venerdì, febbraio 29, 2008

i dubbi del mondo intero

Oggi è piovuto quando doveva far sereno e viceversa. Però mica si stava male.

Ed eccoci al consueto appuntamento con le più belle chiavi di ricerca del mese.
Le mie preferite sono queste tre:

1) come faccio a vestirmi da vetro per carnevale
2) stanotte mentre dormivo la temperatura e' scesa a 35
3) perchè il 3 gennaio è il giorno più corto?

Seguono, in ordine sparso:

4) pizzeria deserta torino
5) solletico + pipi'
6) animali ubriachi
7) belle di giorno troie di notte
8) costume da guardia robin hood
9) fa bene camminare e sudare con il raffreddore
10) gatto di nome kahlua
11) lettera di addio per la mia nonna
12) rendita lavaggio cani
13) vestiti per bambini rock

giovedì, febbraio 28, 2008

la vita privata degli anfibi

Devo dire che questo febbraio è parecchio grigio, ma mica freddo.

Ieri mi è successa una cosa bella.
Ero in cortile a casa dei miei, a segare le finestre. Davo le spalle alla casa e avevo in faccia il giardino. A un certo punto vedo sfilare di fronte a me, da destra a sinistra con fare lento e solenne, un rospo. Camminava tutto tranquillo, incurante di me. Andava verso lo stagnetto, ignaro del fatto che l'anno scorso l'abbiamo recintato per le tartarughe (che poi sono fuggite) e per quando Pietro camminerà.
Ho aspettato che arrivasse fino alla rete, attirato chissà come dall'acqua.
Poi l'ho raggiunto e l'ho preso in mano. Lui (o magari lei, se andava a deporre le uova come al solito) non ha fatto una piega, come se si aspettasse che sarei arrivato ad aiutarlo. L'ho messo al di là del recinto e me ne sono andato. Quando sono ritornato poco più tardi era già in acqua che mi osservava. Più tardi ancora l'ho trovato in mezzo allo stagno che nuotava tranquillo, con tutte le zampe larghe.
La cosa che mi ha affascinato è di averlo sorpreso in un momento della sua vita senza che lui si accorgesse di me. Senza volerlo sono riuscito a cogliere un attimo importante della sua sfera privata.
A dire il vero, poi mi sono venuti i dubbi: OK, l'ho messo dentro, ma se in acqua ci vanno anche per accoppiarsi, oltre che per fare le uova, e se il rospo dell'altro sesso non ce la fa invece a passare la recinzione, questo qui mi rimane solo soletto per tutta la primavera?
Bah, tanto poi i pesci rossi si mangerebbero comunque tutti i girini, probabilmente.

martedì, febbraio 26, 2008

finestre

Oggi il cielo era coperto... però in questi giorni non fa così freddo... sta arrivando?

Questo è uno di quei post che non valgono molto... ma giusto per fare presenza...

Approfittando di una breve pausa lavorativa, mi sono fatto una lista di tutte le cose da fare che rimando da tempo, e ora sto cercando di sbrigarle tutte. Per questo non mi sono precipitato a scrivere sul blog.
In realtà, ci sono un po' di cose che dovrei/vorrei scrivere... un post sulla dermatite atopica... la seconda puntata delle lettere dal fronte... ecc ecc.
Pazienza, piano piano si fa tutto.

La settimana scorsa abbiamo cambiato le finestre. È stato davvero un ottimo acquisto. I vetri doppi non ci isolano solo dal freddo, ma anche dai rumori... e per me è una cosa fantastica. Il primo giorno abbiamo aspettato al varco ogni pullman che si fermava alla fermata qui davanti, e ce ne siamo stati a "non sentirlo".
Ad ogni modo, invece di buttare le finestre vecchie, le abbiamo smontate per bene e oggi io e mio padre abbiamo iniziato a segarle, così da poterle bruciare nella stufa. Come al solito, tagliandole mi è venuto da pensare quante cose hanno visto quelle finestre nei loro quasi quarant'anni di vita. Quanti odori hanno assorbito, da quante mani sono state toccate... le mani dei miei genitori da giovani, quelle dei miei nonni e anche le mie da bambino, per esempio.

È un po' che non parlo specificamente di Pietro. Giusto per tenere aggiornato chi gli è lontano:
ora mangia le pappe che gli prepara Silvia, divora le pagnotte anche se non ha ancora messo un solo dentino, fa la cacca come i grandi, ha imparato a suonare il kazoo, soffre il solletico, ride e fa tanti versi, sta seduto a giocare e continua per lo più a svegliarsi un sacco di volte la notte.

La settimana scorsa ho visto La ragazza del lago. È un ottimo giallo italiano, ben fatto e ben recitato. È anche molto toccante. Forse mi ha colpito particolarmente perché ho un bimbo piccolo. Guardatelo, se vi capita.

lunedì, febbraio 18, 2008

alfredo

Oggi c'è il sole. Prima un cinguettio quasi m'illudeva dell'arrivo della primavera, ma fuori mi sa che fa freddo.

Prima sono passato in Via Bonora vecchia e ho notato che avevano buttato giù un muro e una porticina verde che vedevo sin da quando ero piccolo. Quella porta in realtà non si affacciava su niente, però un po' mi è dispiaciuto...

