occhio... spero trovi in fretta un altro modo per dirlo.

lunedì, marzo 23, 2009

PArole

L'inverno sembra finito sul serio, questa volta.

Man mano che Pietro inizia a PArlare, mi rendo sempre più conto di una cosa: l'Italiano ha davvero un sacco di parole di uso comune (e che capita sovente di usare coi bambini) che iniziano con "PA".

PApà
PAne
PAsta
PAppa
PAsticcio
PAtata
PAnnolino
PAzienza
PAletta
PAlla
PAdella
PAntaloni
PAgliaccio
PAppagallo

sabato, febbraio 21, 2009

alfabeto

Oggi la sciarpa mi teneva troppo caldo.

I bambini crescono in fretta. Crescono in fretta e cambiano in fretta, così che diventa difficile ricordarli esattamente com'erano fino a poco tempo prima, quali erano i loro gusti, che cosa facevano di particolare. Per questo bisognerebbe segnarsi certe cose, e per questo esistono delle specie di album della nascita in cui segnare certe date fatidiche... le prime parole... il primo dentino, cose così. Anche noi ce l'abbiamo, ovviamente. Anzi, forse ne abbiamo addirittura un paio. Ma per un motivo o nell'altro (il 50% delle volte per pigrizia, il restante 50% si divide tra smemoratezza e mancanza di una penna adatta nel momento dell'ispirazione), alla fine non l'abbiamo mai usato. È un peccato però lasciare che certe cose scorrano via lasciando solo una traccia indistinta che si sedimenta insieme al resto dei ricordi. Quindi ho deciso che ogni tanto userò il blog per fare un po' il punto della situazione.

Vi dirò quindi che, a circa diciannove mesi, Pietro:
a) Ha sei o sette denti... i primi quattro li ha messi tutti di colpi quando aveva un anno, gli altri stanno crescendo poco alla volta da un mese o due al massimo.
b) Dice abbastanza bene: "mamma", "papà", "nonno", "pappa", "nanna" (ma solo ogni tanto)... e soprattutto "cos'è", che è un po' la chiave per sapere tutto il resto, no?
c) Dice un po' meno chiaramente parole come "torta" (tuttu), "pasticcione" (pa!), "zia"(ziii - ma questa sta già passando nella categoria b), "cocco" (coccodrillo) .
d) Indica con dei versi alcuni animali: due tipi di ruggito per distinguere il leone dalla tigre, il miagolio del gatto, il cinguettio per gli uccellini, il verso del pesce e "tutu" per le tortore, "cocco" per le galline soprattutto. Una volta faceva anche il maiale (uguale al leone) e la mucca, ma poi ha smesso per disinteresse. Ah, fa anche "shhhh" per dire il fuoco.
e) Fa altre associazioni strane: "a-ah" è la tartaruga (dal ritornello della canzone di Bruno Lauzi), se fa "ciao ciao" con la manina vuole vedere la foto di Manu (confonde manu e mano)
f) In generale capisce un sacco di cose anche se non le dice, quindi se gli chiedi di prendere una cosa o di metterla a posto, molte volte lo fa. Se non lo fa è solo perché è un testone.
g) Cammina, corre, si arrampica, sale sui tavolini.
h) La sua coperta di Linus sono i CD. (ARGH)
i) Le sue canzoni preferite sono: sigla di "Sandokan" e dell'"Uomo Tigre", quella di "Tamagon", "Lamù" e "Pinocchio" (viste su youtube), ma anche "Jump in the line" di Harry Belafonte e "La contadinella" di Nanni Svampa. "Il valzer del moscerino" la balla solo con Silvia.
l) Non fa ancora cacca e pipì nel vasino ma inizia a capire il concetto.
m) Ha smesso di prendere il latte un mesetto fa, e adesso dorme un po' meglio.
n) Adora la pasta, ma non può sopportare i formaggi (sigh). Venera anche il cioccolato, da cui però cerchiamo di tenerlo lontano salvo occasioni particolari. Gli piacciono molto le verdure, in particolare fagiolini e finocchi cotti. Non mostra interesse per la pizza (sigh).
o) Si lamenta un po' di meno quando lo cambiamo, ma in generale la cosa non gli piace.
p) Adora il bagnetto e la piscina.
q) Per certi versi ha un certo caratterino. Per altri ha un buon carattere.
r) Ama le cose coi tasti (ARGH).
s) Ama ancora i libri (specie quegli sugli animali), ma un po' meno rispetto a qualche mese fa.
t) Morde più moderatamente rispetto a un mese o due fa.
u) Pesa... uhm... credo undici chili... è un po' che non lo pesiamo davvero.
v) Praticamente non ha più segni della dermatite atopica, tranne qualcosina dietro il ginocchi sinistro.
z) Fa "ciao ciao" con la manina, ma dopo che la persona da salutare se ne è già andata.

