lunedì, aprile 07, 2008

pensiamo ad altro - 1: un consiglio sui consigli

Ma oggi non doveva piovere?

Siccome in teoria (non si sa mai, eh!) si dovrebbe votare domenica e io non ho assolutamente voglia di parlare qui di politica questa settimana, ho deciso di sfruttare gli ultimi momenti di governo non berlusconiano per qualcosa di diverso. Voglio quindi dedicare un'intera settimana alla povera sezione "questioni pediatriche", a cui finora ho dedicato un solo post.

Il primo post lo dedico a... i consigli.

Soprattutto nel primo mese di vita del bambino, è possibile che veniate sommersi di consigli non richiesti, in particolare sull'alimentazione e sull'allattamento. È una cosa stressante, che spesso procura parecchi dubbi e incertezze alle neo-mamme. Come se non ce ne fossero abbastanza. Al primo pianto, qualcuno seminerà il dubbio sul fatto che abbiate abbastanza latte. Sicura che mangi abbastanza? Non avrà bisogno di un'aggiunta di latte artificiale? Qualcuno vi guarderà in maniera strana quando addenterete questo o quel piatto, rovinandovi la cena. Qualcuno insisterà se dite che preferite non bere alcolici, tirando fuori la storia che la birra fa latte. Qualcuno contesterà i vostri metodi per addormentarlo, le vostre decisioni su ciuccio o non ciuccio, ecc. Ovviamente la maggior parte delle volte sono consigli dati in buona fede, ma talvolta risultano un po' pesanti e mortificanti per dei neo-genitori.
Il mio consiglio sui consigli è: documentatevi per conto vostro e regolatevi tenendo conto di quel che dicono gli esperti (che sbagliano pure loro, ma sono pur sempre addetti ai lavori), ma soprattutto fate cosa vi dicono il buon senso e le vostre esperienze quotidiane, e non lasciatevi condizionare troppo dagli altri, anche perché non tutti i bambini sono uguali e hanno le stesse esigenze.
So che può sembrare un suggerimento molto banale, ma è vero.

sabato, aprile 05, 2008

due cose

Sarà, ma io aprile me lo ricordavo piovoso. Anche marzo, a dire il vero.

Due cose:

Ho scoperto che esiste il sito dei Canalensis Brando!

L'altra sera ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant. Ovviamente ora non ho tempo né voglia di fare una recensione, ma lo consiglio comunque perché l'ho trovato davvero bello. In generale mi sono piaciuti tutti i suoi ultimi film. Più di quelli vecchi, anche se a dire il vero saranno quindici anni che non li vedo (chiedo scusa a mia sorella che è una fan di Belli e dannati). Questo in particolare, però, mi ha emozionato, divertito, rapito, ammaliato in ogni suo aspetto.

martedì, aprile 01, 2008

diari dell'orto 1

Che caldo oggi!

Dopo i lavori ingrati (erbacce e via dicendo), finalmente anche quest'anno siamo ripartiti con l'orto. L'anno scorso l'avevamo un po' trascurato per via di Pietro, ma ora che può venire con noi e la situazione si è un po' normalizzata, vogliamo fare un bel lavoro.
Innanzitutto vogliamo farlo un po' più ragionato rispetto agli altri anni. Non una cosa qua e una là come al solito.
Oggi abbiamo piantato fagioli cannellini e borlotti, e piselli. Sedano, prezzemolo e carciofi c'erano già.
Oggi si stava da dio al ciabot... un sole caldo e un'arietta fantastica... se non avessi una montagna di lavoro da fare non sarei più tornato a casa.
Se riesco faccio poi uno schemino dell'orto in evoluzione. Volevo farlo con le lettere, ma l'impaginazione mi rovina tutto.

lunedì, marzo 31, 2008

l'ingerenza della chiesa in sala parto

Io un po' di freddo in casa ce l'ho, ma sarà perché sto sempre fermo.

Eccoci al consueto appuntamento con le migliori chiavi di ricerca del mese. Niente di troppo entusiasmante, questa volta.

1) assistenza papa sala parto
2) creare un video sull'infanzia di mio cugino
3) denti sporgenti battute
4) disegni di calabroni per bambini
5) foto del bambno quando gli viene cambiato il pannolino all' asilo nido
6) giocare a calcio col raffreddore
7) parole e immagini che iniziano e contengono cia cio ciu
8) traduci in inglese oggi ce il sole
9) troie con marziani
10) facce mozzate

venerdì, marzo 28, 2008

preghiera in marzo

Preghiera in marzo

"Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio..." (f.d.a)

giovedì, marzo 27, 2008

amen

Un po' d'aria culla le foglie della mimosa qui fuori.

Stanotte ho sognato che io e Silvia ci aggiravamo nei corridoi di un'accademia d'arte di una famosa città. Avevamo una sedia, una di quelle che si usano a scuola, da aggiustare. Per farlo staccavamo viti ad altre sedie. Dopodiché bisognava avvolgerla nel cellophane come qualcuno fa con le valige all'aeroporto, e spedirla.

Qualche tempo fa avevo accennato all'uscita di Amen, l'ultimo album dei Baustelle che a un primo ascolto mi aveva parzialmente deluso.
Dopo ripetuti ascolti, invece, devo dire che è davvero un ottimo album. Ha tre o quattro brani che personalmente non mi convincono pienamente, forse, e magari ha anche uno stile più pesante rispetto agli altri album, a cui si aggiunge un'eccessiva lunghezza che non ne snellisce certo l'ascolto... ma nel complesso devo dire che è un album ricchissimo.
Riascoltando Sussidiario illustrato della giovinezza, ci si accorge di quanto i Baustelle siano cambiati nel corso dei quattro album, e allo stesso tempo non si può che constatare la coerenza di fondo del loro universo musicale e lirico. Ritroviamo in Amen le stesse atmosfere maudit, i gli stessi personaggi laidi e dannati, la stessa sensualità e la stessa propensione per un estetismo decadente. E poi nomi propri, luoghi e tempi specifici che tradiscono una propensione alla contestualizzazione, nonché una visione letteraria e soprattutto cinematografica delle cose, tradita anche da una passione quasi ossessiva per le citazioni di nomi e opere della storia del cinema, dell'arte e della letteratura (basti pensare a Baudelaire, ma non solo).
Eppure credo che sia sbagliato accusarli di ripetersi, perché se così può sembrare a una prima analisi, addentrandosi nell'album ci si accorge di come ogni loro album tratti gli stessi temi offrendone una sensibile variazione, tanto nei testi quanto nelle sonorità. Nel primo caso, mi sembra che Amen sia l'album dei Baustelle che assume sfumature maggiormente politiche (in particolare Colombo, Charlie fa surf, Il liberismo ha i giorni contati e infine la ghost track Spaghetti Western), e in generale quello in cui si fa maggiormente strada la dimensione collettiva rispetto a quella privata. Ciò avviene anche nell'ambito del ricordo, un altro tema fondamentale in Sussidiario illlustrato della giovinezza e La moda del lento. Ai ricordi privati di Le vacanze dell'83, La canzone del riformatorio, Gomma e Love Song, si sostituisce, per esempio, quello collettivo di Alfredo. Dimensione collettiva e privata si fondono poi meravigliosamente nella bellissima L, il cui tema "astrale" fa molto David Bowie, e in L'uomo del secolo.
E infine è banale ma innegabile: da anni non si trovava in Italia uno capace di scrivere testi come Bianconi. Capace cioè di coniugare forma e sostanza, la musicalità della lingua italiana con un significato tangibile, profondo e "necessario". In altre parole, la capacità di usare le parole giuste nel punto e nel modo giusto. Tanto per citare il primo verso evocativo che mi viene in mente, da Antropophagus visto che ancora non ne ho parlato: "Mangiamo a pezzi i nostri figli e qualche avanzo lo incartiamo dentro un foglio di giornale, prima o poi ci servirà/Amiamo l'uomo e il suo sapore, i signori e le signore, il loro eterno roteare come agnello nel kebab". Ma una cosa che apprezzo dei testi dei Baustelle è anche il gusto di giocare sottilmente con la lingua e con le rime, come nel verso di Il liberismo ha i giorni contati che recita: "Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al '66".
Concludo dicendo che la Bastreghi canta sempre meglio.
Vabbè, fatto sta che ora posso dire che questo disco mi è piaciuto e merita. Qui sotto potete ascoltare la commovente Alfredo (non si sente benissimo, ma giusto per un assaggio...).


venerdì, marzo 21, 2008

la doppia vita di mapomo

Primo giorno di primavera.

Alcuni mesi fa, Milly ha trovato a Stia, in strada, il volantino di una mostra di ritratti dalla collezione d'arte contemporanea di Palagio Fiorentino. Sopra c'era questo disegno, forse un autoritratto dell'autore, così me l'ha portato.

Non vi ricorda nessuno?