Questo mese è uscito il nuovo album dei Baustelle: Amen. Personalmente, è stato un evento molto atteso.
Me lo sono ascoltato un po' di volte, ma ancora non riesco a metterlo a fuoco del tutto. Da una parte mi ha colpito meno degli altri album e (per ora) non mi ha ancora convinto pienamente.
D'altro canto, però, spiccano almeno tre o quattro pezzi molto belli. Uno di questi, intitolato Alfredo, racconta la tragica vicenda di "Alfredino" Rampi, qualcosa di cui sento di avere un ricordo, anche se forse è impossibile perché a quel tempo (nel 1981) avevo solo tre anni. Si tratta di una splendida canzone, che immagina da un lato i pensieri del bambino con tenerezza e pudore, e dall'altro evoca l'Italia che in quegli anni assistette allo spettacolo della morte.
E io... non so, ma da quando è nato Pietro, mi commuovo più facilmente quando c'è di mezzo l'infanzia. L'altra notte non riuscivo a togliermi dalla testa quel bambino e i suoi genitori.

sabato, febbraio 16, 2008

mondo segreto

Le nuvole si alternano al sole. Le previsioni annunciano un grande freddo.

Mercoledì siamo partiti alla volta delle Cinque Terre, per una gitarella familiare di tre giorni. Dopo questo lungo e intenso inverno, ci voleva una piccola vacanza. Erano mesi che non mettevo il becco fuori di casa per riposarmi e basta, e sentivamo anche il bisogno di un'esperienza puramente familiare, per portare il piccolo Pietro in giro e giocare a fare i genitori fuori casa. L'esperienza ovviamente è stata più che positiva. Vernazza è un paesino stupendo, e fuori stagione completamente spogliato dell'aria turistica (diversamente da Riomaggiore, pur bellissima). E la passeggiata di giovedì pomeriggio lungo la via (o meglio, la scalinata scoscesa) che da Vernazza porta a Monterosso, con Pietro nel marsupio e quell'aria di primavera, e poi il riposino tutti e tre nel lettone in stanza... è qualcosa che per me non ha prezzo.
Abbiamo un po' riscoperto il nostro mondo segreto.


martedì, febbraio 05, 2008

pensieri disconnessi

Questi sono i tipici giorni di febbraio che ti illudono dell'imminenza della primavera. E poi arriva puntualmente la batosta fredda fino a fine marzo.

Questa settimana non ho scritto. Un po' perché avevo da fare, un po' perché, una volta finito il lavoro, ho passato più tempo lontano dal computer.
Un po' me lo immaginavo. Quando finisco questi periodi lavorativi intensi, mi esaurisco e non ho più voglia di scrivere. Ma, fortunatamente, questi periodi di svogliatezza piano piano si esauriscono.

Venerdì e sabato sono andato a Udine per partecipare a un convegno. Una bella esperienza di cui avevo bisogno, perché mi ha strappato per un attimo dalla mia scrivania e dal mio computer, ai quali sono fin troppo legato. Ci sono andato in treno, e la cosa mi ha fatto piacere per diversi motivi. Innanzitutto, era una vita che non salivo su un treno. Probabilmente l'ultima volta è stato in Sicilia, ma solo per un breve tratto. Poi viaggiare in treno da solo ti permette di osservare tanta gente e tanti posti (per quanto ci fosse un nebbione funereo). Inoltre ho ascoltato musica per tutto il tempo, con il beneficio di immagini che scorrevano sul finestrino. Infine, ho potuto leggere tanto. Ultimamente, riuscivo a leggere a malapena un quarto d'ora alla sera, e leggere così il Don Chisciotte è davvero un peccato, perché è lungo e si rischia quindi di perdere il senso dell'opera nel suo insieme.
Mentre aspettavo la coincidenza in stazione a Bologna, un po' di gente si è fermata a chiedermi informazioni. Due signore anziane, un americano, in cinese. Chissà perché proprio a me? Ho la faccia affidabile? Da viaggiatore? Da persona informata? Boh, probabilmente li ho delusi, ma devo dire che un po' mi ha fatto piacere.

Anche a Udine sono stato bene, sebbene non sia riuscito a mangiare il frico come desideravo. Sono abituato ad andare a Udine in primavera per via del Far East Film Festival, quindi mi ha fatto un po' effetto vederla con quel tempaccio. Come dicevo, è stata una bella esperienza, e probabilmente avrei scritto molte più cose al riguardo, se solo avessi messo mano al blog subito e non dopo una settimana.

E Pietro? Pietro sta bene. Cresce, comunica sempre di più e, soprattutto, ha iniziato a mangiare con gusto le pappette che Silvia gli prepara con il Cuocipappa Sanovapore. Ciò significa che ha anche iniziato a fare la cacca come i grandi. Ne fa tanta e anche un po' a sorpresa, al posto della solita fontanella durante il cambio, che ormai è roba superata, roba da piccoli.

Ride un sacco quando gli faccio il solletico e gli canto "Dalin dalan", gli piace essere rincorso da uno dei due quando è in braccio all'uno o all'altro, e cose del genere.

L'altro ieri l'abbiamo portato a fare un giro in campagna e l'abbiamo seduto sull'erbetta. Non vedo l'ora che sia primavera.

L'altro giorno siamo andati al Carnevale dei bimbi, a Canale, ma su questo aprirò un post apposta nei prossimi giorni (forse).

Ora che ci penso, è un po' che non pubblico nessuna fotografia di Pietro. Eccone qualche foto di Pedro e il box.

giovedì, gennaio 31, 2008

occupato

Che tempo faceva oggi? Non me ne sono mica accorto.

