lunedì, marzo 31, 2008

l'ingerenza della chiesa in sala parto

Io un po' di freddo in casa ce l'ho, ma sarà perché sto sempre fermo.

Eccoci al consueto appuntamento con le migliori chiavi di ricerca del mese. Niente di troppo entusiasmante, questa volta.

1) assistenza papa sala parto
2) creare un video sull'infanzia di mio cugino
3) denti sporgenti battute
4) disegni di calabroni per bambini
5) foto del bambno quando gli viene cambiato il pannolino all' asilo nido
6) giocare a calcio col raffreddore
7) parole e immagini che iniziano e contengono cia cio ciu
8) traduci in inglese oggi ce il sole
9) troie con marziani
10) facce mozzate

venerdì, marzo 28, 2008

preghiera in marzo

Preghiera in marzo

"Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio..." (f.d.a)

giovedì, marzo 27, 2008

amen

Un po' d'aria culla le foglie della mimosa qui fuori.

Stanotte ho sognato che io e Silvia ci aggiravamo nei corridoi di un'accademia d'arte di una famosa città. Avevamo una sedia, una di quelle che si usano a scuola, da aggiustare. Per farlo staccavamo viti ad altre sedie. Dopodiché bisognava avvolgerla nel cellophane come qualcuno fa con le valige all'aeroporto, e spedirla.

Qualche tempo fa avevo accennato all'uscita di Amen, l'ultimo album dei Baustelle che a un primo ascolto mi aveva parzialmente deluso.
Dopo ripetuti ascolti, invece, devo dire che è davvero un ottimo album. Ha tre o quattro brani che personalmente non mi convincono pienamente, forse, e magari ha anche uno stile più pesante rispetto agli altri album, a cui si aggiunge un'eccessiva lunghezza che non ne snellisce certo l'ascolto... ma nel complesso devo dire che è un album ricchissimo.
Riascoltando Sussidiario illustrato della giovinezza, ci si accorge di quanto i Baustelle siano cambiati nel corso dei quattro album, e allo stesso tempo non si può che constatare la coerenza di fondo del loro universo musicale e lirico. Ritroviamo in Amen le stesse atmosfere maudit, i gli stessi personaggi laidi e dannati, la stessa sensualità e la stessa propensione per un estetismo decadente. E poi nomi propri, luoghi e tempi specifici che tradiscono una propensione alla contestualizzazione, nonché una visione letteraria e soprattutto cinematografica delle cose, tradita anche da una passione quasi ossessiva per le citazioni di nomi e opere della storia del cinema, dell'arte e della letteratura (basti pensare a Baudelaire, ma non solo).
Eppure credo che sia sbagliato accusarli di ripetersi, perché se così può sembrare a una prima analisi, addentrandosi nell'album ci si accorge di come ogni loro album tratti gli stessi temi offrendone una sensibile variazione, tanto nei testi quanto nelle sonorità. Nel primo caso, mi sembra che Amen sia l'album dei Baustelle che assume sfumature maggiormente politiche (in particolare Colombo, Charlie fa surf, Il liberismo ha i giorni contati e infine la ghost track Spaghetti Western), e in generale quello in cui si fa maggiormente strada la dimensione collettiva rispetto a quella privata. Ciò avviene anche nell'ambito del ricordo, un altro tema fondamentale in Sussidiario illlustrato della giovinezza e La moda del lento. Ai ricordi privati di Le vacanze dell'83, La canzone del riformatorio, Gomma e Love Song, si sostituisce, per esempio, quello collettivo di Alfredo. Dimensione collettiva e privata si fondono poi meravigliosamente nella bellissima L, il cui tema "astrale" fa molto David Bowie, e in L'uomo del secolo.
E infine è banale ma innegabile: da anni non si trovava in Italia uno capace di scrivere testi come Bianconi. Capace cioè di coniugare forma e sostanza, la musicalità della lingua italiana con un significato tangibile, profondo e "necessario". In altre parole, la capacità di usare le parole giuste nel punto e nel modo giusto. Tanto per citare il primo verso evocativo che mi viene in mente, da Antropophagus visto che ancora non ne ho parlato: "Mangiamo a pezzi i nostri figli e qualche avanzo lo incartiamo dentro un foglio di giornale, prima o poi ci servirà/Amiamo l'uomo e il suo sapore, i signori e le signore, il loro eterno roteare come agnello nel kebab". Ma una cosa che apprezzo dei testi dei Baustelle è anche il gusto di giocare sottilmente con la lingua e con le rime, come nel verso di Il liberismo ha i giorni contati che recita: "Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al '66".
Concludo dicendo che la Bastreghi canta sempre meglio.
Vabbè, fatto sta che ora posso dire che questo disco mi è piaciuto e merita. Qui sotto potete ascoltare la commovente Alfredo (non si sente benissimo, ma giusto per un assaggio...).


venerdì, marzo 21, 2008

la doppia vita di mapomo

Primo giorno di primavera.

