martedì, dicembre 04, 2007

alieni

Oggi Pietro prendeva il sole nel cortile dei miei.

Stanotte ho fatto uno di quei sogni lunghi e strani che non facevo da tempo.
Il mondo era stato invaso dagli alieni, le città ridotte a cumuli di macerie, e i pochi sopravvissuti come me si nascondevano. Io facevo parte di un'organizzazione clandestina che faceva capo a Kana, la protagonista di 20th Century Boys. Ogni tanto la sede diventava casa dei miei, che fungeva anche da rifugio per le donne incinte, che gli alieni avevano interesse a eliminare per non far proliferare la razza umana. Ricordo che ci nascondevano nei vicoli e dietro le soglie delle case abbandonate per non farci trovare da un grosso mutante che spargeva una specie di virus letale per gli umani. Ricordo anche che a un certo punto scoprimmo degli alieni travestiti da umani che si erano infiltrati nella nostra associazione. Bisognava fare attenzione, perché potevano scoppiare come bolle di sangue e infettare tutti quanti. Avevano anche qualche tentacolo. Purtroppo non ricordo altro, ma il sogno era complesso e avvincente.

Mi diverte rintracciare il perché dei sogni. In questo rilevo tracce di:

20th century boys (Kana, l'organizzazione clandestina, il virus)
La masseria delle allodole (i turchi che uccidevano i maschi armeni per estinguerne la razza)
Sidun (il verso che dice: "perché di nostro dalla pianura al molo non possa più crescere albero né spiga né figlio")
Gantz/The Day of the Tentacle (i tentacoli degli alieni)
Il manga che sto traducendo ora (la città distrutta)

lunedì, dicembre 03, 2007

l'altra...

È il primo post di dicembre, ma oggi c'era un sole tiepido.

L'altra notte ho sognato che la mia ex professoressa di giapponese era andata a lavorare in una fabbrica dove inscatolavano il pesce.

L'altra sera, essendoci ricordati all'ultimo di aver lasciato scoperta la piccola agave al ciabot, ed avendo la mattina notato la brina sulle macchine sotto casa, mi sono armato di torcia elettrica e mi sono avventurato a coprirla nel buio pesto della campagna. Mi sentivo un profanatore di tombe. Ma il gelido silenzio e la solitudine, fatta eccezione per un paio di gatti taciturni, si sono rivelati piacevoli.

L'altra sera su Radio Paradise è passata una canzone di Elvis, e Silvia ha fatto ballare Pietro. Era tutto contento, quindi ieri sera abbiamo provato con Little Richard. Uno spasso, ma è proprio vero che il rock'n'roll è la musica del diavolo... dopo era talmente euforico che sembrava un gatto indemoniato, e s'è fatto un paio di brutti graffi sulla testa.

L'altro giorno ho letto che Giovanni Lindo Ferretti, ex leader di gruppi musicali marcatamente di sinistra come i C.C.C.P. e i C.S.I., è diventato una sorta di fan di papa Ratzinger negli ultimi anni, e alle scorse elezioni ha votato centro-destra. Certo, ovviamente la notizia mi ha fatto un certo effetto.
Su Internet fioccano i commenti indignati dei fan storici. Alcuni lo accusano di essere una specie di Paolo Liguori, manco la sua fosse una scelta di comodo... al contrario, devo dire che in fondo è una scelta coraggiosa, per quanto discutibile. Tendiamo sempre a giudicare un po' troppo l'artista per le sue idee o per i suoi fatti privati, che non per le sue opere. Dopotutto, cosa ce ne frega se Beck è di Scienthology? Cosa ce ne frega se Ferretti si è convertito, è invecchiato, è impazzito, ha scoperto la sua vera natura, ha gettato la maschera, o ha trovato la sua verità?
Che poi i suoi ultimi dischi siano effettivamente mediocri è un'altra storia. Io i vecchi album continuo a sentirmeli, nella speranza che torni a fare qualcosa di buono.

L'altra settimana ho visto La masseria delle allodole dei fratelli Taviani Brutto, imbarazzante, deludente nonostante l'argomento (il genocidio armeno) mi interessasse molto, specialmente dopo il bellissimo Ararat di Atom Egoyan.

L'altra settimana, durante la visita, il pediatra ci ha chiesto se Pietro è irrequieto. Noi gli abbiamo risposto: "Mah, no... non particolarmente...". Già quando l'ha messo sulla bilancia non sembrava molto convinto. Usciti dall'ospedale, ci siamo detti: "Ma perché gli abbiamo detto che non è irrequieto?".

Dopo qualche tempo tranquillo, questa notte non ho di nuovo dormito niente, causa la fatale combinazione Pietro+Insonnia.

venerdì, novembre 30, 2007

prima e poi

Sole, come sempre sembra di stare in una doccia, vista la condensa.

Prima...
Due considerazioni sulla TV:

Ma perché la gente guarda Striscia la notizia? Ezio Greggio ha mai fatto ridere in vita sua? L'ultima volta che ho riso per le sue battute, facevo le elementari... ed erano le stesse di oggi.

Ieri ho visto la fine dello spettacolo di Benigni sul quinto canto dell'Inferno di Dante. Che dire? Per quanto ne dicano i suoi detrattori, quelli che dicono che col tempo sia diventato più mansueto, che lo tacciano di tradimento per essersi lasciato prendere in braccio da (brrrr) Mastella... io ieri l'ho trovato davvero grande e commovente. E poi che bello vedere qualcosa del genere sulla RAI... mi sembrava veramente di vedere una televisione che qui non c'è più, non basata sul nulla assoluto, ma su qualcosa.
Non ho visto la prima parte dello spettacolo, ma l'ho registrata e la guarderò stasera, forse.

Poi...
Essendo oggi l'ultimo giorno di Novembre, riporto qui la top ten delle migliori ricerche google che hanno portato a Strange Weather nell'arco del mese (e mi scuso con Mendo se mi sono ispirato alla sua ben più brillante sezione "Amico che..."):

1) ho sognato che perdevo lo zaino
2) in sicilia mia nonna mi faceva addormentare così
3) o que significa knuddel
4) cocciniglia patatine
5) foto pesce con denti sporgenti
6) troie di casa
7) vape vespe ragusa
8) foto dermatite atopica naso
9) immagini e foto dimensioni pancia gravidanza 30 settimane
10) probabilità data presunta parto

Immagino che la persona della numero 10 sia rimasta delusa, a leggere i racconti sul lungo calvario degli ultimi giorni di gravidanza di Silvia... be', se stai ancora aspettando, in bocca al lupo!

lunedì, novembre 26, 2007

teschi

Un raggio di sole violento si è intrufolato in camera da letto, quando sono andato a portare Pietro a Silvia.

Quando traduco Death Note ho bisogno di concentrazione, e mi tocca barricarmi in casa e non fare altro. Di conseguenza, mi passa tutta la voglia di scrivere sul blog. Ora però mi sento in colpa e qualcosa devo pur scriverlo. In questi giorni ho ascoltato a ripetizione Sidun di (come al solito) De André. È una canzone talmente bella che non so capacitarmene. Vorrei inserire ora la traduzione del testo con un video amatoriale che ho trovato su Youtube perché la possiate ascoltare, ma sarebbe il terzo video di fila, quindi ho deciso che è meglio prima fare un intermezzo.

Si tratta quindi di trovare qualcosa di cui parlare, con alle spalle una settimana priva di eventi rilevanti, a parte Pietro che si mette a divorare (almeno nelle intenzioni) mele, pere e banane, facendoci schiattare dal ridere. Ieri è tornato finalmente il sereno, perciò abbiamo fatto una passeggiata fino a Mombirone, per far prendere un po' d'aria e sole al povero Pietro, afflitto da crosta lattea e dermatiti varie. Lassù c'era solo una coppietta e gente silenziosa... si stava bene.

Ogni tanto penso a quando Pietro andrà a scuola, e non vedo l'ora. Mi vengono in mente alcuni ricordi delle elementari. Cose vaghe, come le materie giocose di prima, forme colorate, contorni di foglie in autunno, lo stampatello minuscolo, il vino fatto fermentare in classe, il libro azzurro dei compiti delle vacanze, il classico tema sul Natale, i disegni in fondo, i temi liberi e le storie da inventare... storie assurde scritte a quattro mani (ma pensa tu...) insieme a Vaga. Mi piacerebbe un giorno trascriverle qui.
Ricordo che un giorno, durante un'escursione in montagna con la mia famiglia, trovammo il teschio di un camoscio (o era uno stambecco? non ricordo). Siccome io avevo uno spiccato gusto per il macabro, ne fui contento e lo portai a casa. Ricordo che era un sabato, quindi dovetti aspettare sino a lunedì per portarlo a scuola tutto orgoglioso. Non stavo nella pelle, e con la maestra e tutti gli altri bambini intorno a osservare, lo tirai fuori dalla borsa di plastica azzurra, per riporlo sulla cattedra. Ma durante il fine settimana, al tepore della casa, i vermi avevano proliferato dentro il teschio, e il lunedì si riversarono sulla cattedra. La maestra svenne.
A questo punto forse il ricordo si mescola alla fantasia e alle leggende metropolitane, ma ho l'impressione che usammo il vino fatto fermentare in classe, ormai divenuto aceto, per far rinvenire l'insegnante.

lunedì, novembre 19, 2007

decameron

Guardo fuori dalla finestra e penso che oggi non metterò il naso fuori di casa, se possibile.