In questo periodo sono molto molto occupato. Ci risentiamo dopo martedì. Nel frattempo almeno una fugace classifica delle migliori chiavi di ricerca di questo mese, in ordine sparso. La maggior parte riguardavano costumi di carnevale (il migliore è "costume di carnevale da patata", ma anche "bimbo paffutello vestito carnevale" mi ha fatto ridere).

1) oggi è il giorno più brutto dell' anno?
2) il tempo del mese di dicembre 2007(se c'era il sole)
3) non so giocare a calcio
4) a quanti mesi i cuccioli tengono di più la pipì
5) animali strani ma veri / animali veri ma strani
6) alieni travestiti da umani
7) canzoni da troie
8) coniglietti che muoiono
9) durante la notte mi sveglio di continuo a fare pipì
10) frasi di auguri quando si diventa bisnonni
11) poesie per troie
12) ti prego di scrivermi
13) traduttore cani
14) video solletico ridere pipì

venerdì, gennaio 25, 2008

lettere dal fronte 1

Il sole tramonta.

L'altro ieri Pietro si è preso l'influenza e, come l'ultima volta, ha pensato di condividerla con il suo papà e la sua mamma. Sono qui davanti al computer e mi sento un rottame.
Siccome in questi giorni mi è passata la voglia di scrivere del presente e del futuro, ho pensato di rifugiarmi un po' nel passato e inaugurare una nuova sezione del blog, forse la prima interessante da tanto tempo (almeno per me). Come forse ho già detto da qualche parte, una cosa che mi emoziona sono le foto vecchie, in particolare quelle che ritraggono persone in qualche modo a me vicine. Adoro lasciare stagionare le foto e poi ritrovare sapori e sensazioni che avevo dimenticato o che forse non ho mai provato, ma che aleggiano come fantasmi nell'aria che mi circonda e che conosco: la realtà di un paese di provincia che è molto cambiato nel corso dei miei trent'anni di vita, oltre che rispetto a prima che nascessi.
Allo stesso modo, mi emoziona anche vedere le foto della gente che non c'è più, così come amo sentire le parole che descrivono un mondo che io non ho mai visto e che ormai esiste solo nei ricordi di persone dalle vite, purtroppo, effimere.
(Scusate se oggi scrivo in maniera sconclusionata e da cani: è la febbre).
Ebbene, tutto questo per dire che, a partire da oggi, voglio proporre ogni tanto vecchie foto e vecchie parole, quelle dei miei avi, che mio padre ha conservato. Per testimoniare le loro esistenze e le loro vicende.
Il primo filone riguarda una selezione di lettere che si scambiarono i miei bisnonni (Bartolomeo Calorio e Catterina Sperone, ovvero i genitori di mio nonno "Tavio") durante la prima guerra mondiale.
Ricordo il grande ritratto ovale di quell'uomo, Bartolomeo, nel salotto dei miei nonni (che ora è il nostro salotto). Ricordo i suo baffi, la sua uniforme.
Morì in battaglia sul fronte austriaco.

Ecco la prima foto, che rappresenta la coppia, probabilmente il giorno del matrimonio.


Ed ecco la trascrizione della prima lettera, tenera e commovente.


Canale, 8-3-1916
Caro marito,
dopo sei giorni dalla tua partenza ieri o ricevuto la tua bella lettera che da me era tanto desiderata, credi mi sono molto rallegrata nel riceverla credi gioivo e avevo il cuore che mi batteva e le lacrime agli occhi non potevo più nemmeno dissigillarla, la forza del batticuore che io avevo, ma poi mi sono tranquillizzata un poco, me, e anche i nostri genitori nel sentire che al momento stai bene di salute e che al momento sei ancora fuori dal pericolo.
Caro marito sto a dirti che quella lettera lo gia letta piu di 20 volte tutti i momenti la guardo la leggo e la rileggo la faccio baciare dal nostro caro figlio, e vedendo che e fatto da te mi rallegro un poco il mio cuore, e mi consolo un poco, persino la mamma dice non lai ancora letta abbastanza? ma io non guardo nessuno, io leggendola mi sollevo un poco da quelle pene e mi pare di vederti vicino che mi parli insieme, e sembra che sia arrivata soltanto in quei momenti.
Caro Bartolomeo ti prego quando mi scrivi di non darmi piu del voi perche anche da lontano mi pare di essere sempre tua moglie come prima, e oso a dirti ancora di piu affezionata di prima, intanto scusami se ti dico questo, non e per offenderti ma solamente per unaltra volta che tu faccia piu attenzione quando mi scrivi poi mi sono messa persino a ridere e dicevo per ora comincia a darmi del voi, ma lo so che tu essendo tanto buono con la tua cara moglie non lai fatto con nessuno motivo, e credo che anche tu lo abbi fatto per una facezia per consolarmi un poco, dunque perdonami se ti dico questo e ti prego di non offenderti perche io o detto questo per farti ridere un poco perche mi ai dato del voi.
Intanto ti dico che siamo tutti in salute come speriamo di te anche il nostro Giovanni a scritto che sta bene e non sa ancora niente riguardo alla sua partenza. Caro marito non posso esprimerti il dolore che o provato nella tua partenza dalla stazione di Alba credimi che la strada per ritornare a casa non lo piu vista, e credo che anche tu avrai fatto un viaggio molto addolorato. Dunque fatti coraggio, guarda di sostenerti per bene per non venire ammalato e se hai bisogno dei soldi o qualche altra cosa mandalo a dire che te ne mandiamo, guarda di non stare con pochi soldi in tasca perche delle volte e pericolo mandarti lontano e se non ai dei soldi non puoi sostenerti come ai bisogno. Ti prego di ascoltare i tuoi superiori affinche non ti castigano e prederti guarda riguardo al portafoglio, di non perderlo e che non te lo prendono mettilo sempre nella tasca secreta che ti o fatto. Intanto mandami a dire se la cravatta ti piace perche desidero saperlo. Caro marito mi raccomando te di pregare e di renderti di cuore a qualche Santo o qualche Madonna ove desideri te, alla tua idea, perche ti faccia la grazia di ritornare a casa sano e salvo, e quello che li prometti quando sarai a casa di farlo, ti prego di farlo con devozione. Ti dico questo perche a renderti te, vale piu che a renderti noi da casa. Mi raccomando se ti mandano giu di non fare tanto il curioso e di assicurarti alla tua vita. Ti dico che mentre ti scrivo abbiamo ricevuto la cartolina del mio caro fratello Antonio e siamo stati contenti. Ti prego di scrivermi appena ricevuto la lettera e di scrivermi sovente sovente perche io preferisco una tua notizia che tutte le cose di questo mondo.
Addio ricevi tanti saluti dal figlio di Sansun che si trova anche lui vicino a Cividale e presto a detto che ti scrive, e poi ricevi tanti saluti da tutta la nostra famiglia e la famiglia sperone e barba Garun e la zia Carolina e barba Minot e la zia che anno anche loro ricevuto la tua cartolina e ora sono rimasti amici il nostro padre con lo zio Domenico, vengono sempre a casa nostra a veliare. Ricevi ancora tanti saluti dalla nostra famiglia e ricevi tanti saluti e baci da chi sempre ti ricorda tua Aff.ma moglie e un bacio dal tuo e nostro figlio Ottavio che anche lui prega per te.
Catterina