Alcuni mesi fa, Milly ha trovato a Stia, in strada, il volantino di una mostra di ritratti dalla collezione d'arte contemporanea di Palagio Fiorentino. Sopra c'era questo disegno, forse un autoritratto dell'autore, così me l'ha portato.

Non vi ricorda nessuno?

Effettivamente, nemmeno io posso negare la somiglianza, anche se ha la faccia un po' più allungata.

Mia madre, da vera mamma, ha commentato: "Tu sei più bello".

martedì, marzo 18, 2008

lost in ceriale

Mancano solo le rondini.

Ieri ho detto che avrei parlato della nostra permanenza a Ceriale, e una volta ogni tanto intendo mantenere la promessa.
Credevo che con Pietro avremmo viaggiato molto di meno, e invece siamo sempre in giro. Certo, la Liguria è molto vicina, ma direi che è l'occasione giusta per vederne un po'. Anche perché, con un padre amante della montagna, io il mare l'ho visto poco durante la mia infanzia. Io della Liguria avevo un immaginario un po' legato ai palazzoni anni settanta costruiti lungo le coste per accogliere i turisti. In realtà, scopro sempre di più la bellezza dei suoi vicoli, della verticalità dei suoi edifici, e soprattutto dei suoi borghi. In particolare, questa volta mi sono piaciuti Finalborgo e Peagna, il primo un posto in cui essere idealmente bambini e giocare a pallone con gli amici, il secondo un luogo in cui rintanarsi in una vecchiaia da orsi.
La nostra quotidianità ligure consisteva in mattinate lavorative per me, mentre Silvia e Pietro andavano in spiaggia a farsi rincorrere dalle onde e giocare con la ghiaia della spiaggia. Qualche pomeriggio mi sono concesso una gitarella insieme a loro: in macchina fino a Finale ed Alassio, a piedi fino a Peagna. Oltre all'ottima pizza ad Albenga, mangiata in compagnia di Chiara e Stefano, siamo andati a mangiare fuori una sola volta, in un posto davvero carino: l'Osteria Mezzaluna ad Alassio, che offre ottimi piatti mediterranei accompagnati da canzoni di cantautori italiani (De André in testa... come potevo non trovarmi a mio agio?) e musica dal vivo. Ci siamo trovati davvero bene, e anche Pietro ha gradito.
Che altro dire?
Ah sì, la TV. Normalmente guardo poco la televisione, un po' perché non ne ho l'occasione, un po' perché non ne sento il bisogno, un po' per inguaribile snobismo. Però, in questo breve periodo di disintossicazione da Internet, che solitamente uso anche per tenermi informato, almeno i TG dovevo pur vederli... e ho un po' confermato il mio sospetto: so che è banale dirlo, ma praticamente si salva solo il TG3. E non mi sto riferendo alla faziosità o meno dei servizi, ma proprio alla qualità delle scalette... è il TG in cui meno premono il pedale sulla cronaca nera o sulle notizie totalmente inutili (vedi i servizi strambi sugli animali del TG2). Sullo stesso canale, ho trovato anche interessante il programma di Augias verso ora di pranzo. Bello anche Report la domenica sera, che non ero mai riuscito a vedere. Poi ho anche fatto qualche giro su MTV, che di solito guardo solo per South Park. Soliti video spazzatura, particolarmente irritanti quelli delle varie cantanti o gruppetti finto-rock e finto-trasgressivi fatti con lo stampo (ci uccidete anche il rock!). L'unica cosa che mi ha interessato e divertito è stato il video di Parco Sempione di Elio e le Storie Tese, che si ispira a The Ring (più che altro al remake americano) ed è stato realizzato dalla mitica Shortcut Production (eh sì, sono un fan di Maccio Capatonda). Il video lo potete trovare qui.

Vabbè, ho brontolato abbastanza. Torniamo a noi.
Sebbene l'ultimo giorno la dermatite di Pietro sembrasse essere tornata praticamente al punto di partenza, per ora (tocco ferro) io la trovo un po' migliorata... la crosta sulla guancia è meno essudante e più simile a un rossore. Inoltre, ma forse è solo un'impressione (e tocco di nuovo ferro), mi sembra più stazionaria, e lui si gratta di meno. Mah, speriamo.
In conclusione, siamo stati molto bene. E ci fa bene staccarci da qui ogni tanto, vivere una realtà tutta nostra da affrontare da soli. Piano piano si diventa grandi.

Concludo con qualche foto (e scusate se come al solito sono sistemate da cani).
Inutile dire che la mia preferita è quella in cui corro con Pietro in braccio inseguito dall'onda. Se solo io avessi un'espressione più drammatica, farebbe molto Lost, non vi pare?

lunedì, marzo 17, 2008

assente giustificato

Cielo azzurro e la mimosa sta fiorendo.

Questa volta la mia assenza è giustificata... siamo stati una settimana al mare, precisamente a Ceriale, perché il mare fa bene alla dermatite di Pietro. Fa bene a lui, non alla dermatite. Per questo devo ringraziare Stefano e Chiara, che gentilissimamente ci hanno ospitati per una settimana. Grazie!