Mi piacciono i barattoli con il coperchio di latta da levare, come quello dell'orzo solubile, e quelli con la carta da strappare, come quello della nutella.

Qualche settimana fa ho parlato del ritorno di Luttazzi in TV, che ha portato su LA7 il suo nuovo varietà satirico: Decameron. Ho guardato con interesse le prime tre puntate e, se ora posso fare un bilancio, devo dire che mi sento un po' deluso. Spiacente, ma non riesco a farmi piacere un programma solo perché ne condivido le idee o l'indirizzo politico. Di tutto il programma, credo che si salvino i monologhi e qualcosina qua e là. E si salva la bella sigla di coda, scritta e cantata dallo stesso Luttazzi, che ha al suo attivo due album.
Però il resto... quelle scene che fan così tanto teatro in TV non mancano di spunti interessanti, certo, ma sembrano imbalsamate sullo schermo. E poi quegli intermezzi che sembrano voler essere politicamente scorretti a tutti i costi... ma il problema non è che possano scuotere o scandalizzare lo spettatore, semmai il contrario: al giorno d'oggi, dopo gli storici e illustri esempi dei Simpson e di South Park, e quelli meno illustri del successivo imbarbarimento del gusto in parte da essi stessi sdoganato, le volgarità e le scorrettezze a tavolino di Luttazzi non ci fanno nemmeno il solletico. E chi potrebbe rimanerne scosso probabilmente non guarda Decameron. Non è certo colpa di Luttazzi, ma resta il fatto che, guardando questi sketch, né ho riso, né mi sono sentito scosso... mi sono solo annoiato. Sorvoliamo sull'aria pesantemente kitsch del programma... Luttazzi non è certo uno sprovveduto, e sono sicuro che la sua sia una scelta ben consapevole... così come il senso di irritazione suscitato dall'alto tasso di autoreferenzialità dei suoi monologhi. Luttazzi vuole essere irritante come la realtà che smaschera, con le sue risate e applausi registrati (ai quali risponde come se si trattasse di un pubblico vero in uno studio desolatamente vuoto), con la sua volgarità e con il suo parlare sempre di sé. Sì, d'accordo... ma alla fine funziona veramente? Colpisce? Irrita? O forse lascia indifferenti e alla lunga stufa soltanto?
Forse il mio è un giudizio un po' severo, ma solo perché a me Luttazzi piaceva, e per certi versi ancora mi piace molto... però non so... ho avuto come l'impressione che sia caduto in ibernazione con l'editto bulgaro di Berlusconi, e che ora l'abbiamo scongelato nel microonde e poi riscaldato. Tutto questo ribadire continuamente cos'è la vera satira, ad esempio... d'accordo che ce n'è bisogno, in un paese in cui i significati delle parole vengono costantemente stravolti da politici e media, ma così risulta davvero didascalico e ne smorza il piacere.
A parte tutto, ci sono anche momenti molto liberatori: i monologhi sono comunque molto accesi, interessanti e non risparmiano niente e nessuno. Anche il messaggio video sulla missione militare in Afghanistan ripetuto ogni volta colpisce nel segno. E non mancano gli spunti divertenti, come alcune trovate surreali (ad esempio quella dei cani-formica) e le battute concise alla macchina da scrivere, le quali mi danno l'impressione che, alla fine dei conti, Luttazzi sia più godibile da leggere che non da vedere. Forse proprio per via del fatto che la sua comicità non è mai estemporanea, ma sempre fredda e studiata a tavolino... è comicità scritta, e per questo più adatta a essere letta.
Comunque ecco qui sotto la sigla di chiusura: Money for Dope. La canzone non è niente male, e anche il video è bello. Posti a conclusione del programma, gli conferiscono un tocco davvero funereo.





mercoledì, novembre 14, 2007

estremi rimedi, splendide iniziative

C'è un bel sole. Fuori sembra fare freddissimo.

Dopo la nottata, dopo qualunque nottata, il più grande piacere è andare a salutare Pietro nel lettone e godersi le sue risate e i suoi sorrisi. Questa notte, verso le quattro, ha iniziato a svegliarsi a ripetizione, finché stremati non abbiamo deciso di provare a lasciarlo piangere un po'... e così l'abbiamo lasciato in cucina. Si è lamentato per una decina di minuti, dopodiché ha dormito dalle cinque alle sette (traduco: un ottimo risultato, in termini temporali). Io però ci stavo male a pensarlo là, così non ho più chiuso occhio e alla fine mi sono alzato alle sei. Ma d'altronde che fare? Non sono certo un sostenitore del famigerato metodo Estivill, e non sono mai stato d'accordo con chi dice che il bambino è un tiranno e ti fa far quello che vuole lui, ma un minimo di regole e collaborazione reciproca ci vogliono, perché altrimenti io non posso lavorare e Silvia non lo può accudire serenamente di giorno.
Comunque non si pensi che poi non sia stato premiato per le due ore di sonno... visto che ha passato le successive due a ciucciare nel lettone!

Oggi ho letto che Peter Gabriel è uno dei promotori di The Hub, una specie di Youtube dedicato alla denuncia di violazioni dei diritti umani. Lo slogan è: See it, film it, change it. Chiunque, da qualunque parte del mondo, può caricarvi sopra dei video di denuncia, e renderli visibili al mondo interno. È una bellissima iniziativa, no?

Mendo, ovvero Mattia, mi fa giustamente notare che sul blog non c'è una foto di Silvia, Pietro e me insieme... insomma, una foto di famiglia. Provvederò al più presto (a dire al vero ne ho qualcuna, ma ormai sono datate).

P.S.: Ovviamente tempo fa ho cambiato la lampada della cucina (vedi questo post)... non potevo far dormire mio figlio con gli spettri!

domenica, novembre 11, 2007

rose e spine

Ho la persiana giù perché c'è Pietro che dorme qui dietro di me. Come faccio a capire che tempo fa da quel poco che vedo? Ma l'altro giorno c'era un vento che creava croccanti mucchi di fogli secche.

Mai cantare vittoria troppo presto, e difatti Pietro è tornato a non dormire, nonostante tutti gli accorgimenti. È dura, specialmente per Silvia, ma non si pensi che siano solo spine. Perché di giorno è tanto adorabile che ti si stringe il cuore. Ieri ad esempio ho montato il passeggino e l'ho portato fino a Villa Tiboldi, così intanto Silvia poteva dormire un po'. Le foglie secche delle viti avevano un colore stupendo, vero e proprio oro sulla terra. Pietro ha fatto il bravo e si è guardato per bene intorno, cosa che dalla carrozzina non poteva fare. Poi s'è addormentato, ci siamo ancora concessi un giro in centro, e infine a casa.
Metto qui sotto due foto: una mostra (ma senza renderne la comicità), una faccia buffa che Pietro s'era inventato di recente, ma che poi ha scordato dopo averla provata a ripetizione per un giorno intero. L'altra lo mostra intento ad addentare una mela che abbiamo provato a fargli ciucciare.

La settimana scorsa sono andato in ferramenta. La ferramenta, come ad esempio il meccanico e il gommista, è uno di quei posti nei quali mi sento sempre in imbarazzo, non essendo per nulla ferrato (perdonate l'involontario gioco di parole) in materia. Non so, ci entro sempre con un certo senso di inferiorità.

L'altro ieri mi sono arrivati dei CD che avevo ordinato su IBS. Ora che non posso più passeggiare per negozi di CD, visto che a Canale non ci sono negozi del genere, il mio shopping musicale s'è fatto quasi esclusivamente virtuale, e mi diverto quindi a spulciare tra le offerte di IBS per stanare un album che non ho mai preso prima perché troppo caro... e che di di colpo, per un breve periodo di tempo, puoi trovare a nove euro. Piccole gioie della vita, insomma. Naturalmente non si trovano certo le ultime uscite, ma con un po' di pazienza piano piano si colmano i buchi.

mercoledì, novembre 07, 2007

pruriti e stelle cadute

Quando riesci a dormire quasi tutto di filato, il novembre sembra meno novembre, il freddo meno freddo, la condensa sui vetri rugiada mattutina.