A margine ci sono due note:

Quando scrivete mandate sempre notizie uno dell'altro, ricevi baci dalla tua moglie e figlio, addio

L'indirizzo del nostro Giovanni
Calorio Giovanni
3a Artiglieria di Montagna 51a Batteria forte S. Giuliano Genova

lunedì, gennaio 21, 2008

weather


"Should we talk about the weather?

Should we talk about the government?"

giovedì, gennaio 17, 2008

tre sogni

Finalmente è tornato il cielo azzurro. La pioggia mi faceva venire troppa voglia di primavera, ed è presto per essere stufi dell'inverno.

L'altra notte ho sognato che facevo il cameriere in una trattoria francese. Ero un po' l'ultima ruota del carro, però mi divertivo. In realtà è stato un sogno lungo e complesso, ma ricordo solo questo.

Questa notte ho sognato che frequentavo una scuola a Priocca, un paese da queste parti. Era il primo dell'anno e per qualche motivo non potevo andare in macchina, quindi mi sono incamminato a piedi, passando sulle colline, per paesi in realtà inesistenti. Ho anche incontrato Ivan che andava in una scuola di Govone, e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. In realtà Govone non era veramente Govone. A un certo punto, siccome la strada passava per forza dentro a un bar, ci sono entrato. Ho tirato dritto fino alla porta sul fondo, ritrovandomi su una scalinata di legno. Era una bella scalinata solida, e tutto era in legno. Arrivato al fondo, sono entrato in una porta, e mi sono ritrovato in un salotto privata. Al fondo della sala c'era una donna che faceva ginnastica di fronte a un finestrone, con piglio un po' new age. Sarà anche stata la particolare luce dell'alba a darmi quell'impressione. Le spiego che ero lì perché dovevo andare a Priocca. Probabilmente in un primo momento non mi ha creduto, perché mi sono accorto che, mentre mi affacciavo alla finestra per commentare entusiasta quant'era bello il maestoso lago su cui si affacciava la casa, lei controllava che non rubassi nulla dal davanzale.

Ogni mattina, Pietro mi fa la sveglia tra le 7:30 e le 8:30. Io mi alzo, vado in bagno, accendo la stufetta e la luce piccola, lo tiro su, gli cambio il pannolino, consegno la creatura alla mamma che gli dà il latte, dopodiché vado a fare colazione e a lavorare. Stamattina però, quando sono ritornato dal bagno, lui si era riaddormentato, così ne ho approfittato per mettermi la tuta e, visto che non accennava a risvegliarsi, ho ceduto alla tentazione e mi sono infilato di nuovo sotto le coperte, visto che non erano nemmeno le otto. Ci sarò stato una decina di minuti, ma ho fatto in tempo a riaddormentarmi e a sognare. Ricordo solo l'immagine del momento in cui sono stato risvegliato dalla voce inesistente di Silvia: c'era un gommone giallo e militari che urlavano.

giovedì, gennaio 10, 2008

pirati e blogger

Una bella giornata di sole, le esalazioni del tubo di scappamento della betoniera sotto la mia finestra.

L'altro ieri ho portato Silvia al pronto soccorso perché il giorno prima Pietro le aveva graffiato l'occhio con i suoi artigli. Oggi ha tolto la benda. Le ho fatto qualche foto col pappagallino di plastica di Pietro sulla spalla, visto che sembrava un pirata.