A domani per un breve resoconto.

mercoledì, marzo 05, 2008

orsi e attori

Adesso è scuro fuori e non vedo nulla... sospetto che faccia freddo.

Sì lo so. Avevo detto che avrei pubblicato subito un'altra lettera del bisnonno e non l'ho fatto.
Pazienza, in compenso stanotte ho fatto un sogno abbastanza strano.
Stavo su un sentiero di montagna lungo una cresta rocciosa. A un centinaio di metri da me c'era una specie di rifugio. Sotto, molto sotto, c'era un lago molto vasto. Ad un certo punto guardo in basso e vedo un grande orso tuffarsi nel lago e iniziare a nuotare in maniera abbastanza aggraziata. L'orso nuota fino all'altra sponda, dove c'era un alce (non so se mettere l'apostrofo perché non so di che sesso era) sulle rocce. Giunto sull'altra sponda (e qui i doppi sensi si sprecano), l'orso bacia l'alce sulla bocca.

L'altra notte invece ho sognato che Vaga era entrato a far parte del cast della nuova serie di Lost, ed era tornato a casa per un fine settimana, dopo essersi trasferito in America. Così abbiamo organizzato una cena tra amici per salutarlo.

sabato, marzo 01, 2008

lettere dal fronte 2

Nuvole di marzo.

Ecco finalmente alcune cartoline di risposta di mio bisnonno Bartolomeo. Naturalmente sono assai più sintetiche rispetto a quelle della moglie... era al fronte e immagino che non avesse tutto questo tempo e questa disponibilità a scrivere lunghe lettere. Difatti la seconda è scritta tutta storta, come se fosse stata scritta in viaggio.
Domani pubblicherò un'altra sua lettera, questa volta più lunga, che ora fatico a decifrare completamente.
Presto scriverò anche qualche informazione sui protagonisti di questa storia.

Buia, 14-3-916
Cara moglie,
mi domandi della cravatta di lana se mi piace.
Va bene ma per ora non ne o bisogno perche qui non fa freddo. quando mi scrivi fammi sapere se il cavallo e guarito e qualche notizie di Canale perche qui non so piu nulla di li. Altro non mi resta che salutarvi, sto bene, come spero di voi tutta la famiglia,
marito Bartolomeo



Cividale, 24-5-16

Cara moglie, affettuosi saluti a te e a tutta la famiglia. Sono in viaggio, cambiamo di zona.
Andremo per via ignota, quando sia apposto te lo faccio sapere.
Sono sempre il tuo marito.
Un bacio al figlio
Bartolomeo



3-6-1916

Cara moglie,
affettuosi saluti a tutti. Di salute sto bene e come spero di te e il figlio e tutta la famiglia. Saluti dal tuo fratello.
Sono il tuo marito Bartolomeo.

venerdì, febbraio 29, 2008

i dubbi del mondo intero

Oggi è piovuto quando doveva far sereno e viceversa. Però mica si stava male.

Ed eccoci al consueto appuntamento con le più belle chiavi di ricerca del mese.
Le mie preferite sono queste tre:

1) come faccio a vestirmi da vetro per carnevale
2) stanotte mentre dormivo la temperatura e' scesa a 35
3) perchè il 3 gennaio è il giorno più corto?

Seguono, in ordine sparso:

4) pizzeria deserta torino
5) solletico + pipi'
6) animali ubriachi
7) belle di giorno troie di notte
8) costume da guardia robin hood
9) fa bene camminare e sudare con il raffreddore
10) gatto di nome kahlua
11) lettera di addio per la mia nonna
12) rendita lavaggio cani
13) vestiti per bambini rock

giovedì, febbraio 28, 2008

la vita privata degli anfibi

Devo dire che questo febbraio è parecchio grigio, ma mica freddo.

Ieri mi è successa una cosa bella.
Ero in cortile a casa dei miei, a segare le finestre. Davo le spalle alla casa e avevo in faccia il giardino. A un certo punto vedo sfilare di fronte a me, da destra a sinistra con fare lento e solenne, un rospo. Camminava tutto tranquillo, incurante di me. Andava verso lo stagnetto, ignaro del fatto che l'anno scorso l'abbiamo recintato per le tartarughe (che poi sono fuggite) e per quando Pietro camminerà.
Ho aspettato che arrivasse fino alla rete, attirato chissà come dall'acqua.
Poi l'ho raggiunto e l'ho preso in mano. Lui (o magari lei, se andava a deporre le uova come al solito) non ha fatto una piega, come se si aspettasse che sarei arrivato ad aiutarlo. L'ho messo al di là del recinto e me ne sono andato. Quando sono ritornato poco più tardi era già in acqua che mi osservava. Più tardi ancora l'ho trovato in mezzo allo stagno che nuotava tranquillo, con tutte le zampe larghe.
La cosa che mi ha affascinato è di averlo sorpreso in un momento della sua vita senza che lui si accorgesse di me. Senza volerlo sono riuscito a cogliere un attimo importante della sua sfera privata.
A dire il vero, poi mi sono venuti i dubbi: OK, l'ho messo dentro, ma se in acqua ci vanno anche per accoppiarsi, oltre che per fare le uova, e se il rospo dell'altro sesso non ce la fa invece a passare la recinzione, questo qui mi rimane solo soletto per tutta la primavera?
Bah, tanto poi i pesci rossi si mangerebbero comunque tutti i girini, probabilmente.

martedì, febbraio 26, 2008

finestre

Oggi il cielo era coperto... però in questi giorni non fa così freddo... sta arrivando?