lunedì, febbraio 09, 2009

i morti

La strada si allarga nuovamente, e solo poca neve "marcia" resiste sui bordi.

Febbraio ci ha offerto due bellissime giornate di sole... quel sole di fine inverno che ti suscita un intenso senso di liberazione. Così ieri pomeriggio sarebbe stato un delitto restarsene chiusi in casa, e siamo andati a camminare un paio d'ore con il passeggino.
Siamo saliti su lungo via Castelvecchio per poi scendere a Valpone dalla stradina in discesa sul bivio per S.Defendente. Pietro inizialmente dormiva, e quando si è svegliato è rimasto buono buono a osservare la campagna assonnata come lui. Siamo tornali a Canale percorrendo la pista ciclabile, e così facendo siamo passati di fronte al cimitero. Era un po' che non ci andavamo, perciò abbiamo deciso di farci un salto.
Il cimitero era deserto, e Pietro si è trovato immediatamente a suo agio, con tutta quella ghiaia e quegli scalini su cui arrampicarsi (confido nella clemenza dei morti). Siamo andati di fronte alla tomba di famiglia. Ad un certo punto guardo Pietro che gioca sul rettangolo di terra in cui sono sepolti alcuni suoi bisnonni e trisnonni. Ho pensato ai morti che se ne vanno sotto terra, ai vivi che fioriscono su di loro e alla mancanza di un contatto tra gli e gli altri.
Pietro giocava ignaro di tutto e spensierato.
Anche i morti giacevano lì sotto ignari di tutto. Almeno credo, ma se anche non fosse... beh, a me farebbe piacere che un mio piccolo discendente venisse a giocare sulla terra in cui dormo.

mercoledì, gennaio 21, 2009

natale a casa mapomo

Ieri mi è sembrato di vedere qualcosa strisciare sotto il ghiaccio.

Come promesso, ecco qualche foto. Non sono recentissime... per la precisione, sono state scattate a Natale. Il nostro secondo Natale, ma il primo in cui Pietro ha partecipato in maniera un po' più attiva (l'anno scorso si era limitato a giocare con la carta dei pacchi).



sabato, gennaio 17, 2009

figli e padri

Il ghiaccio su via Mompissano si scioglie poco a poco. Oggi ho visto un cane lupo percorrere di corsa quella discesa, inseguendo la gallina favorita di mio padre. Se fosse scivolato, gli avrei riso dietro per mezz'ora.

Pensieri più o meno liberi:

