mercoledì, agosto 27, 2008

addio cavaliere dalla trista figura

Siamo ad agosto e c'è il sole, ma chissà perché, quando vado al ciabot sento più vicino l'autunno.

Nel corso del mio soggiorno varazzese ho finalmente terminato la lettura di Don Chisciotte.
Anche se ho inframezzato i due volumi con La strada, è passato davvero un sacco di tempo da quando l'ho iniziato. Non solo a causa della sua lunghezza (sono quasi 1200 pagine), ma soprattutto perché non sempre riuscivo a leggere alla sera, e quando ci riuscivo spesso mi si chiudevano gli occhi dopo poche pagine. La colpa non è ovviamente del romanzo, che è assolutamente fantastico e geniale (e come potrebbe essere altrimenti?), quanto della mia stanchezza serale. Ad accelerare e rendere più godibile la lettura, sono stati il viaggio in treno da solo a Udine lo scorso gennaio, e le varie "vacanze" al mare e in montagna. Quando sono via da casa riesco a leggere di più. Non solo alla sera, ma anche in bagno, perché normalmente a casa leggo manga o riviste, quando sono in bagno.
E adesso, com'è naturale dopo tutto questo tempo passato insieme, sento un po' la mancanza delle follie dell'hidalgo e dei proverbi di Sancio.

Ora, giusto per leggere qualcosa di completamente diverso, ho iniziato Il fattore umano di Graham Greene, che avevo acquistato tempo fa sull'onda dell'entusiasmo dopo la lettura de L'americano tranquillo.
Ecco, com'era di consueto, l'inizio:

Da quando, oltre trent'anni prima, era entrato a far parte dei Servizi come giovane recluta, Castle era sempre andato a fare lo spuntino di mezzogiorno in un pub dietro St James's Street, non lontano dall'ufficio. Se gliene avessero chiesto il perché, avrebbe citato l'ottima qualità delle salsicce; come birra, avrebbe forse preferito una marca diversa dalla Watney's, ma la qualità delle salsicce faceva passare questo ultimo particolare in secondo piano. Castle era sempre in grado di dare conto delle proprie azioni, anche le più innocenti, ed era immancabilmente puntuale...

lunedì, agosto 25, 2008

un vero sfigato

Cielo sereno. Le lenzuola di notte non bastano più.

Il mio primo incontro col mare di Varazze, il giorno successivo al nostro arrivo, è stato piuttosto turbolento, e ha vinto lui.
Chi come me è miope e porta gli occhiali forse mi capisce: non è per niente bello il senso di smarrimento che si prova quando, per entrare in acqua, si è costretti a togliere gli occhiali. Così, da autentica volpe, mi dico: vabbè, per ora faccio una capatina in acqua senza entrare con la testa, giusto per prendere confidenza con il mare... non è il caso di togliere gli occhiali.
SPLASH
Sbattuto a riva dalla prima ondata un po' brusca, presa in pieno petto. Dopo la seconda decido che quasi quasi è meglio tornare in spiaggia, quando mi accorgo che... magia: gli occhiali non ci sono più.
Panico.
Silvia va a cercarli, ma l'acqua è sporca e ci sono le onde, e oltretutto Pietro si mette a piangere appena la vede allontanarsi. Ormai di recuperarli non se ne parla più. Sono le sette di sera e noi siamo a piedi, a una ventina di minuti di distanza tanto dal centro del paese quanto da casa. Che fare? Il giorno dopo dovevo pure lavorare... fortunatamente Silvia vede una macchina che s'allontana dalla spiaggia. Coglie al volo l'occasione e chiede se mi danno un passaggio in centro. Col costume fradicio e con un ginocchio sbucciato (per via dei sassi sulla spiaggia, sui quali mi aveva sbattuto l'ondata), monto in macchina di questi gentili signori che mi portano fin dall'ottico. Dopo aver infradiciato anche la poltrona di quest'ultimo durante la visita, riesco a farmi garantire gli occhiali per il giorno successivo. La signora, molto gentilmente, mi lascia anche un campione di lenti a contatto da quindici giorni, da usare nel frattempo (sorvolo sulle peripezie per indossarle).
Morale: sono uno sfigato. Ma il giorno successivo, alla stessa ora, avevo già i miei occhiali nuovi.

sabato, agosto 23, 2008

colonna sonora dell'estate

Una giornata di sole canalese. Quel sole che preannuncia la fine dell'estate.

...Ed eccoci arrivati dal mare. Come al solito, è stata una vacanza-non-vacanza. Nel senso che, su due settimane di permanenza a Varazze, avrò passato sì e no due giorni senza lavorare. Ma va bene così. È uno degli inconvenienti, e insieme dei vantaggi, del mio lavoro. Siamo stati davvero bene e credo che ci torneremo presto in modo da ritardare il più possibile l'eventuale e probabile ritorno invernale della dermatite (poiché il mare sembra essere molto efficace a scongiurarne i sintomi - nel caso vi foste chiesti cosa ci faccio sempre al mare io che non so nuotare).

Esordisco questa serie di post mancati (troppo faticoso pubblicare sul blog con la misera velocità della mia chiavetta) riportando qui la colonna sonora dell'estate!
Nonostante i problemi con il lettore CD (io ho sempre problemi coi lettori CD), le musiche che hanno accompagnato la nostra semi-vacanza, condizionandone le atmosfere e portandosi dietro qualche ricordo da scongelare poi a ogni ascolto, sono state principalmente:

-Viaggio di andata:
Harry Belafonte, il nostro must per ogni viaggio in auto. Più qualche aggiunta di Amen dei Baustelle e dello Zecchino d'Oro, con il ritmo ska di Il coccodrillo come fa.

-Nella casa al mare:
Principalmente Micah P. Hinson and the Gospel of Progress di Micah P.Hinson, Revolver e Abbey Road dei Beatles, Desire di Bob Dylan, La revancha del Tango dei Gotan Project. Sono i primi (e i meno lugubri) che ho caricato sulla chiavetta USB dello stereo. E visto che a un certo punto il lettore CD ha smesso di funzionare e io non avevo mai voglia di caricare altra roba dal PC alla chiavetta...

-Durante TUTTI i viaggi in auto a Varazze e dintorni:
Sempre e solo Fred Buscaglione (anche perché scordavo sempre di caricare in macchina il porta-CD), rispolverato direttamente dai tempi in cui era accompagnato da serate nell'ex-auto di Ivan, birre Moretti, tequila bum bum e capatine ai Murazzi da "Giancarlo".

-Viaggio di ritorno:
Si parte con La favola di Adamo ed Eva di Max Gazzé per tenere allegro Pietro, e si prosegue col più introspettivo Superwolf di Bonnie Prince Billy, una volta che il piccolo è entrato nel mondo dei sogni.

Ovviamente ho già inserito nel player qui in fondo tutto quel che sono riuscito a trovare su Deezer.

martedì, agosto 19, 2008

le trasmissioni riprenderanno il prima possibile

Cielo limpido, un po' più fresco. L'afa sembra ormai lontana.

Questa lunga assenza non dipende da me, ma dalla connessione troppo lenta per blogger. Avrei potuto mettere in serbo qualche post da far pubblicare automaticamente durante questo periodo, per ogni evenienza, ma udite udite... non l'ho fatto.
Ad ogni modo, riprenderò a scrivere dal 23... ci vediamo!

sabato, agosto 09, 2008

facciamoci perdonare 7 - ciau turin

Chissà come fa oggi? Questo post lo scrivo in anticipo perché sarò al mare e non si sa mai. Non vorrei mancare alla mia promessa.

Toh, una galleria di Repubblica carina, una volta tanto (merito della fotografa, però)! Mi è piaciuta soprattutto la raccolta di frasi alla fine. Mi è anche venuta un po' nostalgia di Torino.

venerdì, agosto 08, 2008

facciamoci perdonare 6 - che la forza sia con lui

Notte da sudare.

Silvio Berlusconi: "Avevamo promesso più sicurezza e abbiamo fatto dei provvedimenti che danno più sicurezza e tengono sotto controllo l'immigrazione clandestina e che portano l'esercito del bene, i nostri militari, a contrapporsi tra i cittadini e l'esercito del male".

Ok, ci siamo. L'abbiamo perso. Finalmente è andato fuori di testa del tutto.
Potrei anche ricredermi, per carità, se mai vedessi Darth Vader varcare le Alpi.

giovedì, agosto 07, 2008

facciamoci perdonare 5 - paura!

Cielo di quel nuvoloso un po' fresco che ti fa dire: ah, finalmente!

Stanotte Pietro ha pensato bene di scavalcare la sponda bassa del lettino, buttarsi nel lettone e, dopo aver scroccato il latte, mettersi a girare per tutto il letto dandoci testate e piangendo. Per la disperazione, abbiamo portato il lettino in cucina e lì abbiamo fatto i turni aspettando che si addormentasse. Quando sono tornato in camera c'è voluto un po' per prendere sonno, e allora mi è venuta in mente una vecchia storiella di paura che mia sorella mi aveva raccontato quando facevo le medie. Mi ha sempre colpito perché, pur nella sua semplicità, secondo me ben coglie il nocciolo della paura, ovvero sa darle quel giusto spazio di incognita, di vuoto che ognuno può colmare un po' come meglio crede con le sue paure più recondite.
Provo a trascriverla, un po' a memoria, un po' aggiungendo del mio:

C'è una ragazza che guarda la TV accarezzando distrattamente il suo gatto di fianco a lei. Sono soli in casa. A un certo punto le sembra di sentire come un gocciolio... PLIC PLIC PLIC.... PLIC PLIC PLIC... subito pensa che faccia parte del film che sta guardando, poi le viene il dubbio e abbassa il volume... PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC... no, non è la TV. Viene dal bagno. Dev'essere il lavandino. Non dà troppa importanza alla cosa, rialza il volume e riprende a guardare il film accarezzando il suo gatto. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Che fastidio però. Affonda le mani nel pelo del gatto per scacciare il nervoso, poi si fa prendere dal film e smette di farci caso, così riprende ad accarezzare dolcemente il micio senza più pensarci fino ai titoli di coda. PLIC PLIC PLIC... PLIC PLIC PLIC. Una volta terminata la visione, si decide ad alzarsi, va in bagno... PLIC PLIC PLIC... e trova, appeso al lampadario, il suo gatto squartato che gocciola sangue.

mercoledì, agosto 06, 2008

facciamoci perdonare 4 - ora vi mangio tutti

Con quest'afa la sera mi tocca per forza lasciare aperte le finestre e ascoltare le odiose accelerate dei motorini sulla piazza.

Primi dentini.


martedì, agosto 05, 2008

facciamoci perdonare 3 - l'avvento del sonoro

È mezzanotte e non c'è un filo d'aria.