Questo è uno di quei post che non valgono molto... ma giusto per fare presenza...

Approfittando di una breve pausa lavorativa, mi sono fatto una lista di tutte le cose da fare che rimando da tempo, e ora sto cercando di sbrigarle tutte. Per questo non mi sono precipitato a scrivere sul blog.
In realtà, ci sono un po' di cose che dovrei/vorrei scrivere... un post sulla dermatite atopica... la seconda puntata delle lettere dal fronte... ecc ecc.
Pazienza, piano piano si fa tutto.

La settimana scorsa abbiamo cambiato le finestre. È stato davvero un ottimo acquisto. I vetri doppi non ci isolano solo dal freddo, ma anche dai rumori... e per me è una cosa fantastica. Il primo giorno abbiamo aspettato al varco ogni pullman che si fermava alla fermata qui davanti, e ce ne siamo stati a "non sentirlo".
Ad ogni modo, invece di buttare le finestre vecchie, le abbiamo smontate per bene e oggi io e mio padre abbiamo iniziato a segarle, così da poterle bruciare nella stufa. Come al solito, tagliandole mi è venuto da pensare quante cose hanno visto quelle finestre nei loro quasi quarant'anni di vita. Quanti odori hanno assorbito, da quante mani sono state toccate... le mani dei miei genitori da giovani, quelle dei miei nonni e anche le mie da bambino, per esempio.

È un po' che non parlo specificamente di Pietro. Giusto per tenere aggiornato chi gli è lontano:
ora mangia le pappe che gli prepara Silvia, divora le pagnotte anche se non ha ancora messo un solo dentino, fa la cacca come i grandi, ha imparato a suonare il kazoo, soffre il solletico, ride e fa tanti versi, sta seduto a giocare e continua per lo più a svegliarsi un sacco di volte la notte.

La settimana scorsa ho visto La ragazza del lago. È un ottimo giallo italiano, ben fatto e ben recitato. È anche molto toccante. Forse mi ha colpito particolarmente perché ho un bimbo piccolo. Guardatelo, se vi capita.

lunedì, febbraio 18, 2008

alfredo

Oggi c'è il sole. Prima un cinguettio quasi m'illudeva dell'arrivo della primavera, ma fuori mi sa che fa freddo.

Prima sono passato in Via Bonora vecchia e ho notato che avevano buttato giù un muro e una porticina verde che vedevo sin da quando ero piccolo. Quella porta in realtà non si affacciava su niente, però un po' mi è dispiaciuto...

Questo mese è uscito il nuovo album dei Baustelle: Amen. Personalmente, è stato un evento molto atteso.
Me lo sono ascoltato un po' di volte, ma ancora non riesco a metterlo a fuoco del tutto. Da una parte mi ha colpito meno degli altri album e (per ora) non mi ha ancora convinto pienamente.
D'altro canto, però, spiccano almeno tre o quattro pezzi molto belli. Uno di questi, intitolato Alfredo, racconta la tragica vicenda di "Alfredino" Rampi, qualcosa di cui sento di avere un ricordo, anche se forse è impossibile perché a quel tempo (nel 1981) avevo solo tre anni. Si tratta di una splendida canzone, che immagina da un lato i pensieri del bambino con tenerezza e pudore, e dall'altro evoca l'Italia che in quegli anni assistette allo spettacolo della morte.
E io... non so, ma da quando è nato Pietro, mi commuovo più facilmente quando c'è di mezzo l'infanzia. L'altra notte non riuscivo a togliermi dalla testa quel bambino e i suoi genitori.

sabato, febbraio 16, 2008

mondo segreto

Le nuvole si alternano al sole. Le previsioni annunciano un grande freddo.

Mercoledì siamo partiti alla volta delle Cinque Terre, per una gitarella familiare di tre giorni. Dopo questo lungo e intenso inverno, ci voleva una piccola vacanza. Erano mesi che non mettevo il becco fuori di casa per riposarmi e basta, e sentivamo anche il bisogno di un'esperienza puramente familiare, per portare il piccolo Pietro in giro e giocare a fare i genitori fuori casa. L'esperienza ovviamente è stata più che positiva. Vernazza è un paesino stupendo, e fuori stagione completamente spogliato dell'aria turistica (diversamente da Riomaggiore, pur bellissima). E la passeggiata di giovedì pomeriggio lungo la via (o meglio, la scalinata scoscesa) che da Vernazza porta a Monterosso, con Pietro nel marsupio e quell'aria di primavera, e poi il riposino tutti e tre nel lettone in stanza... è qualcosa che per me non ha prezzo.
Abbiamo un po' riscoperto il nostro mondo segreto.


martedì, febbraio 05, 2008

pensieri disconnessi

Questi sono i tipici giorni di febbraio che ti illudono dell'imminenza della primavera. E poi arriva puntualmente la batosta fredda fino a fine marzo.