Negli ultimi tempi, le notti si erano fatte davvero pesanti, fino al culmine di ieri notte: Pietro si è svegliato infinite volte agitatissimo e con una chiazza di sangue secco sulla testa, che si era provocato grattandosi (fortunatamente il graffio non era così grosso, ma la chiazza subito ci ha spaventati).
Ieri siamo andati a una visita pediatrica all'ospedale di Alba, tanto per fare un controllo generale e chiedere alcune informazioni. Pietro pesa 7,750 kg. Il latte di Silvia va che è un piacere. Durante la visita, Pietro ha fatto qualche mini-scoreggia, la sua tipica fontanella di pipì una volta levato il pannolone, e si è messo a dare i calcetti al pediatra. A parte questo, il pediatra ci ha confermato che il motivo per cui Pietro si sveglia così tanto di notte è probabilmente il prurito dovuto alla crosta lattea, aggravatasi leggermente in una dermatite atopica. Gli ha prescritto qualche goccia di antistaminico, e noi abbiamo deciso di passargli più spesso l'olio sulla testa per non far seccare la crosta di notte... in più gli abbiam messo un calzino sulla mano sinistra (quella incriminata, con cui si sfregia), a mo' di guanto. E magia: stanotte Pietro si è svegliato solo alle 3 e alle 6, e al momento se ne dorme ancora beato. Forse sto cantando vittoria troppo presto, e magari porta male, ma mi viene davvero da pensare che se il poverino diventava un diavolo ogni notte da almeno un mese, era solo perché gli prudeva la testa.

Ieri è morto Enzo Biagi. In uno speciale su di lui, si vedeva un'intervista che Biagi fece a Marcello Mastroianni. Mi è venuto da pensare a quante facce conosciute scompaiono inevitabilmente, anno dopo anno. Tante facce che sono stato abituato a vedere in giro sui media sin da quando ero piccolo, gli astri dell'universo mediatico in cui sono cresciuto. Invece Pietro non li conoscerà mai, se non sui libri di storia. Viene da chiedersi chi prenderà il loro posto ai suoi occhi.

venerdì, novembre 02, 2007

un anno fa

"No shadow
No stars
No moon
No cars
November"

Un anno fa, all'incirca a quest'ora, scoprivamo l'esistenza di Pietro, che non era ancora Pietro e se ne stava nascosto quatto quatto dentro Silvia già da qualche settimana. Ricordo bene quel giorno: io stavo lavorando in cucina con il portatile, vicino alla stufa. Stavo traducendo Chrono Crusade. Silvia era andata da sua mamma a fare il test. Io intanto trepidavo per l'attesa e faticavo a concentrarmi. Quando Silvia è arrivata, si è messa a piangere per la gioia. Siamo andati con una scusa a casa mia per fare l'annuncio. Siamo passati a prendere mia sorella, che ovviamente ha più o meno capito tutto. Mio fratello purtroppo non era a casa, ma l'abbiamo chiamato dopo. Non sapevo da dove iniziare, quindi prendevo tempo. Poi l'annuncio e il primo brindisi. Ne sono seguiti altri, a casa di Silvia, dai suoi nonni, da suo zio, da Vaga, da Milly. Silvia non poteva bere, essendo incinta, quindi dovevo bere sempre io. Ricordo che quella sera faceva un freddo artico.

È passato un anno e lui è qui, tutto pesante e paffuto, nel suo piumino azzurro che gli sta un po' grande, e ogni volta che lo vedo vestito così mi metto a canticchiare tra me e me quella stupenda canzone di David Bowie sull'astronauta...

giovedì, novembre 01, 2007

la notte e il giorno dei morti

"Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo."

Oggi è il primo novembre. Si va al cimitero, si vanno a trovare i morti. Nella cappella dei parenti di parte materna, si respira il particolare e affascinante rapporto che mio nonno ha con il mondo dei morti.

Ieri sera c'era Halloween. Essendo noi amanti del Carnevale, come ho già accennato da qualche parte, normalmente non ci facciamo sfuggire neanche quest'occasione per travestirci. Quest'anno però era improponibile andare a una festa, così abbiamo travestito Pietro da bimbo-leopardo, e siamo andati a trovare i miei. Prima di tornare a casa, abbiamo fatto un salto da Vaga... dove lui, Faina (che è il fratello di Vaga) e Ottavia si preparavano ad andare a qualche festa di Halloween. Vaga era vestito da Wolverine, Faina da Jack Skeletron, e Ottavia da Sposa Cadavere. Peccato non poter andare anche noi! I costumi erano come al solito impeccabili e geniali... vale la pena di mettere una foto. Se nei prossimi giorni ho voglia e non ho niente da scrivere, metterò alcune foto dei nostri carnevali e Halloween. Di solito le foto non venivano mai bene, ma qualcosa è rimasto. Bellissimo il carnevale 2006, tutti vestiti da personaggi di film in bianco e nero. Peccato che le feste di carnevale non siano più tanto in voga, e che quindi alla fine il divertimento sia stato un po' fine a se stesso, quella volta come tante altre... quasi sempre ci divertiamo di più a realizzare i costumi che non a esibirli.
Io però ho sempre sognato una festa di carnevale tipo quella de I vitelloni.

mercoledì, ottobre 31, 2007

tre cose

Piove? Non piove? Per terra è bagnato, ma non mi sembra di vedere la pioggia per aria. Mi fa un effetto un po' strano. Un po' come quando i bambini disegnano l'azzurro del cielo solo in alto, e non in aria.

Tre cose:

1) Come potete vedere, ho finito di etichettare tutti i post passati, e ho inserito nella colonna a sinistra l'elenco delle etichette. Così potete, se volete, viaggiare per il blog andando per argomenti. Etichettando i vari post mi sono accorto che prima raccontavo più sogni.

2) Ieri sera sono diventato zio di Andrea, il figlio del fratello di Silvia, nato di 3,9kg. Corri Pietro, che tuo cugino ti raggiunge! Anzi no... non correre troppo, visto che sei già sui 7kg!

3) Sabato sera torna Luttazzi in TV! Sono quasi contento di non uscire, così me lo vedo. Nel frattempo, date un'occhiata al suo blog (è molto molto interessante, oltre che divertente)...

martedì, ottobre 30, 2007

presenze

"October
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care

October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on...and on..."

Ieri sera abbiamo guardato alcune riprese di Silvia durante la gravidanza, quando aveva la pancia, e di un minuscolo e per noi quasi irriconoscibile Pietro nelle prime settimane di vita. Allora gli abbiamo detto: "Ma come facevamo a dire tutti che eri bello?".

Prima però abbiamo finito di guardare un film iniziato la sera prima e interrotto, con mio rammarico, a un quarto d'ora dalla fine, proprio sul climax. Interrotto ovviamente dalla cacca di Pietro, che abbiamo cambiato cinque volte in un'ora. Il film era Gli invasati di Robert Wise (The Haunting, 1963), un bellissimo e originale horror su una casa infestata da presenze che non si vedono mai, lasciandoci fino alla fine il dubbio che si tratti semplicemente di suggestioni amplificate dai disturbi psichici e dai sensi di colpa della protagonista.
Ora la cosa bizzarra è che, per tutta la sua durata, il DVD si interrompeva esattamente ogni diciassette (17, dico) minuti. E già la cosa era un po' inquietante. Ieri sera, inoltre si è bruciata la lampadina della cucina, perciò l'ho sostituita con una di quelle a basso consumo che si ottengono gratuitamente (credo dall'Enel, non ricordo più... erano in garage da una vita). La nuova lampadina, però, oltre a essere esteticamente brutta ed emanare una luce deprimente (di quelle che, sicuramente, con il passare degli anni, spingono i membri di una famiglia ad accoltellarsi a vicenda), lampeggia di bagliori azzurri anche quando è spenta. Così, quando stanotte sono sceso per andare in bagno, mi sembrava di avere un poltergeist in cucina.
Non credo ai fantasmi, però mi fanno un po' paura. Oggi vado a comprare un'altra lampadina.

lunedì, ottobre 29, 2007

tisane, virgole, evoluzione linguistica

Tempo grigio, si chiama Ottobre ma in realtà è Novembre?

Ieri pomeriggio ho fatto una tisana. Io e Silvia non ci facciamo mai mancare la tisana della sera con il miele sciolto dentro. Tuttavia, siccome è autunno, ogni tanto ci scappa anche la tisana del pomeriggio. Sulla confezione leggo:

Attenzione, l'acqua troppo calcarea o trattata, può alterare il gusto e il colore della bevanda, in questi casi, è consigliabile utilizzare acqua minerale naturale, o, protrarre la bollitura dell'acqua per alcuni minuti.

Non vi sembra una punteggiatura un po' bislacca? Non è nulla di grave, e in questo caso c'è l'attenuante che, trattandosi di una ditta tedesca, magari si tratta della traduzione di un madrelingua.
Capita però di incappare in errori ben più gravi, leggendo le scritte che ci circondano ogni giorno.
Ogni tanto penso alla lingua italiana e mi chiedo fino a che punto si possa parlare di errori, e fino a che punto non inizi invece una profonda e generalizza mutazione linguistica. Quando gli errori di grammatica e di punteggiatura non arrivano solo dai ragazzini sui forum e dal loro linguaggio da sms, ma iniziano a comparire in massa nelle scritte in sovrimpressione in TV, negli slogan delle Poste Italiane, sulle confezioni, sui siti dei grandi giornali, sulle riviste... allora non è un po' come se venissero istituzionalizzati, accettati? Forse presto sul dizionario troveremo al fianco di po', stà al fianco di sta, al fianco di do. È giusto? Sbagliato? Bisogna arrabbiarsi, rattristarsi, oppure accettarlo come una naturale evoluzione della nostra lingua, come tante ce ne sono state?

giovedì, ottobre 25, 2007

la verità su "era una notte buia e tempestosa" e radio

Piove, prima però è passata una piuma davanti alla mia finestra, e per un attimo ho pensato che nevicasse.