Qualche giorno fa ho scoperto, grazie a un commento in un post sul blog di Mattia, un sito fantastico: Deezer. Si tratta di un sito che permette di ascoltare un sacco di musica gratuitamente e, soprattutto, legalmente. Un paradiso. Il sito è utile per assaggiare in anteprima un album o un gruppo (magari non si trova proprio l'album o la canzone che si cerca, ma quanto meno ci si fa un'idea) prima di comprarlo onde evitare delusioni. Ma non solo. Permette infatti di realizzare anche quello che è sempre stato uno dei miei sogni, per quanto riguarda Strange Weather: realizzare una playlist di canzoni preferite da poter esportare sul proprio blog.
Ed ecco che così nasce il player che (per ora) trovate al fondo del blog. Per il momento ho cercato di inserire quasi tutte le musiche che, nei post come nelle canzoni del lunedì, hanno fatto sinora da collona sonora silenziosa a Strange Weather. Ma da adesso in avanti potrete ascoltare direttamente le canzoni sul sito senza doverle cercare in giro. Evviva!
Funziona come un normale player: potete scegliere la canzone o farle scorrere in maniera casuale con il tasto più a sinistra. Per la gioia di Riki, inoltre, non c'è l'autoplay, quindi non siete obbligati ad avere il sottofondo musicale, se non lo volete (devo dire che è una cosa che trovo farecchio fastidiosa anch'io, quando mi capita su altri siti).
Unica pecca (e qui entrate in ballo voi): non so dove metterlo e , soprattutto, come fare. Per inserirlo nella colonna a sinistra (già abbastanza affollata, a dir la verità), dovrei tagliare un pezzo del player (cosa che ho fatto con risultati non del tutto soddisfacenti), o meglio allargare la colonna o l'intera pagina del blog... ma non so bene come fare senza combinare casini pacioccando l'html del blog. Avevo provato ad allargare la pagina centrale (quella giallo chiaro) e la colonna a sinistra, ma per ottenere un risultato decente dovevo spostare anche la sfumatura sul bordo destro della pagina, e non sapevo come fare.
Comunque, per ora l'ho messo al fondo perché è il posto in cui disturba di meno, ma non mi soddisfa di certo... quindi accetto qualunque suggerimento e aiuto!

P.S.: Mi impongo, come criterio, di inserire solo canzoni o autori che sono stati nominati all'interno del blog. Per questo sto spulciando indietro nel tempo tutti i post con l'etichetta "musica" per inserirli tutti (quando si trovano, ovviamente). In giornata la playlist dovrebbe essere completa.
P.P.S: Non so perché, ma il player sistema le canzoni nella lista esclusivamente in ordine di inserimento (le più recenti al fondo), quindi se uno vuole cercare una canzone è per forza costretto a spulciare tutta la lista.

lunedì, agosto 04, 2008

facciamoci perdonare 2 - il secondo

Due ventilatori accesi.

Ecco, con lieve ritardo, la classifica delle migliori chiavi di ricerca di luglio. La prima secondo me è un piccolo capolavoro. Che senso ha cercare il secondo giorno più lungo dell'anno?! Mica li scrivono tutti! E soprattutto, mica sono in ordine sparso! Cerca il primo e logicamente sarà quello successivo o il precedente, no?


1) il 2° giorno più lungo dell'anno

2) a che ora è iniziato il concerto di manu chao

3) cibi che mangiava i sumeri

4) foto di narici tappate

5) i fantasmi sono pericolosi? yahoo answers

6) pullman per l'addio a bill gates

7) ho lasciato mia moglie prima che partorisse

8) tartarughe d,acqua perche scappano

9) video amatoriali castrato

10) nella musica c'era greensleeves nella pittura?

domenica, agosto 03, 2008

facciamoci perdonare 1

Classica calda afosa giornata d'agosto.

Questo mese, come avrete notato e come ho già ribadito, ho avuto poco tempo e ancor meno spazio mentale per concepire dei post (nemmeno quello sulle chiavi di ricerca, pensate un po'). Per rifarmi, ho deciso di impegnarmi a garantire una settimana di post. Non so bene cosa tirerò fuori, ma ecco il primo, ovvero il post che spiega perché questo mese ho avuto così poco tempo.

1) Il 5/6 luglio c'è stato l'addio al celibato di Mana (che da allora ho promesso di non chiamare più così, ma pazienza, manteniamo questo soprannome almeno per il blog)... una festa che ha richiesto un grande sforzo organizzativo da parte di tutti i suoi amici, che ha preso la forma di almeno un centinaio di email. Comunque, una splendida festa di cui varrà la pena parlare prima o poi...

2) Lavoro lavoro lavoro. Tra l'anime di Death Note e svariati fumetti che si incastravano infrangendo le leggi del tempo umano, questo mese, così come quelli precedenti, non ho avuto un attimo di respiro. Confido nel prossimo.

3) Il regalo per il matrimonio di Mana e Cri. Io e Silvia ci siamo messi in testa di costruire da noi una scacchiera a partire da un ceppo, con le pedine da dama e scacchi fatte in pasta di sale. Questo ci risucchiava anche l'ora serale dalle 23 alle 24 che Pietro ci lasciava. Senza contare lo sforzo mentale dovuto alla fretta e all'iniziale mancanza di idee. Fortunatamente, anche se l'opera è stata terminata un'ora prima del matrimonio, è andato tutto bene.

4) La febbre di Pietro. Pietro nelle ultime settimane ha avuto la febbre per tre volte. Una volta (forse) per il dentino. Una volta per il vaccino esavalente. Una volta, a cavallo tra questa settimana e la scorsa, per una faringite acuta + tonsillite, che gli ha procurato una bella febbre intorno ai trentanove/quaranta gradi per diversi giorni. Non vi dico le notti. Ora sta meglio, ma...

5) ...Intanto è riuscito ad attaccarla pure a me. Fortunatamente in forma molto più lieve (febbre sui trentotto, mal di gola e fiacchezza per due/tre giorni).

6) Spostamenti vari. Siamo andati un paio di volte in montagna per toglierci da quest'afa. Ovviamente questo per me non ha mai significato vacanza. Grazie al portatile e alla fantastica vodafone key, Mapomo lavora sempre e ovunque. Mare, montagna... chissà cosa ci riserverà il futuro?

7) La vodafone key. Mentre al mare andava spedita, in montagna va più o meno come un modem a 56k... quindi ti passa la voglia di stare collegato.

8) Varie ed eventuali. Ovvero, fiacchezza dovuta al caldo e alla solita mancanza di sonno; carenza di idee; carenza di eventi particolari da raccontare; personale pigrizia; problemi col computer.

lunedì, luglio 28, 2008

io e il mio nemico

Mi sa che è tornata l'afa.

Negli ultimi giorni sono successe un po' di cose, per cui ho dovuto per forza assentarmi dal blog. Mi impegno, ma senza promettere nulla, di scrivere un resoconto di tutto quanto.

Intanto, però, parliamo di una cosa che è successa ieri. Ricordate questo post?
A dire le cose pubblicamente, prima o poi si finisce per essere messi alla prova. Non so se si trattasse della protagonista di quel post, anzi: a dire il vero credo proprio fosse semplicemente un coniglio del mio vicino di ciabot, e non una lepre... ma cavalchiamo l'aria che si respira in Italia da qualche tempo e facciamo un po' di tutta l'erba un fascio, e fingiamo quindi che fosse proprio lei, il mio acerrimo nemico.
Stavo andando a bagnare i piantini di cavoli e cavolfiori che avevo piantato la settimana scorsa nell'orto, quando ecco che, sul sentiero che divide i pomodori dalle melanzane (nonostante io li veda magnificamente insieme), ecco che incontro, a un metro da me, lei.
Ci guardiamo. Ci scrutiamo. Poi lei, come se niente fosse, invece di scappare mi si avvicina e si mette a leccare la punta dell'innaffiatoio bagnata d'acqua. Potevo forse guardarla con cipiglio severo? Ho tirato dritto e ho continuato il mio lavoro, mentre lei, senza curarsi di me, si mangiava l'altro mio nemico, ovvero le erbacce. Insomma, ognuno faceva il suo lavoro senza disturbare l'altro. Poi ho notato che mi mangiava anche qualche foglia dei fagiolini nuovi e delle melanzane nane. Una volta l'ho cacciata con dei gesti, un'altra ho tentato di allontanarla spingendola via con le mani (sì lo so, soprattutto ero troppo tentato di accarezzarla), ma lei era irremovibile e sfrontata. Infine le ho dato un'albicocca un po' marcia che tanto dovevo buttare, e si è rivelata una soluzione ideale per entrambi: lei si è messa a gustare il dolce frutto lasciando stare i fagiolini.
Mentre mi gongolavo tutto soddisfatto di questo incontro e della constatazione di aver magnanimamente saputo non abusare dell'occasione e del potere che il caso mi aveva riposto tra le mani, mi interrogavo sul da farsi, rispondendomi infine: "Al diavolo, per qualche fagiolino! Degli altri ne ho mangiati comunque un sacco e c'erano pure meno piante. E poi basta fagiolini, sono già pure stufo! Che male c'è se si mangia qualche foglia?", guardo in basso e mi accorgo di essere salito sull'unica pianta di peperoncini lunghi che avevo. Una povera pianta che era sopravvissuta con forza e coraggio, rialzandosi dal fango e dal cretto dopo quel rovinoso temporale. Stava mettendo qualche frutto. Chissà se l'ho stroncata definitivamente.
Non so se in tutto ciò è insita una lezione, e se c'è non l'ho capita.

mercoledì, luglio 23, 2008

bastava davvero così poco?

Devo dire che in questi giorni si sta particolarmente bene.

Non credo sia mai capitata un'assenza così lunga. Potrei trovare diverse scuse, ma la verità è che non avevo proprio voglia (e tempo) di scrivere. Voi direte: invece di scrivere post così lunghi saltando di palo in frasca, perché non li suddividi programmandone uno al giorno, così l'andamento del blog risulta più costante? Boh, è che sono fatto così.

La cosa maggiormente degna di nota degli ultimi giorni sono stati i primi dentini di Pietro, sui quali magari farò poi un resoconto più dettagliato. Poi c'è il fatto che siamo andati a Valdieri la settimana scorsa, e lì, oltre a lavorare abbiamo fatto delle passeggiate, giocato con l'acqua delle fontane e un vecchio trattore abbandonato. Pietro ha imparato a salire e scendere le scale. Fa il verso del pesce se glielo chiedi. Fa BRRRRRRRRR quando gioca con le macchinine.