Questo gennaio ospita qualche grande avvenimento.
Innanzitutto, Pietro, di cui prometto che nei prossimi giorni metterò una foto, ha compiuto un anno e mezzo. Un bel traguardo a cui siamo arrivati alla velocità della luce. Com'è Pietro a un anno e mezzo? Ce lo ricorderemo, un giorno? Ne dubito, visto che nuovi innumerevoli ricordi continuano a spingere al fondo dalla memoria quelli vecchi. Fortunatamente ci sono le foto, i filmati... e le parole. Dicevo, com'è Pietro a un anno e mezzo? È sempre più dolce, ma sta anche mettendo su un bel caratterino. Ormai cammina bene e ha smesso di gattonare da tempo. Per ora la dermatite non si è più fatta vedere, tranne dietro al ginocchio sinistro, dove comunque appare sempre meno forte. Speriamo quindi che non si faccia viva fino a primavera... e se anche tornasse, beh, almeno qualche mese tranquillo l'abbiamo passato (l'anno scorso era arrivata verso fine ottobre). Poi... Pietro a un anno e mezzo è un fanatico della musica... della sua musica, ovviamente. Zecchino d'oro e canzoni sugli animali in particolare. Adesso riconosce da solo le parole che conosce (anche se ancora non le pronuncia) in mezzo ai testi delle canzoni, senza bisogno che gliele diciamo noi. Così se sente "gatto", "gattino" o "gatta", miagola. Se sente "tigre" ruggisce. Se sente "baffi", si passa il dito sopra il labbro. Se sente "mano", fa "ciao ciao" con la manina. Uno spasso. Poi è anche un fanatico degli animali. Forse qualche mese fa lo era ancora di più, con la sua tavola di legno con su gli animali stampati. Ma anche adesso ama sfogliare i libri e cercare quelli che già conosce, per poi confrontarli con altre "versioni" dello stesso animale in formato peluche, giocattoli, nostri disegni, ecc. È molto bravo a riconoscerli. Ogni tanto prova anche lui a disegnarli... ma diciamo che sono parecchio soggettivi. Ma soprattutto... Pietro a un anno e mezzo ha quasi smesso di prendere il latte! Questa è la grossa novità, soprattutto per Silvia, che sente la mancanza di questo particolare rapporto ma che si è anche liberata di un grosso peso. È successo che una sera di qualche giorno fa, stremata dal suo ciucciare senza addormentarsi, gli ha detto: "Pietro, io il latte non te lo do più". Lui forse ha capito, perché quando di notte si è svegliato, si è addormentato da solo dopo non molto (nel lettone ovviamente... una cosa per volta, insomma), senza lamentarsi più di tanto. E ha resisito per un giorno e mezzo senza latte. Poi non ce l'ha più fatta, e allora di mattina Silvia gliel'ha concesso, così si è anche svuotata un po'. La cosa si è ripetuta, ma meno latte prende Pietro, meno Silvia ne produce. Quindi siamo ottimisti sull'esito della strategia. Certo, la notte ci si continua a svegliare... ma è tutta un'altra storia (almeno per lei... per me più o meno, ma mi sembra doveroso occuparmente io a questo punto). Un passo in avanti, comunque. Altre cose... beh, in questo periodo oltre che per la musica (la hit del momento è la sigla di "Sandokan") e gli animali va matto per i suoi due cuginetti più grandi... in particolare Samuele, che adora. Eh sì, perché per quanto ormai ci riconosca tutti quanti e si stia affezionando non solo a noi ma anche agli altri membri della famiglia, giocare con altri bambini, per quanto non coetanei, è tutta un'altra cosa. Ah, dimenticavo le parole... ormai padroneggia perfettamente "papà" (me lo dice anche al telefono, oltre che in foto... mi riconosce, che stella) e "mamma"... dice "nonno", "nanna"... qualche pezzo di parola qua e là e soprattutto tanti versi di animali, dalla gallina al gatto per finire a tutta una serie di ruggiti che variano a seconda si tratti di una tigre, di un leone o chissà di che altro felino.

