venerdì, novembre 30, 2007

prima e poi

Sole, come sempre sembra di stare in una doccia, vista la condensa.

Prima...
Due considerazioni sulla TV:

Ma perché la gente guarda Striscia la notizia? Ezio Greggio ha mai fatto ridere in vita sua? L'ultima volta che ho riso per le sue battute, facevo le elementari... ed erano le stesse di oggi.

Ieri ho visto la fine dello spettacolo di Benigni sul quinto canto dell'Inferno di Dante. Che dire? Per quanto ne dicano i suoi detrattori, quelli che dicono che col tempo sia diventato più mansueto, che lo tacciano di tradimento per essersi lasciato prendere in braccio da (brrrr) Mastella... io ieri l'ho trovato davvero grande e commovente. E poi che bello vedere qualcosa del genere sulla RAI... mi sembrava veramente di vedere una televisione che qui non c'è più, non basata sul nulla assoluto, ma su qualcosa.
Non ho visto la prima parte dello spettacolo, ma l'ho registrata e la guarderò stasera, forse.

Poi...
Essendo oggi l'ultimo giorno di Novembre, riporto qui la top ten delle migliori ricerche google che hanno portato a Strange Weather nell'arco del mese (e mi scuso con Mendo se mi sono ispirato alla sua ben più brillante sezione "Amico che..."):

1) ho sognato che perdevo lo zaino
2) in sicilia mia nonna mi faceva addormentare così
3) o que significa knuddel
4) cocciniglia patatine
5) foto pesce con denti sporgenti
6) troie di casa
7) vape vespe ragusa
8) foto dermatite atopica naso
9) immagini e foto dimensioni pancia gravidanza 30 settimane
10) probabilità data presunta parto

Immagino che la persona della numero 10 sia rimasta delusa, a leggere i racconti sul lungo calvario degli ultimi giorni di gravidanza di Silvia... be', se stai ancora aspettando, in bocca al lupo!

lunedì, novembre 26, 2007

teschi

Un raggio di sole violento si è intrufolato in camera da letto, quando sono andato a portare Pietro a Silvia.

Quando traduco Death Note ho bisogno di concentrazione, e mi tocca barricarmi in casa e non fare altro. Di conseguenza, mi passa tutta la voglia di scrivere sul blog. Ora però mi sento in colpa e qualcosa devo pur scriverlo. In questi giorni ho ascoltato a ripetizione Sidun di (come al solito) De André. È una canzone talmente bella che non so capacitarmene. Vorrei inserire ora la traduzione del testo con un video amatoriale che ho trovato su Youtube perché la possiate ascoltare, ma sarebbe il terzo video di fila, quindi ho deciso che è meglio prima fare un intermezzo.

Si tratta quindi di trovare qualcosa di cui parlare, con alle spalle una settimana priva di eventi rilevanti, a parte Pietro che si mette a divorare (almeno nelle intenzioni) mele, pere e banane, facendoci schiattare dal ridere. Ieri è tornato finalmente il sereno, perciò abbiamo fatto una passeggiata fino a Mombirone, per far prendere un po' d'aria e sole al povero Pietro, afflitto da crosta lattea e dermatiti varie. Lassù c'era solo una coppietta e gente silenziosa... si stava bene.

Ogni tanto penso a quando Pietro andrà a scuola, e non vedo l'ora. Mi vengono in mente alcuni ricordi delle elementari. Cose vaghe, come le materie giocose di prima, forme colorate, contorni di foglie in autunno, lo stampatello minuscolo, il vino fatto fermentare in classe, il libro azzurro dei compiti delle vacanze, il classico tema sul Natale, i disegni in fondo, i temi liberi e le storie da inventare... storie assurde scritte a quattro mani (ma pensa tu...) insieme a Vaga. Mi piacerebbe un giorno trascriverle qui.
Ricordo che un giorno, durante un'escursione in montagna con la mia famiglia, trovammo il teschio di un camoscio (o era uno stambecco? non ricordo). Siccome io avevo uno spiccato gusto per il macabro, ne fui contento e lo portai a casa. Ricordo che era un sabato, quindi dovetti aspettare sino a lunedì per portarlo a scuola tutto orgoglioso. Non stavo nella pelle, e con la maestra e tutti gli altri bambini intorno a osservare, lo tirai fuori dalla borsa di plastica azzurra, per riporlo sulla cattedra. Ma durante il fine settimana, al tepore della casa, i vermi avevano proliferato dentro il teschio, e il lunedì si riversarono sulla cattedra. La maestra svenne.
A questo punto forse il ricordo si mescola alla fantasia e alle leggende metropolitane, ma ho l'impressione che usammo il vino fatto fermentare in classe, ormai divenuto aceto, per far rinvenire l'insegnante.