Pur gestendo un blog da un anno e mezzo circa, e pur essendo costantemente davanti a un computer, mi avventuro abbastanza di rado nei blog degli altri. Fanno ovviamente eccezione quelli gestiti da amici, come il blog di Alice, quello di Riki e quello di Mattia, tutti parte delle mie letture da colazione.
Ultimamente, però, mi capita di provare a navigare per blog sconosciuti, cliccando sui nomi di cantanti, libri o film nella pagina del mio profilo personale, e poi viaggiare di blog in blog, passando per i commenti. Allora capita anche di trovare persone che è bello conoscere senza conoscerle, persone con le quali pensi che ti troversti bene a chiacchierare (qualcuna la troverete nei commenti, probabilmente). Ed è bello, specialmente quando sei sempre chiuso in casa per un motivo o per l'altro (non ultimo il fatto che stai diventando irrimediabilmente orso).
Così facendo, capita anche di trovarsi su qualche blog interessante, intelligente e divertente come quello di Finazio. Dateci un'occhiata, ve lo consiglio.

P.S.: A proposito... di recente ho scoperto che persino Renato Vallanzasca tiene un blog (che recita: "è evaso... sul web"), con un buon numero di fan adoranti, che non dicono cose troppo dissimili dai commenti dei fan adoranti di altri blog famosi.

lunedì, gennaio 07, 2008

lingue mozzate, bocche serrate, angoli sconosciuti

In una giornata grigia è bello essere lontano dalle chiese e sentire così le campane in lontananza.

Stanotte ho fatto sogni strani e complessi come non facevo da tempo. Per quel che ricordo, inizialmente si era a un concerto o a una fiera all'aperto. C'era una grande confusione, e sembrava di essere in un prato, o forse era il parcheggio de L'Ozio, un pub qui vicino. Ricordo che c'erano anche Giusi e Milly. Dovevamo andare a un concerto dei C.S.I. a Torino, ma per me e Silvia era un po' complicato per via di Pietro, quindi eravamo un po' restii a muoverci. Ricordo delle specie di stand di legno, che sembravano le casette di non so quale paese del sud-est asiatico. Ma sembravano anche i vagoni di un vecchio treno. C'era sempre molta gente.
A un certo punto ci siamo trovati in un ambiente chiuso... a occhio e croce mi sembravano i locali delle ex-carceri di Canale. Milly mi ha dato un regalo in un pacchetto azzurro, ma a causa della calca non riusciva a passarmelo, quindi me l'ha fatto consegnare da Emilio Fede (Emilio Fede?!!!!), che stava vicino a me. Portava un completo grigio lucido e troppo stretto, mi appariva viscido e abbronzato. Volevo dirglielo, ma non riuscivo. Il regalo era un pupazzo di plastica morbida. Gli si poteva smontare la testa e rimontarla in due sensi diversi. Da un verso era la testa di Puffetta, dall'altro era quella di Grande Puffo.
Poi forse siamo riusciti a partire perché, non ricordo per quale motivo, correvamo per le strade di una città toscana. A un certo punto ho inciapato in un cartello che segnalava lavori in corso, e mi sono mozzato la punta della lingua coi denti, durante la caduta. Insieme a me c'era qualcuno, forse Ivan, ma poi è diventato un tizio coi capelli lunghi biondi e gli occhiali. Comunque ho tamponato l'emorragia con dei fazzoletti, e ricordo che tenevo la carta assorbente in bocca premendo la lingua contro i denti. Probabilmente lo facevo davvero, perché ne avevo ancora la sensazione, quando mi sono svegliato. Dovevamo andare di nuovo a una festa a casa di qualcuno. Era una casa in cui non ero mai stato, eppure un po' familiare. Forse ci sono stato "cantando le uova" con i Canalensis Brandu durante una qualche Pasquetta. Ricordo solo dei mobili di legno pregiato. Aprivo dei cassetti ma per cosa, forse per cercare altri fazzoletti? Mi chiedevo come avrei fatto con la lingua, e intanto l'emorragia cessava poco a poco. Ricordo anche mi sono chiesto come si fa a chiamare l'ambulanza al telefono, se ci si mozza la lingua
A un certo punto mi sono trovato in una città circondata dall'acqua, tipo Venezia. Sotto un arco di pietra trovavo le ossa del mio amico biondo morto (anche lui era inciampato?). Una ragazza innamorata di lui piangeva, e io andavo a consolarla piangendo anch'io.
E qui finisce ciò che mi ricordo del sogno.

In questi giorni, abbiamo iniziato a dare la pappa a Pietro: un brodino di carne e verdure rigorosamente preparato da noi. Inizialmente era entusiasta, poi ha preso a fare facce un po' strane e dubbiose, infine ha serrato la bocca guardando la sua pallina blu e facendo lo gnorri.

Camminando per le strade mentre ascolto musica, mi piace alzare lo sguardo verso punti mai osservati prima, durante i trent'anni (eh sì, li compio tra pochi mesi) vissuti qui: dei mattoni posizionati in obliquo sul muro laterale della chiesa di S. Giovanni; qualche finestra che non avevo mai notato prima abitata da non so chi, chissà, forse anziani; luoghi frequentati durante le elementari o le medie e poi finiti nel dimenticatoio per anni, secoli; vicoli nei quali non mi sono mai addentrato in tutta la mia vita, per quanto piccolo sia il mio paese.

domenica, gennaio 06, 2008

gravità permanente

La Befana se ne va via in una giornata di sole, nuvole e vento freddo.

...E per la neonata sezione "Italian Music", ecco qui lo spassosissimo video di Centro di gravità permanente di Franco Battiato: video semplice e intelligente, girato con pochi mezzi e una buona dose di ironia (e aggiungerei anche spudoratamente anni Ottanta). Un buon antidoto contro il 99% degli orrendi video che passano su MTV, quell'unico calderone di hipoppari macho e pseudo-gangster, circondati da modelle sculettanti e sudaticce.