Altra cosa importante di questo mese è l'anniversario dei dieci anni dalla morte di Fabrizio De André. Eh sì, sono passati dieci anni. Non ho molto da aggiungere su quanto ho già scritto in diversi post al riguardo. Solo che l'altro giorno, dopo aver visto lo speciale a "Che tempo che fa", parlavo con Mana di come Fabrizio sia stato veramente un padre per tutti noi... del suo potere di fare da collante che riunisce così tante persone sotto uno stesso tetto... di dare l'opportunità, alle persone che riconoscono nella sua musica gli aspetti più belli di questo paese, di sentirsi a casa.
Chiudo con una segnalazione. Sul sito di Radio Tre, si possono trovare in formato mp3 le puntate di Storyville di questa settimana. Cinque puntate (l'ultima devono ancora inserirla... credo lo faranno lunedì) di mezz'ora ciascuna in cui Ascanio Celestini ci racconta qualcosa della vita di De André, inframezzato da sue canzoni, canzoni di quelli che l'hanno ispirato, ecc. Secondo me ne vale la pena. Non so quanto terranno i file sul sito... non credo più di una settimana, ad ogni modo. Io comunque li ho salvati. Ecco il link.

martedì, dicembre 09, 2008

god save Harry Belafonte

Freddo. Anzi no, freddissimo!

Ricordate il mio iniziale entusiasmo per alcune canzoni dello Zecchino d'Oro?
È passato qualche mese da allora. Nel frattempo ho comprato un cofanetto di tre CD con il "meglio" dello Zecchino. A parte il fatto che alcune scelte nella selezione dei brani mi sembrano abbastanza discutibili... bisogna fare due considerazioni:

1) Le canzoni vecchie erano decisamente migliori sotto tutti gli aspetti (non solo negli arrangiamenti, più complessi e suonati con strumenti veri, ma anche nei testi, decisamente più fantasiosi e originali).
2) A lungo andare, si corre il rischio di stufarsi decisamente, fino a odiare certe canzoni, specialmente se tuo figlio le vuole ascoltare a ripetizione (qualcuno abbatta quel Katalicammello!).

Al primo punto si ovvia ascoltando per lo più il primo CD più qualche perla del secondo.

Al secondo si ovvia cercando di insinuare qualcos'altro tra gli ascolti di tuo figlio. nella speranza che l'appassioni. E dopo alcuni insuccessi (dovuti principalmente alla mancanza di musica molto ritmata sui miei scaffali), sono finalmente giunto a un risultato: Pietro si è dato al "calypso"!


Discover Harry Belafonte!


venerdì, dicembre 05, 2008

sale

Ho una cuffia che mi copre le orecchie. Eppure il freddo passa lo stesso.

Ecco una foto di Pietro al mare. Il sale grosso e quello fino si sono rivelati una bella scoperta e un fantastico passatempo.
Difficile separarli a gioco finito, però.


sabato, ottobre 04, 2008

profezie

Aria fresca. Si salta nelle isole di sole per godere di un po' di calore.

Un giorno, camminando per Varazze col passeggino, qualcuno dal dehors di un bar mi ferma per fare i complimenti a Pietro. È una cosa che capita molto spesso, con un bambino. Le signore anziane si posano a stormi, a contemplare intenerite i piccini... se poi questi hanno gli occhi color del mare e un ciuffetto platino... (mi vanto un po', dai).
Tuttavia, non è così comune che a fermarti sia un trans con lunghi capelli neri e lenti a contatto azzurrissime. Abbiamo fatto due parole e, a un certo punto, commentando la stazza di Pietro, mi fa, con accento sudamericano: "Da grande farà il calciatore!".
Ecco, se un commento del genere proviene da una madama attempata che prende il fresco sul lungomare, fa un effetto. Se invece viene da un trans brasiliano con chioma corvina e occhi vitrei, allora il tutto assume un'aria vagamente esoterica, e suona un po' come una profezia.
Oddio, un figlio calciatore?! Non ero preparato a questo!

lunedì, settembre 15, 2008

sally e il quartino

Vien l'autunno sospirando
sospirando alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rami spogli,
e tre gocciole di brina
e un pugnel di foglie morte.
(grazie ad Alice)