lunedì, novembre 19, 2007

decameron

Guardo fuori dalla finestra e penso che oggi non metterò il naso fuori di casa, se possibile.

Mi piacciono i barattoli con il coperchio di latta da levare, come quello dell'orzo solubile, e quelli con la carta da strappare, come quello della nutella.

Qualche settimana fa ho parlato del ritorno di Luttazzi in TV, che ha portato su LA7 il suo nuovo varietà satirico: Decameron. Ho guardato con interesse le prime tre puntate e, se ora posso fare un bilancio, devo dire che mi sento un po' deluso. Spiacente, ma non riesco a farmi piacere un programma solo perché ne condivido le idee o l'indirizzo politico. Di tutto il programma, credo che si salvino i monologhi e qualcosina qua e là. E si salva la bella sigla di coda, scritta e cantata dallo stesso Luttazzi, che ha al suo attivo due album.
Però il resto... quelle scene che fan così tanto teatro in TV non mancano di spunti interessanti, certo, ma sembrano imbalsamate sullo schermo. E poi quegli intermezzi che sembrano voler essere politicamente scorretti a tutti i costi... ma il problema non è che possano scuotere o scandalizzare lo spettatore, semmai il contrario: al giorno d'oggi, dopo gli storici e illustri esempi dei Simpson e di South Park, e quelli meno illustri del successivo imbarbarimento del gusto in parte da essi stessi sdoganato, le volgarità e le scorrettezze a tavolino di Luttazzi non ci fanno nemmeno il solletico. E chi potrebbe rimanerne scosso probabilmente non guarda Decameron. Non è certo colpa di Luttazzi, ma resta il fatto che, guardando questi sketch, né ho riso, né mi sono sentito scosso... mi sono solo annoiato. Sorvoliamo sull'aria pesantemente kitsch del programma... Luttazzi non è certo uno sprovveduto, e sono sicuro che la sua sia una scelta ben consapevole... così come il senso di irritazione suscitato dall'alto tasso di autoreferenzialità dei suoi monologhi. Luttazzi vuole essere irritante come la realtà che smaschera, con le sue risate e applausi registrati (ai quali risponde come se si trattasse di un pubblico vero in uno studio desolatamente vuoto), con la sua volgarità e con il suo parlare sempre di sé. Sì, d'accordo... ma alla fine funziona veramente? Colpisce? Irrita? O forse lascia indifferenti e alla lunga stufa soltanto?
Forse il mio è un giudizio un po' severo, ma solo perché a me Luttazzi piaceva, e per certi versi ancora mi piace molto... però non so... ho avuto come l'impressione che sia caduto in ibernazione con l'editto bulgaro di Berlusconi, e che ora l'abbiamo scongelato nel microonde e poi riscaldato. Tutto questo ribadire continuamente cos'è la vera satira, ad esempio... d'accordo che ce n'è bisogno, in un paese in cui i significati delle parole vengono costantemente stravolti da politici e media, ma così risulta davvero didascalico e ne smorza il piacere.
A parte tutto, ci sono anche momenti molto liberatori: i monologhi sono comunque molto accesi, interessanti e non risparmiano niente e nessuno. Anche il messaggio video sulla missione militare in Afghanistan ripetuto ogni volta colpisce nel segno. E non mancano gli spunti divertenti, come alcune trovate surreali (ad esempio quella dei cani-formica) e le battute concise alla macchina da scrivere, le quali mi danno l'impressione che, alla fine dei conti, Luttazzi sia più godibile da leggere che non da vedere. Forse proprio per via del fatto che la sua comicità non è mai estemporanea, ma sempre fredda e studiata a tavolino... è comicità scritta, e per questo più adatta a essere letta.
Comunque ecco qui sotto la sigla di chiusura: Money for Dope. La canzone non è niente male, e anche il video è bello. Posti a conclusione del programma, gli conferiscono un tocco davvero funereo.