Siccome eravamo a un tiro di schioppo, giovedì scorso siamo andati a Cuneo per vedere gli Offlaga Disco Pax che suonavano al Nuvolari. Fa effetto pensarci, ma l'ultima volta che ci eravamo stati fu undici, dico undici, anni fa, per sentire i Marlene Kuntz. Io e Silvia eravamo appena diventati amici, e chi se l'aspettava che saremmo ritornati la volta successiva con un figlio (un figlio praticamente biondo e con gli occhi azzurri, poi)? Eppure non sembra passato così tanto tempo. Ricordavo perfettamente la via, il parco, tutto.

Una bellissima serata. Il concerto iniziava alle dieci, quindi siamo potuti partire con calma dopo aver dato da mangiare a Pietro a Valdieri. Siamo arrivati a Cuneo senza fretta e, come per magia, abbiamo trovato subito la strada. Ma soprattutto, magia delle magie, abbiamo trovato subito parcheggio a venti metri dall'ingresso. Sarà che erano solo le nove. Ci siamo messi a cercare da mangiare nel parco, rassegnati a un porcaro o a un tramezzino da bar. E invece, con sommo piacere, abbiamo scoperto (l'avevamo completamente rimosso) che all'interno fanno anche pizze, carne alla brace e quant'altro, da mangiarsi comodamente sotto un tendone. La cosa più sconvolgente è stato riuscire a fare tutto senza fretta. Eh sì, perché io e Silvia abbiamo passato la vita a correre e mangiare in fretta per arrivare, comunque in ritardo, al cinema, ai concerti, dappertutto. Dopo aver mangiato la nostra pizza mentre Pietro socializzava con la gente di altri tavoli, ci siamo fatti qualche giro per le bancarelle intorno al palco e, infine, ci siamo accomodati su un prato a giocare con Pietro, che era particolarmente di buonumore. Il concerto è iniziato da lì a poco. Si sentiva e si vedeva abbastanza bene anche dal prato e, dato che sotto il palco non c'era tanta folla, si poteva tranquillamente fare un'escursione in prima linea di tanto in tanto, uno alla volta. L'ultimo bis, però, l'abbiamo visto tutti e tre insieme, con Pietro sulle mie spalle... il suo primo concerto rock!

Il concerto in sé è stato molto bello. Poi non so, io ultimamente mi sento così orfano di sinistra che una serata così mi serviva proprio. Una specie di tonico. Certo, l'ambiente del Nuvolari sembra rimasto un po' quello di certi immutabili alternativi sinistroidi e reggaefili che mi ha stufato da parecchi anni e che alla lunga trovo pure irritante. Però ieri sera lì in mezzo mi sentivo a casa e in pace con il mondo. Non sopporto le band che campano di luoghi comuni politici, ma il discorso è molto diverso per quanto riguarda gli Offlaga Disco Pax. I testi delle loro canzoni proiettano il comunismo nella dimensione privata del ricordo (e io adoro i ricordi), come un oggetto lontano visto con personale partecipazione, nostalgica e critica allo stesso tempo, attraverso un lirismo ironico, autoironico, disincantato, dolente, amaro. Un oggetto per lo più delimitato dai confini spaziali e temporali dell'Emilia Romagna filo-sovietica negli anni Settanta-Ottanta (come recita fiero il finale di Robespierre: "e infine il mio quartiere, dove il partito comunista prendeva il 74% dei voti e la democrazia cristiana il 6%"). Il tutto con un accompagnamento musicale intenso pur nel suo minimalismo, che spazia dall'elettronica dei Kraftwerk al post-rock.

Ecco, non so bene perché, ma sentivo proprio il bisogno di un concerto così, e non solo per la buona musica, il tuffo nei concerti del passato, la serata perfetta, l'opportunità di giocare tanto con Pietro in un posto diverso e accogliente, lontano dal torpore canalese. Forse ne avevo bisogno anche perché, sebbene alle elezioni non abbia votato la sinistra radicale e quindi abbia contribuito anch'io nel mio piccolo a lasciarla per la prima volta fuori dal parlamento, ora che non si vedono più tanto in giro mi sento un po' orfano e sperduto. Mi mancano, insomma. Tanto che, quando un paio di giorni fa ho letto il nome "Diliberto" su Repubblica, ho provato come un senso di sollievo, sebbene non sia affatto d'accordo con la sua linea e sia amareggiato dalle scissioni. Francamente, a me Diliberto non è mai piaciuto, però ecco, sapere che quella gente non è ancora del tutto scomparsa come sembrerebbe un po' mi rincuora.

Insomma, tutto questo per dire che ieri sono andato a comprarmi un paio di scarpe da mettermi al matrimonio di Mana e, sopra uno scaffale di scarpe in esposizione c'era un cartello con su scritto qualcosa del tipo: PER AVERE LA SINISTRA RIVOLGERSI ALLA CASSA.

Bastava davvero così poco?

venerdì, luglio 11, 2008

diari dell'orto 3

Ho caldo alla schiena. Però di notte fa fresco.

Bilancio dell'orto:

Zucchini: ok
Fagiolini gialli: ok
Fagiolini verdi: per ora ok
Fagioli borlotti: pochi ma buoni (un po' per colpa mia, un po' per colpa tua, maledetta lepre)
Fagioli cannellini: ok
Piselli: male, ma chi se ne frega tanto non mi piacevano
Pomodori: per ora ok
Pomodorino pachino: male, stupida pianta, per una che metto
Peperoncino lungo: bene ma lento
Peperoncini rotondi: così così
Peperoni: per ora bene
Melanzane: per ora bene
Cetrioli: bene
Melanzane mini giapponesi: forse piantate troppo tardi?
Patate: per ora ok

giovedì, luglio 10, 2008

consigli grammaticali per gli utenti di yahoo answers

È tornato il computer. Basta con la rovente tastiera del portatile e il ventilatore sulla scrivania.

Ok, sono caduto nel tunnel di Yahoo Answers. Volevo solo fare un paio di domande, ed eccomi trascinato nel vortice di punti e risposte.
Divertente, comunque. Effettivamente utile in alcuni casi.
Certo che però si leggono un sacco di strafalcioni, ma proprio tanti. Tutti noi commettiamo degli errori e delle sviste grammaticali (io stesso conto sull'indulgenza dei lettori), ma qui la situazione si fa generalizzata. Per questo ho deciso di fondare la sezione "Consigli grammaticali per gli utenti di Yahoo Answers". ^__^

Essendo il primo post sull'argomento, esordisco con ben tre consigli su alcuni degli errori più frequenti:

1) Sta NON Stà
2) Qual è NON Qual'è
3) Io do NON Io dò

mercoledì, luglio 09, 2008

un anno fa

Sono accaldato, in più fa un caldo da morire!

Un anno fa, esattamente a quest'ora, nasceva Pietro. Ricordo benissimo quel momento: come sono scoppiato in lacrime quando è uscito tutto d'un colpo, dopo quella lunghissima giornata. Ricordo che avevo messo su un CD di Billie Holiday, ma non so quale canzone ci fosse in quel momento perché non l'ho sentita.
Oggi siamo andati al ciabot e, ai piedi di un albero, abbiamo seppellito una scatola del tempo contenente alcuni oggetti-ricordo di quest'anno di vita. Un giorno lo diremo a Pietro, e lui potrà portarla alla luce, se vorrà. Altrimenti la lascerà lì per i posteri. Strano a dirsi, ma è la seconda scatola del tempo con cui ho a che fare, nel giro di appena una settimana.

Auguri, Pietro!

martedì, luglio 08, 2008

un po' di musica

Un normale giorno d'estate, fatto di ventilatori, tende e tapparelle in azione, bicchieri vuoti.

Nell'ultima settimana sono stato un po' impegnato per diversi motivi, quindi non ero tanto in vena di scrivere. Comunque eccomi qua. Se penso che un anno fa a quest'ora eravamo già in ospedale ad attendere il fatidico momento, ignari del fatto che sarebbe avvenuto solo nel tardissimo pomeriggio del giorno successivo...

Parliamo un po' di musica:

1) L'altra settimana sono andato con Mana al concerto di Cat Power a Bollate. Era una vita che non andavo a un concerto "internazionale"... l'ultimo probabilmente è stato quello di Micah P. Hinson a Torino nel febbraio del 2007, pensate un po'. Abbiamo faticato un po' a trovare la bellissima Villa Arconati (amici lombardi, qualche cartello segnaletico in più non farebbe male!), ma per il resto non ci sono stati intoppi. Anche perché Cat Power ha iniziato a suonare verso le 11, quindi sarebbe stato impossibile arrivare in ritardo. Un bel concerto, un'ora e quaranta filata, senza fronzoli e concessioni al pubblico. Niente classici da You're Free e Moon Pix. Se c'erano erano stravolti al limite dell'irriconoscibile come la hit Lived in Bars. Inizialmente la cosa si è rivelata un po' faticosa, anche perché io l'ultimo album non l'ho ancora assimilato bene, ma nella seconda parte la performance si è fatta particolarmente emozionante. E sebbene la cantante abbia tirato dritto per tutto il concerto, si è rivelata particolarmente tenera e generosa col pubblico a concerto finito, quando si è fermata per un po' di tempo sul palco a lanciare ai fan sorrisi, bottigliette d'acqua, pezzi di spartiti o scalette accartocciati, e persino i fiori che le avevano donato gli organizzatori. L'unica cosa che non ho capito (e che mi ha scocciato) del concerto, è stato il pubblico. Per tutta la durata del concerto c'è stato un viavai che francamente non ho mai visto a un concerto. Manco fosse stato gratis! Fatto sta che ti passavano davanti continuamente, e alla lunga diventava irritante vedere gente che si alzava come funghi.

2) Grazie alle solite offerte di IBS, ho recuperato un paio di CD di Tom Waits che mi mancavano a 7,90 euro: Mule Variations e Real Gone. Non li avevo mai presi perché non mi avevano convinto del tutto, ma a quel prezzo non potevo lasciarmeli sfuggire. E devo dire che, specialmente il primo, che alla sua uscita mi aveva deluso, mi ha piacevolmente sorpreso. Il secondo mi aveva subito entusiasmato, poi devo dire che me l'ero un po' dimenticato per via di qualche traccia un po' ostica. Ho inoltre preso a 20 euro l'ultimo Orphans... il prezzo sembra caro, ma in realtà l'album è particolarmente generoso, dato che è costituito da ben tre cd fitti di canzoni (quindi a conti fatti, equivale agli altri). C'è da dire infine che hanno tutti eleganti copertine cartonate con un sacco di belle foto e, tranne nel caso di Orphans la cui mole avrebbe richiesto troppo spazio, hanno fortunatamente i testi.
La cosa bella degli album di Tom Waits è che ci sono sempre almeno tre o quattro pezzi memorabili. Cosa che non capita più negli album di Nick Cave, un altro dei pochi autori prediletti della mia adolescenza, che ultimamente sforna album tra il mediocre e il buono, ma senza picchi davvero emozionanti.

martedì, luglio 01, 2008

animali pericolosi e intervento divino

Sono tornate le nuvole. Eppure ho un ventilatore sulla scrivania. Perché? Perché stamattina il computer di casa non partiva, così sto usando il portatile. Ma d'estate il mio portatile scalda un casino sotto i palmi delle mani, e mi dà un gran fastidio. Per questo gli punto il ventilatore contro.