Ogni tanto, quando devo guardare Pietro mentre Silvia ha da fare, mi metto con lui sul pavimento del salotto e prendo uno strumento... il quartino, l'armonica a bocca oppure un flauto. A Pietro piace soffiare negli strumenti, e la cosa mi fa piacere. A volte se suono qualcosa col quartino, lui afferra il flauto di propria iniziativa e si mette a soffiarci dentro. Con questa scusa, ho ripreso a suonicchiare... abitudine che mi ero lasciato alle spalle da tempo. Soprattutto il quartino, non lo suonavo dai tempi del liceo. Intendiamoci, non sono un granché... per quanto ami la musica, purtroppo non mi sento molto portato per gli strumenti. O forse chissà, è solo mancanza di impegno e costanza.
Sì, lo ammetto, più o meno consciamente cerco di rifarmi un po' con Pietro.
Comunque mi diverte suonare. Negli ultimi tempi mi dedico spesso a riprodurre a memoria la canzone di Sally in Nightmare Before Christmas. Sono poi andato a cercarla su Deezer per memorizzarla meglio, e ho scoperto che ne esiste anche una versione cantata da Fiona Apple. Pensa un po'.
Ne approfitto per provare a inserirla direttamente nel post, sempre tramite Deezer.
Carina, anche se devo dire che la versione della colonna sonora italiana del film è la mia preferita... sarà che ormai sono affezionato a quella.


Discover Fiona Apple!


venerdì, settembre 05, 2008

il bimbo venuto dal nord

L'estate sembra non volerci abbandonare. Ma non convince. Per quanto ne so, le ultime trenta volte l'autunno è sempre arrivato, alla fine.

Pietro parla sempre di più. Ma parla una lingua strana, più simile al tedesco che all'italiano. Anzi, ogni tanto si direbbe proprio una lingua nordica.
Il che spiegherebbe i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Quel bambino non me la conta giusta.

venerdì, agosto 29, 2008

piccoli rimpianti

Un altro mattino di sole. Peccato che sia sveglio dalle 4:30 (e non per colpa di Pietro).

Il pomeriggio dell'ultimo giorno al mare, visto che al mattinoPietro si era dimostrato sì restio come al solito ad entrare in acqua, ma non tanto da piangere e, anzi, aveva addirittura accennato dei sorrisi, abbiamo deciso di portarlo a fare un ultimo fugace bagnetto. Mentre eravamo tutti e tre in acqua, vediamo apparire un testone che faceva facce buffe in direzione di Pietro. Apparteneva a un omone afroamericano e devo dire che faceva il suo bel strano effetto, vederlo comparire in acque liguri, tra anziane madame e bimbetti.
Abbiamo scambiato due parole. Lui mi dice che non oltrepassa quel punto perché non sa nuotare. Io gli rispondo che anche per me è lo stesso, e mentre parlo mi rendo conto di quanto è arrugginito il mio inglese parlato. E già, perché se scrivere e soprattutto leggere in inglese fa parte della mia quotidianità, francamente non ho molte occasioni di parlarlo. Ma le occasioni basterebbe crearle, no? Vabbè, io sono impedito a parlare anche in italiano. Comunque gli chiedo di dov'è e lui mi dice che viene da New York, ed era lì con qualche amico genovese. Non sapendo che altro dire, vado da Pietro.
Tornati in spiaggia, ci siamo incontrati nuovamente. Il newyorkese e i suoi amici italiani stavano proprio sull'asciugamano accanto al nostro. Era un tipo simpatico e faceva un sacco di complimenti e facce buffe a Pietro. Una di quelle persone che ci sanno fare con i bambini, insomma.
Comunque, gli chiedo se posso scattare una foto di loro due insieme. (la vedete qui accanto... Pietro non era del tutto convinto). Lui acconsente felice della cosa. Poi vanno via, ci si saluta, e finisce lì.
E io rimango a pensare. Mi dico che sarebbe stato carino se gli avessi chiesto l'indirizzo email per mandargli la foto. Mi dico che, di già che c'ero, potevo anche conversare un po' di più. Idealmente mi fa piacere incontrare persone di ogni parte del mondo, così come italiani di ogni parte d'Italia. Sono orso sì, ma non sono un misantropo . Mi incuriosiscono gli altri. E invece no. Mi fermo sempre prima e spreco queste occasioni. Perché essenzialmente sono una persona timida. E perché temo sempre di parlare a sproposito. Alla fine, mi dico che forse non ne vale la pena. Questo aspetto di me mi secca particolarmente. Ci sono tanti aspetti della nostra personalità che non ci garbano. Col tempo, li si accetta. Io poi sono pieno di difetti: sono smemorato, disordinato, non so parlare, sono ansioso, pauroso, ecc ecc. Questo però è uno degli aspetti che accetto di meno.
Nel profilo qui a fianco ho scritto che vorrei morire come il suonatore Jones, con "ricordi tanti e nemmeno un rimpianto". Però mi accorgo che, in realtà, il mio carattere mi porta a vivere di tanti piccoli rimpianti.