mercoledì, novembre 14, 2007

estremi rimedi, splendide iniziative

C'è un bel sole. Fuori sembra fare freddissimo.

Dopo la nottata, dopo qualunque nottata, il più grande piacere è andare a salutare Pietro nel lettone e godersi le sue risate e i suoi sorrisi. Questa notte, verso le quattro, ha iniziato a svegliarsi a ripetizione, finché stremati non abbiamo deciso di provare a lasciarlo piangere un po'... e così l'abbiamo lasciato in cucina. Si è lamentato per una decina di minuti, dopodiché ha dormito dalle cinque alle sette (traduco: un ottimo risultato, in termini temporali). Io però ci stavo male a pensarlo là, così non ho più chiuso occhio e alla fine mi sono alzato alle sei. Ma d'altronde che fare? Non sono certo un sostenitore del famigerato metodo Estivill, e non sono mai stato d'accordo con chi dice che il bambino è un tiranno e ti fa far quello che vuole lui, ma un minimo di regole e collaborazione reciproca ci vogliono, perché altrimenti io non posso lavorare e Silvia non lo può accudire serenamente di giorno.
Comunque non si pensi che poi non sia stato premiato per le due ore di sonno... visto che ha passato le successive due a ciucciare nel lettone!

Oggi ho letto che Peter Gabriel è uno dei promotori di The Hub, una specie di Youtube dedicato alla denuncia di violazioni dei diritti umani. Lo slogan è: See it, film it, change it. Chiunque, da qualunque parte del mondo, può caricarvi sopra dei video di denuncia, e renderli visibili al mondo interno. È una bellissima iniziativa, no?

Mendo, ovvero Mattia, mi fa giustamente notare che sul blog non c'è una foto di Silvia, Pietro e me insieme... insomma, una foto di famiglia. Provvederò al più presto (a dire al vero ne ho qualcuna, ma ormai sono datate).

P.S.: Ovviamente tempo fa ho cambiato la lampada della cucina (vedi questo post)... non potevo far dormire mio figlio con gli spettri!

domenica, novembre 11, 2007

rose e spine

Ho la persiana giù perché c'è Pietro che dorme qui dietro di me. Come faccio a capire che tempo fa da quel poco che vedo? Ma l'altro giorno c'era un vento che creava croccanti mucchi di fogli secche.

Mai cantare vittoria troppo presto, e difatti Pietro è tornato a non dormire, nonostante tutti gli accorgimenti. È dura, specialmente per Silvia, ma non si pensi che siano solo spine. Perché di giorno è tanto adorabile che ti si stringe il cuore. Ieri ad esempio ho montato il passeggino e l'ho portato fino a Villa Tiboldi, così intanto Silvia poteva dormire un po'. Le foglie secche delle viti avevano un colore stupendo, vero e proprio oro sulla terra. Pietro ha fatto il bravo e si è guardato per bene intorno, cosa che dalla carrozzina non poteva fare. Poi s'è addormentato, ci siamo ancora concessi un giro in centro, e infine a casa.
Metto qui sotto due foto: una mostra (ma senza renderne la comicità), una faccia buffa che Pietro s'era inventato di recente, ma che poi ha scordato dopo averla provata a ripetizione per un giorno intero. L'altra lo mostra intento ad addentare una mela che abbiamo provato a fargli ciucciare.