C'è un bel casino sulla mia scrivania.
Pazienza, veniamo alle migliori chiavi di ricerca del mese di giugno.
Da segnalare innanzitutto la caccia al geco.
Continuano le ricerche sui costumi da carnevale: ragazzi, siamo a luglioooo!
Un altro consiglio: guardate che gli orsi e i draghi di komondor poi crescono. Sono PERICOLOSI!
Infine, mi fa piacere che tanta gente arrivi qua cercando consigli sulla dermatite atopica. O meglio, mi fa piacere se trovano le informazioni che cercavano. Se avessero dei suggerimenti, però, mi piacerebbe tanto che li lasciassero nei commenti ai post. Alla religione come soluzione, però, non avevo mai pensato, giuro.
Ecco la classifica (non necessariamente in ordine di preferenza):

1) dermatite religione
2) io voglio cuccioli veri di orso
3) vendo cuccioli komondor
4) fumetti per bambini sull'abbigliamento
5) foto di vestiti per bambini di pirati
6) antidoto contro i gechi
7) come eliminare i gechi
8) gechi da eliminare
9) giochi di indiani dinosauri
11) tartarughe tre narici

mercoledì, giugno 25, 2008

orche

Aprire di notte, barricarsi in casa di giorno.

Una delle cose che più amo di Silvia è la sua capacità di cogliere perfettamente l'essenza di una cosa o di una persona con delle immagini, spesso collegate al mondo animale. È una sorta di reciproca intesa telepatica, una capacità di esprimere ciò che entrambi proviamo o vediamo in un determinato momento, come e meglio di me.
Ieri sera siamo andati a cena per il compleanno di Chiara e, come sempre di fronte a un menù appetitoso, abbiamo esagerato con il cibo. L'abbuffata, il viaggio, l'afa, il vino, Pietro che emanava calore come un termosifone... siamo arrivati a casa stremati e gonfi.
Una volta messo Pietro a letto, ci siamo bevuti un bicchiere di acqua e limone in cucina, per dissetarci e aiutare la digestione. Sentivo la pancia così tesa che non sapevo da che lato mi sarei potuto coricare.
Era ormai l'una. Ci guardiamo negli occhi. Io le propongo, un po' a gesti, un po' a parole, di andare a stramazzare sul letto, e dentro di me vedo come l'immagine di un tricheco che crolla sugli scogli, o un enorme dinosauro che precipita al suolo... quando lei salta su e dice: "Come orche piene di delfini?".
Non sto nemmeno a spiegare come e perché quell'immagine calzasse così bene in quel momento, perché la rovinerei soltanto, sminuendone l'efficacia e l'immediatezza. Fatto sta che l'ho trovata sublime e ho riso veramente di gusto con le poche forze che rimanevano.

martedì, giugno 24, 2008

diari dell'orto 3

Perdo un po' di me stesso, sudando sui tasti.

Ieri mattina e stamattina, tra le 7:30 e le 8, sono andato al mio orto, visto che lavorarci più tardi è improponibile, con questa afa. Devo dire che con la quiete mattutina è più bello. Praticamente tutto silenzio, solo qualche cinguettio. Si stava così bene che per una volta ho accantonato l'ipod. Certo, non era poi così presto... se fossi andato un'ora prima sarebbe stato ancora più bello, e in più avrei goduto di un fresco invidiabile. Ma ragazzi, io faccio il traduttore, non il contadino. E smuovermi dal letto dopo una fantastica nottata in cui Pietro si è svegliato solo una volta, non è cosa facile.
Ieri finalmente ho raccolto qualcosa, perché finora avevo soltanto lavorato senza ricevere nulla in cambio. Colpa del tempo che ha rallentato tutto, tranne l'avanzare delle erbacce. In particolare, i piselli hanno accusato il Maggio anomalo e si sono aggrovigliati depressi su se stessi, senza avere la forza di arrampicarsi. Poco importa... del resto a me non piacciono i piselli, e neppure a Pietro. Ho comunque raccolto qualche fagiolino che Pietro ha apprezzato molto, i primi due zucchini e un po' di prezzemolo.
Una cosa che adoro è essere sorpreso dalla velocità della natura. Questa mattina, dove ieri alla stessa ora c'era solo terra asciutta, erano spuntati germogli di zucchino con due foglie larghe come un pollice. Allo stesso modo, facevano capolino quelli dei nuovi fagiolini, con il guscio del seme in testa.
Una cosa che invece adoro un po' di meno è scoprire che una lepre sfacciata si è servita senza alcun ritegno, potando quasi a zero le foglie di una mia pianta di fagioli. Se una di queste mattine ci incontriamo faccia a faccia, non avrò il coraggio di farti del male perché sarai sicuramente troppo carina, ma ti guarderò con un'espressione severa, ma così severa che d'ora in avanti girerai al largo.

lunedì, giugno 23, 2008

quattro

Dalla finestra aperta dello studio arriva un po' di fresco.

Stanotte Pietro ha dormito per più di quattro ore di fila. QUATTRO-ORE-DI-FILA. Non accadeva da Ottobre. Difatti, non essendo abituato, non riuscivo più a dormire, e così sono venuto a lavorare un po' sperando di farmi venire un po' di sonno.
Nel silenzio dell'alba, il suono della ventola del mio pc, che d'estate fa una casino pazzesco, assume proporzioni mostruose. Cerco di combatterlo mettendomi gli auricolari e ascoltando un po' di musica. Comments of the Inner Chorus dei Tunng è quello che più si adatta all'atmosfera.

venerdì, giugno 20, 2008

aggiornamenti a sinistra

Quando fa caldo così, la ventola del pc inizia a ringhiare.

Aggiornamenti alla colonna di sinistra:

1) Dove possibile, ho potenziato la sezione "altri mari" avvalendomi del nuovo strumento di Blogger che consente di sfruttare meglio i feed. Così potete vedere quali sono gli ultimi post dei blog dei miei amici o di quelli che ho scovato sul web. Sì lo so, per ora sono sempre gli stessi.

2) Ho cambiato il nome della sezione "canzone della settimana" in "canzone del lunedì". Che cambiamento, eh?! Comunque, ho deciso di alternare ogni settimana una canzone italiana a una straniera. Questa settimana tocca a quella straniera. Se avessi saputo prima che questa settimana cadeva l'anniversario dei 60 anni dalla nascita di Nick Drake, avrei fatto il brillante e avrei messo una sua canzone, ma il lunedì è passato. Quindi sarà per la prossima volta. Ovvero tra due lunedì.

mercoledì, giugno 18, 2008

anche i cinesi usano il cortisone

Oggi c'è il sole!

Qualche tempo fa, una ex collega di Silvia la cui nipote è affetta da dermatite atopica come Pietro, le ha parlato di una "crema cinese miracolosa", promettendole di spedirgliene un tubetto. Quando ho sentito la parola "miracolosa", mi si è subito accesa una lampadina con su scritto "cortisone", ma dato che si tende a non escludere nessuna possibilità, abbiamo aspettato di vedere di cosa si trattava. Una volta arrivata la crema, ho subito fatto una ricerca su qualche sito cinese, aiutandomi con i traduttori automatici che offre il web (maledetti, un giorno ci ruberete il lavoro!)... e ho avuto conferma dei miei sospetti: la crema 999 皮炎平, questo è il nome indicato sul tubetto, è una normale crema a base di desametasone, che è appunto un farmaco cortisonico. Quindi occhio, perché va usata come tale.
Insomma attenzione, perché il fatto che sia di origine cinese non significa necessariamente che si tratti di una cremina al jinseng pestata col mortaio da un vecchio saggio barbuto su un monte avvolto dalla nebbia.

martedì, giugno 17, 2008

fette biscottate

Fa brutto. Ma va'?

Stamattina, siccome erano finiti i biscotti, ho preso quattro fette biscottate, le ho ricoperte di miele e le ho cosparse di polvere di cocco. Nel farlo, mi sono ricordato di una scena che avevo letto, mi sembra, nella versione che Topolino aveva fatto di Guerra e pace (ma potrei sbagliarmi). In quella scena, Pippo spiegava a qualcuno che, per non spezzare un cracker mentre lo si imburra, bisogna metterci sotto un altro cracker. Ovviamente, così ho fatto con le fette biscottate, perché certi insegnamenti impartiti in tenera età ti si fissano come un imprinting, e permangono per tutta la vita come dogmi. Questo, poi, funziona davvero, anche se Pippo non diceva come fare con l'ultimo cracker, in mancanza di un piatto (il personaggio in quel caso imburrava i cracker a letto).
Comunque sia, mi sono ricordato di quando leggevo Topolino, e mi sono chiesto come sarà ora, dopo tanti anni. Ricordo che mi piacevano un sacco le storie che all'avventura univano uno spirito di conoscenza un po' pierangelesco. Quella sull'acqua, quella sulla clorofilla, i tanti viaggi nella storia col prof. Zapotec. E il mio disegnatore preferito, un vero e proprio mito della mia infanzia, era Giorgio Cavazzano. Il personaggio a cui ero più affezionato in assoluto Paperino, perché era sfortunato, irascibile, sciocco, umano. E il personaggio femminile? Forse Amelia, perché era misteriosa, conturbante e mediterranea.

domenica, giugno 15, 2008

bast

Cielo coperto, una punta di freddo.

Undici anni fa, al tempo in cui ho conosciuto Silvia, lei mi disse che camminando lungo Via Bonora per andare a prendere il pullman diretto ad Alba (eh sì, faceva ancora il liceo), sentiva sempre un gattino miagolare dietro una piccola grata. Infatti, sul muro di un edificio probabilmente abbandonato c'erano, e ci sono tutt'ora, delle finestrelle a circa un metro d'altezza, alcune protette da una rete, altre soltanto da sbarre. Dentro non c'è niente, solo una nicchia piena di macerie di fronte a un muro di mattoni. Ebbene, allora Silvia diceva di aver sentito il gattino miagolare per qualche giorno e, quando infine era morto, si poteva ancora intravedere il corpicino. Qualche volta aveva cercato di mostrarmelo, ma francamente io non sono mai riuscito a vedere niente. A suo tempo comunque non avevo capito bene se l'avesse visto veramente o se si trattasse soltanto di una leggenda metropolitana, e col passare degli anni persino Silvia si è convinta che si fosse trattato di un sogno.
E invece no. Ieri, a distanza di undici anni, passando lì davanti Silvia ha notato che alcune delle macerie erano cadute o erano state spostate, e si vedeva chiaramente il corpicino mummificato del gatto. Non solo, oggi siamo andati a vedere e abbiamo notato che i gattini mummificati erano due, in due finestrelle diverse. Grigi come i pezzi di cemento tra i quali sono morti, con un'espressione triste e disperata sul muso. Sono rimasti lì, per riportarci indietro nel tempo.

mercoledì, giugno 11, 2008

cose che odio quando compro un CD

Oggi ha fatto molto caldo eppure io ascoltavo i Tenhi. Difatti poi il cielo si è incupito ed è arrivato un temporale.