giovedì, agosto 07, 2008

facciamoci perdonare 5 - paura!

Cielo di quel nuvoloso un po' fresco che ti fa dire: ah, finalmente!

Stanotte Pietro ha pensato bene di scavalcare la sponda bassa del lettino, buttarsi nel lettone e, dopo aver scroccato il latte, mettersi a girare per tutto il letto dandoci testate e piangendo. Per la disperazione, abbiamo portato il lettino in cucina e lì abbiamo fatto i turni aspettando che si addormentasse. Quando sono tornato in camera c'è voluto un po' per prendere sonno, e allora mi è venuta in mente una vecchia storiella di paura che mia sorella mi aveva raccontato quando facevo le medie. Mi ha sempre colpito perché, pur nella sua semplicità, secondo me ben coglie il nocciolo della paura, ovvero sa darle quel giusto spazio di incognita, di vuoto che ognuno può colmare un po' come meglio crede con le sue paure più recondite.
Provo a trascriverla, un po' a memoria, un po' aggiungendo del mio:

C'è una ragazza che guarda la TV accarezzando distrattamente il suo gatto di fianco a lei. Sono soli in casa. A un certo punto le sembra di sentire come un gocciolio... PLIC PLIC PLIC.... PLIC PLIC PLIC... subito pensa che faccia parte del film che sta guardando, poi le viene il dubbio e abbassa il volume... PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC... no, non è la TV. Viene dal bagno. Dev'essere il lavandino. Non dà troppa importanza alla cosa, rialza il volume e riprende a guardare il film accarezzando il suo gatto. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Che fastidio però. Affonda le mani nel pelo del gatto per scacciare il nervoso, poi si fa prendere dal film e smette di farci caso, così riprende ad accarezzare dolcemente il micio senza più pensarci fino ai titoli di coda. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Una volta terminata la visione, si decide ad alzarsi, va in bagno... PLIC PLIC PLIC... e trova, appeso al lampadario, il suo gatto squartato che gocciola sangue.

mercoledì, agosto 06, 2008

facciamoci perdonare 4 - ora vi mangio tutti

Con quest'afa la sera mi tocca per forza lasciare aperte le finestre e ascoltare le odiose accelerate dei motorini sulla piazza.

Primi dentini.


domenica, agosto 03, 2008

facciamoci perdonare 1

Classica calda afosa giornata d'agosto.

Questo mese, come avrete notato e come ho già ribadito, ho avuto poco tempo e ancor meno spazio mentale per concepire dei post (nemmeno quello sulle chiavi di ricerca, pensate un po'). Per rifarmi, ho deciso di impegnarmi a garantire una settimana di post. Non so bene cosa tirerò fuori, ma ecco il primo, ovvero il post che spiega perché questo mese ho avuto così poco tempo.