La settimana scorsa sono andato in ferramenta. La ferramenta, come ad esempio il meccanico e il gommista, è uno di quei posti nei quali mi sento sempre in imbarazzo, non essendo per nulla ferrato (perdonate l'involontario gioco di parole) in materia. Non so, ci entro sempre con un certo senso di inferiorità.

L'altro ieri mi sono arrivati dei CD che avevo ordinato su IBS. Ora che non posso più passeggiare per negozi di CD, visto che a Canale non ci sono negozi del genere, il mio shopping musicale s'è fatto quasi esclusivamente virtuale, e mi diverto quindi a spulciare tra le offerte di IBS per stanare un album che non ho mai preso prima perché troppo caro... e che di di colpo, per un breve periodo di tempo, puoi trovare a nove euro. Piccole gioie della vita, insomma. Naturalmente non si trovano certo le ultime uscite, ma con un po' di pazienza piano piano si colmano i buchi.

mercoledì, novembre 07, 2007

pruriti e stelle cadute

Quando riesci a dormire quasi tutto di filato, il novembre sembra meno novembre, il freddo meno freddo, la condensa sui vetri rugiada mattutina.

Negli ultimi tempi, le notti si erano fatte davvero pesanti, fino al culmine di ieri notte: Pietro si è svegliato infinite volte agitatissimo e con una chiazza di sangue secco sulla testa, che si era provocato grattandosi (fortunatamente il graffio non era così grosso, ma la chiazza subito ci ha spaventati).
Ieri siamo andati a una visita pediatrica all'ospedale di Alba, tanto per fare un controllo generale e chiedere alcune informazioni. Pietro pesa 7,750 kg. Il latte di Silvia va che è un piacere. Durante la visita, Pietro ha fatto qualche mini-scoreggia, la sua tipica fontanella di pipì una volta levato il pannolone, e si è messo a dare i calcetti al pediatra. A parte questo, il pediatra ci ha confermato che il motivo per cui Pietro si sveglia così tanto di notte è probabilmente il prurito dovuto alla crosta lattea, aggravatasi leggermente in una dermatite atopica. Gli ha prescritto qualche goccia di antistaminico, e noi abbiamo deciso di passargli più spesso l'olio sulla testa per non far seccare la crosta di notte... in più gli abbiam messo un calzino sulla mano sinistra (quella incriminata, con cui si sfregia), a mo' di guanto. E magia: stanotte Pietro si è svegliato solo alle 3 e alle 6, e al momento se ne dorme ancora beato. Forse sto cantando vittoria troppo presto, e magari porta male, ma mi viene davvero da pensare che se il poverino diventava un diavolo ogni notte da almeno un mese, era solo perché gli prudeva la testa.

Ieri è morto Enzo Biagi. In uno speciale su di lui, si vedeva un'intervista che Biagi fece a Marcello Mastroianni. Mi è venuto da pensare a quante facce conosciute scompaiono inevitabilmente, anno dopo anno. Tante facce che sono stato abituato a vedere in giro sui media sin da quando ero piccolo, gli astri dell'universo mediatico in cui sono cresciuto. Invece Pietro non li conoscerà mai, se non sui libri di storia. Viene da chiedersi chi prenderà il loro posto ai suoi occhi.

venerdì, novembre 02, 2007

un anno fa

"No shadow
No stars
No moon
No cars
November"

Un anno fa, all'incirca a quest'ora, scoprivamo l'esistenza di Pietro, che non era ancora Pietro e se ne stava nascosto quatto quatto dentro Silvia già da qualche settimana. Ricordo bene quel giorno: io stavo lavorando in cucina con il portatile, vicino alla stufa. Stavo traducendo Chrono Crusade. Silvia era andata da sua mamma a fare il test. Io intanto trepidavo per l'attesa e faticavo a concentrarmi. Quando Silvia è arrivata, si è messa a piangere per la gioia. Siamo andati con una scusa a casa mia per fare l'annuncio. Siamo passati a prendere mia sorella, che ovviamente ha più o meno capito tutto. Mio fratello purtroppo non era a casa, ma l'abbiamo chiamato dopo. Non sapevo da dove iniziare, quindi prendevo tempo. Poi l'annuncio e il primo brindisi. Ne sono seguiti altri, a casa di Silvia, dai suoi nonni, da suo zio, da Vaga, da Milly. Silvia non poteva bere, essendo incinta, quindi dovevo bere sempre io. Ricordo che quella sera faceva un freddo artico.