Non mi sono fatto vivo per un po' per svariati motivi. Ora mi limito a un appello e a una segnalazione.

L'appello è il seguente. Se vado a dare un'occhiata alle statistiche del sito e alle chiavi di ricerca che hanno portato qui, noto che c'è qualcuno che cerca molto spesso la frase "era una notte buia e tempestosa", ovvero lo storico inizio del romanzo di Snoopy, da me citato in un post. Dalle parole associate alla frase, deduco che l'autore (o gli autori) della ricerca stia cercando qual è l'origine di questo incipit, ovvero l'incipit per eccellenza di un romanzo di avventura, tanto banale quanto geniale nell'uso che ne fa Schulz.
E allora gli rivolgo un appello... se trovi quello che cerchi, fallo sapere anche a me... o almeno lascia un commento di saluto, perché sono troppo curioso di sapere chi sei!

Ieri Mana mi ha consigliato Radio Paradise, una radio online che trasmette buona musica (be', a dire il vero in questo momento stanno trasmettendo una canzone orrenda, ma ieri e stamattina è andata più che bene), in gran parte del genere che ascolto solitamente. È anche possibile votare le canzoni, scrivere commenti, avere informazioni, ecc. Di solito amo ascoltare Radio Tre, ma c'è l'inconveniente che mi distrae un po' dal lavoro, essendo molto parlata. Su questa invece c'è praticamente solo musica, quindi posso ascoltarla anche quando ho bisogno di concentrazione.

P.S.: Quando facevo terza media, provai a scrivere un (tremendo) romanzo fantasy... che iniziava proprio così! Che ridere, e il bello è che credetti di avere avuto un'ispirazione geniale, con quell'incipit.

domenica, ottobre 21, 2007

coscine di pollo e piccinino

Ieri faceva freddo, anche stanotte, sebbene ieri sera abbiamo provato a combatterlo con castagne e vin brulé.

Negli ultimi giorni, abbiamo deciso di cambiare strategia con Pietro. Il punto è che, finora, lui si è addormentato solo una volta nella culla. Ogni volta noi l'addormentavamo in braccio e poi lo mettevamo giù. Cosa che all'inizio andava benissimo, perché era piccino, ma che col tempo rischiava di diventare un vizio deteriorante (per noi, almeno). Da qualche sera, quindi, Silvia si è armata di santa pazienza e ha provato ad addormentarlo nella culla, dondolandolo un po', accarezzandogli la testa e cantando a ripetizione la stessa ninna nanna, per tutto il tempo necessario. Una e una sola, per aiutarlo a identificarla con il momento del sonno. Tra le varie ninne nanne, abbiamo scelto Coscine di pollo, perché ha una bella melodia, un testo dolce e un po' buffo, e perché è facile da ricordare. Siccome stanotte ha dormito poco, stamattina l'ho portato in cucina e ho provato anch'io ad addormentarlo così... e ha funzionato.

Domenica scorsa, per festeggiare una (episodica) lunga dormita di Pietro, siamo andati al Mercatino del Giocattolo Antico a Cherasco, con l'intenzione di fargli un regalino. Era una bella giornata di sole, e Pietro ha dormito tutto il tempo. Non abbiamo visto un granché di interessante... c'erano per lo più macchinine, oggetti da collezionismo a prezzi proibitivi e cose così, però abbiamo notato un banchetto che vendeva oggetti di stoffa molto carini, realizzati dalle detenute di un carcere. Io mi sono immediatamente innamorato di un pupazzo dall'aria malinconica e un po' malconcia, che la signora del banchetto mi ha detto chiamarsi Piccinino. A quello abbiamo aggiunto un pinguino-cuscino-portapigiama, sempre di stoffa. Eccoli qui in una foto di gruppo insieme a una lumaca aliena e al mitico koge-pan.


sabato, ottobre 20, 2007

vestiti per bambini (francia-usa: 1-0)

Nuvole sparse, abbiamo coperto la mimosa in previsione dei primi freddi.

Negli ultimi mesi, girando qua e là nei negozi che vendono cose per bambini (dai passeggini alle pomate, dal vestiario ai giocattoli), mi sono fatto questa idea sull'abbigliamento infantile. L'idea è che esistano grosso modo due grandi scuole di pensiero al riguardo: quella francese e quella americana. La prima mi piace, la seconda no. Le marche francesi vestono in bambini come bambini. Forse con una concezione un po' edulcorata e favolistica del bimbo... con disegnini infantili, scritte simpatiche, pupazzi, cose un po' scemine e colorate. La scuola americana invece, veste i bambini come teen-ager, collegiali, giocatori di rugby o soldati: colori spenti, scritte e numeri senza senso a caratteri cubitali, giubbotti da top gun, tutto molto trendy, tutto molto cool.
In altre parole... bleah.
(Per le bimbe "americane" le cose vanno un po' meglio, ci sono abitini carini e colorati, anche se sono comunque delle riproposizioni in miniatura di quello che portano le ragazze di una decina d'anni più grandi).
Non so, ma a me questi vestiti della scuola americana mettono una tristezza infinita. E sono la maggior parte, nei grandi negozi tipo Io Bimbo, Eurobimbo, ecc. Fortunatamente esistono ancora i negozietti che vendono cose più simpatiche.
P.S.: Dimenticavo la Chicco... beh, la Chicco è un po' una via di mezzo: design più moderno delle case francesi, ma non mancano le cose simpatiche.

mercoledì, ottobre 17, 2007

ore piccole per bimbi piccoli

Sole, si sta abbastanza bene... dicono che tra poco arriverà il freddo.

Sento la faccia un po' stanca. Giorno da tic a tutti e due gli occhi. Pietro ha ripreso a dormire di notte, svegliandosi soltanto le due volte canoniche, ma si corica sempre un po' troppo tardi... l'altro ieri alle 2:30 di notte, e io lì a cantare nello studio, con la paura di addormentarmi camminando e lasciarlo così cadere. Però ora sta sempre più seduto sulla sua sedia... ieri è stato bravo tutto il tempo, mentre facevamo la torta di mele.

Qualche giorno fa, ascoltando la musica del Terzo Anello su Radio Tre, ho scoperto i Tunng. È una delle mie personali scoperte più gradite di quest'anno. Ecco qui il video di Bullets, non una delle canzoni migliori del loro ultimo album (Good Arrows), ma sicuramente la più accattivante e orecchiabile. Anche il video è carino.

lunedì, ottobre 15, 2007

due film

Ora è buio. Oggi non faceva poi così freddo, ma per precauzione abbiamo tirato dentro i cactus e li abbiamo messi in garage.

Come ho già scritto da qualche parte, l'anno scorso e quest'anno sono andato pochissimo al cinema, diversamente da un tempo. Fortunatamente, ora sono riuscito a fare la tessera al cineforum di Alba, il "Nucleo", così vado a vedermi qualche film insieme a Ivan (Silvia ovviamente non può, dovendo allattare). In questo modo prendo una boccata d'aria una volta alla settimana, e vedo i film che mi sono perso l'anno scorso.
I primi due film valevano davvero la pena. Non ho voglia di mettermi a recensirli qui... dico solo che erano entrambi molto belli e ne consiglio quindi la visione. Il primo è Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck. È un film intenso e commovente su un agente della Stasi, ai tempi della DDR. Il secondo è 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile) del regista romeno Christian Mungiu, vincitore del festival di Cannes. È ambientato nel 1986, pochi anni prima della caduta di Ceausescu, ed è un film di una tensione straordinaria, un vero e proprio pugno nello stomaco.

domenica, ottobre 14, 2007

notti liete e arcobaleni

Il sole saluta il lieto giorno.

Giorno fausto, appunto: Pietro si è svegliato solo alle quattro e alle sette, dormicchiando poi ancora fino alle nove. Merita la pubblicazione di due foto autunnali, una in braccio a me vicino all'albero delle piccole mele, e l'altra in braccio al nonno, davanti al noce.

Come molti sapranno, è uscito il nuovo album dei Radiohead: In rainbows. La novità è che oltre alla possibilità di comprarlo materialmente nei negozi, lo si può anche acquistare in formato mp3 scaricandolo direttamente dal loro sito e pagandolo quanto si vuole, con un'offerta da 0,1 a 1000 sterline. Quindi, se non siete interessati alla confezione, ma solo alla musica... fatevi avanti perché potete averla legalmente e decidendo voi quanto pagarla.
Io l'ho pagato, 7,79 sterline, come la data di nascita di Pietro (2007/07/09), per premiare l'iniziativa e per fare un'offerta per la felice nottata passata. Lo ammetto... volevo pagarlo 7,79 EURO, ma poi, pur avendo fatto la conversione euro/sterlina, ho digitato lo stesso la cifra in sterline... e poi ok, so già che qualcuno penserà che potevo pagarlo anche, 9,77... ma non dimentichiamo che sono sterline, quindi non esageriamo! ^__^
Comunque, l'operazione è durata pochi minuti, e ora me lo sto ascoltando.

venerdì, ottobre 12, 2007

il pescatore

Sole, cielo azzurro, condensa alle finestre... ho acceso la stufa.