Effettivamente, nemmeno io posso negare la somiglianza, anche se ha la faccia un po' più allungata.

Mia madre, da vera mamma, ha commentato: "Tu sei più bello".

martedì, marzo 18, 2008

lost in ceriale

Mancano solo le rondini.

Ieri ho detto che avrei parlato della nostra permanenza a Ceriale, e una volta ogni tanto intendo mantenere la promessa.
Credevo che con Pietro avremmo viaggiato molto di meno, e invece siamo sempre in giro. Certo, la Liguria è molto vicina, ma direi che è l'occasione giusta per vederne un po'. Anche perché, con un padre amante della montagna, io il mare l'ho visto poco durante la mia infanzia. Io della Liguria avevo un immaginario un po' legato ai palazzoni anni settanta costruiti lungo le coste per accogliere i turisti. In realtà, scopro sempre di più la bellezza dei suoi vicoli, della verticalità dei suoi edifici, e soprattutto dei suoi borghi. In particolare, questa volta mi sono piaciuti Finalborgo e Peagna, il primo un posto in cui essere idealmente bambini e giocare a pallone con gli amici, il secondo un luogo in cui rintanarsi in una vecchiaia da orsi.
La nostra quotidianità ligure consisteva in mattinate lavorative per me, mentre Silvia e Pietro andavano in spiaggia a farsi rincorrere dalle onde e giocare con la ghiaia della spiaggia. Qualche pomeriggio mi sono concesso una gitarella insieme a loro: in macchina fino a Finale ed Alassio, a piedi fino a Peagna. Oltre all'ottima pizza ad Albenga, mangiata in compagnia di Chiara e Stefano, siamo andati a mangiare fuori una sola volta, in un posto davvero carino: l'Osteria Mezzaluna ad Alassio, che offre ottimi piatti mediterranei accompagnati da canzoni di cantautori italiani (De André in testa... come potevo non trovarmi a mio agio?) e musica dal vivo. Ci siamo trovati davvero bene, e anche Pietro ha gradito.
Che altro dire?
Ah sì, la TV. Normalmente guardo poco la televisione, un po' perché non ne ho l'occasione, un po' perché non ne sento il bisogno, un po' per inguaribile snobismo. Però, in questo breve periodo di disintossicazione da Internet, che solitamente uso anche per tenermi informato, almeno i TG dovevo pur vederli... e ho un po' confermato il mio sospetto: so che è banale dirlo, ma praticamente si salva solo il TG3. E non mi sto riferendo alla faziosità o meno dei servizi, ma proprio alla qualità delle scalette... è il TG in cui meno premono il pedale sulla cronaca nera o sulle notizie totalmente inutili (vedi i servizi strambi sugli animali del TG2). Sullo stesso canale, ho trovato anche interessante il programma di Augias verso ora di pranzo. Bello anche Report la domenica sera, che non ero mai riuscito a vedere. Poi ho anche fatto qualche giro su MTV, che di solito guardo solo per South Park. Soliti video spazzatura, particolarmente irritanti quelli delle varie cantanti o gruppetti finto-rock e finto-trasgressivi fatti con lo stampo (ci uccidete anche il rock!). L'unica cosa che mi ha interessato e divertito è stato il video di Parco Sempione di Elio e le Storie Tese, che si ispira a The Ring (più che altro al remake americano) ed è stato realizzato dalla mitica Shortcut Production (eh sì, sono un fan di Maccio Capatonda). Il video lo potete trovare qui.

Vabbè, ho brontolato abbastanza. Torniamo a noi.
Sebbene l'ultimo giorno la dermatite di Pietro sembrasse essere tornata praticamente al punto di partenza, per ora (tocco ferro) io la trovo un po' migliorata... la crosta sulla guancia è meno essudante e più simile a un rossore. Inoltre, ma forse è solo un'impressione (e tocco di nuovo ferro), mi sembra più stazionaria, e lui si gratta di meno. Mah, speriamo.
In conclusione, siamo stati molto bene. E ci fa bene staccarci da qui ogni tanto, vivere una realtà tutta nostra da affrontare da soli. Piano piano si diventa grandi.

Concludo con qualche foto (e scusate se come al solito sono sistemate da cani).
Inutile dire che la mia preferita è quella in cui corro con Pietro in braccio inseguito dall'onda. Se solo io avessi un'espressione più drammatica, farebbe molto Lost, non vi pare?

lunedì, marzo 17, 2008

assente giustificato

Cielo azzurro e la mimosa sta fiorendo.

Questa volta la mia assenza è giustificata... siamo stati una settimana al mare, precisamente a Ceriale, perché il mare fa bene alla dermatite di Pietro. Fa bene a lui, non alla dermatite. Per questo devo ringraziare Stefano e Chiara, che gentilissimamente ci hanno ospitati per una settimana. Grazie!

A domani per un breve resoconto.

mercoledì, marzo 05, 2008

orsi e attori

Adesso è scuro fuori e non vedo nulla... sospetto che faccia freddo.

Sì lo so. Avevo detto che avrei pubblicato subito un'altra lettera del bisnonno e non l'ho fatto.
Pazienza, in compenso stanotte ho fatto un sogno abbastanza strano.
Stavo su un sentiero di montagna lungo una cresta rocciosa. A un centinaio di metri da me c'era una specie di rifugio. Sotto, molto sotto, c'era un lago molto vasto. Ad un certo punto guardo in basso e vedo un grande orso tuffarsi nel lago e iniziare a nuotare in maniera abbastanza aggraziata. L'orso nuota fino all'altra sponda, dove c'era un alce (non so se mettere l'apostrofo perché non so di che sesso era) sulle rocce. Giunto sull'altra sponda (e qui i doppi sensi si sprecano), l'orso bacia l'alce sulla bocca.

L'altra notte invece ho sognato che Vaga era entrato a far parte del cast della nuova serie di Lost, ed era tornato a casa per un fine settimana, dopo essersi trasferito in America. Così abbiamo organizzato una cena tra amici per salutarlo.

sabato, marzo 01, 2008

lettere dal fronte 2

Nuvole di marzo.

Ecco finalmente alcune cartoline di risposta di mio bisnonno Bartolomeo. Naturalmente sono assai più sintetiche rispetto a quelle della moglie... era al fronte e immagino che non avesse tutto questo tempo e questa disponibilità a scrivere lunghe lettere. Difatti la seconda è scritta tutta storta, come se fosse stata scritta in viaggio.
Domani pubblicherò un'altra sua lettera, questa volta più lunga, che ora fatico a decifrare completamente.
Presto scriverò anche qualche informazione sui protagonisti di questa storia.

Buia, 14-3-916
Cara moglie,
mi domandi della cravatta di lana se mi piace.
Va bene ma per ora non ne o bisogno perche qui non fa freddo. quando mi scrivi fammi sapere se il cavallo e guarito e qualche notizie di Canale perche qui non so piu nulla di li. Altro non mi resta che salutarvi, sto bene, come spero di voi tutta la famiglia,
marito Bartolomeo



Cividale, 24-5-16

Cara moglie, affettuosi saluti a te e a tutta la famiglia. Sono in viaggio, cambiamo di zona.
Andremo per via ignota, quando sia apposto te lo faccio sapere.
Sono sempre il tuo marito.
Un bacio al figlio
Bartolomeo



3-6-1916

Cara moglie,
affettuosi saluti a tutti. Di salute sto bene e come spero di te e il figlio e tutta la famiglia. Saluti dal tuo fratello.
Sono il tuo marito Bartolomeo.

venerdì, febbraio 29, 2008

i dubbi del mondo intero

Oggi è piovuto quando doveva far sereno e viceversa. Però mica si stava male.

Ed eccoci al consueto appuntamento con le più belle chiavi di ricerca del mese.
Le mie preferite sono queste tre:

1) come faccio a vestirmi da vetro per carnevale
2) stanotte mentre dormivo la temperatura e' scesa a 35
3) perchè il 3 gennaio è il giorno più corto?

Seguono, in ordine sparso:

4) pizzeria deserta torino
5) solletico + pipi'
6) animali ubriachi
7) belle di giorno troie di notte
8) costume da guardia robin hood
9) fa bene camminare e sudare con il raffreddore
10) gatto di nome kahlua
11) lettera di addio per la mia nonna
12) rendita lavaggio cani
13) vestiti per bambini rock

giovedì, febbraio 28, 2008

la vita privata degli anfibi

Devo dire che questo febbraio è parecchio grigio, ma mica freddo.