È passato un anno e lui è qui, tutto pesante e paffuto, nel suo piumino azzurro che gli sta un po' grande, e ogni volta che lo vedo vestito così mi metto a canticchiare tra me e me quella stupenda canzone di David Bowie sull'astronauta...

giovedì, novembre 01, 2007

la notte e il giorno dei morti

"Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo."

Oggi è il primo novembre. Si va al cimitero, si vanno a trovare i morti. Nella cappella dei parenti di parte materna, si respira il particolare e affascinante rapporto che mio nonno ha con il mondo dei morti.

Ieri sera c'era Halloween. Essendo noi amanti del Carnevale, come ho già accennato da qualche parte, normalmente non ci facciamo sfuggire neanche quest'occasione per travestirci. Quest'anno però era improponibile andare a una festa, così abbiamo travestito Pietro da bimbo-leopardo, e siamo andati a trovare i miei. Prima di tornare a casa, abbiamo fatto un salto da Vaga... dove lui, Faina (che è il fratello di Vaga) e Ottavia si preparavano ad andare a qualche festa di Halloween. Vaga era vestito da Wolverine, Faina da Jack Skeletron, e Ottavia da Sposa Cadavere. Peccato non poter andare anche noi! I costumi erano come al solito impeccabili e geniali... vale la pena di mettere una foto. Se nei prossimi giorni ho voglia e non ho niente da scrivere, metterò alcune foto dei nostri carnevali e Halloween. Di solito le foto non venivano mai bene, ma qualcosa è rimasto. Bellissimo il carnevale 2006, tutti vestiti da personaggi di film in bianco e nero. Peccato che le feste di carnevale non siano più tanto in voga, e che quindi alla fine il divertimento sia stato un po' fine a se stesso, quella volta come tante altre... quasi sempre ci divertiamo di più a realizzare i costumi che non a esibirli.
Io però ho sempre sognato una festa di carnevale tipo quella de I vitelloni.

mercoledì, ottobre 31, 2007

tre cose

Piove? Non piove? Per terra è bagnato, ma non mi sembra di vedere la pioggia per aria. Mi fa un effetto un po' strano. Un po' come quando i bambini disegnano l'azzurro del cielo solo in alto, e non in aria.

Tre cose:

1) Come potete vedere, ho finito di etichettare tutti i post passati, e ho inserito nella colonna a sinistra l'elenco delle etichette. Così potete, se volete, viaggiare per il blog andando per argomenti. Etichettando i vari post mi sono accorto che prima raccontavo più sogni.

2) Ieri sera sono diventato zio di Andrea, il figlio del fratello di Silvia, nato di 3,9kg. Corri Pietro, che tuo cugino ti raggiunge! Anzi no... non correre troppo, visto che sei già sui 7kg!

3) Sabato sera torna Luttazzi in TV! Sono quasi contento di non uscire, così me lo vedo. Nel frattempo, date un'occhiata al suo blog (è molto molto interessante, oltre che divertente)...

martedì, ottobre 30, 2007

presenze

"October
And the trees are stripped bare
Of all they wear
What do I care

October
And kingdoms rise
And kingdoms fall
But you go on...and on..."

Ieri sera abbiamo guardato alcune riprese di Silvia durante la gravidanza, quando aveva la pancia, e di un minuscolo e per noi quasi irriconoscibile Pietro nelle prime settimane di vita. Allora gli abbiamo detto: "Ma come facevamo a dire tutti che eri bello?".