Questa settimana non ho scritto. Un po' perché avevo da fare, un po' perché, una volta finito il lavoro, ho passato più tempo lontano dal computer.
Un po' me lo immaginavo. Quando finisco questi periodi lavorativi intensi, mi esaurisco e non ho più voglia di scrivere. Ma, fortunatamente, questi periodi di svogliatezza piano piano si esauriscono.

Venerdì e sabato sono andato a Udine per partecipare a un convegno. Una bella esperienza di cui avevo bisogno, perché mi ha strappato per un attimo dalla mia scrivania e dal mio computer, ai quali sono fin troppo legato. Ci sono andato in treno, e la cosa mi ha fatto piacere per diversi motivi. Innanzitutto, era una vita che non salivo su un treno. Probabilmente l'ultima volta è stato in Sicilia, ma solo per un breve tratto. Poi viaggiare in treno da solo ti permette di osservare tanta gente e tanti posti (per quanto ci fosse un nebbione funereo). Inoltre ho ascoltato musica per tutto il tempo, con il beneficio di immagini che scorrevano sul finestrino. Infine, ho potuto leggere tanto. Ultimamente, riuscivo a leggere a malapena un quarto d'ora alla sera, e leggere così il Don Chisciotte è davvero un peccato, perché è lungo e si rischia quindi di perdere il senso dell'opera nel suo insieme.
Mentre aspettavo la coincidenza in stazione a Bologna, un po' di gente si è fermata a chiedermi informazioni. Due signore anziane, un americano, in cinese. Chissà perché proprio a me? Ho la faccia affidabile? Da viaggiatore? Da persona informata? Boh, probabilmente li ho delusi, ma devo dire che un po' mi ha fatto piacere.

Anche a Udine sono stato bene, sebbene non sia riuscito a mangiare il frico come desideravo. Sono abituato ad andare a Udine in primavera per via del Far East Film Festival, quindi mi ha fatto un po' effetto vederla con quel tempaccio. Come dicevo, è stata una bella esperienza, e probabilmente avrei scritto molte più cose al riguardo, se solo avessi messo mano al blog subito e non dopo una settimana.

E Pietro? Pietro sta bene. Cresce, comunica sempre di più e, soprattutto, ha iniziato a mangiare con gusto le pappette che Silvia gli prepara con il Cuocipappa Sanovapore. Ciò significa che ha anche iniziato a fare la cacca come i grandi. Ne fa tanta e anche un po' a sorpresa, al posto della solita fontanella durante il cambio, che ormai è roba superata, roba da piccoli.

Ride un sacco quando gli faccio il solletico e gli canto "Dalin dalan", gli piace essere rincorso da uno dei due quando è in braccio all'uno o all'altro, e cose del genere.

L'altro ieri l'abbiamo portato a fare un giro in campagna e l'abbiamo seduto sull'erbetta. Non vedo l'ora che sia primavera.

L'altro giorno siamo andati al Carnevale dei bimbi, a Canale, ma su questo aprirò un post apposta nei prossimi giorni (forse).

Ora che ci penso, è un po' che non pubblico nessuna fotografia di Pietro. Eccone qualche foto di Pedro e il box.

giovedì, gennaio 31, 2008

occupato

Che tempo faceva oggi? Non me ne sono mica accorto.

In questo periodo sono molto molto occupato. Ci risentiamo dopo martedì. Nel frattempo almeno una fugace classifica delle migliori chiavi di ricerca di questo mese, in ordine sparso. La maggior parte riguardavano costumi di carnevale (il migliore è "costume di carnevale da patata", ma anche "bimbo paffutello vestito carnevale" mi ha fatto ridere).

1) oggi è il giorno più brutto dell' anno?
2) il tempo del mese di dicembre 2007(se c'era il sole)
3) non so giocare a calcio
4) a quanti mesi i cuccioli tengono di più la pipì
5) animali strani ma veri / animali veri ma strani
6) alieni travestiti da umani
7) canzoni da troie
8) coniglietti che muoiono
9) durante la notte mi sveglio di continuo a fare pipì
10) frasi di auguri quando si diventa bisnonni
11) poesie per troie
12) ti prego di scrivermi
13) traduttore cani
14) video solletico ridere pipì

venerdì, gennaio 25, 2008

lettere dal fronte 1

Il sole tramonta.