Se chi dorme non piglia pesci, allora Pietro da grande farà di sicuro il pescatore. Evidentemente ha preso l'insonnia dal padre, perché è ormai una settimana che di notte ci fa ballare. Ieri notte si è svegliato tre volte prima delle quattro, poi non so. Questa notte non si è addormentato fino alle tre, dopodiché ne ho un ricordo confuso... so solo che è stata una nottataccia.
Mai avevo concretamente pensato che le otto ore filate di sonno potessero entrare a far parte del mito, le sette diventare un'utopia, le sei una morte di papa, le cinque una data da segnare sul calendario, le quattro una splendida nottata, le tre qualcosa di cui essere soddisfatti, le due niente male, un'ora è già qualcosa.
Fortunatamente, le soddisfazioni diurne sono tali da dimenticare tutto ciò, ma la sera infilarsi sotto il piumone fa un po' paura.
Ecco una foto che immortala il ghigno assassino del nostro diavoletto pescatore, al suo terzo complemese.

Ieri notte ho sognato che avevano spostato Savona sulla costa adriatica.

martedì, ottobre 09, 2007

sole raffreddato e marziani

Anche se c'è il sole, con il raffreddore sembra più spento.

Io sono raffreddato, Pietro è raffreddato. Dorme meno lui, dormo meno anch'io... e tra lui che si sveglia e io che russo (quando dormo), Silvia dorme meno di tutti. E quanto poco simpatico è svegliarsi al suono di un martello pneumatico nella viuzza su cui s'affaccia la camera da letto.

Tornando da casa dei miei, passo sempre davanti al tetto di un capannone. È di quel materiale grigio e ondulato, credo eternit. Per quanto mi riguarda, c'è da sempre... ed è sempre stato grigio.
Poi, qualche settimana fa, guardo ed è diventato rosa. O meglio, un colore sul violaceo, tipo la schiuma del "Birbet". La settimana scorsa, lo guardo ed è tornato grigio.
Oggi ci passo davanti ed è di nuovo rosa... e sulla sua sommità vedo camminare un misterioso tizio con una tuta bianca da marziano.

domenica, ottobre 07, 2007

etichette e fantasmi natalizi

All'aria aperta in maglietta, maniche lunghe in casa... sono raffreddato.

Come forse avrete notato, mi sono finalmente deciso a mettere le etichette in questo blog, al fondo di ogni post. Grazie a esse, potrete trovare più facilmente gli stessi argomenti di un determinato post, in altri post. Poco alla volta, li etichetterò tutti.

Come promesso, ecco l'inizio del primo racconto di Dickens, Fantasmi natalizi:

Nell'aria aleggerà per tutto il tempo un profumo di caldarroste e di altre buone cose, dal momento che stiamo narrando racconti d'inverno - anzi, a essere sinceri, storie di fantasmi - intorno al fuoco di Natale; e nessuno si muove, se non per spingersi un poco più vicino alle braci. Ma questo non ha importanza. Eccoci arrivati alla casa, una vecchia casa piena di grandi camini dove la legna arde su antichi alari, mentre dalle pareti rivestite di pannelli in noce ritratti sinistri (nonché legati, almeno alcuni, a leggende sinistre) guardano in giù con accigliata diffidenza. Chi vi parla è un nobiluomo di mezza età...

sabato, ottobre 06, 2007

prima e dopo il sonno

Oggi doveva piovere, per questo sono andato a zappare ieri. In realtà non piove, ma pazienza.

Stamattina Pietro si è svegliato alle cinque e ha pensato bene di farci disperare ancora un po'. Alle sette, siccome Silvia era ormai provata, l'ho preso e l'ho portato qui nello studio. L'ho tenuto in braccio ascoltando Prima Pagina, l'ho cambiato, l'ho fatto giocare con le apine, poi gli è venuto il singhiozzo allora ha iniziato a disperarsi e io l'ho preso su. Gli ho cantato un paio di canzoni di Paolo Conte... e gli è preso subito sonno. Si è addormentato sulle note di Sono qui con te sempre più solo.

Ieri sera ho finito Noi la farem vendetta. Ho trovato particolarmente appassionante la lettura perché, oltre a descrivere in maniera personale fatti (i "fatti" di Reggio Emilia) tristi e inquietanti della storia del nostro paese, che m'interessavano in quanto ne avevo solo una conoscenza vaga e superficiale, Nori li mette in relazione al suo tenero rapporto con la figlia di dieci mesi... e inevitabilmente mi ci sono ritrovato. Ho trovato su Youtube alcuni spezzoni di una sua lettura di frammenti del libro (purtroppo, però, i filmati sono senza né capo né coda). Ne metto uno qui sotto.

Stasera inizierò a leggere Da leggersi all'imbrunire, ovvero una raccolta di racconti di fantasmi di Charles Dickens. Domani riporto l'inizio del primo.

p.s.: Ecco, Pietro si è già svegliato.

venerdì, ottobre 05, 2007

notte e giorno

"Ragazzi, che notte quella notte"

Stanotte Pietro ci ha fatti disperare. Proprio non ne voleva sapere di dormire... non aveva nulla di particolare, semplicemente era sveglio, scalciava, cercava la complicità del gioco... insomma, aveva scambiato il giorno con la notte. Alle 5:30 finalmente sono finalmente riuscito ad addormentarlo per due ore intere, passeggiando e cantando non so per quanto. Si è addormentato infine sulle note di Il ritorno di Giuseppe.

Oggi pomeriggio avevo bisogno di staccare, uscire di casa, prendere sole e aria, fare un po' di movimento. Così sono andato al ciabot, ormai trasformato in una giungla causa mancanza di tempo, e ho zappato un'ora e mezza, sudando parecchio perché faceva più caldo di quel che mi aspettassi.
Cavoli e cavolfiori crescono bene, e anche i finocchi e gli ultimi zucchini.

Ma tra un po' questo caldo sarà un ricordo. Normalmente non sopporto il freddo, ma mi consola il pensiero che l'inverno comporta anche alcuni vantaggi: nessun motorino, nessun trattore in questa piazza rumorosa, e soprattutto nessun cliente della gelateria qui sotto che parcheggi davanti al nostro garage.

lunedì, ottobre 01, 2007

mostri e dinosauri

Sì, decisamente amo le giornate di sole di ottobre. Ieri davanti sono passate tre mamme con il passeggino. Siccome il marciapiede era stretto, stavano in fila indiana. Mi ha fatto sorridere. Ora però si è annuvolato.

Mi chiedo se Pietro avrà i miei stessi gusti, in fatto di giochi e cose del genere. Ad esempio, io da piccolo adoravo i mostri, gli animali strani e le schifezze in generale. Non ho praticamente mai giocato con le macchinine, né coi soldatini, né coi cowboy e gli indiani. Andavo pazzo per i Masters, però non ho mai avuto He-Man o qualcuno dei suoi nerboruti amichetti paladini dell'ordine, ma solo i mostri cattivi di Skeletor, o meglio quelli ancor più tetri dell'orda infernale di Hordak. Ero attratto dall'oscurità, sebbene fossi, e sia tuttora, un fifone.

Ho fatto gli gnocchi, e a un certo punto mi è sembrato di vedere le vertebre di un dinosauro. Però erano buoni, non sapevano di dinosauro.

sabato, settembre 29, 2007

macchina del tempo

Da ieri c'è un bel sole, e finalmente mi trovo in una posizione illuminata.

Udite udite! Stanotte Pietro ha dormito di filato da mezzanotte alle sei di mattina!

Ogni tanto, non so perché, mi viene l'idea di fare una lista dei principali difetti degli italiani. Poi, non so perché, penso che non sarebbe giusto e corretto, se non l'accompagnassi a una lista dei principali difetti miei. Quindi alla fine non faccio nulla.

Siccome da qualche giorno è iniziato il freddo, mi sono concesso di ascoltare il cofanetto di Natale di Sufjan Stevens, che mi ero vietato nel periodo estivo. L'ho fatto perché è bello poter associare determinate musiche a determinati periodi... queste faranno poi da ponte che conduce da un anno all'altro. Difatti, l'ascolto del cofanetto mi ha catapultato immediatamente nel mio inverno torinese. Uno dei più bei regali che ci ha fatto Dio, o chi per lui, magari Darwin, o che ne so io, è di avere la capacità di associare le sensazioni ai ricordi, e di poterne godere. È un po' la nostra macchina del tempo fatta in casa.

giovedì, settembre 27, 2007

continenti diversi

Il grigio e la pioggia autunnale sono arrivati di colpo, ieri mattina.