Ne approfitto per inserire anche il video amatoriale (assai elementare, ma più che altro per permettere l'ascolto) di un'altra canzone di Battiato che amo molto: Stranizza d'amuri. Ecco il testo in siciliano con traduzione italiana (click here to read translations in other languages).


'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli ...
a litturina da Ciccum-Etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
a scola sta finennu.

Nel vallone di Scammacca
i carrettieri ogni tanto
lasciavano i loro bisogni
e i mosconi ci volavano sopra
andavamo a caccia di lucertole
il vagone della Circumetnea
i saggi ginnici, il Nabucco
la scuola sta finendo

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri


Man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori c'è la guerra
mi sento una stranezza d'amore
l'amore

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

E quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
e anche se fuori si muore
non muore questa stranezza d'amore
d'amore

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

E quando ti incontro per strada
mi viene una scossa nel cuore
e anche se fuori si muore
non muore questa stranezza d'amore
d'amore
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri.

Man mano che passano i giorni
questa febbre mi entra nelle ossa
Anche se fuori c'è la guerra
mi sento una stranezza d'amore
l'amore.

venerdì, gennaio 04, 2008

il mondo in chiave estetica

Lavoro nella mansarda a casa dei miei, fino a qualche tempo fa stanza di mio fratello. I fiocchi di neve che si spiaccicano sul vetro sono talvolta piccoli, talvolta grossi, per lo più troppo bagnati per fermarsi.

Nonostante questo sia il primo post dell'anno, non mi viene nulla di particolare da dire. Il capodanno è passato bene, tranquillo e tra amici. Ho anche scoperto un bel gioco da tavolo che devo assolutamente procurarmi per quando sarà grande Pietro: C'era una volta.

In questi giorni vengo a lavorare qui dai miei, in modo da poter scrivere il pezzo su Mizoguchi e lavorare con un po' di tranquillità. Meglio staccarmi da casa per metà giornata, che essere costretto a lavorare di sera. E poi è bello tornare a casa dal lavoro come un vero papà e giocare con Pietro. La cosa che mi piace di più di queste trasferte, però, è fare i dieci minuti a piedi che separano la mia abitazione da quella dei miei. Primo perché mi obbliga a mettere il naso fuori, qualunque tempo faccia. Secondo perché ho riscoperto il piacere della musica camminando. Non so voi, ma per me la musica ha un impatto decisamente superiore se ascoltata in movimento. Probabilmente, e scusate la banalità, perché la musica stessa è movimento. Ascoltare musica camminando è vedere un film, dare un nuovo significato alle cose di tutti giorni, osservarle sotto una prospettiva diversa ed emotiva. Osservare "passare il mondo in chiave estetitca", come dicono i Baustelle. Ieri è stato emozionante ascoltare Hvarf/Heim dei Sigur Ròs sotto la neve. Oggi ho cambiato del tutto atmosfera con Thapsos di Riccardo Tesi.
Quando ascolto musica camminando non mi fermerei mai, se potessi.

domenica, dicembre 30, 2007

tempo di bilanci

Sempre cielo azzurro, sempre la luce arancione sul palazzo di fronte.

Oggi finisce il 2007, che è innanzitutto l'anno di Pietro. Mi fa pensare che non sarà mai più il 2007, l'anno in cui è nato. Non avrà mai più un mese, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi. Il tempo ora archivia l'inizio della sua esistenza e si apre su altri scenari.
È stato un anno di eventi: il matrimonio di Matteo e Giuditta (non tra di loro, ovviamente, essendo mio fratello e mia sorella); il matrimonio di Manu e Diego (tra di loro); quello di Mauro e Riki; quello del mio amico di liceo Rambo. E per quest'anno che viene, già è previsto un altro matrimonio importante, che mi vedrà testimone di nozze (questa ancora mi mancava). C'è stata infine la nascita di Andrea Francesco, il cugino di Pietro, a cui ho fatto da padrino.

Oggi però finisce anche il dicembre 2007, e quindi eccoci nuovamente alla classifica delle più belle chiavi di ricerca che hanno portato a Strange Weather nel corso del mese. Mese davvero ricco, tra l'altro: ben tredici pagine di ricerche su ShinyStat.
Innanzitutto, ecco la mia personale top ten:

1) vestito per polpo
2) video solletico a letto
3) due film
4) freddo e occhi stanchi incinta?
5) foto di un pollo
6) come evitare che in macchina si formi condensa sui vetri?
7) "signora giapponese" "torino"
8) in gravidanza continuo a sbadigliare
9) come fare se mio figlio é raffreddato e non respira di notte
10) copertina album occhio gigante e uomo nudo rannicchiato

a cui si aggiunge:
* mary poppins con lupara
(questa mi avrebbe fatto schiattare dal ridere meritando il primo posto, se non avessi già saputo che è il soggetto di una maglietta della "Siculamente")

e la serie:

* sette coniglietti andavano a spasso
* sei coniglietti andavano a spasso uno di loro
* tre coniglietti andavano a spasso

Oltre alle domande bizzarre, si profilano una serie di veri e propri filoni. Il più consistente è quello che riguarda gli animali, in particolare gli animali strani. La ricerca "animali strani" ha raggiunto quota sessanta (il massimo), senza contare le diverse formulazioni o quelle errate. A questa si aggiungono cose come:

pesce blob
axoloti
coniglio angora
pesci strani
tarsio
animali mitici
animali strani veri
blob fish
coniglio testa di leone
cuccioli di bradipo
gufi natalizi
mostri dinosauri
mostri e schifezze
animali alieni
animali e pesci strani
cani strani
cuccioli d'orso
cuccioli di komondor
cuccioli orso
pesce testa di leone
pesci forme strani
gatti taciturni

In questo caso i più belli sono forse "animali alieni" e "gatti taciturni".