L'altro ieri Pietro si è preso l'influenza e, come l'ultima volta, ha pensato di condividerla con il suo papà e la sua mamma. Sono qui davanti al computer e mi sento un rottame.
Siccome in questi giorni mi è passata la voglia di scrivere del presente e del futuro, ho pensato di rifugiarmi un po' nel passato e inaugurare una nuova sezione del blog, forse la prima interessante da tanto tempo (almeno per me). Come forse ho già detto da qualche parte, una cosa che mi emoziona sono le foto vecchie, in particolare quelle che ritraggono persone in qualche modo a me vicine. Adoro lasciare stagionare le foto e poi ritrovare sapori e sensazioni che avevo dimenticato o che forse non ho mai provato, ma che aleggiano come fantasmi nell'aria che mi circonda e che conosco: la realtà di un paese di provincia che è molto cambiato nel corso dei miei trent'anni di vita, oltre che rispetto a prima che nascessi.
Allo stesso modo, mi emoziona anche vedere le foto della gente che non c'è più, così come amo sentire le parole che descrivono un mondo che io non ho mai visto e che ormai esiste solo nei ricordi di persone dalle vite, purtroppo, effimere.
(Scusate se oggi scrivo in maniera sconclusionata e da cani: è la febbre).
Ebbene, tutto questo per dire che, a partire da oggi, voglio proporre ogni tanto vecchie foto e vecchie parole, quelle dei miei avi, che mio padre ha conservato. Per testimoniare le loro esistenze e le loro vicende.
Il primo filone riguarda una selezione di lettere che si scambiarono i miei bisnonni (Bartolomeo Calorio e Catterina Sperone, ovvero i genitori di mio nonno "Tavio") durante la prima guerra mondiale.
Ricordo il grande ritratto ovale di quell'uomo, Bartolomeo, nel salotto dei miei nonni (che ora è il nostro salotto). Ricordo i suo baffi, la sua uniforme.
Morì in battaglia sul fronte austriaco.

Ecco la prima foto, che rappresenta la coppia, probabilmente il giorno del matrimonio.


Ed ecco la trascrizione della prima lettera, tenera e commovente.


Canale, 8-3-1916
Caro marito,
dopo sei giorni dalla tua partenza ieri o ricevuto la tua bella lettera che da me era tanto desiderata, credi mi sono molto rallegrata nel riceverla credi gioivo e avevo il cuore che mi batteva e le lacrime agli occhi non potevo più nemmeno dissigillarla, la forza del batticuore che io avevo, ma poi mi sono tranquillizzata un poco, me, e anche i nostri genitori nel sentire che al momento stai bene di salute e che al momento sei ancora fuori dal pericolo.
Caro marito sto a dirti che quella lettera lo gia letta piu di 20 volte tutti i momenti la guardo la leggo e la rileggo la faccio baciare dal nostro caro figlio, e vedendo che e fatto da te mi rallegro un poco il mio cuore, e mi consolo un poco, persino la mamma dice non lai ancora letta abbastanza? ma io non guardo nessuno, io leggendola mi sollevo un poco da quelle pene e mi pare di vederti vicino che mi parli insieme, e sembra che sia arrivata soltanto in quei momenti.
Caro Bartolomeo ti prego quando mi scrivi di non darmi piu del voi perche anche da lontano mi pare di essere sempre tua moglie come prima, e oso a dirti ancora di piu affezionata di prima, intanto scusami se ti dico questo, non e per offenderti ma solamente per unaltra volta che tu faccia piu attenzione quando mi scrivi poi mi sono messa persino a ridere e dicevo per ora comincia a darmi del voi, ma lo so che tu essendo tanto buono con la tua cara moglie non lai fatto con nessuno motivo, e credo che anche tu lo abbi fatto per una facezia per consolarmi un poco, dunque perdonami se ti dico questo e ti prego di non offenderti perche io o detto questo per farti ridere un poco perche mi ai dato del voi.
Intanto ti dico che siamo tutti in salute come speriamo di te anche il nostro Giovanni a scritto che sta bene e non sa ancora niente riguardo alla sua partenza. Caro marito non posso esprimerti il dolore che o provato nella tua partenza dalla stazione di Alba credimi che la strada per ritornare a casa non lo piu vista, e credo che anche tu avrai fatto un viaggio molto addolorato. Dunque fatti coraggio, guarda di sostenerti per bene per non venire ammalato e se hai bisogno dei soldi o qualche altra cosa mandalo a dire che te ne mandiamo, guarda di non stare con pochi soldi in tasca perche delle volte e pericolo mandarti lontano e se non ai dei soldi non puoi sostenerti come ai bisogno. Ti prego di ascoltare i tuoi superiori affinche non ti castigano e prederti guarda riguardo al portafoglio, di non perderlo e che non te lo prendono mettilo sempre nella tasca secreta che ti o fatto. Intanto mandami a dire se la cravatta ti piace perche desidero saperlo. Caro marito mi raccomando te di pregare e di renderti di cuore a qualche Santo o qualche Madonna ove desideri te, alla tua idea, perche ti faccia la grazia di ritornare a casa sano e salvo, e quello che li prometti quando sarai a casa di farlo, ti prego di farlo con devozione. Ti dico questo perche a renderti te, vale piu che a renderti noi da casa. Mi raccomando se ti mandano giu di non fare tanto il curioso e di assicurarti alla tua vita. Ti dico che mentre ti scrivo abbiamo ricevuto la cartolina del mio caro fratello Antonio e siamo stati contenti. Ti prego di scrivermi appena ricevuto la lettera e di scrivermi sovente sovente perche io preferisco una tua notizia che tutte le cose di questo mondo.
Addio ricevi tanti saluti dal figlio di Sansun che si trova anche lui vicino a Cividale e presto a detto che ti scrive, e poi ricevi tanti saluti da tutta la nostra famiglia e la famiglia sperone e barba Garun e la zia Carolina e barba Minot e la zia che anno anche loro ricevuto la tua cartolina e ora sono rimasti amici il nostro padre con lo zio Domenico, vengono sempre a casa nostra a veliare. Ricevi ancora tanti saluti dalla nostra famiglia e ricevi tanti saluti e baci da chi sempre ti ricorda tua Aff.ma moglie e un bacio dal tuo e nostro figlio Ottavio che anche lui prega per te.
Catterina