Lavoro con un panorama diverso davanti, bevo genmaicha, ascolto Nina Simone e ho l'impressione di trovarmi in un altro continente. Questo, forse, perché ho appena traslocato il mio angolo di lavoro... per l'ennesima volta. Mi sono spostato dal salotto allo studio, dove ero già in origine tre anni fa, ma in un altro punto. Ora guardo su via vecchie mura, attraverso le piante sul davanzale.

L'altro ieri ero a Torino, passeggiavo sotto un cielo nuvoloso, giravo per negozi di CD e librerie, ma alla fine non avevo mica voglia di comprare, e lasciavo tutto sugli scaffali.

Silvia e Pietro dormono di là, dopo una notte in cui il sonno è stato poco generoso. E pensare che per tre o quattro notti lui si è svegliato solo una, massimo due volte per notte. Ieri sera invece non voleva saperne di dormire, e l'ho sfinito io verso l'una, sulle note di Innocent When You Dream, dopo aver cantato per una mezz'ora abbondante. Inserisco qui sotto un video della canzone, appena trovato su YouTube... in fondo c'è il logo di Rai Due... incredibile, c'è stato un tempo in cui Rai Due trasmetteva concerti di Tom Waits, invece dell'isola dei famosi...


domenica, settembre 23, 2007

autunno

"...But I can be found
in the garden
singing this song
when the last rose of summer is gone."

Oggi inizia l'autunno. Per quanto io ami le temperature calde, ho un debole per autunno e primavera, perché ne percepisci l'arrivo più intensamente rispetto all'estate e l'autunno. Se in primavera a bombardare i sensi sono profumi di fiori, cinguettii d'uccelli e una luce che si fa sempre più stabile e rassicurante, dell'autunno amo l'odore della vendemmia, passeggiando da solo in paese nel primo pomeriggio, l'odore dei falò e delle foglie morte, la luce bassa e calda delle giornate di sole, il chiudersi in casa la sera.
In Via Vecchie Mura, la via accanto a casa mia, c'era una casa vecchia vecchia e abbandonata... in questi giorni l'hanno buttata giù, poverina.

sabato, settembre 22, 2007

imitazioni e somiglianze

...E finalmente si giunse alla tuta.

Quando Pietro era nella pancia, aveva due imitazioni predilette, che sfoggiava di tanto in tanto: il cubo e la ciambella.
Ora, quando dorme, spesso assume le posizioni di haniwa, superman, linus e cactus.
Quando lo tiri su mentre ancora è addormentato, si stira e si accartoccia tutto come i ragni quando fingono di essere morti.
Quando ha in testa il cappuccio della felpa senza indossarla, come nella terza foto del 16 settembre, mio padre lo chiama "Savonarola".
L'espressione della quinta foto nella stessa pagina, invece, è stata da noi soprannominata "tarsio".

Due mesi di vita e così tante identità...

p.s.: Dopo due nottate passate svegliandosi ogni ora, questa notte Pietro si è svegliato una sola volta... gioite, genti, gioite!

giovedì, settembre 20, 2007

statistiche e letture

A metà mattinata, corro ai ripari e metto le maniche lunghe.

Come qualcuno forse avrà notato, qualche tempo fa mi sono deciso a mettere un contatore al fondo del blog. Mi piace vedere chi ci arriva, come, quando e da dove ci arriva. La cosa più divertente è leggere le parole chiave inserite sui motori di ricerca che hanno dato tra i risultati anche il mio blog. Francamente, non sapevo che una cosa del genere fosse possibile... l'ho appreso solo sul blog di Mattia. Fatto sta che escono fuori ricerche parecchio strane... e direi che la parola "troie" nel post del primo settembre, ha riscosso un certo successo (verificate andando sull'icona in fondo, se volete)... ^____^

Alla fine ho deciso di leggere Noi la farem vendetta di Paolo Nori, che avevo comprato qualche tempo fa. Parla della strage di Reggio Emilia, ma nel tipico stile di Nori... per ora ho letto il primo capitolo ed è interessante come arriva all'argomento, anche se alcuni spezzoni già li aveva usati nel suo contributo a Deandreide.
Come al solito, ecco qui l'inizio. Dato che è tutto diviso in mini-blocchi, riporto il primo:

Un mondo nuovo

Stamattina due camion bloccavano via Marsala e degli operai avevan tirato uno di quei nastri cellofan bianchi e rossi e l'avevan fatto per via che davanti alla tabaccheria all'altezza delle strisce pedonali era crollata la strada. Dopo in via dei Mille al supermercato davanti allo scaffale delle marmellate c'era un secchio per terra ce l'avevan messo perché dal soffitto pioveva. Poi a casa è arrivata Francesca con una borsa di roba da mangiare che aveva preparato sua mamma come è stata sopra al tappeto ha cominciato a colare si era rotto il contenitore del minestrone. Dopo quando ho cambiato mia figlia ho scoperto che aveva il pannolino messo male e tutta la schiena e tutta la canottiera sporche di merda. Dopo piangeva nel toglierle il gioco delle api che girano dalla carrozzina l'ho fatto cadere s'è spaccato un angolo della casetta di plastica marrone. Dopo la connessione con internet non funzionava e se tenevo il filo attaccato non funzionava neanche il telefono. Poi ho fatto per sedermi sul divano ho visto che la merda aveva sporcato anche il divano. Allora mi è venuto da pensare una cosa che ultimamente ogni tanto mi vien da pensarla che il mondo così come l'ho conosciuto io non esiste più che al suo posto ne han messo uno nuovo.

mercoledì, settembre 19, 2007

estate agli sgoccioli

Siamo arrivati agli ultimi giorni d'estate. Oggi sono uscito verso ora di pranzo, e il calore aveva già un altro odore.

Ogni giorno mi passano delle cose per la testa, cose che vorrei scrivere sul blog. Passano e vanno, forse perché non meritano di essere scritte. Ultimamente ascolto meno cose nuove... sto ripassando un po' i miei soliti ascolti e rispolverando album che non sentivo da tempo, non so perché, come To Bring You My Love di P.J. Harvey, uno degli album preferiti della mia adolescenza, e Tommy degli Who un'opera talmente fondamentale per il rock, che non potevo non farla sentire a Pietro.

Ieri sera ho finito Sulla Strada... sono contento di averlo letto. Non solo perché è bello, ma anche perché mi pesava averlo interrotto, un po' come qualunque libro interrotto.

Ora devo pensare a cosa leggere.

domenica, settembre 16, 2007

due giornate al mare

"Una giornata al mare
tanto per non morir
e
nelle ombre di un sogno
o forse di una fotografia lontani dal mare
con solo un geranio e un balcone"

Venerdì e sabato siamo andati a Borgio Verezzi con Pietro e i miei, per scollarci, una volta tanto, da questo appartamento. Nel mare ci siamo solo bagnati i piedi, ma Pietro ha così avuto occasione di vederlo, sentirlo e respirarlo per la prima volta. Per il resto, l'abbiamo visto più che altro da lontano, preferendo ai palazzoni di dubbio gusto della parte bassa, la suggestiva parte antica vicina alla chiesa di S. Pietro. Ancora più bello era il borgo alto che ieri abbiamo raggiunto, marsupio a spalla, da un ripida strada di sassi che si snodava tra ulivi e carrubi.
Pietro ci ha lasciati dormire poco la notte, ma si è divertito. Ora reagisce sempre di più e prova a imitare le risate e le voci... fa davvero ridere.

Ieri notte, prima di addormentarmi stanco morto, mentre parlavo con Silvia nel letto, ho chiuso gli occhi e ho avuto una di quelle visioni che di sera anticipano i sogni. Ho visto un dobermann che si arrampicava su una palma, a zampe larghe. Sul momento l'ho trovato davvero divertente.

Stanotte poi ho fatto tanti sogni, lunghi e complessi: c'erano i miei nonni in scenari fantascientifici, e c'era una guerra in corso, e io ero Sal di Sulla strada e con la mia squadra dovevamo scendere dalle scale. Ma sotto c'era Dean, l'altro protagonista del romanzo, che faceva da cecchino, e ci decimava. E siccome Sal e Dean, nel romanzo, sono molto amici e la storia non ha niente a che fare con la guerra, mi chiedevo il perché di tutto ciò.

Ecco qualche foto scattata ieri. Sono più del solito, ma devo farmi perdonare una settimana di assenza dal blog. Come al solito, cliccare sopra per ingrandire.






domenica, settembre 09, 2007

capitolo

Una coperta in più, la notte.

Ieri si è sposata mia sorella Giuditta, mentre il 30 giugno si era sposato mio fratello Matteo. È un anno ricco di cerimonie: si sono sposati anche Manu e Diego, Mauro e Riki, e il mio mitico compagno di liceo Varaldo (detto Varambo). Poi il battesimo di Pietro e a dicembre quello del mio figlioccio, ovvero il futuro figlio del fratello di Silvia, che nascerà a fine ottobre.