Ieri mi è successa una cosa bella.
Ero in cortile a casa dei miei, a segare le finestre. Davo le spalle alla casa e avevo in faccia il giardino. A un certo punto vedo sfilare di fronte a me, da destra a sinistra con fare lento e solenne, un rospo. Camminava tutto tranquillo, incurante di me. Andava verso lo stagnetto, ignaro del fatto che l'anno scorso l'abbiamo recintato per le tartarughe (che poi sono fuggite) e per quando Pietro camminerà.
Ho aspettato che arrivasse fino alla rete, attirato chissà come dall'acqua.
Poi l'ho raggiunto e l'ho preso in mano. Lui (o magari lei, se andava a deporre le uova come al solito) non ha fatto una piega, come se si aspettasse che sarei arrivato ad aiutarlo. L'ho messo al di là del recinto e me ne sono andato. Quando sono ritornato poco più tardi era già in acqua che mi osservava. Più tardi ancora l'ho trovato in mezzo allo stagno che nuotava tranquillo, con tutte le zampe larghe.
La cosa che mi ha affascinato è di averlo sorpreso in un momento della sua vita senza che lui si accorgesse di me. Senza volerlo sono riuscito a cogliere un attimo importante della sua sfera privata.
A dire il vero, poi mi sono venuti i dubbi: OK, l'ho messo dentro, ma se in acqua ci vanno anche per accoppiarsi, oltre che per fare le uova, e se il rospo dell'altro sesso non ce la fa invece a passare la recinzione, questo qui mi rimane solo soletto per tutta la primavera?
Bah, tanto poi i pesci rossi si mangerebbero comunque tutti i girini, probabilmente.

martedì, febbraio 26, 2008

finestre

Oggi il cielo era coperto... però in questi giorni non fa così freddo... sta arrivando?

Questo è uno di quei post che non valgono molto... ma giusto per fare presenza...

Approfittando di una breve pausa lavorativa, mi sono fatto una lista di tutte le cose da fare che rimando da tempo, e ora sto cercando di sbrigarle tutte. Per questo non mi sono precipitato a scrivere sul blog.
In realtà, ci sono un po' di cose che dovrei/vorrei scrivere... un post sulla dermatite atopica... la seconda puntata delle lettere dal fronte... ecc ecc.
Pazienza, piano piano si fa tutto.

La settimana scorsa abbiamo cambiato le finestre. È stato davvero un ottimo acquisto. I vetri doppi non ci isolano solo dal freddo, ma anche dai rumori... e per me è una cosa fantastica. Il primo giorno abbiamo aspettato al varco ogni pullman che si fermava alla fermata qui davanti, e ce ne siamo stati a "non sentirlo".
Ad ogni modo, invece di buttare le finestre vecchie, le abbiamo smontate per bene e oggi io e mio padre abbiamo iniziato a segarle, così da poterle bruciare nella stufa. Come al solito, tagliandole mi è venuto da pensare quante cose hanno visto quelle finestre nei loro quasi quarant'anni di vita. Quanti odori hanno assorbito, da quante mani sono state toccate... le mani dei miei genitori da giovani, quelle dei miei nonni e anche le mie da bambino, per esempio.

È un po' che non parlo specificamente di Pietro. Giusto per tenere aggiornato chi gli è lontano:
ora mangia le pappe che gli prepara Silvia, divora le pagnotte anche se non ha ancora messo un solo dentino, fa la cacca come i grandi, ha imparato a suonare il kazoo, soffre il solletico, ride e fa tanti versi, sta seduto a giocare e continua per lo più a svegliarsi un sacco di volte la notte.

La settimana scorsa ho visto La ragazza del lago. È un ottimo giallo italiano, ben fatto e ben recitato. È anche molto toccante. Forse mi ha colpito particolarmente perché ho un bimbo piccolo. Guardatelo, se vi capita.

lunedì, febbraio 18, 2008

alfredo

Oggi c'è il sole. Prima un cinguettio quasi m'illudeva dell'arrivo della primavera, ma fuori mi sa che fa freddo.

Prima sono passato in Via Bonora vecchia e ho notato che avevano buttato giù un muro e una porticina verde che vedevo sin da quando ero piccolo. Quella porta in realtà non si affacciava su niente, però un po' mi è dispiaciuto...

Questo mese è uscito il nuovo album dei Baustelle: Amen. Personalmente, è stato un evento molto atteso.
Me lo sono ascoltato un po' di volte, ma ancora non riesco a metterlo a fuoco del tutto. Da una parte mi ha colpito meno degli altri album e (per ora) non mi ha ancora convinto pienamente.
D'altro canto, però, spiccano almeno tre o quattro pezzi molto belli. Uno di questi, intitolato Alfredo, racconta la tragica vicenda di "Alfredino" Rampi, qualcosa di cui sento di avere un ricordo, anche se forse è impossibile perché a quel tempo (nel 1981) avevo solo tre anni. Si tratta di una splendida canzone, che immagina da un lato i pensieri del bambino con tenerezza e pudore, e dall'altro evoca l'Italia che in quegli anni assistette allo spettacolo della morte.
E io... non so, ma da quando è nato Pietro, mi commuovo più facilmente quando c'è di mezzo l'infanzia. L'altra notte non riuscivo a togliermi dalla testa quel bambino e i suoi genitori.

sabato, febbraio 16, 2008

mondo segreto

Le nuvole si alternano al sole. Le previsioni annunciano un grande freddo.

Mercoledì siamo partiti alla volta delle Cinque Terre, per una gitarella familiare di tre giorni. Dopo questo lungo e intenso inverno, ci voleva una piccola vacanza. Erano mesi che non mettevo il becco fuori di casa per riposarmi e basta, e sentivamo anche il bisogno di un'esperienza puramente familiare, per portare il piccolo Pietro in giro e giocare a fare i genitori fuori casa. L'esperienza ovviamente è stata più che positiva. Vernazza è un paesino stupendo, e fuori stagione completamente spogliato dell'aria turistica (diversamente da Riomaggiore, pur bellissima). E la passeggiata di giovedì pomeriggio lungo la via (o meglio, la scalinata scoscesa) che da Vernazza porta a Monterosso, con Pietro nel marsupio e quell'aria di primavera, e poi il riposino tutti e tre nel lettone in stanza... è qualcosa che per me non ha prezzo.
Abbiamo un po' riscoperto il nostro mondo segreto.


martedì, febbraio 05, 2008

pensieri disconnessi

Questi sono i tipici giorni di febbraio che ti illudono dell'imminenza della primavera. E poi arriva puntualmente la batosta fredda fino a fine marzo.

Questa settimana non ho scritto. Un po' perché avevo da fare, un po' perché, una volta finito il lavoro, ho passato più tempo lontano dal computer.
Un po' me lo immaginavo. Quando finisco questi periodi lavorativi intensi, mi esaurisco e non ho più voglia di scrivere. Ma, fortunatamente, questi periodi di svogliatezza piano piano si esauriscono.

Venerdì e sabato sono andato a Udine per partecipare a un convegno. Una bella esperienza di cui avevo bisogno, perché mi ha strappato per un attimo dalla mia scrivania e dal mio computer, ai quali sono fin troppo legato. Ci sono andato in treno, e la cosa mi ha fatto piacere per diversi motivi. Innanzitutto, era una vita che non salivo su un treno. Probabilmente l'ultima volta è stato in Sicilia, ma solo per un breve tratto. Poi viaggiare in treno da solo ti permette di osservare tanta gente e tanti posti (per quanto ci fosse un nebbione funereo). Inoltre ho ascoltato musica per tutto il tempo, con il beneficio di immagini che scorrevano sul finestrino. Infine, ho potuto leggere tanto. Ultimamente, riuscivo a leggere a malapena un quarto d'ora alla sera, e leggere così il Don Chisciotte è davvero un peccato, perché è lungo e si rischia quindi di perdere il senso dell'opera nel suo insieme.
Mentre aspettavo la coincidenza in stazione a Bologna, un po' di gente si è fermata a chiedermi informazioni. Due signore anziane, un americano, in cinese. Chissà perché proprio a me? Ho la faccia affidabile? Da viaggiatore? Da persona informata? Boh, probabilmente li ho delusi, ma devo dire che un po' mi ha fatto piacere.

Anche a Udine sono stato bene, sebbene non sia riuscito a mangiare il frico come desideravo. Sono abituato ad andare a Udine in primavera per via del Far East Film Festival, quindi mi ha fatto un po' effetto vederla con quel tempaccio. Come dicevo, è stata una bella esperienza, e probabilmente avrei scritto molte più cose al riguardo, se solo avessi messo mano al blog subito e non dopo una settimana.

E Pietro? Pietro sta bene. Cresce, comunica sempre di più e, soprattutto, ha iniziato a mangiare con gusto le pappette che Silvia gli prepara con il Cuocipappa Sanovapore. Ciò significa che ha anche iniziato a fare la cacca come i grandi. Ne fa tanta e anche un po' a sorpresa, al posto della solita fontanella durante il cambio, che ormai è roba superata, roba da piccoli.

Ride un sacco quando gli faccio il solletico e gli canto "Dalin dalan", gli piace essere rincorso da uno dei due quando è in braccio all'uno o all'altro, e cose del genere.