Due cose che odio quando compro un CD:

1) Il maledetto bollino della SIAE appiccicato di fronte, nel bel mezzo della copertina. Avanti, ditelo che lo fate apposta. Tanto lo sapete che, anche provando a staccarlo (e specialmente se l'operazione non viene compiuta subito), rimarrà comunque un indelebile segnaccio deturpante.

2) I libretti strapieni di immagini strane che fanno un sacco figo, ma senza i testi. Ma vi costa tanto, dico io? Ok che ormai si possono trovare in un secondo su internet. Ma se io voglio staccarmi una volta tanto dal computer, aprire il mio bel CD nuovo di zecca col suo bel bollino SIAE sulla foto dell'autore, sedermi sul divano tutto rilassato e godermelo leggendo quel che dice 'sto povero cristo col bollino sul naso?

venerdì, giugno 06, 2008

Peter Pan

Le nuvole si spostano molto rapidamente. Dev'esserci qualche gara lassù.

L'altro giorno, pensando alla grande passione di Pietro per le pagnotte, ho pensato: "Ehi, potremmo soprannominarlo Pietro Micca!".
Quando l'ho detto a Silvia, ho scoperto però che mi aveva già preceduto, e con un soprannome migliore...

giovedì, giugno 05, 2008

foto di famiglia

La stagione delle piogge non è ancora finita.

Ecco finalmente una foto di famiglia... la prima sul blog. L'abbiamo scattata a Imperia, Porto Maurizio (bellissima), su una spiaggetta a Borgo Foce.

martedì, giugno 03, 2008

zanzare, meduse, cervi, fantasmi

Sereno!

Altre considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:

Zanzare
L'altra sera ho ammazzato una zanzara nella stanza da letto, ed era gonfia di sangue. Al pensiero che potesse appartenere a Pietro mi sono sentito un po' rapinato.
Stanotte invece ho sentito un fugace "BZZ" vicino all'orecchio che poggiava sul cuscino. Mi alzo e c'era lì sopra una zanzara, immobile. Probabilmente si era addormentata sotto di me dopo la scorpacciata, perché non mi ci è voluto molto a schiacciarla, nonostante fosse buio, io fossi un po' devastato dalla nottata pietresca e non avessi nemmeno gli occhiali. A giudicare dalla chiazza di sangue, direi che almeno è morta felice.

Meduse
Ieri abbiamo fatto una passeggiata fino a San Bartolomeo. Bellissima spiaggia e mare pulito. Tanto pulito che era pieno di meduse viola, che nuotavano allegramente. Mica tanto allegramente, visto che alcuni bambini tiravano loro la ghiaia. Io non avevo mai visto delle meduse vive e dal vivo. Sarà perché da piccolo non andavo quasi mai al mare. Erano davvero carine. Una mamma ne aveva raccolta una in un secchiello per mostrarla al figlio, avvisandolo però che a fine giornata l'avrebbero rimessa in mare. Con la scusa di farla vedere a Pietro, a cui in realtà interessava di più il cappello del bambino, sono andato a curiosare. Pulsava elegantemente. Ne ho trovate tre arenatesi sulla sabbia, destinate a morire disidratate sotto il sole. Le ho rimesse in acqua con un bastoncino.
Rimango sempre un po' perplesso, dopo aver interferito in qualche modo con il naturale andamento delle cose. Chissà se erano già morte? Chissà se sono sopravvissute? Chissà se pungeranno qualcuno? E se invece volevano suicidarsi?

Cervi
Sabato invece siamo andati a Cervo. Davvero un paese stupendo, tutto scalinate, strettoie, piante, antri ricchi di fascino. Zero macchine, zero motorini. La Liguria che piace a me, insomma. Domenica mia sorella mi ha fatto notare che Cervo non è Porto Cervo.
Questa la dice lunga sulle mie lacune in fatto di geografia e di vip.

Fantasmi
Se stai in una mansarda e sopra di te senti qualcuno che sposta sedie e cammina coi tacchi, cosa significa?

domenica, giugno 01, 2008

parti invertite

Non è completamente convinto, ma credo lo si possa definire un bel tempo.

Ecco la classifica delle chiavi di ricerca di maggio:

1) vacanza in sicilia innamorata di uno di li
2) animale strano a ragusa
3) le 1000 uova e sangue e bruttissimi dinosauri
4) troie volanti
5) bambino furbo che fa il solletico
5b) solletico a un bambino furbo
6) sognare tartarughe morte
7) cambio acqua e compaiono vermetti bianchi
8) cani vestiti da carnevale
9) compio diciott'anni e vorrei
10) film lumaca aliena

venerdì, maggio 30, 2008

gechi, pesti, narici, bambi, pancetta, brontosauro

Oggi vedo un cielo sereno dopo tanto tempo, anche se qui non ha fatto brutto come su da noi.

Considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:
Gechi
Una delle cose che amo della Liguria è che, a differenza del Piemonte, ci sono i gechi. Da noi ci sono un sacco di lucertole, sì, ma io non ho mai visto un solo geco. La Sicilia ne era piena, e qui ne ho già visti tre. Non so perché mi stiano così simpatici, forse perché hanno le dita un po' come le mie.
Pesti
Abbiamo portato Pietro in spiaggia. Si divertiva un mondo a gattonare sulla sabbia e a fare i pasticci con la paletta e il secchiello. Gli piace un sacco giocare con l'acqua, ma è ancora restio a entrare nel mare. E sulla sabbia gattona come un razzo! Ieri si è arrampicato su fino alla borsa di Silvia appesa al passeggino e le ha infilato una manciata di sabbia nella tasca, quatto quatto. Quando Silvia l'ha scoperto, è scappato sghignazzando come una vera peste. Poi s'è fermato, ha guardato indietro, e ha di nuovo sghignazzato.
Narici
L'altra notte, invece, quando l'ho messo nel lettone, mi ha preso il naso con le dita e mi ha tappato le narici mentre dormivo.
Bambi
Oltre alla paletta, il secchiello, e un camioncino per portare la sabbia (che giochi da bimbo grande... mi fa quasi impressione), Silvia ha preso a Pietro anche un libriccino con la storia di Bambi, perché ultimamente gli piace un sacco sfogliare i libri e mi sta ad ascoltare se gli spiego le illustrazioni degli animali imitandone i versi. Ebbene, io non ho mai visto Bambi... però sapevo che era un cartone tristissimo! Non moriva la madre, insomma? E invece in questo libriccino hanno rivisto la storia e finiscono tutti contenti! Che la Disney operi da sempre un'edulcorazione della realtà e delle fiabe classiche è risaputo, ma io mi chiedo... perché devono eliminare a tutti i costi l'idea della morte dall'universo infantile? O meglio, perché la morte dev'essere, al massimo, riservata soltanto al mostro cattivo, all'Altro da eliminare? Quanto può essere educativo dipingere ai nostri figli un mondo in cui non esiste il dolore della separazione? Mi riprometto di ritornare più approfonditamente sull'argomento, un giorno.
Pancetta
All work and no play makes Jack a fat boy. Ci aggiungerei un gusto per la buona cucina che prima non avevo.
Ho messo su pancetta. Io prima di sposarmi mica ero così ingombrante.
Brontosauro
Ieri sera io e Silvia abbiamo convenuto che se dovessi associarmi a un animale, il più calzante sarebbe certamente il brontosauro.
Aggiornamento: a proposito di Bambi, mi correggo. A quanto pare non è stato cambiato il finale, hanno solo liquidato la madre sorvolando sulla sua morte.

lunedì, maggio 26, 2008

come truman

Siamo al mare. Qualche goccia, tanto vento, ma non fa freddo.

Ieri eravamo in giro per Diano Marina. A un certo punto abbiamo sentito uno strano verso. La prima cosa che ho pensato è stata: "Cosa ci fa un asino in pieno centro?". Si trattava in realtà di un neonato che strillava disperato mentre il padre lo portava a passeggio nel marsupio.
Oggi ripercorriamo la stessa via e, nell'identico punto, assistiamo nuovamente alla medesima scena, esattamente tale e quale, tranne per il fatto che ci siamo incrociati provenendo da direzioni opposte rispetto a ieri. Quel suono potente in lontananza, poi sempre più vicino, fino ad accorgersi che proviene da una minuscola creatura nascosta in un marsupio blu.
Ok, riflettendoci con calma in un secondo tempo viene da pensare che probabilmente abitano proprio in quella via, e che per il padre sia una consuetudine scendere in strada a portare il bambino a passeggio per addormentarlo o dargli un po' di sollievo dalle coliche. Inoltre, per noi quella è la via del ritorno, quindi non era casuale che passassimo da lì, e ciò fa sì che le probabilità di incontrarsi in quel punto non fossero poi così basse.
Però giuro che per un attimo mi sono sentito Jim Carrey in The Truman Show.

giovedì, maggio 22, 2008

linus palm

Stanotte ho sognato che nevicava.

Ho sognato che nevicava, appunto. Ma nevicava grosso come le strisce di stoffa che si inseriscono nei pannolini di Pietro. E io osservavo nevicare dalle fessure della tapparella, in camera da letto. Ho anche sognato che andavo a comperare non so cosa nel minimarket di Lino Palma, che però era gestito da Benedetta, la mamma di Giovanni. A un certo punto sento qualcuno fuori dal negozio, nella piazza della torre, che parla di me in dialetto siciliano. Mi aspetto che entri questa persona, e invece mi si avvicina un tizio con gli occhiali, che mi dice: "Ti ricordi di me? Andavamo a scuola insieme". Io ci penso, ma i due decenni trascorsi dalle medie e dalle elementari è come se si allungassero, formando una barriera insormontabile. Chi è quella persona? Era in classe con me? Forse era un ripetente giunto all'ultimo anno. Forse qualcuno che poi si è trasferito. A un certo punto arrivano anche Vaga e Fabrizio, un mio compagno delle medie che ora vedo molto di rado e con cui ci scambiamo giusto un saluto. Ci mettiamo a mangiare tutti e quattro in un angolo del minimarket, che nel sogno faceva anche da trattoria, di sera. Il tavolo quadrato era posizionato vicino alla cassa, ma era piccolo e si stava molto molto stretti, perché lì vicino era pieno di bottiglie ai piedi degli scaffali. E dire che erano solo le sette e mezza, e il locale era ancora vuoto. Perché mettersi proprio lì, dunque?
In un altro sogno, o forse sempre nello stesso, io e Silvia dovevamo andare a cena dai miei, ma erano già le nove e mezza di sera, ed eravamo in ritardo con i preparativi. Vivevamo sempre nel minimarket. Io ero appena arrivato da un lavoro serale in una fabbrica deserta. Finito il turno, ero tornato di corsa, e i miei passi echeggiavano nell'enorme struttura, vuota come la carcassa di un dinosauro. Il tempo passava. Erano quasi le dieci.