Poi c'è il ricchissimo filone vestiti, in particolare vestiti da carnevale. D'accordo che quest'anno carnevale è presto, ma non vi sembra di essere un po' in anticipo? Eccone alcuni esempi:

vestito da marziano
vestiti bimbi
abbigliamento bambini francese
cappello da extraterrestre
carnevale: vestito di marziano
costume da carcerato
costume per carnevale da polipo
costume per carnevale da pollo
costumi da domatrice
creare un costume da marziano
foto bambino vestito da marziano
gruppo vestito da marziani
immagini di vestiti per extraterrestri di carnevale
pigiama con gufi
vestiti americani per ragazzi
vestiti artigianali di carnevale
vestiti bambini
vestiti gufo
vestiti il gufo
vestiti strani
vestiti teschi
vestito da fantasma per bambini
vestito da fiore
vestito da zingara
vestito per banbini

Infine c'è ovviamente il classico filone erotico, che comprende:

patata bagnata
polonia troie
troie
troie a ragusa
troie di ragusa
troie in carne
troie tv italiana
www siamo troiette

Per concludere, segnalo il ritorno della ricerca sull'incipit del mitico romanzo di Snoopy: "era una notte buia e tempestosa".

Buon anno a tutti!

sabato, dicembre 29, 2007

pannolini ecologici

Al mattino c'è un cielo azzurro e una luce arancione. Ieri passeggiavo per il freddo di Canale ammaliato dall'ascolto dei Radiohead.

Inauguro con questo post una nuova sezione del blog, inerente a questioni "pediatriche". Visto che Internet è una risorsa molto utile per informarsi sulle questioni riguardanti i bambini, voglio dare anche io il mio contributo riportando le nostre esperienze o i risultati delle ricerche sulla rete. Ma che bravo, eh?!

Circa un mese fa, io e Silvia abbiamo optato per un cambiamento di rotta, sostituendo ai pannolini classici, quelli ecologici. Francamente era una cosa che volevo fare sin dall'inizio, ma devo ammettere che in un primo tempo mi ero lasciato scoraggiare dalla cosa. Il dubbio principale, oltre a quello più "egoista" riguardo la praticità era: d'accordo che non inquini l'ambiente gettandoli via, ma se poi devi fare mille lavaggi, non inquini comunque con i detersivi? In realtà non avevo ben presente quanti lavaggi bisogna fare COMUNQUE, con un bambino: bavaglini, calzini, tute e via dicendo praticamente ogni giorno (non vi dico quanto si impiega a stendere tutto quel micro-bucato pezzo per pezzo)... quindi l'aggiunta dei pannolini in lavatrice non è che influisca più di tanto.
Dopo esserci informati un po' in rete, abbiamo quindi deciso di comprare i Popolini. Per chi fosse interessato, da queste parti li vende "Fili di cristallo", ad Alba. La spesa iniziale è un piccolo colpo al cuore: sono circa diciotto euro a pannolino, e per viaggiare bene ne servirebbero almeno 15 (noi finora siamo andati avanti con otto, ma ogni tanto si rimane "scoperti"). Ma sul lungo termine si guadagna indubbiamente, specialmente se, diversamente da come abbiamo fatto noi, li si utilizza da subito. E specialmente se si inizia già con il modello "One Size", che dura di più ed è, come dice il nome stesso, a taglia unica. Noi abbiamo iniziato con il modello Two Size piccolo, che è indubbiamente più pratico perché formato solo da due pezzi. Però, non avendo la mutandina impermeabile intercambiabile, con gli anni si può rovinare. Per quanto riguarda il modello One, invece, basta sostituire la mutandina impermeabile una volta che si è rovinata, mentre il pannolino di spugna ti dura una vita. Abbiamo provato a usare questo modello solo ieri ed è effettivamente un po' più scomodo, specie se si ha un bimbo ipercinetico come Pietro, ma credo sia questione di prendere la mano. Inoltre, alla prima prova sembra tenere molto bene la pipì.

In definitiva, quali sono i vantaggi dei pannolini ecologici?
Parlando con la gente viene sempre fuori l'aspetto economico, ma mi stupisco di come nessuno parli mai dell'aspetto ecologico, che è quello che più mi preme e che maggiormente mi rodeva durante l'impiego degli usa e getta. Questi ultimi non sono biodegradabili, producono un'enorme mole di rifiuti e, ultimo ma non meno importante, contengono sostanze chimiche che inquinano l'ambiente e che non mi piace sapere in continuo contatto con le parti più delicate di Pietro.
Perciò, secondo me, già questo ne varrebbe la spesa (per informazioni più dettagliate sull'impatto ambientale dei pannolini, sul risparmio e via dicendo, guardate le prime tre sezioni sul sito dei Popolini... ok, sarà anche di parte, ma...).
Ci sono però altri vantaggi, oltre a quello economico ed ecologico. Innanzitutto, la pelle del bimbo respira meglio. Poi c'è da dire che tengono molto meglio la cacca, rispetto agli usa e getta. Con questi ci toccava spesso dover lavare body e tutina, mentre con gli ecologici non capita. E allora, se bisogna proprio lavare qualcosa, tanto vale lavare il pannolino, no? D'altronde, bisogna ammettere che di notte tengono un po' meno la pipì, ma il problema può essere ovviato inserendo due strisce di stoffa assorbente all'interno, invece di una. Gli usa e getta tengono bene la pipì perché contengono sostanze chimiche che la trasformano in una specie di gelatina (questo lo dice il sito dei Popolini... io non ho modo di verificare, ma è vero che ogni tanto trovavamo una specie di gelatina trasparente negli usa e getta), cosa non proprio naturale. Inoltre, bagnandosi un po' i bambini dovrebbero anche imparare prima a tenere la pipì.
E per finire, sono belli morbidi!