L'altro ieri l'abbiamo portato a fare un giro in campagna e l'abbiamo seduto sull'erbetta. Non vedo l'ora che sia primavera.

L'altro giorno siamo andati al Carnevale dei bimbi, a Canale, ma su questo aprirò un post apposta nei prossimi giorni (forse).

Ora che ci penso, è un po' che non pubblico nessuna fotografia di Pietro. Eccone qualche foto di Pedro e il box.

giovedì, gennaio 31, 2008

occupato

Che tempo faceva oggi? Non me ne sono mica accorto.

In questo periodo sono molto molto occupato. Ci risentiamo dopo martedì. Nel frattempo almeno una fugace classifica delle migliori chiavi di ricerca di questo mese, in ordine sparso. La maggior parte riguardavano costumi di carnevale (il migliore è "costume di carnevale da patata", ma anche "bimbo paffutello vestito carnevale" mi ha fatto ridere).

1) oggi è il giorno più brutto dell' anno?
2) il tempo del mese di dicembre 2007(se c'era il sole)
3) non so giocare a calcio
4) a quanti mesi i cuccioli tengono di più la pipì
5) animali strani ma veri / animali veri ma strani
6) alieni travestiti da umani
7) canzoni da troie
8) coniglietti che muoiono
9) durante la notte mi sveglio di continuo a fare pipì
10) frasi di auguri quando si diventa bisnonni
11) poesie per troie
12) ti prego di scrivermi
13) traduttore cani
14) video solletico ridere pipì

venerdì, gennaio 25, 2008

lettere dal fronte 1

Il sole tramonta.

L'altro ieri Pietro si è preso l'influenza e, come l'ultima volta, ha pensato di condividerla con il suo papà e la sua mamma. Sono qui davanti al computer e mi sento un rottame.
Siccome in questi giorni mi è passata la voglia di scrivere del presente e del futuro, ho pensato di rifugiarmi un po' nel passato e inaugurare una nuova sezione del blog, forse la prima interessante da tanto tempo (almeno per me). Come forse ho già detto da qualche parte, una cosa che mi emoziona sono le foto vecchie, in particolare quelle che ritraggono persone in qualche modo a me vicine. Adoro lasciare stagionare le foto e poi ritrovare sapori e sensazioni che avevo dimenticato o che forse non ho mai provato, ma che aleggiano come fantasmi nell'aria che mi circonda e che conosco: la realtà di un paese di provincia che è molto cambiato nel corso dei miei trent'anni di vita, oltre che rispetto a prima che nascessi.
Allo stesso modo, mi emoziona anche vedere le foto della gente che non c'è più, così come amo sentire le parole che descrivono un mondo che io non ho mai visto e che ormai esiste solo nei ricordi di persone dalle vite, purtroppo, effimere.
(Scusate se oggi scrivo in maniera sconclusionata e da cani: è la febbre).
Ebbene, tutto questo per dire che, a partire da oggi, voglio proporre ogni tanto vecchie foto e vecchie parole, quelle dei miei avi, che mio padre ha conservato. Per testimoniare le loro esistenze e le loro vicende.
Il primo filone riguarda una selezione di lettere che si scambiarono i miei bisnonni (Bartolomeo Calorio e Catterina Sperone, ovvero i genitori di mio nonno "Tavio") durante la prima guerra mondiale.
Ricordo il grande ritratto ovale di quell'uomo, Bartolomeo, nel salotto dei miei nonni (che ora è il nostro salotto). Ricordo i suo baffi, la sua uniforme.
Morì in battaglia sul fronte austriaco.

Ecco la prima foto, che rappresenta la coppia, probabilmente il giorno del matrimonio.


Ed ecco la trascrizione della prima lettera, tenera e commovente.


Canale, 8-3-1916
Caro marito,
dopo sei giorni dalla tua partenza ieri o ricevuto la tua bella lettera che da me era tanto desiderata, credi mi sono molto rallegrata nel riceverla credi gioivo e avevo il cuore che mi batteva e le lacrime agli occhi non potevo più nemmeno dissigillarla, la forza del batticuore che io avevo, ma poi mi sono tranquillizzata un poco, me, e anche i nostri genitori nel sentire che al momento stai bene di salute e che al momento sei ancora fuori dal pericolo.
Caro marito sto a dirti che quella lettera lo gia letta piu di 20 volte tutti i momenti la guardo la leggo e la rileggo la faccio baciare dal nostro caro figlio, e vedendo che e fatto da te mi rallegro un poco il mio cuore, e mi consolo un poco, persino la mamma dice non lai ancora letta abbastanza? ma io non guardo nessuno, io leggendola mi sollevo un poco da quelle pene e mi pare di vederti vicino che mi parli insieme, e sembra che sia arrivata soltanto in quei momenti.
Caro Bartolomeo ti prego quando mi scrivi di non darmi piu del voi perche anche da lontano mi pare di essere sempre tua moglie come prima, e oso a dirti ancora di piu affezionata di prima, intanto scusami se ti dico questo, non e per offenderti ma solamente per unaltra volta che tu faccia piu attenzione quando mi scrivi poi mi sono messa persino a ridere e dicevo per ora comincia a darmi del voi, ma lo so che tu essendo tanto buono con la tua cara moglie non lai fatto con nessuno motivo, e credo che anche tu lo abbi fatto per una facezia per consolarmi un poco, dunque perdonami se ti dico questo e ti prego di non offenderti perche io o detto questo per farti ridere un poco perche mi ai dato del voi.
Intanto ti dico che siamo tutti in salute come speriamo di te anche il nostro Giovanni a scritto che sta bene e non sa ancora niente riguardo alla sua partenza. Caro marito non posso esprimerti il dolore che o provato nella tua partenza dalla stazione di Alba credimi che la strada per ritornare a casa non lo piu vista, e credo che anche tu avrai fatto un viaggio molto addolorato. Dunque fatti coraggio, guarda di sostenerti per bene per non venire ammalato e se hai bisogno dei soldi o qualche altra cosa mandalo a dire che te ne mandiamo, guarda di non stare con pochi soldi in tasca perche delle volte e pericolo mandarti lontano e se non ai dei soldi non puoi sostenerti come ai bisogno. Ti prego di ascoltare i tuoi superiori affinche non ti castigano e prederti guarda riguardo al portafoglio, di non perderlo e che non te lo prendono mettilo sempre nella tasca secreta che ti o fatto. Intanto mandami a dire se la cravatta ti piace perche desidero saperlo. Caro marito mi raccomando te di pregare e di renderti di cuore a qualche Santo o qualche Madonna ove desideri te, alla tua idea, perche ti faccia la grazia di ritornare a casa sano e salvo, e quello che li prometti quando sarai a casa di farlo, ti prego di farlo con devozione. Ti dico questo perche a renderti te, vale piu che a renderti noi da casa. Mi raccomando se ti mandano giu di non fare tanto il curioso e di assicurarti alla tua vita. Ti dico che mentre ti scrivo abbiamo ricevuto la cartolina del mio caro fratello Antonio e siamo stati contenti. Ti prego di scrivermi appena ricevuto la lettera e di scrivermi sovente sovente perche io preferisco una tua notizia che tutte le cose di questo mondo.
Addio ricevi tanti saluti dal figlio di Sansun che si trova anche lui vicino a Cividale e presto a detto che ti scrive, e poi ricevi tanti saluti da tutta la nostra famiglia e la famiglia sperone e barba Garun e la zia Carolina e barba Minot e la zia che anno anche loro ricevuto la tua cartolina e ora sono rimasti amici il nostro padre con lo zio Domenico, vengono sempre a casa nostra a veliare. Ricevi ancora tanti saluti dalla nostra famiglia e ricevi tanti saluti e baci da chi sempre ti ricorda tua Aff.ma moglie e un bacio dal tuo e nostro figlio Ottavio che anche lui prega per te.
Catterina

A margine ci sono due note:

Quando scrivete mandate sempre notizie uno dell'altro, ricevi baci dalla tua moglie e figlio, addio

L'indirizzo del nostro Giovanni
Calorio Giovanni
3a Artiglieria di Montagna 51a Batteria forte S. Giuliano Genova

lunedì, gennaio 21, 2008

weather


"Should we talk about the weather?

Should we talk about the government?"

giovedì, gennaio 17, 2008

tre sogni

Finalmente è tornato il cielo azzurro. La pioggia mi faceva venire troppa voglia di primavera, ed è presto per essere stufi dell'inverno.

L'altra notte ho sognato che facevo il cameriere in una trattoria francese. Ero un po' l'ultima ruota del carro, però mi divertivo. In realtà è stato un sogno lungo e complesso, ma ricordo solo questo.