Ora, perché proprio Lino Palma? Saranno un paio di settimane che non ci metto piede. L'unico collegamento che mi viene in mente è troppo assurdo per essere vero, e potrebbe significare che:

a) la mia mente è davvero troppo, troppo intricata
b) si tratta di una inguaribile deformazione professionale, ossia un istinto a tradurre tutto ciò che mi passa davanti
c) quando si è morti di sonno, guardare Lost a mezzanotte mangiando torta e bevendo camomilla fa male

Il collegamento è: la puntata di Lost che abbiamo visto ieri sera si concludeva su Benjamin Linus in mezzo alla giungla. Piena, come al solito, di palme.

sabato, maggio 17, 2008

lettere dal fronte 3

Ieri tutto d'un tratto sembrava di essere tornati a maggio, poi oggi di nuovo una regressione, e siamo ritornati ad aprile.

17-6-1916 Caro marito, vengo con questa mia andi per dirti che siamo in salute come pure posso dirti del nostro piccolo Ottavio. Sto a dirti che il fratello Giovanni e partito per il fronte, appena che io sappia dove si trova te lo faccio sapere. Caro marito, ti prego di scrivermi sovente sovente, non sai con che ansia io aspetto le tue cartoline, credimi che uno dei tuoi scritti, mi sollevano proprio il cuore. Dunque ti prego per piacere di scrivermi, anche i saluti soltanto, perche sapendo che ti trovi nel pericolo io sto molto in pena. Caro marito, guarda di pregare sempre il buon Gesu e Maria Vergine affinché ti aiutano nei tuoi bisogni, e prenderti guarda affinche non ti succeda nessuna disgrazia. Altro non mi resta di salutarti da parte mia e di tutta la nostra famiglia e la famiglia Sperone e ricevi mille baci dal nostro figlio, e saluta il mio fratello da parte mia e dalle due famiglie e ricevi mille baci dalla tua affezionatissima moglie Catterina e figlio.

A margine c'è scritto: "ancora mille baci, moglie e figlio".

18-8-916 Cara moglie, oggi o ricevuto la tua lettera e sono stato contento. Ti faccio sapere che oggi siamo in riposo qui a (ndm.: indecifrabile), e se non arriva niente per una ventina di giorni non andiamo piu in trincea. Sto anche a dirti che ho passato 15 giorni in prima linea ma sono stati lunghi più di un anno, per causa del tempo che ha sempre nevicato e faceva brutto che non si poteva piu resistere, e la neve era alta da 5 a 7 metri. E gli altri 15 in seconda e andata meglio e poi eravamo piu fuori di pericolo. Se Iddio mi da la fortuna di andare a casa, mi ricordo sempre il giorno di Pasqua come lò passato, ho avuto ancora fortuna che uno Istituto femminile di Genova a mandato della roba di lana, e a me mi anno dato un paio di calze e un paio di mutande di lana, e andata bene perche avevo tutto bagnato, e ora qui sembra gia un altro mondo, fa caldo e faremo asciugare tutto. Altro non mi resta che salutarti tu e il nostro figlio e tutta la famiglia. Ti saluto, stai bene e come spero di voi tutti, sono sempre il tuo marito. Bartolomeo Saluti allo zio Domenico e la famiglia Sansun, e tutti gli altri amici e barba Garun.

venerdì, maggio 16, 2008

associazioni di idee

Care nuvole minacciose, io in realtà oggi avrei voluto piantare i pomodori.

L'altro giorno sono andato a visitare il mio orto dopo il temporale. Volevo fare due passi, visto che a causa dell'influenza intestinale (o quel che era/è) non mi muovevo di casa da giorni. Ho affidato la scelta della colonna sonora all'opzione brani casuali dell'Ipod. Quando sono arrivato al fondo dell'orto, sono partiti i Radiohead. A parte zucchini, meloni e un peperoncino totalmente o quasi ricoperti dal fango rappreso, il resto era tutto salvo... ma le atmosfere alienanti della band donavano una diversa sfumatura al tutto, e mi sentivo un marziano che camminava su un cretto di Burri.
Mi è venuta subito in mente la vacanza in Sicilia del 2006 e la fugace tappa alle rovine di Gibellina, io e Silvia completamente soli a percorrere le "crepe" del Grande Cretto come topi sperduti in un labirinto inquietante e surreale.
Ne approfitto per inserire qualche foto di quel bellissimo viaggio di cui, alla fine, non ho mai parlato.


lunedì, maggio 12, 2008

petrolio

Tempo grigio.

Da tre giorni sono afflitto dal mal di pancia. Ho anche un po' di febbre. Sono uno straccio. È maggio e mi trascino per la casa con calzettoni e sciarpa di lana, il pile e una borsa per l'acqua calda.
Ieri c'era la bellissima festa per il compleanno di Milly, e io riuscivo a pensare solo al mio mal di pancia.
Sono in ritardo col lavoro.
E mi chiedo cosa sarà rimasto del mio orto a cui ho dedicato fatica e amore, dopo il temporale di ieri.

Io che sono propenso ad avere pensieri negativi su tutto, in queste giornate così finisco per crogiolarmici, sguazzandoci dentro come un gabbiano in un mare di petrolio.

giovedì, maggio 08, 2008

la contadinella

Cielo azzurro... ovvio.

Qualche tempo fa mi è arrivato un pacco di CD musicali particolarmente succulento, pagato relativamente poco incrociando alcune buone offerte con le saltuarie spedizioni gratuite (sopra ordini superiori ai 50 euro) di IBS e i CD in regalo con spese superiori ai 40.
Tra i vari acquisti, l'unico comprato un po' alla cieca (ormai ho preso l'abitudine di comprare solo cose che conosco bene) è stato un doppio CD di Nanni Svampa, in cui interpreta in italiano le canzoni di Georges Brassens. Una vera delizia, soprattutto per chi, come me, il francese lo capisce sì e no, specie se cantato. La raccolta è ricca di perle e chicche di poesia, irriverenza, dolcezza e umorismo.
Una delle mie preferite è "La contadinella", traduzione di "Brave Margot" di Brassens. Purtroppo non ho trovato nessun video che mostri l'uno o l'altro mentre la canta, ma fortunatamente ne ho beccato uno su youtube in cui la versione di Svampa viene interpretata da un tipo che si chiama Betto e che, a quanto vedo, ne interpreta parecchie di canzoni sul web (grazie Betto). Eccola:

martedì, maggio 06, 2008

piccolo jedi

Sole, ma oggi l'ho visto poco.

Ed ecco il piccolo serissimo Jedi pronto a partire sulla sua bianca astronave!

sabato, maggio 03, 2008

qual è la cosa che vi fa più schifo in assoluto?

Se si ascolta una canzone malinconica come "Little man" di Tom Waits in una giornata calda e assolata come oggi, il paese che ti sfila davanti mentre passeggi assume tinte struggenti, e anche la canzone stessa si fa più intensa. Più che in una giornata di pioggia.

Qual è la cosa che vi fa più schifo al mondo? Credo che ognuno di noi abbia qualcosa di specifico che gli risulta particolarmente stomachevole. Per quel che mi riguarda, sono le gomme da masticare masticate (volevo scrivere "cicles", ma poi mi è venuto in mente che probabilmente questo termine lo capiamo solo da queste parti). L'altro giorno ne ho pestata una... una big babol (non mangiando io gomme da masticare, ho scoperto solo ora che si scrive proprio così!)... enorme... e si è staccata dalla scarpa sul pavimento di casa. Ecco, per me è stata una visione immonda. L'ho coperta con un foglio di scottex e ho chiesto a Silvia se poteva toglierla lei da lì. Intanto mi era passato l'appetito. Quando le passavo vicino, anche se era coperta, guardavo da un'altra parte (ovviamente facendo attenzione a non calpestarla con le ciabatte, altrimenti mi sarei sentito morire). Se l'avessi buttata io, anche usando un foglio o dei guanti, poi mi sarei lavato le mani mille volte.
Non so da cosa dipenda questo mio disgusto. In generale lo provo per tutte le cose masticate e simili, a dire la verità. Una volta, durante un vernissage in una galleria di Torino, ho visto un tizio che si è avvicinato al tavolo degli stuzzichini e per sbaglio ha messo in bocca un nocciolo d'oliva ciucciato, prendendolo dall'apposita scodella degli "scarti" che probabilmente aveva scambiato per una ciotola di pistacchi o che so io. Lui ha fatto finta di niente e con un brivido malcelato ha riposto il nocciolo nella ciotola. Se fosse capitato a me, probabilmente avrei vomitato lì. I semi ciucciati mi fanno un po' schifo, effettivamente. Ma mai come le gomme da masticare masticate.
Forse è tutta colpa di un trauma infantile? Chissà.
Fatto sta che avrei preferito pestare una cacca di cane.

E voi? Dai ché sono curioso, quindi rispondete in tanti, non solo Alice e Riki.

venerdì, maggio 02, 2008

no man is an island

Il sole pare essersi stabilizzato.

Stanotte devo aver sognato parecchio, ma ricordo solo alcuni frammenti.
Ricordo che stavo tornando da chissà dove in macchina, con Silvia e Pietro. A un certo punto ci siamo persi e siamo finiti in un paese sconosciuto. Mi fermo presso un ospedale, per chiedere informazioni, ma quando chiedo ripetutamente: "Dove ci troviamo?", nessuno risponde alla domanda. Chi sbotta in una risatina che sottintende qualcosa come: "Sì, non mi freghi". Chi si arrabbia perché, ugualmente, pensa che sia un trucco per fargli le scarpe in qualche modo. Mi sento straniero in terra straniera. Poi a un certo punto esco nel parcheggio per chiedere a qualcuno al di fuori dell'ospedale, e lì insulto tutti quelli che non mi avevano risposto. Rientrando, vedo vicino agli scalini dell'ingresso un vecchio barbone. Gli chiedo dove ci troviamo, e lui mi risponde: "A Isola d'Asti". Poi il vecchio muore, e così chiedo aiuto.
Nel frattempo, Silvia mi dice che Pietro era caduto dalla scalinata e aveva preso una brutta botta alla fronte. Allora lo prendo, e per distrarlo mi metto a correre nel parcheggio, fino a un albero di mandarini. Lì lo faccio giocare con le foglie.