A margine ci sono due note:

Quando scrivete mandate sempre notizie uno dell'altro, ricevi baci dalla tua moglie e figlio, addio

L'indirizzo del nostro Giovanni
Calorio Giovanni
3a Artiglieria di Montagna 51a Batteria forte S. Giuliano Genova

lunedì, gennaio 21, 2008

weather


"Should we talk about the weather?

Should we talk about the government?"

giovedì, gennaio 17, 2008

tre sogni

Finalmente è tornato il cielo azzurro. La pioggia mi faceva venire troppa voglia di primavera, ed è presto per essere stufi dell'inverno.

L'altra notte ho sognato che facevo il cameriere in una trattoria francese. Ero un po' l'ultima ruota del carro, però mi divertivo. In realtà è stato un sogno lungo e complesso, ma ricordo solo questo.

Questa notte ho sognato che frequentavo una scuola a Priocca, un paese da queste parti. Era il primo dell'anno e per qualche motivo non potevo andare in macchina, quindi mi sono incamminato a piedi, passando sulle colline, per paesi in realtà inesistenti. Ho anche incontrato Ivan che andava in una scuola di Govone, e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. In realtà Govone non era veramente Govone. A un certo punto, siccome la strada passava per forza dentro a un bar, ci sono entrato. Ho tirato dritto fino alla porta sul fondo, ritrovandomi su una scalinata di legno. Era una bella scalinata solida, e tutto era in legno. Arrivato al fondo, sono entrato in una porta, e mi sono ritrovato in un salotto privata. Al fondo della sala c'era una donna che faceva ginnastica di fronte a un finestrone, con piglio un po' new age. Sarà anche stata la particolare luce dell'alba a darmi quell'impressione. Le spiego che ero lì perché dovevo andare a Priocca. Probabilmente in un primo momento non mi ha creduto, perché mi sono accorto che, mentre mi affacciavo alla finestra per commentare entusiasta quant'era bello il maestoso lago su cui si affacciava la casa, lei controllava che non rubassi nulla dal davanzale.

Ogni mattina, Pietro mi fa la sveglia tra le 7:30 e le 8:30. Io mi alzo, vado in bagno, accendo la stufetta e la luce piccola, lo tiro su, gli cambio il pannolino, consegno la creatura alla mamma che gli dà il latte, dopodiché vado a fare colazione e a lavorare. Stamattina però, quando sono ritornato dal bagno, lui si era riaddormentato, così ne ho approfittato per mettermi la tuta e, visto che non accennava a risvegliarsi, ho ceduto alla tentazione e mi sono infilato di nuovo sotto le coperte, visto che non erano nemmeno le otto. Ci sarò stato una decina di minuti, ma ho fatto in tempo a riaddormentarmi e a sognare. Ricordo solo l'immagine del momento in cui sono stato risvegliato dalla voce inesistente di Silvia: c'era un gommone giallo e militari che urlavano.

giovedì, gennaio 10, 2008

pirati e blogger

Una bella giornata di sole, le esalazioni del tubo di scappamento della betoniera sotto la mia finestra.

L'altro ieri ho portato Silvia al pronto soccorso perché il giorno prima Pietro le aveva graffiato l'occhio con i suoi artigli. Oggi ha tolto la benda. Le ho fatto qualche foto col pappagallino di plastica di Pietro sulla spalla, visto che sembrava un pirata.