Prima però abbiamo finito di guardare un film iniziato la sera prima e interrotto, con mio rammarico, a un quarto d'ora dalla fine, proprio sul climax. Interrotto ovviamente dalla cacca di Pietro, che abbiamo cambiato cinque volte in un'ora. Il film era Gli invasati di Robert Wise (The Haunting, 1963), un bellissimo e originale horror su una casa infestata da presenze che non si vedono mai, lasciandoci fino alla fine il dubbio che si tratti semplicemente di suggestioni amplificate dai disturbi psichici e dai sensi di colpa della protagonista.
Ora la cosa bizzarra è che, per tutta la sua durata, il DVD si interrompeva esattamente ogni diciassette (17, dico) minuti. E già la cosa era un po' inquietante. Ieri sera, inoltre si è bruciata la lampadina della cucina, perciò l'ho sostituita con una di quelle a basso consumo che si ottengono gratuitamente (credo dall'Enel, non ricordo più... erano in garage da una vita). La nuova lampadina, però, oltre a essere esteticamente brutta ed emanare una luce deprimente (di quelle che, sicuramente, con il passare degli anni, spingono i membri di una famiglia ad accoltellarsi a vicenda), lampeggia di bagliori azzurri anche quando è spenta. Così, quando stanotte sono sceso per andare in bagno, mi sembrava di avere un poltergeist in cucina.
Non credo ai fantasmi, però mi fanno un po' paura. Oggi vado a comprare un'altra lampadina.

lunedì, ottobre 29, 2007

tisane, virgole, evoluzione linguistica

Tempo grigio, si chiama Ottobre ma in realtà è Novembre?

Ieri pomeriggio ho fatto una tisana. Io e Silvia non ci facciamo mai mancare la tisana della sera con il miele sciolto dentro. Tuttavia, siccome è autunno, ogni tanto ci scappa anche la tisana del pomeriggio. Sulla confezione leggo:

Attenzione, l'acqua troppo calcarea o trattata, può alterare il gusto e il colore della bevanda, in questi casi, è consigliabile utilizzare acqua minerale naturale, o, protrarre la bollitura dell'acqua per alcuni minuti.

Non vi sembra una punteggiatura un po' bislacca? Non è nulla di grave, e in questo caso c'è l'attenuante che, trattandosi di una ditta tedesca, magari si tratta della traduzione di un madrelingua.
Capita però di incappare in errori ben più gravi, leggendo le scritte che ci circondano ogni giorno.
Ogni tanto penso alla lingua italiana e mi chiedo fino a che punto si possa parlare di errori, e fino a che punto non inizi invece una profonda e generalizza mutazione linguistica. Quando gli errori di grammatica e di punteggiatura non arrivano solo dai ragazzini sui forum e dal loro linguaggio da sms, ma iniziano a comparire in massa nelle scritte in sovrimpressione in TV, negli slogan delle Poste Italiane, sulle confezioni, sui siti dei grandi giornali, sulle riviste... allora non è un po' come se venissero istituzionalizzati, accettati? Forse presto sul dizionario troveremo al fianco di po', stà al fianco di sta, al fianco di do. È giusto? Sbagliato? Bisogna arrabbiarsi, rattristarsi, oppure accettarlo come una naturale evoluzione della nostra lingua, come tante ce ne sono state?

giovedì, ottobre 25, 2007

la verità su "era una notte buia e tempestosa" e radio

Piove, prima però è passata una piuma davanti alla mia finestra, e per un attimo ho pensato che nevicasse.

Non mi sono fatto vivo per un po' per svariati motivi. Ora mi limito a un appello e a una segnalazione.

L'appello è il seguente. Se vado a dare un'occhiata alle statistiche del sito e alle chiavi di ricerca che hanno portato qui, noto che c'è qualcuno che cerca molto spesso la frase "era una notte buia e tempestosa", ovvero lo storico inizio del romanzo di Snoopy, da me citato in un post. Dalle parole associate alla frase, deduco che l'autore (o gli autori) della ricerca stia cercando qual è l'origine di questo incipit, ovvero l'incipit per eccellenza di un romanzo di avventura, tanto banale quanto geniale nell'uso che ne fa Schulz.
E allora gli rivolgo un appello... se trovi quello che cerchi, fallo sapere anche a me... o almeno lascia un commento di saluto, perché sono troppo curioso di sapere chi sei!