Questa notte ho sognato che frequentavo una scuola a Priocca, un paese da queste parti. Era il primo dell'anno e per qualche motivo non potevo andare in macchina, quindi mi sono incamminato a piedi, passando sulle colline, per paesi in realtà inesistenti. Ho anche incontrato Ivan che andava in una scuola di Govone, e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. In realtà Govone non era veramente Govone. A un certo punto, siccome la strada passava per forza dentro a un bar, ci sono entrato. Ho tirato dritto fino alla porta sul fondo, ritrovandomi su una scalinata di legno. Era una bella scalinata solida, e tutto era in legno. Arrivato al fondo, sono entrato in una porta, e mi sono ritrovato in un salotto privata. Al fondo della sala c'era una donna che faceva ginnastica di fronte a un finestrone, con piglio un po' new age. Sarà anche stata la particolare luce dell'alba a darmi quell'impressione. Le spiego che ero lì perché dovevo andare a Priocca. Probabilmente in un primo momento non mi ha creduto, perché mi sono accorto che, mentre mi affacciavo alla finestra per commentare entusiasta quant'era bello il maestoso lago su cui si affacciava la casa, lei controllava che non rubassi nulla dal davanzale.

Ogni mattina, Pietro mi fa la sveglia tra le 7:30 e le 8:30. Io mi alzo, vado in bagno, accendo la stufetta e la luce piccola, lo tiro su, gli cambio il pannolino, consegno la creatura alla mamma che gli dà il latte, dopodiché vado a fare colazione e a lavorare. Stamattina però, quando sono ritornato dal bagno, lui si era riaddormentato, così ne ho approfittato per mettermi la tuta e, visto che non accennava a risvegliarsi, ho ceduto alla tentazione e mi sono infilato di nuovo sotto le coperte, visto che non erano nemmeno le otto. Ci sarò stato una decina di minuti, ma ho fatto in tempo a riaddormentarmi e a sognare. Ricordo solo l'immagine del momento in cui sono stato risvegliato dalla voce inesistente di Silvia: c'era un gommone giallo e militari che urlavano.

giovedì, gennaio 10, 2008

pirati e blogger

Una bella giornata di sole, le esalazioni del tubo di scappamento della betoniera sotto la mia finestra.

L'altro ieri ho portato Silvia al pronto soccorso perché il giorno prima Pietro le aveva graffiato l'occhio con i suoi artigli. Oggi ha tolto la benda. Le ho fatto qualche foto col pappagallino di plastica di Pietro sulla spalla, visto che sembrava un pirata.

Pur gestendo un blog da un anno e mezzo circa, e pur essendo costantemente davanti a un computer, mi avventuro abbastanza di rado nei blog degli altri. Fanno ovviamente eccezione quelli gestiti da amici, come il blog di Alice, quello di Riki e quello di Mattia, tutti parte delle mie letture da colazione.
Ultimamente, però, mi capita di provare a navigare per blog sconosciuti, cliccando sui nomi di cantanti, libri o film nella pagina del mio profilo personale, e poi viaggiare di blog in blog, passando per i commenti. Allora capita anche di trovare persone che è bello conoscere senza conoscerle, persone con le quali pensi che ti troversti bene a chiacchierare (qualcuna la troverete nei commenti, probabilmente). Ed è bello, specialmente quando sei sempre chiuso in casa per un motivo o per l'altro (non ultimo il fatto che stai diventando irrimediabilmente orso).
Così facendo, capita anche di trovarsi su qualche blog interessante, intelligente e divertente come quello di Finazio. Dateci un'occhiata, ve lo consiglio.

P.S.: A proposito... di recente ho scoperto che persino Renato Vallanzasca tiene un blog (che recita: "è evaso... sul web"), con un buon numero di fan adoranti, che non dicono cose troppo dissimili dai commenti dei fan adoranti di altri blog famosi.

lunedì, gennaio 07, 2008

lingue mozzate, bocche serrate, angoli sconosciuti

In una giornata grigia è bello essere lontano dalle chiese e sentire così le campane in lontananza.

Stanotte ho fatto sogni strani e complessi come non facevo da tempo. Per quel che ricordo, inizialmente si era a un concerto o a una fiera all'aperto. C'era una grande confusione, e sembrava di essere in un prato, o forse era il parcheggio de L'Ozio, un pub qui vicino. Ricordo che c'erano anche Giusi e Milly. Dovevamo andare a un concerto dei C.S.I. a Torino, ma per me e Silvia era un po' complicato per via di Pietro, quindi eravamo un po' restii a muoverci. Ricordo delle specie di stand di legno, che sembravano le casette di non so quale paese del sud-est asiatico. Ma sembravano anche i vagoni di un vecchio treno. C'era sempre molta gente.
A un certo punto ci siamo trovati in un ambiente chiuso... a occhio e croce mi sembravano i locali delle ex-carceri di Canale. Milly mi ha dato un regalo in un pacchetto azzurro, ma a causa della calca non riusciva a passarmelo, quindi me l'ha fatto consegnare da Emilio Fede (Emilio Fede?!!!!), che stava vicino a me. Portava un completo grigio lucido e troppo stretto, mi appariva viscido e abbronzato. Volevo dirglielo, ma non riuscivo. Il regalo era un pupazzo di plastica morbida. Gli si poteva smontare la testa e rimontarla in due sensi diversi. Da un verso era la testa di Puffetta, dall'altro era quella di Grande Puffo.
Poi forse siamo riusciti a partire perché, non ricordo per quale motivo, correvamo per le strade di una città toscana. A un certo punto ho inciapato in un cartello che segnalava lavori in corso, e mi sono mozzato la punta della lingua coi denti, durante la caduta. Insieme a me c'era qualcuno, forse Ivan, ma poi è diventato un tizio coi capelli lunghi biondi e gli occhiali. Comunque ho tamponato l'emorragia con dei fazzoletti, e ricordo che tenevo la carta assorbente in bocca premendo la lingua contro i denti. Probabilmente lo facevo davvero, perché ne avevo ancora la sensazione, quando mi sono svegliato. Dovevamo andare di nuovo a una festa a casa di qualcuno. Era una casa in cui non ero mai stato, eppure un po' familiare. Forse ci sono stato "cantando le uova" con i Canalensis Brandu durante una qualche Pasquetta. Ricordo solo dei mobili di legno pregiato. Aprivo dei cassetti ma per cosa, forse per cercare altri fazzoletti? Mi chiedevo come avrei fatto con la lingua, e intanto l'emorragia cessava poco a poco. Ricordo anche mi sono chiesto come si fa a chiamare l'ambulanza al telefono, se ci si mozza la lingua
A un certo punto mi sono trovato in una città circondata dall'acqua, tipo Venezia. Sotto un arco di pietra trovavo le ossa del mio amico biondo morto (anche lui era inciampato?). Una ragazza innamorata di lui piangeva, e io andavo a consolarla piangendo anch'io.
E qui finisce ciò che mi ricordo del sogno.

In questi giorni, abbiamo iniziato a dare la pappa a Pietro: un brodino di carne e verdure rigorosamente preparato da noi. Inizialmente era entusiasta, poi ha preso a fare facce un po' strane e dubbiose, infine ha serrato la bocca guardando la sua pallina blu e facendo lo gnorri.

Camminando per le strade mentre ascolto musica, mi piace alzare lo sguardo verso punti mai osservati prima, durante i trent'anni (eh sì, li compio tra pochi mesi) vissuti qui: dei mattoni posizionati in obliquo sul muro laterale della chiesa di S. Giovanni; qualche finestra che non avevo mai notato prima abitata da non so chi, chissà, forse anziani; luoghi frequentati durante le elementari o le medie e poi finiti nel dimenticatoio per anni, secoli; vicoli nei quali non mi sono mai addentrato in tutta la mia vita, per quanto piccolo sia il mio paese.

domenica, gennaio 06, 2008

gravità permanente

La Befana se ne va via in una giornata di sole, nuvole e vento freddo.

...E per la neonata sezione "Italian Music", ecco qui lo spassosissimo video di Centro di gravità permanente di Franco Battiato: video semplice e intelligente, girato con pochi mezzi e una buona dose di ironia (e aggiungerei anche spudoratamente anni Ottanta). Un buon antidoto contro il 99% degli orrendi video che passano su MTV, quell'unico calderone di hipoppari macho e pseudo-gangster, circondati da modelle sculettanti e sudaticce.



Ne approfitto per inserire anche il video amatoriale (assai elementare, ma più che altro per permettere l'ascolto) di un'altra canzone di Battiato che amo molto: Stranizza d'amuri. Ecco il testo in siciliano con traduzione italiana (click here to read translations in other languages).


'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli ...
a litturina da Ciccum-Etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
a scola sta finennu.