Pur gestendo un blog da un anno e mezzo circa, e pur essendo costantemente davanti a un computer, mi avventuro abbastanza di rado nei blog degli altri. Fanno ovviamente eccezione quelli gestiti da amici, come il blog di Alice, quello di Riki e quello di Mattia, tutti parte delle mie letture da colazione.
Ultimamente, però, mi capita di provare a navigare per blog sconosciuti, cliccando sui nomi di cantanti, libri o film nella pagina del mio profilo personale, e poi viaggiare di blog in blog, passando per i commenti. Allora capita anche di trovare persone che è bello conoscere senza conoscerle, persone con le quali pensi che ti troversti bene a chiacchierare (qualcuna la troverete nei commenti, probabilmente). Ed è bello, specialmente quando sei sempre chiuso in casa per un motivo o per l'altro (non ultimo il fatto che stai diventando irrimediabilmente orso).
Così facendo, capita anche di trovarsi su qualche blog interessante, intelligente e divertente come quello di Finazio. Dateci un'occhiata, ve lo consiglio.

P.S.: A proposito... di recente ho scoperto che persino Renato Vallanzasca tiene un blog (che recita: "è evaso... sul web"), con un buon numero di fan adoranti, che non dicono cose troppo dissimili dai commenti dei fan adoranti di altri blog famosi.

lunedì, gennaio 07, 2008

lingue mozzate, bocche serrate, angoli sconosciuti

In una giornata grigia è bello essere lontano dalle chiese e sentire così le campane in lontananza.

Stanotte ho fatto sogni strani e complessi come non facevo da tempo. Per quel che ricordo, inizialmente si era a un concerto o a una fiera all'aperto. C'era una grande confusione, e sembrava di essere in un prato, o forse era il parcheggio de L'Ozio, un pub qui vicino. Ricordo che c'erano anche Giusi e Milly. Dovevamo andare a un concerto dei C.S.I. a Torino, ma per me e Silvia era un po' complicato per via di Pietro, quindi eravamo un po' restii a muoverci. Ricordo delle specie di stand di legno, che sembravano le casette di non so quale paese del sud-est asiatico. Ma sembravano anche i vagoni di un vecchio treno. C'era sempre molta gente.
A un certo punto ci siamo trovati in un ambiente chiuso... a occhio e croce mi sembravano i locali delle ex-carceri di Canale. Milly mi ha dato un regalo in un pacchetto azzurro, ma a causa della calca non riusciva a passarmelo, quindi me l'ha fatto consegnare da Emilio Fede (Emilio Fede?!!!!), che stava vicino a me. Portava un completo grigio lucido e troppo stretto, mi appariva viscido e abbronzato. Volevo dirglielo, ma non riuscivo. Il regalo era un pupazzo di plastica morbida. Gli si poteva smontare la testa e rimontarla in due sensi diversi. Da un verso era la testa di Puffetta, dall'altro era quella di Grande Puffo.
Poi forse siamo riusciti a partire perché, non ricordo per quale motivo, correvamo per le strade di una città toscana. A un certo punto ho inciapato in un cartello che segnalava lavori in corso, e mi sono mozzato la punta della lingua coi denti, durante la caduta. Insieme a me c'era qualcuno, forse Ivan, ma poi è diventato un tizio coi capelli lunghi biondi e gli occhiali. Comunque ho tamponato l'emorragia con dei fazzoletti, e ricordo che tenevo la carta assorbente in bocca premendo la lingua contro i denti. Probabilmente lo facevo davvero, perché ne avevo ancora la sensazione, quando mi sono svegliato. Dovevamo andare di nuovo a una festa a casa di qualcuno. Era una casa in cui non ero mai stato, eppure un po' familiare. Forse ci sono stato "cantando le uova" con i Canalensis Brandu durante una qualche Pasquetta. Ricordo solo dei mobili di legno pregiato. Aprivo dei cassetti ma per cosa, forse per cercare altri fazzoletti? Mi chiedevo come avrei fatto con la lingua, e intanto l'emorragia cessava poco a poco. Ricordo anche mi sono chiesto come si fa a chiamare l'ambulanza al telefono, se ci si mozza la lingua
A un certo punto mi sono trovato in una città circondata dall'acqua, tipo Venezia. Sotto un arco di pietra trovavo le ossa del mio amico biondo morto (anche lui era inciampato?). Una ragazza innamorata di lui piangeva, e io andavo a consolarla piangendo anch'io.
E qui finisce ciò che mi ricordo del sogno.

In questi giorni, abbiamo iniziato a dare la pappa a Pietro: un brodino di carne e verdure rigorosamente preparato da noi. Inizialmente era entusiasta, poi ha preso a fare facce un po' strane e dubbiose, infine ha serrato la bocca guardando la sua pallina blu e facendo lo gnorri.

Camminando per le strade mentre ascolto musica, mi piace alzare lo sguardo verso punti mai osservati prima, durante i trent'anni (eh sì, li compio tra pochi mesi) vissuti qui: dei mattoni posizionati in obliquo sul muro laterale della chiesa di S. Giovanni; qualche finestra che non avevo mai notato prima abitata da non so chi, chissà, forse anziani; luoghi frequentati durante le elementari o le medie e poi finiti nel dimenticatoio per anni, secoli; vicoli nei quali non mi sono mai addentrato in tutta la mia vita, per quanto piccolo sia il mio paese.
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