E così ora ce ne siamo andati tutti e tre dalla casa in cui abbiamo vissuto insieme per una trentina d'anni circa. L'abbiamo lasciata lì a contenere un sacco di ricordi. Non che adesso non ci andiamo spesso, anzi: siamo sempre lì a portare Pietro, che a sua volta vi costruirà parte dei suoi ricordi d'infanzia. È solo per dire che, ecco, si chiude un capitolo della nostra vita, e a pensarci non sembra vero, sebbene io me ne sia andato già da tre anni.
Sigillo questo momento con una vecchia foto di noi tre fratelli insieme a Dick, il bassotto di mia nonna. Francamente non mi ricordo quell'occasione, e non saprei proprio spiegare il perché io facessi la pipì (in una ciotola?) proprio in quell'istante. Però mi fa ridere.

sabato, settembre 08, 2007

sogni di feste e di morti

Settembre, le prime maniche lunghe al mattino. Poi si passa a quelle corte nel pomeriggio.
Questa notte ho sognato una grande festa. Una festa enorme, con una messa in una chiesa colossale. Era una specie di battesimo. Un sogno lungo e complesso che ricordo a fatica. Tanti cibi, tanti amici, tanti parenti che per la verità non ho. Ricordo addirittura un personaggio de Il Padrino - Parte Terza, che nel sogno era il nonno di Vaga, che mi invitava in Sicilia. Effettivamente, ieri sera abbiamo visto la terza parte della trilogia di Coppola... si sa che è un film molto meno riuscito degli altri due, veniva persino citato nei Simpson come esempio di cosa malriuscita... ma non pensavo così tanto. Non sembra nemmeno girato dalla stessa persona. D'accordo che sono passati sedici anni dalla stupenda seconda parte a questa, ma... vabbè, c'è anche del buono, come gli interessanti legami con la storia vera.
L'altra notte invece ho sognato che abitavo in un condominio enorme, in una specie di Megalopoli cyberpunk o da film di fantascienza alla Brazil. A un certo punto ero nel cortile del mio palazzo e vedo una vecchia, su un balcone del palazzo adiacente, salire su uno sgabello e buttarsi oltre la ringhiera. Io provo a chiamare l'ambulanza, ma ogni volta sbaglio a comporre il numero. Una cosa tipica dei sogni. Mi chiedo perché ci si ritrovi sempre in queste situazioni di impotenza, quando si sogna. A parte tutto, credo che il sogno dipenda dal fatto che nel palazzo qui di fronte la settimana scorsa è morta una signora anziana. Ci sono due balconi, uno sopra l'altro, da cui si affacciavano sempre due signore anziane, e io non le distinguevo mai. Ogni tanto credevo addirittura che fosse una sola. In realtà erano molto diverse. La settimana in cui ho visto il carro funebre, erano chiuse entrambe le tapparelle, e io ho passato una settimana a chiedermi quale delle due fosse deceduta, o se fossero morte tutte e due, o se in realtà si trattasse effettivamente di una sola donna. Il giorno prima che facessi questo sogno, la vecchina del piano di sotto è tornata a fumare sul balcone. Forse nel sogno tentavo di ricongiungerla alla sua immagine speculare nella mia mente? Se lo sapesse, mi manderebbe un accidente, ma non si dice che così si allunga la vita alla gente?

mercoledì, settembre 05, 2007

ronin e carbonari

Ancora buio. Si vede che ci si avvicina all'autunno.

Ecco, ci risiamo. È dalle 4:30 che non chiudo occhio. Persino Pietro dorme più di me. Pazienza, d'estate è bello perché anche se ti alzi di notte, non fa freddo.
Qualche tempo fa ho detto che avrei messo un'immagine particolarmente bella o significativa di ogni DVD che avessi visto. Be', non proprio di tutti, dipende se mi ricordo o meno. L'altra sera - o meglio, le altre sere - ci siamo visti Genroku Chūshingura - La vendetta dei 47 ronin fedeli di Kenji Mizoguchi. È una trasposizione cinematografica di un celeberrimo fatto realmente avvenuto, servito da soggetto per innumerevoli opere teatrali, film, ecc, in Giappone. Qui potete trovare la storia.
A un certo punto Silvia è andata a dormire, e siamo rimasti io e Pietro seduti sulla poltrona a guardare il film. Faceva ridere vederlo osservare la televisione, perché si tratta di un film giapponese del 1941, sottotitolato e lungo quasi quattro ore. Però sono riuscito ad addormentarlo.
L'immagine che metto qui è una di quelle che mi è sembrata più significativa, non tanto a livello di bellezza dell'inquadratura, quanto per il suo ruolo all'interno del film, che si basa tutto sull'attesa del momento della vendetta ma, quando questa avviene, non viene mostrata: semplicemente ci viene raccontata, letta in una lettera come un fatto già avvenuto, nell'immagine che qui vedete. Vi assicuro che ha un certo impatto sullo spettatore.


Ieri mi è anche arrivato a casa il CD originale di Acqua foco e vento di Riccardo Tesi, uno degli album più ascoltati da Pietro. Vale davvero l'acquisto. Contiene tutte canzoni che l'organettista pistoiese riprende dalla tradizione popolare toscana, e una delle mie preferite è La ballata del carbonaro, che inizia così:

"Vita tremenda, vita tribolata
Di chi alla macchia va per lavorare
Vita tremenda triste e strapazzata
Non si può creder quanto immaginare.

Parte da casa ha poco lieto il cuore
Si riunisce insieme ai suoi compagni
Lascia la moglie sola nel dolore
E i figli scalzi e ignudi come ragni.

Dicendole se giova il mio sudore
Speranza ho di far buoni guadagni
Soccorso vi darò poi lo vedrete
Comprerete il vestire e mangerete.

rit.
In Corsica, in Sardegna e fino a Rieti
Star sette mesi e non mi spoglio mai
Ma in cerca di fortuna
S'andrebbe anche nel grigio della luna..."

lunedì, settembre 03, 2007

viaggiare e dormire

Caldo di giorno, fresco di sera.

In questi giorni abbiamo viaggiato un po' con Pietro. Sabato i nonni l'hanno portato al Forte di Barde, in Valle d'Aosta, a vedere una mostra sull'astronomia. Siamo stati bene, abbiamo mangiato un pranzo buonissimo, abbiamo visto bei posti... e Pietro ha dormito tutto il tempo.
Ieri invece abbiamo fatto una passeggiata di circa un'ora e mezza, portando Pietro nel marsupio (che male alle spalle, una volta tornati...). Siamo andati fino a Madonna di Loreto e ritorno, camminando per le belle campagne nostrane... e Pietro ha dormito tutto il tempo.

sabato, settembre 01, 2007

troie di regime

Sole di Settembre.

Ieri sera, verso mezzanotte, mi è capitato di vedere un pezzo di uno speciale sui lavavetri, dovuto alla questione che si è sollevata negli ultimi giorni. A un certo punto, compare come colonna sonora del servizio un frammento di La domenica delle salme, di Fabrizio De André. Quello, appunto, sui lavavetri polacchi fermi ai semafori a lavare i finestrini magari delle FIAT Uno, forse in partenza per le vacanze (almeno secondo le interessanti interpretazioni sul testo che potete trovare qui su viadelcampo - da solo non avevo colto molte metafore, lo ammetto).

I versi recitano:

I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare

Ma siccome siamo in Italia, i curatori del servizio hanno pensato bene di amputare ad arte il verso che ho evidenziato in rosso.
Ora, sulla TV italiana siamo ormai abituati a ogni nefandezza, forse di più su Mediaset, ma anche la RAI se la cava bene. Di troie in carne e ossa è già piena, c'è da scandalizzarsi per la sola parola? Che bisogno c'era di deturpare ipocritamente un verso di quella che probabilmente è una delle più belle poesie dell'ultimo ventennio sull'Italia, rendendolo incomprensibile e privo di logica (di fatto viene a mancare il verbo relativo a "polacchi" e il soggetto della frase successiva, e "semafori" non si accorda certo a "lanciate", in quanto a genere)? Paura della parola? Paura della metafora? E allora non potevate prendere un'altra canzone?

venerdì, agosto 31, 2007

ultimo sorriso d'agosto

Stamattina pioveva, ora c'è il sole caldo, quel sole secco e trasversale di fine estate.


Per chi ancora non avesse visto Pietro ridere, ecco qui una foto, mentre se la spassa a sentire il nonno che fischietta. Già mi sciolgo così, figuriamoci quando inizierà a parlare...

giovedì, agosto 30, 2007

fase rem

Un po' d'afa, un po' di vento, un po' di sole, un po' di nuvole confluiscono nel tempo degli ultimi giorni d'agosto.