Nel vallone di Scammacca
i carrettieri ogni tanto
lasciavano i loro bisogni
e i mosconi ci volavano sopra
andavamo a caccia di lucertole
il vagone della Circumetnea
i saggi ginnici, il Nabucco
la scuola sta finendo

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri


Man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori c'è la guerra
mi sento una stranezza d'amore
l'amore

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

E quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
e anche se fuori si muore
non muore questa stranezza d'amore
d'amore

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

E quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
e anche se fuori si muore
non muore questa stranezza d'amore
d'amore
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri.

Man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori c'è la guerra
mi sento una stranezza d'amore
l'amore.

venerdì, gennaio 04, 2008

il mondo in chiave estetica

Lavoro nella mansarda a casa dei miei, fino a qualche tempo fa stanza di mio fratello. I fiocchi di neve che si spiaccicano sul vetro sono talvolta piccoli, talvolta grossi, per lo più troppo bagnati per fermarsi.

Nonostante questo sia il primo post dell'anno, non mi viene nulla di particolare da dire. Il capodanno è passato bene, tranquillo e tra amici. Ho anche scoperto un bel gioco da tavolo che devo assolutamente procurarmi per quando sarà grande Pietro: C'era una volta.

In questi giorni vengo a lavorare qui dai miei, in modo da poter scrivere il pezzo su Mizoguchi e lavorare con un po' di tranquillità. Meglio staccarmi da casa per metà giornata, che essere costretto a lavorare di sera. E poi è bello tornare a casa dal lavoro come un vero papà e giocare con Pietro. La cosa che mi piace di più di queste trasferte, però, è fare i dieci minuti a piedi che separano la mia abitazione da quella dei miei. Primo perché mi obbliga a mettere il naso fuori, qualunque tempo faccia. Secondo perché ho riscoperto il piacere della musica camminando. Non so voi, ma per me la musica ha un impatto decisamente superiore se ascoltata in movimento. Probabilmente, e scusate la banalità, perché la musica stessa è movimento. Ascoltare musica camminando è vedere un film, dare un nuovo significato alle cose di tutti giorni, osservarle sotto una prospettiva diversa ed emotiva. Osservare "passare il mondo in chiave estetitca", come dicono i Baustelle. Ieri è stato emozionante ascoltare Hvarf/Heim dei Sigur Ròs sotto la neve. Oggi ho cambiato del tutto atmosfera con Thapsos di Riccardo Tesi.
Quando ascolto musica camminando non mi fermerei mai, se potessi.

domenica, dicembre 30, 2007

tempo di bilanci

Sempre cielo azzurro, sempre la luce arancione sul palazzo di fronte.

Oggi finisce il 2007, che è innanzitutto l'anno di Pietro. Mi fa pensare che non sarà mai più il 2007, l'anno in cui è nato. Non avrà mai più un mese, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi. Il tempo ora archivia l'inizio della sua esistenza e si apre su altri scenari.
È stato un anno di eventi: il matrimonio di Matteo e Giuditta (non tra di loro, ovviamente, essendo mio fratello e mia sorella); il matrimonio di Manu e Diego (tra di loro); quello di Mauro e Riki; quello del mio amico di liceo Rambo. E per quest'anno che viene, già è previsto un altro matrimonio importante, che mi vedrà testimone di nozze (questa ancora mi mancava). C'è stata infine la nascita di Andrea Francesco, il cugino di Pietro, a cui ho fatto da padrino.

Oggi però finisce anche il dicembre 2007, e quindi eccoci nuovamente alla classifica delle più belle chiavi di ricerca che hanno portato a Strange Weather nel corso del mese. Mese davvero ricco, tra l'altro: ben tredici pagine di ricerche su ShinyStat.
Innanzitutto, ecco la mia personale top ten:

1) vestito per polpo
2) video solletico a letto
3) due film
4) freddo e occhi stanchi incinta?
5) foto di un pollo
6) come evitare che in macchina si formi condensa sui vetri?
7) "signora giapponese" "torino"
8) in gravidanza continuo a sbadigliare
9) come fare se mio figlio é raffreddato e non respira di notte
10) copertina album occhio gigante e uomo nudo rannicchiato

a cui si aggiunge:
* mary poppins con lupara
(questa mi avrebbe fatto schiattare dal ridere meritando il primo posto, se non avessi già saputo che è il soggetto di una maglietta della "Siculamente")

e la serie:

* sette coniglietti andavano a spasso
* sei coniglietti andavano a spasso uno di loro
* tre coniglietti andavano a spasso

Oltre alle domande bizzarre, si profilano una serie di veri e propri filoni. Il più consistente è quello che riguarda gli animali, in particolare gli animali strani. La ricerca "animali strani" ha raggiunto quota sessanta (il massimo), senza contare le diverse formulazioni o quelle errate. A questa si aggiungono cose come:

pesce blob
axoloti
coniglio angora
pesci strani
tarsio
animali mitici
animali strani veri
blob fish
coniglio testa di leone
cuccioli di bradipo
gufi natalizi
mostri dinosauri
mostri e schifezze
animali alieni
animali e pesci strani
cani strani
cuccioli d'orso
cuccioli di komondor
cuccioli orso
pesce testa di leone
pesci forme strani
gatti taciturni

In questo caso i più belli sono forse "animali alieni" e "gatti taciturni".

Poi c'è il ricchissimo filone vestiti, in particolare vestiti da carnevale. D'accordo che quest'anno carnevale è presto, ma non vi sembra di essere un po' in anticipo? Eccone alcuni esempi:

vestito da marziano
vestiti bimbi
abbigliamento bambini francese
cappello da extraterrestre
carnevale: vestito di marziano
costume da carcerato
costume per carnevale da polipo
costume per carnevale da pollo
costumi da domatrice
creare un costume da marziano
foto bambino vestito da marziano
gruppo vestito da marziani
immagini di vestiti per extraterrestri di carnevale
pigiama con gufi
vestiti americani per ragazzi
vestiti artigianali di carnevale
vestiti bambini
vestiti gufo
vestiti il gufo
vestiti strani
vestiti teschi
vestito da fantasma per bambini
vestito da fiore
vestito da zingara
vestito per banbini

Infine c'è ovviamente il classico filone erotico, che comprende:

patata bagnata
polonia troie
troie
troie a ragusa
troie di ragusa
troie in carne
troie tv italiana
www siamo troiette

Per concludere, segnalo il ritorno della ricerca sull'incipit del mitico romanzo di Snoopy: "era una notte buia e tempestosa".

Buon anno a tutti!

sabato, dicembre 29, 2007

pannolini ecologici

Al mattino c'è un cielo azzurro e una luce arancione. Ieri passeggiavo per il freddo di Canale ammaliato dall'ascolto dei Radiohead.

Inauguro con questo post una nuova sezione del blog, inerente a questioni "pediatriche". Visto che Internet è una risorsa molto utile per informarsi sulle questioni riguardanti i bambini, voglio dare anche io il mio contributo riportando le nostre esperienze o i risultati delle ricerche sulla rete. Ma che bravo, eh?!

Circa un mese fa, io e Silvia abbiamo optato per un cambiamento di rotta, sostituendo ai pannolini classici, quelli ecologici. Francamente era una cosa che volevo fare sin dall'inizio, ma devo ammettere che in un primo tempo mi ero lasciato scoraggiare dalla cosa. Il dubbio principale, oltre a quello più "egoista" riguardo la praticità era: d'accordo che non inquini l'ambiente gettandoli via, ma se poi devi fare mille lavaggi, non inquini comunque con i detersivi? In realtà non avevo ben presente quanti lavaggi bisogna fare COMUNQUE, con un bambino: bavaglini, calzini, tute e via dicendo praticamente ogni giorno (non vi dico quanto si impiega a stendere tutto quel micro-bucato pezzo per pezzo)... quindi l'aggiunta dei pannolini in lavatrice non è che influisca più di tanto.
Dopo esserci informati un po' in rete, abbiamo quindi deciso di comprare i Popolini. Per chi fosse interessato, da queste parti li vende "Fili di cristallo", ad Alba. La spesa iniziale è un piccolo colpo al cuore: sono circa diciotto euro a pannolino, e per viaggiare bene ne servirebbero almeno 15 (noi finora siamo andati avanti con otto, ma ogni tanto si rimane "scoperti"). Ma sul lungo termine si guadagna indubbiamente, specialmente se, diversamente da come abbiamo fatto noi, li si utilizza da subito. E specialmente se si inizia già con il modello "One Size", che dura di più ed è, come dice il nome stesso, a taglia unica. Noi abbiamo iniziato con il modello Two Size piccolo, che è indubbiamente più pratico perché formato solo da due pezzi. Però, non avendo la mutandina impermeabile intercambiabile, con gli anni si può rovinare. Per quanto riguarda il modello One, invece, basta sostituire la mutandina impermeabile una volta che si è rovinata, mentre il pannolino di spugna ti dura una vita. Abbiamo provato a usare questo modello solo ieri ed è effettivamente un po' più scomodo, specie se si ha un bimbo ipercinetico come Pietro, ma credo sia questione di prendere la mano. Inoltre, alla prima prova sembra tenere molto bene la pipì.