Ieri Mana mi ha consigliato Radio Paradise, una radio online che trasmette buona musica (be', a dire il vero in questo momento stanno trasmettendo una canzone orrenda, ma ieri e stamattina è andata più che bene), in gran parte del genere che ascolto solitamente. È anche possibile votare le canzoni, scrivere commenti, avere informazioni, ecc. Di solito amo ascoltare Radio Tre, ma c'è l'inconveniente che mi distrae un po' dal lavoro, essendo molto parlata. Su questa invece c'è praticamente solo musica, quindi posso ascoltarla anche quando ho bisogno di concentrazione.

P.S.: Quando facevo terza media, provai a scrivere un (tremendo) romanzo fantasy... che iniziava proprio così! Che ridere, e il bello è che credetti di avere avuto un'ispirazione geniale, con quell'incipit.

domenica, ottobre 21, 2007

coscine di pollo e piccinino

Ieri faceva freddo, anche stanotte, sebbene ieri sera abbiamo provato a combatterlo con castagne e vin brulé.

Negli ultimi giorni, abbiamo deciso di cambiare strategia con Pietro. Il punto è che, finora, lui si è addormentato solo una volta nella culla. Ogni volta noi l'addormentavamo in braccio e poi lo mettevamo giù. Cosa che all'inizio andava benissimo, perché era piccino, ma che col tempo rischiava di diventare un vizio deteriorante (per noi, almeno). Da qualche sera, quindi, Silvia si è armata di santa pazienza e ha provato ad addormentarlo nella culla, dondolandolo un po', accarezzandogli la testa e cantando a ripetizione la stessa ninna nanna, per tutto il tempo necessario. Una e una sola, per aiutarlo a identificarla con il momento del sonno. Tra le varie ninne nanne, abbiamo scelto Coscine di pollo, perché ha una bella melodia, un testo dolce e un po' buffo, e perché è facile da ricordare. Siccome stanotte ha dormito poco, stamattina l'ho portato in cucina e ho provato anch'io ad addormentarlo così... e ha funzionato.

Domenica scorsa, per festeggiare una (episodica) lunga dormita di Pietro, siamo andati al Mercatino del Giocattolo Antico a Cherasco, con l'intenzione di fargli un regalino. Era una bella giornata di sole, e Pietro ha dormito tutto il tempo. Non abbiamo visto un granché di interessante... c'erano per lo più macchinine, oggetti da collezionismo a prezzi proibitivi e cose così, però abbiamo notato un banchetto che vendeva oggetti di stoffa molto carini, realizzati dalle detenute di un carcere. Io mi sono immediatamente innamorato di un pupazzo dall'aria malinconica e un po' malconcia, che la signora del banchetto mi ha detto chiamarsi Piccinino. A quello abbiamo aggiunto un pinguino-cuscino-portapigiama, sempre di stoffa. Eccoli qui in una foto di gruppo insieme a una lumaca aliena e al mitico koge-pan.


sabato, ottobre 20, 2007

vestiti per bambini (francia-usa: 1-0)

Nuvole sparse, abbiamo coperto la mimosa in previsione dei primi freddi.