Bevo il caffè e non so che CD mettere su. Mi lascio prendere dalla svogliatezza di fine estate. Mi viene in mente cosa scrivere sul blog alla sera, a computer spento, e la mattina è tutto dimenticato. Seguo di malavoglia i telegiornali, gli esiti delle indagini sulla strage di Ferragosto, le noiose discussioni sulle primarie del PD, la questione lavavetri. Scorro con lo sguardo le inutili gallerie sul sito di Repubblica e non ho voglia di aprirne nessuna. Ho dormito un po' dopo aver giocato con Pietro... ma non dovevo essere io ad addormentare lui? A parte tutto, che spasso i suoi sorrisi corredati di "Guh", "Gh", "Gah"! Tentenno tra il partire a zappare l'orto e l'idea di fare una passeggiata. Nel frattempo mi decido a lavorare a una traduzione sui vini dell'Oltrepo Pavese che rimando da inizio anno. Stasera voglio fare gli gnocchi, ma richiede un certo tempo... allora è meglio la passeggiata o la zappa?

Oh, quanto sono noioso oggi.

Prosegue la lettura di Sulla strada. L'inizio della terza parte è davvero formidabile. Ieri sera avevo una mezza intenzione di scannerizzarlo e metterlo sul blog, ma poi ho deciso di lasciare perdere. Comunque davvero bello... meno male che alla fine mi sono deciso a leggerlo.

In questi giorni, in macchina, ascolto a ripetizione Drive dei R.E.M. Leggo oggi che Kurt Cobain la stava ascoltando quando è morto... sarà poi vero?
Tra le canzoni dei R.E.M. è una di quelle che amo di più, anche se il mio album preferito è Green. Peccato che negli ultimi tempi si siano rassegnati ad album mediocri.

Ecco qui il video:

martedì, agosto 28, 2007

promesse

Dopo la pioggia e il freddo, torna il caldo, ma siamo a fine agosto, ed è destinato a spegnersi.

Ovviamente, quando dico che faccio una cosa, poi difficilmente mantengo la promessa. In questi giorni ho lavorato molto poco, ma il tempo da dedicare al blog non è aumentato per i seguenti motivi: 1) Non lavorando, sto meno al computer; 2) Avevo altro da fare, come pensare ai preparativi per il battesimo di Pietro; 3) Sono pigro.
Perciò rimandiamo le traduzioni delle canzoni all'autunno, a ritmi di lavoro più regolari, col caffé delle 15:30, la Barcaccia, Fahreheit, la tuta. E rimandiamo anche i resoconti lunghi, a favore di brevi commenti e considerazioni.
Pietro ha iniziato a sorridere un sacco e ad accorgersi della presenza di carillon e pupazzi. È un piacere vederlo reagire, e un suo sorriso ti ricarica si tutte le energie perdute.

Dopo il battesimo, abbiamo fatto una festa con amici e parenti nel cortile dei genitori di Silvia... io non so perché ero stanco morto, ma è stato molto bello. Più avanti metterò qualche foto.
Anche Pietro era stanco morto, infatti ha dormito dalle 22:30 alle 4:30 di mattina e, dopo una silenziosa mangiata, ancora fino alle 09:45 del mattino. Il miracolo!
Stamattina non mi sono più riaddormentato dopo le 6... oggi sono fiacco.
Odio il 90% dei programmi televisivi, ma negli ultimi due lunedì sera ci siamo visti con piacere Evoluti per caso, con Syusy Blady e Patrizio Roversi sulle orme di Darwin in America Latina. Siccome mi faccio facilmente influenzare dalle cose e prendere dall'entusiasmo, mi leggerò presto L'origine delle specie.

Pietro assume spesso una variante della posizione "haniwa": la posizione Superman.

lunedì, agosto 20, 2007

lupo solitario e il suo cucciolo

Negli ultimi due giorni, i temporali sono scesi a bagnare i cavoli.

In questi giorni mi sono buttato a capofitto nel mondo di Lone Wolf & Cub, perché dovevo tradurne un volume. Non l'avevo mai letto, quindi ho dovuto leggermi tutti i venticinque volumi precedenti in un breve lasso di tempo. Che dire... davvero bello, e più va avanti, più la storia prende corpo e rapisce il lettore. E a portare in giro Pietro nella carrozzina, come non immedesimarmi in Lupo Solitario, con il suo piccolo Daigoro?

Qualche giorno fa, verso le dieci di sera, ho messo Pietro nel marsupio e sono andato a farmi un giro per Canale, così da lasciare un po' di respiro a Silvia. Siamo andati a cercare i posti più deserti di Canale, prendendo il fresco della sera. Fin su davanti al convento, e poi a leggere le scritte in latino sulle facciate delle chiese, fino a Madonna della Neve, che la scritta in latino non ce l'ha.

Stanotte Pietro come al solito non riusciva a respirare. Ieri la pediatra ci ha detto che è anche raffreddato e di fargli l'aerosol, con delle gocce di questo e di quello, più delle supposte di antimucolitico. A me l'idea di dargli già delle medicine non garba molto, ma quando lo senti faticare così di notte, piccolino, cosa puoi fare se non ascoltare chi di dovere?

Oggi dovrei finire i lavori di agosto, e finalmente avere un po' di relax, per riposarmi, godermi Pietro, aiutare Silvia, occuparmi del blog come avevo promesso e portarmi avanti con calma per settembre. Che bello.

Come avrete notato

sabato, agosto 18, 2007

per quattro coniglietti in più

È nuvoloso, ma c'è afa. Sarei dovuto andare a bagnare i cavoli, ma mi sono fidato della pioggia dell'altra notte.

Quando ero piccolo, mia nonna mi raccontava parecchie storielle macabre, quelle tipiche storie crudeli di una volta che anni dopo ho ritrovato con piacere nelle Fiabe italiane di Calvino. C'era anche una canzoncina tragica (anche questa credo che me la cantasse mia nonna), a proposito di alcuni coniglietti che muoiono in svariati modi. Fino a oggi ho sempre pensato che quei coniglietti fossero sei, e difatti io ricordo così la canzone:

Sei coniglietti andavano a spasso
uno di loro sbatteva contro un sasso.

Cinque coniglietti andavano al mare
uno di loro si mise ad affogare.

Quattro coniglietti andavano all'ovile
un cacciatore sparò col suo fucile.

Tre coniglietti videro un bue
ne scappa uno, ne restano due.

Due coniglietti andavano in fretta
uno di loro si perse nella foresta.

Un coniglietto, che aveva buon cuore
rimasto solo è morto di dolore.

Ora, a parte il fatto che non è accertato che il coniglietto che è scappato di fronte al bue sia morto, né che lo sia quello perdutosi nella foresta (a meno che, avendo certamente avuto anche loro buon cuore, non siano morti di dolore come l'ultimo), oggi vengo a sapere che in realtà i coniglietti erano dieci. Potenza di Internet! E infatti, andando a questo link, troverete più coniglietti, nonché una variante di carattere fantastico e un altro coniglietto che non muore, ma se ne va in montagna.

E ora... qualcosa di completamente diverso. Riki mi ha spiegato come fare a mettere direttamente i video sul blog, quindi ora ci provo e, per omaggiare il suo aiuto, tento con un paio di video dei rumoristi Einsturzende Neubauten, uno dei pochissimi (oltre a Nina Hagen e i Kraftwek) gruppi tedeschi che conosco. Il primo è in inglese, il secondo è in tedesco. Ho scelto due delle cose più "normali" del gruppo... spulciare su YouTube, per le performance pazzesche degli anni Ottanta.



mercoledì, agosto 15, 2007

progetti d'agosto

La pace di restare a casa a ferragosto rende il caldo meno caldo.

In questo periodo sono pieno di progetti per il blog, ma in realtà continuo a rimandare e non scrivo molto. Sarà il caldo, sarà il sonno arretrato, sarà il lavoro.
Comunque, uno dei due progetti che ho in cantiere è di tradurre una canzone alla settimana e metterla sul blog. Durante i primi anni di liceo, traducevo un sacco di canzoni. Ho tradotto interi album di Nick Cave, Roger Waters e dei Pogues. L'ho fatto mentre stavo praticamente imparando i primi rudimenti di inglese, quindi si può dire che io l'inglese l'abbia imparato soprattutto sulle canzoni. Nonostante ora faccia il traduttore di mestiere, mi capita molto raramente di tradurre dall'inglese, e mai delle canzoni. Quindi voglio provare a fare questo esperimento per rimettermi un po' in forma, insomma. Perché tradurre fumetti è molto diverso dal tradurre canzoni. Vedremo un po' quali saranno i risultati.

Un'altra cosa carina che vorrei fare è estrapolare una delle immagini più belle di un film e metterla sul blog, quando mi guardo un DVD. Mi è venuto in mente l'altra sera guardando Gion bayashi (La musica di Gion) di Mizoguchi (finalmente sono riuscito a vedere di nuovo qualche film, visto che Pietro ha preso a dormire alla sera). È un bellissimo film, peraltro interpretato dall'incantevole Ayako Wakao, una delle mie due attrici giapponesi del passato preferite, in quanto a bellezza. Devo assolutamente vedere Tatuaggio di Yasuzo Masumura (che immagino sia tratto dal racconto di Tanizaki).

Vedremo se manterrò i miei impegni. Per ora rimando solo a un link, questo, assai più futile ma parecchio divertente... ci sono alcune foto di animali parecchio strani. Il primo premio lo vince il mitico "pesce blob", di cui ho cercato un altro paio di foto... questa e questa.
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