In definitiva, quali sono i vantaggi dei pannolini ecologici?
Parlando con la gente viene sempre fuori l'aspetto economico, ma mi stupisco di come nessuno parli mai dell'aspetto ecologico, che è quello che più mi preme e che maggiormente mi rodeva durante l'impiego degli usa e getta. Questi ultimi non sono biodegradabili, producono un'enorme mole di rifiuti e, ultimo ma non meno importante, contengono sostanze chimiche che inquinano l'ambiente e che non mi piace sapere in continuo contatto con le parti più delicate di Pietro.
Perciò, secondo me, già questo ne varrebbe la spesa (per informazioni più dettagliate sull'impatto ambientale dei pannolini, sul risparmio e via dicendo, guardate le prime tre sezioni sul sito dei Popolini... ok, sarà anche di parte, ma...).
Ci sono però altri vantaggi, oltre a quello economico ed ecologico. Innanzitutto, la pelle del bimbo respira meglio. Poi c'è da dire che tengono molto meglio la cacca, rispetto agli usa e getta. Con questi ci toccava spesso dover lavare body e tutina, mentre con gli ecologici non capita. E allora, se bisogna proprio lavare qualcosa, tanto vale lavare il pannolino, no? D'altronde, bisogna ammettere che di notte tengono un po' meno la pipì, ma il problema può essere ovviato inserendo due strisce di stoffa assorbente all'interno, invece di una. Gli usa e getta tengono bene la pipì perché contengono sostanze chimiche che la trasformano in una specie di gelatina (questo lo dice il sito dei Popolini... io non ho modo di verificare, ma è vero che ogni tanto trovavamo una specie di gelatina trasparente negli usa e getta), cosa non proprio naturale. Inoltre, bagnandosi un po' i bambini dovrebbero anche imparare prima a tenere la pipì.
E per finire, sono belli morbidi!

Insomma, per com'è andata finora, io li consiglio.

martedì, dicembre 25, 2007

auguri

Immaginiamo un Natale con la neve.

Auguri a tutti quelli che capitano su Strange Weather!


lunedì, dicembre 24, 2007

la prima vigilia

Giornata uggiosa, per la prima vigilia di Natale di Pietro. Sediamoci ad ascoltare canzoni di Natale.





venerdì, dicembre 21, 2007

il giorno più corto dell'anno

Il sole, il freddo, il mal di gola, Pietro raffreddato.

Me ne sto qui a cercare di lavorare, ma oggi sono raffreddato e ho il mal di gola, e lavoro sì, ma non troppo sul serio. Come avrete intuito, in questi giorni non ho molto da dire. Nessuna novità particolare da raccontare. La nostra vita familiare procede placida e tranquilla, coi suoi problemi e le sue gioie.
Pietro ha detto "Babba", ma è raffreddato... magari voleva dire "Papà"?
Ieri sera sono andato da Mana con Bosco e Bolla (rigorosamente per cognome, come si faceva al liceo), e sebbene sia stato molto bene, avevo una gran voglia di rivedere Pietro, al ritorno.
D'inverno mi piace guardare il fumo bianco che esce dalle case.
Penso a che scusa inventare un giorno, quando Pietro mi chiederà perché cavolo ci sono duecento orrendi babbi Natale impiccati ai balconi, disseminati per il paese.
Il nuovo pediatra ha un poster di Che Guevara nello studio, e chiama Pietro "Gianduia".
Il Pandoro del LIDL costa poco ma sa troppo di burro.
Guardo la trascrizione della conversazione tra Berlusconi e Saccà su L'espresso e mi cadono le braccia per il suo contenuto. Mi accorgo che l'autore della trascrizione ha ripetutamente scritto "so" con l'accento, e mi cadono di nuovo le braccia.
Oggi è il giorno più corto dell'anno, se non sbaglio.
Oggi mi sono svegliato un po' rintronato dal raffreddore e dalla serata tra amici, ma c'era il sole... ho steso i pannolini, impacchettato un regalo per Silvia, e ascoltato la delicata Agosto dei Perturbazione. Ne inserisco qui sotto il bel video animato, un po' per equilibrare con un goccio di malinconica dolcezza la brutalità del video amatoriale di Sidun, un po' perché vorrei inaugurare una nuova etichetta intitolata "italian music". Perché in inglese? Perché chissà, magari può servire agli occasionali visitatori stranieri di questo blog, i quali così potranno conoscere qualche canzone italiana (non so perché, ma io sono sempre stato un po' affetto da manie di proselitismo).
Comunque guardatelo, perché è molto carino.

sabato, dicembre 15, 2007

neve

Scendere con la solita faccia inespressiva dovuta a questi giorni di stanchezza, tirare su la tapparella, vedere la neve e spalancare la bocca per lo stupore, come i bambini.

La neve mi ha messo inevitabilmente di buon umore. Non vedo l'ora che Silvia e Pietro si sveglino per dirglielo. Per un attimo sono stato tentato di correre in camera ad avvertirli, ma poi ho pensato che forse era meglio di no. Vedere che inizia a nevicare è bello, ma trovarsi la neve al mattino è un regalo.
Stamattina guardavo Pietro nel lettone, e pensavo ai bei pomeriggi di gioco dell'infanzia: fare la conserva coi nonni d'estate; gli esperimenti di mio fratello, con un vago ricordo di calamite, odore di plastilina sciolta, buche nel terreno, microscopi; i mille cartoni animati giapponesi e le pubblicità dei giocattoli d'inverno, attese quasi più degli stessi cartoni animati; la televisione senza telecomando, con una decina di tasti verticali; mangiare neve, limone e zucchero; l'uovo frullato con cacao e zucchero; la sottiletta cotta, un'ambita leccornia; la tenda degli indiani; le canzoni di mia sorella e le storie che ci inventavamo sui nostri gatti; le assi di legno usate a mo' di rampe per le biciclette, nei lunghi e fantastici pomeriggi estivi passati coi nonni; il mangianastri nero, poi quello bianco, che ci sembrava futuristico (per non parlare dello sportello del lettore CD di mio padre... pura fantascienza); le giornate passate a giocare con Vaga, e quando i nostri genitori venivano a prenderci a casa dell'uno o dell'altro, ci nascondevamo per non farci trovare, nell'illusione che potessero durare all'infinito; le estati a Valdieri, e quella specie di aeroplano con le ali di polistirolo.
Per ora mi fermo qui, e fantastico sull'infanzia di Pietro.

giovedì, dicembre 13, 2007

sidun

Pecorelle e raggi di sole in cielo.

Ecco qui il testo e la traduzione di Sidun di Fabrizio de André, per me una delle più belle e commoventi canzoni di sempre. Li ho presi da Via del campo, un sito molto ricco su Fabrizio. Potete trovare traduzioni della canzone in altre lingue, a questo indirizzo (to non-italian readers: you can find translations of this song in other languages at this address).
Ecco di cosa parla la canzone, nelle parole dello stesso autore:

"Sidone è la città libanese che ci ha regalato oltre all'uso delle lettere dell'alfabeto anche l'invenzione del vetro. Me la sono immaginata, dopo l'attacco subito dalle truppe del generale Sharon del 1982, come un uomo arabo di mezz'età, sporco, disperato, sicuramente povero, che tiene in braccio il proprio figlio macinato dai cingoli di un carro armato. (...) La piccola morte a cui accenno nel finale di questo canto, non va semplicisticamente confusa con la morte di un bambino piccolo. Bensì va metaforicamente intesa come la fine civile e culturale di un piccolo paese: il Libano, la Fenicia, che nella sua discrezione è stata forse la più grande nutrice della civiltà mediterranea".

Ed ecco il testo in genovese e italiano:

U mæ nininu mæ
u mæ
lerfe grasse au su
d'amë d'amë

    Il mio bambino il mio
    il mio
    labbra grasse al sole
    di miele di miele

tûmù duçe benignu
de teu muaè
spremmûu 'nta maccaia
de stæ de stæ

    tumore dolce benigno
    di tua madre
    spremuto nell'afa umida
    dell'estate dell'estate

e oua grûmmu de sangue ouëge
e denti de laete
e i euggi di surdatti chen arraggë
cu'a scciûmma a a bucca cacciuéi de bæ

    e ora grumo di sangue orecchie
    e denti di latte
    e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
    con la schiuma alla bocca cacciatori di agnelli

a scurrï a gente cumme selvaggin-a
finch'u sangue sarvaegu nu gh'à smurtau a qué
e doppu u feru in gua i feri d'ä prixún
e 'nte ferie a semensa velenusa d'ä depurtaziún

    a inseguire la gente come selvaggina
    finché il sangue selvatico non gli ha spento la voglia
    e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
    e nelle ferite il seme velenoso della deportazione

perché de nostru da a cianûa a u meü
nu peua ciû cresce aerbu ni spica ni figgeü
ciao mæ 'nin l'ereditæ
l'è ascusa

    perché di nostro dalla pianura al molo
    non possa più crescere albero né spiga né figlio
    ciao bambino mio l'eredità
    è nascosta

'nte sta çittæ
ch'a brûxa ch'a brûxa
inta seia che chin-a
e in stu gran ciaeu de feugu
pe a teu morte piccin-a

    in questa città
    che brucia che brucia
    nella sera che scende
    e in questa grande luce di fuoco
    per la tua piccola morte.