1) Il 5/6 luglio c'è stato l'addio al celibato di Mana (che da allora ho promesso di non chiamare più così, ma pazienza, manteniamo questo soprannome almeno per il blog)... una festa che ha richiesto un grande sforzo organizzativo da parte di tutti i suoi amici, che ha preso la forma di almeno un centinaio di email. Comunque, una splendida festa di cui varrà la pena parlare prima o poi...

2) Lavoro lavoro lavoro. Tra l'anime di Death Note e svariati fumetti che si incastravano infrangendo le leggi del tempo umano, questo mese, così come quelli precedenti, non ho avuto un attimo di respiro. Confido nel prossimo.

3) Il regalo per il matrimonio di Mana e Cri. Io e Silvia ci siamo messi in testa di costruire da noi una scacchiera a partire da un ceppo, con le pedine da dama e scacchi fatte in pasta di sale. Questo ci risucchiava anche l'ora serale dalle 23 alle 24 che Pietro ci lasciava. Senza contare lo sforzo mentale dovuto alla fretta e all'iniziale mancanza di idee. Fortunatamente, anche se l'opera è stata terminata un'ora prima del matrimonio, è andato tutto bene.

4) La febbre di Pietro. Pietro nelle ultime settimane ha avuto la febbre per tre volte. Una volta (forse) per il dentino. Una volta per il vaccino esavalente. Una volta, a cavallo tra questa settimana e la scorsa, per una faringite acuta + tonsillite, che gli ha procurato una bella febbre intorno ai trentanove/quaranta gradi per diversi giorni. Non vi dico le notti. Ora sta meglio, ma...

5) ...Intanto è riuscito ad attaccarla pure a me. Fortunatamente in forma molto più lieve (febbre sui trentotto, mal di gola e fiacchezza per due/tre giorni).

6) Spostamenti vari. Siamo andati un paio di volte in montagna per toglierci da quest'afa. Ovviamente questo per me non ha mai significato vacanza. Grazie al portatile e alla fantastica vodafone key, Mapomo lavora sempre e ovunque. Mare, montagna... chissà cosa ci riserverà il futuro?

7) La vodafone key. Mentre al mare andava spedita, in montagna va più o meno come un modem a 56k... quindi ti passa la voglia di stare collegato.

8) Varie ed eventuali. Ovvero, fiacchezza dovuta al caldo e alla solita mancanza di sonno; carenza di idee; carenza di eventi particolari da raccontare; personale pigrizia; problemi col computer.

mercoledì, luglio 09, 2008

un anno fa

Sono accaldato, in più fa un caldo da morire!

Un anno fa, esattamente a quest'ora, nasceva Pietro. Ricordo benissimo quel momento: come sono scoppiato in lacrime quando è uscito tutto d'un colpo, dopo quella lunghissima giornata. Ricordo che avevo messo su un CD di Billie Holiday, ma non so quale canzone ci fosse in quel momento perché non l'ho sentita.
Oggi siamo andati al ciabot e, ai piedi di un albero, abbiamo seppellito una scatola del tempo contenente alcuni oggetti-ricordo di quest'anno di vita. Un giorno lo diremo a Pietro, e lui potrà portarla alla luce, se vorrà. Altrimenti la lascerà lì per i posteri. Strano a dirsi, ma è la seconda scatola del tempo con cui ho a che fare, nel giro di appena una settimana.

Auguri, Pietro!

lunedì, giugno 23, 2008

quattro

Dalla finestra aperta dello studio arriva un po' di fresco.

Stanotte Pietro ha dormito per più di quattro ore di fila. QUATTRO-ORE-DI-FILA. Non accadeva da Ottobre. Difatti, non essendo abituato, non riuscivo più a dormire, e così sono venuto a lavorare un po' sperando di farmi venire un po' di sonno.
Nel silenzio dell'alba, il suono della ventola del mio pc, che d'estate fa una casino pazzesco, assume proporzioni mostruose. Cerco di combatterlo mettendomi gli auricolari e ascoltando un po' di musica. Comments of the Inner Chorus dei Tunng è quello che più si adatta all'atmosfera.
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