Ma ricordo anche che, forse in un altro sogno, qualcuno mi ha mostrato un foglio che indicava che, in base a predisposizioni genetiche, a 73 anni sarei probabilmente morto di qualche malattia.
Porta fortuna? Porta fortuna, vero?

giovedì, maggio 01, 2008

diari dell'orto 2

Fantastico sole di maggio.

Ieri ho detto a un mio caro amico che oggi avrei lavorato, e mi sono preso del crumiro.
In realtà, ho festeggiato il primo maggio prendendomi un paio d'ore di fantastico relax dopo pranzo... che per uno che sta tutto il giorno in casa di fronte a un computer, consiste nell'andare a curare il proprio orto in campagna. Oggi ho piantato i meloni, mentre ieri è stata la volta di insalata e zucchini.
I piselli sono già spuntati rigogliosi, le patate crescono decise, mentre più timidamente si fanno avanti fagioli e fagiolini.
Non avete idea di quanto sia soddisfatto dell'orto di quest'anno. Ogni volta che pianto qualcosa, poi mi gongolo per un'oretta. E soprattutto è maggio ragazzi. Sentire l'odore del sole sulla nostra pelle. Assorbire la vitamina D. Vedere di nuovo i colori sulle piante e sugli insetti. Annusare i profumi che fino a oggi sembravano imbarattolati. Sentirci a nostra volta meno inscatolati.

mercoledì, aprile 30, 2008

bottino magro

Strange weather.

Poche parole chiave divertenti questo mese. Tante sulla dermatite (e mi fa piacere se il mio post è servito a qualcuno), tante sui vestiti per bambini, ancora qualche ricerca sui costumi di carnevale (ma non è un po' tardi?).
Comunque, ecco le migliori:

1) allattamento a tutta birra
2) troie ecologiche
3) cerca parole che iniziano con cia.....cio.....ciu
4) non so se vi risulta ma non è di certo uno sprovveduto
5) sogni amici buttarsi balcone
6) solletico a un bambino furbo
7) come cucire il capello di robin hood
8) parto chiesa
9) immagini degli angoli più sconosciuti di venezia

sabato, aprile 26, 2008

ragni volanti, piccoli rettili, baci romantici

Sole... la primavera volge verso l'estate?

Pensieri sparsi, dopo tanto tempo:

L'altro giorno, mentre camminavo in via Bonora, sono stato superato da un ragno volante. I ragni volano?

Lo stesso giorno, mentre prendevo il caffé mi sono incantato a guardare il cucchiaino che affondava e riemergeva dal liquido scuro.

Allo stesso modo, mentre ieri sera versavo il miele sul fondo della tazza per la tisana, mi sono messo a disegnare dei motivi con il filo sottile che colava dall'alto. Sembravano spine dorsali di minuscoli rettili intrappolati nell'ambra chissà quando, chissà come.

L'altro ieri sera ho finito La strada di Cormac McCarthy. Bellissimo romanzo... a tratti angosciante ai limiti dell'horror, ma comunque gratificante. È la storia di un padre e un figlio. Chissà che padre sarei in una situazione del genere. Grazie a Mana per avermelo imprestato. Lo consiglio a tutti.
Ora si riparte con il Don Chisciotte.

Avete notato quante cosine ho aggiunto nella colonna laterale del blog? In realtà sono cose inutili che probabilmente non interessano a nessuno. Però così, un po' per riempire lo spazio, un po' per segnarmi le cose, un po' per narcisismo.

Giovedì sera è finito il cineforum con Un bacio romantico di Wong Kar-wai. Ok, sarà anche meno bello degli altri film di Wong, ma devo dire che è sempre piacevole quando ti parlano male di un film e questo poi ti sorprende in positivo. E non mi aspettavo di trovarvi Cat Power, in un piccolo ruolo.

Guardare gli anziani ai funerali di un anziano mi lascia pensieroso e un po' triste.

mercoledì, aprile 23, 2008

pagnone

Dopo tanta pioggia, è tornato il sole.

Ieri è morto mio prozio Dorino, fratello di mio nonno. La morte di una persona vicina porta inevitabilmente tanti rimpianti. Ci saranno di lezione per il futuro?
L'immagine di zio Dorino che mi porterò appresso risale a molto tempo fa, quando ero un bambino e lui mi prendeva sulle ginocchia per farmi solletico alla pancia dicendomi "pagnone pagnone pagnone!", un'espressione senza senso che a me faceva venire in mente una pagnotta e un pancione.
Poi si cresce, e la distanza che separa i vecchi dai bambini, invece di assottigliarsi, aumenta.


sabato, aprile 19, 2008

ventinove... trenta

Sole, con una nuvola che fa capolino dal tetto del brutto palazzo di fronte.

Domani compio trent'anni. Non che ci stia a pensare tutto il tempo, ma effettivamente è un traguardo, specialmente se penso al mio immaginario di quando ne avevo meno. In realtà ti senti più o meno uguale a ieri e all'altro ieri, ma se guardi più indietro, vedi che ne sono cambiate un sacco di cose, senza che te ne accorgessi. E i ricordi sono tanti, ma un po' confusi. Vorrei scrivere un pugno di ricordi per ogni anno di vita, come gli anelli di un albero. Non necessariamente i più significativi, ma i primi che mi vengono in mente. Vediamo cosa ne esce fuori.
A zero sono nato, e probabilmente avrò appoggiato il mio culetto nudo su delle coperte arancioni di ciniglia. A uno chissà, sarò stato poco più grande di Pietro, avrò dormito nel lettino bianco in cui ora dorme lui quando sta dai miei, vegliato da mio fratello e da mia sorella, già più grandini. A due di sicuro avevo con me Bubuno, l'orsetto che si succhiava il pollice che compare nella foto del mio secondo compleanno. O era il terzo? A tre... quando ero piccolo, mi sembrava che ogni mio ricordo risalisse a quando avevo tre anni... ad esempio, mi sembrava di averne tre quando sono sceso per la prima volta da solo nella tavernetta (quello che noi chiamiamo "giocobimbi" e non chiedetemi perché) per prendere qualcosa, forse del pongo. A quattro facevo l'asilo... ricordo l'ampia mensa, i gradini in pietra, il budino alla vaniglia, quelli che si portavano l'olio da casa per mangiare la pasta in bianco. A cinque ancora l'asilo, forse non andavo più sul passeggino, ma ne ho comunque un ricordo probabilmente precedente... a ogni modo ricordo quando andavo con mia nonna o Pina lungo la strada estiva, e ricordo un pacchetto di Fonzies. A sei ho iniziato le elementari... ho un ricordo confuso del primo giorno di scuola, ma ricordo quando abbiamo fatto le forme e i colori con dei modellini di legno colorato... forse a quel tempo c'erano le riunioni dell'Ars Musica, in cui cantavano mio padre e mia sorella, e ricordo una bambina di nome Valentina. A sette cos'avrò fatto: di sicuro d'estate i miei nonni venivano a farci giocare nel cortile... e poi il pentolone della conserva e il rifugio che voleva costruire mio fratello... ricordo che una mattina corsi sul terrazzo cercando mia madre e con mia sorpresa vidi che al suo posto c'era mia nonna. A otto anni... terza elementare... il libro di vacanze azzurro d'estate, il bob e la neve con lo zucchero e il limone d'inverno, e probabilmente è stato a quell'età, o poco più tardi, che ho iniziato a suonare il quartino... mio padre mi fece giurare, su un quadro che ritraeva dei funghi appeso nel corridoio della scuola, che mi sarei impegnato a studiarlo... e invece poi mollai. A nove anni forse iniziai a pattinare con lo Skating Roero... ricordo il mio maestro Carmelo, un medico originario di Siracusa. A dieci anni, quinta elementare... qualche gara, forse gli exogini, ma anche il momento forse di poco successivo in cui mi accorsi, guardando la vetrina delle Sorelle Sacchetto, che i giocattoli veri e propri non mi interessavano più... si andava verso le medie e quello strano e un po' ridicolo desiderio di sentirsi più adulti. Undici anni: le figurine degli Sgorbions, l'enorme libro di epica "Dal mito alla storia". Dodici anni: la bicicletta, le estati con Pajo passate a giocare con l'Amiga e i suoi gettoni omaggio per l'autopista. Tredici anni: la fine delle medie, le patatine e la pizza al taglio, il momento in cui mi sono accorto, non riuscendo a distinguere Pajo che mi salutava, che dovevo mettere gli occhiali. Quattordici anni: i romanzi di Stephen King e i Queen... il senso di distacco da un mondo che preannunciava una stagione introversa... l'inizio del liceo scientifico e la scoperta che io di matematica e fisica non capivo un tubo. Quindici anni: i Pink Floyd, le nuove amicizie, io che mi dimentico di essere al volante sul risciò in gita, e finiamo tutti contro un muretto... le prime cotte. Sedici anni: le lezioni di chitarra, presto abbandonate, nella cascina di un fantastico fricchettone roerino, il ritorno al mondo, Peter Gabriel e la world music, la mia prima mostra con i giovani artisti canalesi, all'ex-cinema Odeon. Diciassette anni: la nascita dei Black Riders, il murales in sala prove, gli amici di Canale. Diciott'anni: la leva del '78. Diciannove anni: la gita a Londra, la fine del liceo, la fantastica mostra-discarica all'Odeon da cui è nata l'amicizia con Silvia, il Punto enogastronomico e le ciucche più belle della mia vita, le serate al Macabre con Vaga... e poi l'inizio dell'università, i primi rudimenti di giapponese, la vita torinese, i cinema. Vent'anni: Silvia a colorare qualunque ricordo. Ventun anni: l'eclissi totale a Salisburgo, le Moretti con Ivan, il pellegrinaggio a Bra dei Pamparato Kuh Cowboys. Ventidue anni: il primo viaggio in Giappone e Silvia che trattiene il pianto alla mia partenza e poi scoppia a piangere quando, lo stesso pomeriggio, va a vedersi Hana-bi. Ventitré anni: il viaggio a Osaka, questa volta con Silvia, e le serate ad Amerika-mura con salsicciotto chimico dei Lawson al mattino e latte al cacao. Ventiquattro anni: il terzo viaggio in Giappone, con Alice, Elisa e Mauro... Yukiko, casa sua e il suo cane Toranpu... fare il cameriere nel ristorante italiano "Al solito posto"... la pedana della Yamanote e la pallina blu. Venticinque anni: la mia laurea e la laurea di Silvia, quando avevo quella caramella giapponese enorme in bocca e la sua relatrice mi chiese qualcosa, e io nel rispondere sembrava che avessi un ascesso enorme... guardare le bottiglie di Frangelico sul nastro trasportatore della Barbero. Ventisei anni: il meraviglioso matrimonio, il distacco dalla casa dei genitori, Roma, Parigi, il lavoro alla Panini. Ventisette anni: il viaggio in Giappone con Silvia e soprattutto la settimana a percorrere in treno il Giappone sud-occidentale (il link porta al mio resoconto, che ho spedito a un sito di viaggi), tuttora il viaggio più bello della mia vita. Ventotto anni: mentre traduco in cucina al caldo della stufa, Silvia torna a casa dopo aver fatto il test, e dalle sue lacrime capisco che è incinta. Ventinove anni: Pietro.

venerdì, aprile 11, 2008

pensiamo ad altro 5: cibi durante l'allattamento

Finalmente oggi è piovuto come si deve!