Qui sotto trovate un video senza troppe pretese, giusto per permettervi di ascoltare la canzone. Ho però trovato anche un altro video, di cui mi limito a segnalare il link perché, per la violenza delle sue immagini (foto e filmati di guerra), turbava la sensibilità di qualcuno. Ha come colonna sonora una versione della canzone dal vivo, che non avevo mai sentito, ma le immagini sono ben più significative e, ahimé, ben più dolorose.
Infine ho anche trovato quello che sembra essere il video originale, registrato da "mixer" nel 1984.






martedì, dicembre 11, 2007

per Mauro e Riki

Là fuori c'è di sicuro la brina.

Che dire... sono commosso, ci avete fatto davvero un bellissimo regalo di Natale! Non c'è nulla di più bello di un racconto, e io cercherò di insegnarlo a Pietro con storie come questa.
Grazie! Grazie! Grazie!

domenica, dicembre 09, 2007

cavalieri erranti

Che cielo grigio... ha voglia di nevicare?

Lavorando a casa, in teoria per me tutte le mattine sono uguali, festive o non. Eppure, correre a giocare dieci minuti con Pietro nel lettone, di domenica ha un sapore diverso. In questi giorni, il massimo del divertimento, oltre a mordicchiarlo dappertutto, è girarlo a pancia in giù. Lui sta un po' con il testone ritto, poi distende un braccio e si rotola sulla schiena. Sa già che noi esultiamo quando fa così, e lo ricopriamo di baci. Perciò una volta atterrato già inizia a ridere.

È un po' che non inserisco qualche sua foto... eccone qui qualcuna.

Siccome ero un po' stufo di leggere racconti e volevo iniziare qualcosa di più consistente, per quanto mi divertissero i racconti di Maupassant, ho deciso di accantonarli per iniziare a leggere il Don Chisciotte. Questo anche per pietà della mensola accanto al letto, che reggeva con fatica il peso del volumone newton (lo si intravede alle spalle di Pietro nella foto sul lettone). Non che Don Chisciotte sia esattamente sottile, ma è diviso in due volumi. Purtroppo, negli ultimi due giorni ero così stanco, la sera, che mi prendeva subito sonno, e non sono ancora riuscito a godermelo come si deve.

Ecco qui l'inizio:

"In un paese della Mancia, di cui non voglio fare il nome, viveva or non è molto uno di quei cavalieri che tengono la lancia nella rastrelliera, un vecchio scudo, un ossuto ronzino e il levriero da caccia. Tre quarti della sua rendita se ne andavano in un piatto più di vacca che di castrato, carne fredda per cena quasi ogni sera, uova e prosciutto il sabato, lenticchie il venerdì e qualche piccioncino di rinforzo per la domenica. A quello che restava davano fondo il tabarro di pettinato e i calzoni di velluto per i dì di festa, con soprascarpe dello stesso velluto, mentre negli altri giorni della settimana provvedeva al suo decoro con lana grezza della migliore. Aveva in casa una governante che passava i quarant'anni e una nipote che non arrivava ai venti, più un garzone per lavorare i campi e far la spesa, che gli sellava il ronzino e maneggiava il potatoio. L'età del nostro cavaliere sfiorava i cinquant'anni; era di corporatura vigorosa, secco, col viso asciutto, amante d'alzarsi presto al mattino e appassionato alla caccia. Ritengono che il suo cognome fosse Quijada o Quesada, e in ciò discordano un poco gli autori che trattano questa vicenda; ma per congetturare abbastanza verosimili si può supporre che si chiamasse Quijana. Ma questo, poco importa al nostro racconto: l'essenziale è che la sua narrazione non si scosti di un punto dalla verità..."

martedì, dicembre 04, 2007

alieni

Oggi Pietro prendeva il sole nel cortile dei miei.

Stanotte ho fatto uno di quei sogni lunghi e strani che non facevo da tempo.
Il mondo era stato invaso dagli alieni, le città ridotte a cumuli di macerie, e i pochi sopravvissuti come me si nascondevano. Io facevo parte di un'organizzazione clandestina che faceva capo a Kana, la protagonista di 20th Century Boys. Ogni tanto la sede diventava casa dei miei, che fungeva anche da rifugio per le donne incinte, che gli alieni avevano interesse a eliminare per non far proliferare la razza umana. Ricordo che ci nascondevano nei vicoli e dietro le soglie delle case abbandonate per non farci trovare da un grosso mutante che spargeva una specie di virus letale per gli umani. Ricordo anche che a un certo punto scoprimmo degli alieni travestiti da umani che si erano infiltrati nella nostra associazione. Bisognava fare attenzione, perché potevano scoppiare come bolle di sangue e infettare tutti quanti. Avevano anche qualche tentacolo. Purtroppo non ricordo altro, ma il sogno era complesso e avvincente.

Mi diverte rintracciare il perché dei sogni. In questo rilevo tracce di:

20th century boys (Kana, l'organizzazione clandestina, il virus)
La masseria delle allodole (i turchi che uccidevano i maschi armeni per estinguerne la razza)
Sidun (il verso che dice: "perché di nostro dalla pianura al molo non possa più crescere albero né spiga né figlio")
Gantz/The Day of the Tentacle (i tentacoli degli alieni)
Il manga che sto traducendo ora (la città distrutta)

lunedì, dicembre 03, 2007

l'altra...

È il primo post di dicembre, ma oggi c'era un sole tiepido.

L'altra notte ho sognato che la mia ex professoressa di giapponese era andata a lavorare in una fabbrica dove inscatolavano il pesce.

L'altra sera, essendoci ricordati all'ultimo di aver lasciato scoperta la piccola agave al ciabot, ed avendo la mattina notato la brina sulle macchine sotto casa, mi sono armato di torcia elettrica e mi sono avventurato a coprirla nel buio pesto della campagna. Mi sentivo un profanatore di tombe. Ma il gelido silenzio e la solitudine, fatta eccezione per un paio di gatti taciturni, si sono rivelati piacevoli.

L'altra sera su Radio Paradise è passata una canzone di Elvis, e Silvia ha fatto ballare Pietro. Era tutto contento, quindi ieri sera abbiamo provato con Little Richard. Uno spasso, ma è proprio vero che il rock'n'roll è la musica del diavolo... dopo era talmente euforico che sembrava un gatto indemoniato, e s'è fatto un paio di brutti graffi sulla testa.

L'altro giorno ho letto che Giovanni Lindo Ferretti, ex leader di gruppi musicali marcatamente di sinistra come i C.C.C.P. e i C.S.I., è diventato una sorta di fan di papa Ratzinger negli ultimi anni, e alle scorse elezioni ha votato centro-destra. Certo, ovviamente la notizia mi ha fatto un certo effetto.
Su Internet fioccano i commenti indignati dei fan storici. Alcuni lo accusano di essere una specie di Paolo Liguori, manco la sua fosse una scelta di comodo... al contrario, devo dire che in fondo è una scelta coraggiosa, per quanto discutibile. Tendiamo sempre a giudicare un po' troppo l'artista per le sue idee o per i suoi fatti privati, che non per le sue opere. Dopotutto, cosa ce ne frega se Beck è di Scienthology? Cosa ce ne frega se Ferretti si è convertito, è invecchiato, è impazzito, ha scoperto la sua vera natura, ha gettato la maschera, o ha trovato la sua verità?
Che poi i suoi ultimi dischi siano effettivamente mediocri è un'altra storia. Io i vecchi album continuo a sentirmeli, nella speranza che torni a fare qualcosa di buono.

L'altra settimana ho visto La masseria delle allodole dei fratelli Taviani Brutto, imbarazzante, deludente nonostante l'argomento (il genocidio armeno) mi interessasse molto, specialmente dopo il bellissimo Ararat di Atom Egoyan.

L'altra settimana, durante la visita, il pediatra ci ha chiesto se Pietro è irrequieto. Noi gli abbiamo risposto: "Mah, no... non particolarmente...". Già quando l'ha messo sulla bilancia non sembrava molto convinto. Usciti dall'ospedale, ci siamo detti: "Ma perché gli abbiamo detto che non è irrequieto?".

Dopo qualche tempo tranquillo, questa notte non ho di nuovo dormito niente, causa la fatale combinazione Pietro+Insonnia.
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