Insomma, per com'è andata finora, io li consiglio.

martedì, dicembre 25, 2007

auguri

Immaginiamo un Natale con la neve.

Auguri a tutti quelli che capitano su Strange Weather!


lunedì, dicembre 24, 2007

la prima vigilia

Giornata uggiosa, per la prima vigilia di Natale di Pietro. Sediamoci ad ascoltare canzoni di Natale.





venerdì, dicembre 21, 2007

il giorno più corto dell'anno

Il sole, il freddo, il mal di gola, Pietro raffreddato.

Me ne sto qui a cercare di lavorare, ma oggi sono raffreddato e ho il mal di gola, e lavoro sì, ma non troppo sul serio. Come avrete intuito, in questi giorni non ho molto da dire. Nessuna novità particolare da raccontare. La nostra vita familiare procede placida e tranquilla, coi suoi problemi e le sue gioie.
Pietro ha detto "Babba", ma è raffreddato... magari voleva dire "Papà"?
Ieri sera sono andato da Mana con Bosco e Bolla (rigorosamente per cognome, come si faceva al liceo), e sebbene sia stato molto bene, avevo una gran voglia di rivedere Pietro, al ritorno.
D'inverno mi piace guardare il fumo bianco che esce dalle case.
Penso a che scusa inventare un giorno, quando Pietro mi chiederà perché cavolo ci sono duecento orrendi babbi Natale impiccati ai balconi, disseminati per il paese.
Il nuovo pediatra ha un poster di Che Guevara nello studio, e chiama Pietro "Gianduia".
Il Pandoro del LIDL costa poco ma sa troppo di burro.
Guardo la trascrizione della conversazione tra Berlusconi e Saccà su L'espresso e mi cadono le braccia per il suo contenuto. Mi accorgo che l'autore della trascrizione ha ripetutamente scritto "so" con l'accento, e mi cadono di nuovo le braccia.
Oggi è il giorno più corto dell'anno, se non sbaglio.
Oggi mi sono svegliato un po' rintronato dal raffreddore e dalla serata tra amici, ma c'era il sole... ho steso i pannolini, impacchettato un regalo per Silvia, e ascoltato la delicata Agosto dei Perturbazione. Ne inserisco qui sotto il bel video animato, un po' per equilibrare con un goccio di malinconica dolcezza la brutalità del video amatoriale di Sidun, un po' perché vorrei inaugurare una nuova etichetta intitolata "italian music". Perché in inglese? Perché chissà, magari può servire agli occasionali visitatori stranieri di questo blog, i quali così potranno conoscere qualche canzone italiana (non so perché, ma io sono sempre stato un po' affetto da manie di proselitismo).
Comunque guardatelo, perché è molto carino.

sabato, dicembre 15, 2007

neve

Scendere con la solita faccia inespressiva dovuta a questi giorni di stanchezza, tirare su la tapparella, vedere la neve e spalancare la bocca per lo stupore, come i bambini.

La neve mi ha messo inevitabilmente di buon umore. Non vedo l'ora che Silvia e Pietro si sveglino per dirglielo. Per un attimo sono stato tentato di correre in camera ad avvertirli, ma poi ho pensato che forse era meglio di no. Vedere che inizia a nevicare è bello, ma trovarsi la neve al mattino è un regalo.
Stamattina guardavo Pietro nel lettone, e pensavo ai bei pomeriggi di gioco dell'infanzia: fare la conserva coi nonni d'estate; gli esperimenti di mio fratello, con un vago ricordo di calamite, odore di plastilina sciolta, buche nel terreno, microscopi; i mille cartoni animati giapponesi e le pubblicità dei giocattoli d'inverno, attese quasi più degli stessi cartoni animati; la televisione senza telecomando, con una decina di tasti verticali; mangiare neve, limone e zucchero; l'uovo frullato con cacao e zucchero; la sottiletta cotta, un'ambita leccornia; la tenda degli indiani; le canzoni di mia sorella e le storie che ci inventavamo sui nostri gatti; le assi di legno usate a mo' di rampe per le biciclette, nei lunghi e fantastici pomeriggi estivi passati coi nonni; il mangianastri nero, poi quello bianco, che ci sembrava futuristico (per non parlare dello sportello del lettore CD di mio padre... pura fantascienza); le giornate passate a giocare con Vaga, e quando i nostri genitori venivano a prenderci a casa dell'uno o dell'altro, ci nascondevamo per non farci trovare, nell'illusione che potessero durare all'infinito; le estati a Valdieri, e quella specie di aeroplano con le ali di polistirolo.
Per ora mi fermo qui, e fantastico sull'infanzia di Pietro.
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