Nonostante le svariate credenze popolari, e salvo intolleranze alimentari o cose del genere, il linea generale si può mangiare praticamente tutto, durante l'allattamento. Almeno, Silvia ha sempre mangiato di tutto (comprese cipolle, porri, cavoli, fagioli e via dicendo) e Pietro non ha mai avuto mal di pancia, né ha mai rifiutato il latte. Be', magari è meglio evitare vagonate di cibi speziati, quintali di funghi o cose troppo porche. Sembra che gli asparagi possano dare un sapore diverso al latte, ma non è necessariamente detto che al bambino non piaccia. De gustibus... Insomma, ciò che voglio dire è che in teoria non ci sono verdure o cibi sconsigliati di per sé, quindi giudicate in base alle reazioni del vostro bambino e alla vostra esperienza quotidiana. Ovviamente non bisogna esagerare con l'alcol (ma un bicchiere di birra o mezzo di vino al giorno è concesso).

P.S.: Ovviamente quando dico che si può mangiare praticamente di tutto, intendo cose umanamente commestibili e sane. Non mangiate quello che non mangereste normalmente. Niente uranio, bulloni, pejote e criptonite, quindi.

mercoledì, aprile 09, 2008

pensiamo ad altro 3: miele

Sì, piove, ma miseramente.

Oggi sono poco ispirato, quindi mi limito a un'informazione. Un'usanza abbastanza tipica è quella di intingere il ciuccio nel miele per fare stare bravi i bambini. In realtà il miele è sconsigliato prima di un anno di età perché può causare botulismo infantile.

P.S.: Mi sto proprio trattenendo a stento dal parlare di politica dopo le ultime allucinanti affermazioni di certa gentaglia.

martedì, aprile 08, 2008

pensiamo ad altro 2: prodotti per l'infanzia

Piove!

Già prima di nascere, il bambino diventa oggetto delle attenzioni delle ditte specializzate. Ricordo che, durante il corso pre-parto, Silvia è arrivata a casa con almeno un paio di scatole piene di campioncini omaggio "donati" dalle più conosciute ditte di prodotti per l'infanzia. Quando poi il bambino nasce, e in particolare dopo i primi piccoli problemi quotidiani, ci si chiede cosa bisognerà comprare per il suo benessere. Ci si fa prendere un po' dall'ansia al pensiero che bisogna pensare per lui, che ovviamente non può fare niente da solo né può dire la sua. Ed ecco che in quattro e quattr'otto ci si fa prendere da questa sorta di ebrezza d'apprensione e ci si ritrova con le mensole piene dei prodotti più svariati. Salvo poi scoprire che tale prodotto non va così bene, quindi lo si abbandona e lo si lascia da parte mezzo pieno. Se ne compra un altro e così via. Ovviamente, il tutto assume dimensioni considerevolmente maggiori nel caso il bimbo abbia la dermatite atopica come Pietro... ma questa è un'altra storia.
Quello che voglio dire però è di fare attenzione e riflettere bene su ciò di cui il bambino ha veramente bisogno, su ciò che in realtà non gli serve e su ciò che può essere addirittura nocivo. I bambini sono un grosso business, e un neo-genitore è una preda molto facile: un po' perché entra in un mondo nuovo e sconosciuto, un po' perché è titubante e ha paura di sbagliare o di non fare abbastanza per il suo bambino.
Tanto per fare un esempio, sulle riviste specializzate troverete sicuramente delle pubblicità di disinfettanti, che usano lo spauracchio dei fantomatici microbi che ci circondano, più o meno come Berlusconi fa con i comunisti. Be', qui è facile non cascarci, perché è ovvio che questi batteri che tramano contro il nostro bambino sono gli stessi che abbiamo addosso noi e che sono ovunque, e che male potranno mai fare? Di sicuro non possono fare peggio delle sostanze usate per eliminarli (se volete potete anche estendere la metafora su Berlusconi fino a qui). E poi il bambino dovrà pur farsi delle difese immunitarie, no?
Poi ci sono le varie cremine, oli e latti detergenti, paste all'ossido di zinco eccetera eccetera. Tutte cose che possono o non possono servire, dipende dalla situazione e dalla radicalità del vostro approccio (dico subito che il mio non è poi così radicale), ma anche qui bisogna fare attenzione e non dare troppo per scontato che il coniglietto o il cagnolino sulla confezione siano per forza indice di qualcosa di carino studiato apposta per il bene dei vostri bambini. Eh no, perché se fate attenzione agli ingredienti, la maggior parte dei prodotti per l'infanzia che trovate comunemente nei grandi centri specializzati contiene sostanze mica tanto carine! Petrolio in gran quantità, profumi, conservanti e sostanze che possono nuocere o meno (nel caso di dermatite atopica, poi, è davvero il caso di starci attenti visto che possono essere irritanti o allergizzanti), ma che comunque, se uno può evitare...
Quindi il mio suggerimento (che rivolgo anche a me stesso come proposito, perché è una cosa a cui sono arrivato solo di recente) è di prendere come criterio di valutazione di un prodotto non solo la marca, il prezzo o le proprietà indicate sulle confezioni, ma anche e soprattutto gli ingredienti. A questo indirizzo, potete trovare un utile biodizionario che indica le sostanze migliori o peggiori. Ricordate che le prime sostanze elencate tra gli ingredienti di un prodotto sono quelle presenti in maggior quantità... quindi se queste sono ad esempio petrolatum, paraffina o vaselina... beh, vuol dire che il prodotto è costituito per lo più da petrolio, anche se sulla confezione si parla di avena o camomilla.
Andando su questa pagina, invece, troverete anche alcune indicazioni sulla pulizia del bebé, su quali sostanze e quali prodotti è meglio evitare (in particolare vengono menzionati l'olio della Johnson e la Pasta Fissan, ma la situazione è abbastanza generalizzata) e quali invece sono più indicati, ecc... insomma, un approfondimento. Forse qualche accorgimento potrà sembrare un po' esagerato, ma documentarsi non costa nulla... dopodiché ognuno è libero di ridimensionare o comunque fare le proprie scelte.

P.S.: Ovviamente il discorso è valido anche per quanto riguarda i prodotti per gli adulti.

lunedì, aprile 07, 2008

pensiamo ad altro - 1: un consiglio sui consigli

Ma oggi non doveva piovere?

Siccome in teoria (non si sa mai, eh!) si dovrebbe votare domenica e io non ho assolutamente voglia di parlare qui di politica questa settimana, ho deciso di sfruttare gli ultimi momenti di governo non berlusconiano per qualcosa di diverso. Voglio quindi dedicare un'intera settimana alla povera sezione "questioni pediatriche", a cui finora ho dedicato un solo post.

Il primo post lo dedico a... i consigli.

Soprattutto nel primo mese di vita del bambino, è possibile che veniate sommersi di consigli non richiesti, in particolare sull'alimentazione e sull'allattamento. È una cosa stressante, che spesso procura parecchi dubbi e incertezze alle neo-mamme. Come se non ce ne fossero abbastanza. Al primo pianto, qualcuno seminerà il dubbio sul fatto che abbiate abbastanza latte. Sicura che mangi abbastanza? Non avrà bisogno di un'aggiunta di latte artificiale? Qualcuno vi guarderà in maniera strana quando addenterete questo o quel piatto, rovinandovi la cena. Qualcuno insisterà se dite che preferite non bere alcolici, tirando fuori la storia che la birra fa latte. Qualcuno contesterà i vostri metodi per addormentarlo, le vostre decisioni su ciuccio o non ciuccio, ecc. Ovviamente la maggior parte delle volte sono consigli dati in buona fede, ma talvolta risultano un po' pesanti e mortificanti per dei neo-genitori.
Il mio consiglio sui consigli è: documentatevi per conto vostro e regolatevi tenendo conto di quel che dicono gli esperti (che sbagliano pure loro, ma sono pur sempre addetti ai lavori), ma soprattutto fate cosa vi dicono il buon senso e le vostre esperienze quotidiane, e non lasciatevi condizionare troppo dagli altri, anche perché non tutti i bambini sono uguali e hanno le stesse esigenze.
So che può sembrare un suggerimento molto banale, ma è vero.

sabato, aprile 05, 2008

due cose

Sarà, ma io aprile me lo ricordavo piovoso. Anche marzo, a dire il vero.

Due cose:

Ho scoperto che esiste il sito dei Canalensis Brando!

L'altra sera ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant. Ovviamente ora non ho tempo né voglia di fare una recensione, ma lo consiglio comunque perché l'ho trovato davvero bello. In generale mi sono piaciuti tutti i suoi ultimi film. Più di quelli vecchi, anche se a dire il vero saranno quindici anni che non li vedo (chiedo scusa a mia sorella che è una fan di Belli e dannati). Questo in particolare, però, mi ha emozionato, divertito, rapito, ammaliato in ogni suo aspetto.

martedì, aprile 01, 2008

diari dell'orto 1

Che caldo oggi!

Dopo i lavori ingrati (erbacce e via dicendo), finalmente anche quest'anno siamo ripartiti con l'orto. L'anno scorso l'avevamo un po' trascurato per via di Pietro, ma ora che può venire con noi e la situazione si è un po' normalizzata, vogliamo fare un bel lavoro.
Innanzitutto vogliamo farlo un po' più ragionato rispetto agli altri anni. Non una cosa qua e una là come al solito.
Oggi abbiamo piantato fagioli cannellini e borlotti, e piselli. Sedano, prezzemolo e carciofi c'erano già.
Oggi si stava da dio al ciabot... un sole caldo e un'arietta fantastica... se non avessi una montagna di lavoro da fare non sarei più tornato a casa.
Se riesco faccio poi uno schemino dell'orto in evoluzione. Volevo farlo con le lettere, ma l'impaginazione mi rovina tutto.
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