Negli ultimi mesi, girando qua e là nei negozi che vendono cose per bambini (dai passeggini alle pomate, dal vestiario ai giocattoli), mi sono fatto questa idea sull'abbigliamento infantile. L'idea è che esistano grosso modo due grandi scuole di pensiero al riguardo: quella francese e quella americana. La prima mi piace, la seconda no. Le marche francesi vestono in bambini come bambini. Forse con una concezione un po' edulcorata e favolistica del bimbo... con disegnini infantili, scritte simpatiche, pupazzi, cose un po' scemine e colorate. La scuola americana invece, veste i bambini come teen-ager, collegiali, giocatori di rugby o soldati: colori spenti, scritte e numeri senza senso a caratteri cubitali, giubbotti da top gun, tutto molto trendy, tutto molto cool.
In altre parole... bleah.
(Per le bimbe "americane" le cose vanno un po' meglio, ci sono abitini carini e colorati, anche se sono comunque delle riproposizioni in miniatura di quello che portano le ragazze di una decina d'anni più grandi).
Non so, ma a me questi vestiti della scuola americana mettono una tristezza infinita. E sono la maggior parte, nei grandi negozi tipo Io Bimbo, Eurobimbo, ecc. Fortunatamente esistono ancora i negozietti che vendono cose più simpatiche.
P.S.: Dimenticavo la Chicco... beh, la Chicco è un po' una via di mezzo: design più moderno delle case francesi, ma non mancano le cose simpatiche.

mercoledì, ottobre 17, 2007

ore piccole per bimbi piccoli

Sole, si sta abbastanza bene... dicono che tra poco arriverà il freddo.

Sento la faccia un po' stanca. Giorno da tic a tutti e due gli occhi. Pietro ha ripreso a dormire di notte, svegliandosi soltanto le due volte canoniche, ma si corica sempre un po' troppo tardi... l'altro ieri alle 2:30 di notte, e io lì a cantare nello studio, con la paura di addormentarmi camminando e lasciarlo così cadere. Però ora sta sempre più seduto sulla sua sedia... ieri è stato bravo tutto il tempo, mentre facevamo la torta di mele.

Qualche giorno fa, ascoltando la musica del Terzo Anello su Radio Tre, ho scoperto i Tunng. È una delle mie personali scoperte più gradite di quest'anno. Ecco qui il video di Bullets, non una delle canzoni migliori del loro ultimo album (Good Arrows), ma sicuramente la più accattivante e orecchiabile. Anche il video è carino.

lunedì, ottobre 15, 2007

due film

Ora è buio. Oggi non faceva poi così freddo, ma per precauzione abbiamo tirato dentro i cactus e li abbiamo messi in garage.

Come ho già scritto da qualche parte, l'anno scorso e quest'anno sono andato pochissimo al cinema, diversamente da un tempo. Fortunatamente, ora sono riuscito a fare la tessera al cineforum di Alba, il "Nucleo", così vado a vedermi qualche film insieme a Ivan (Silvia ovviamente non può, dovendo allattare). In questo modo prendo una boccata d'aria una volta alla settimana, e vedo i film che mi sono perso l'anno scorso.
I primi due film valevano davvero la pena. Non ho voglia di mettermi a recensirli qui... dico solo che erano entrambi molto belli e ne consiglio quindi la visione. Il primo è Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck. È un film intenso e commovente su un agente della Stasi, ai tempi della DDR. Il secondo è 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile) del regista romeno Christian Mungiu, vincitore del festival di Cannes. È ambientato nel 1986, pochi anni prima della caduta di Ceausescu, ed è un film di una tensione straordinaria, un vero e proprio pugno nello stomaco.

domenica, ottobre 14, 2007

notti liete e arcobaleni

Il sole saluta il lieto giorno.

Giorno fausto, appunto: Pietro si è svegliato solo alle quattro e alle sette, dormicchiando poi ancora fino alle nove. Merita la pubblicazione di due foto autunnali, una in braccio a me vicino all'albero delle piccole mele, e l'altra in braccio al nonno, davanti al noce.

Come molti sapranno, è uscito il nuovo album dei Radiohead: In rainbows. La novità è che oltre alla possibilità di comprarlo materialmente nei negozi, lo si può anche acquistare in formato mp3 scaricandolo direttamente dal loro sito e pagandolo quanto si vuole, con un'offerta da 0,1 a 1000 sterline. Quindi, se non siete interessati alla confezione, ma solo alla musica... fatevi avanti perché potete averla legalmente e decidendo voi quanto pagarla.
Io l'ho pagato, 7,79 sterline, come la data di nascita di Pietro (2007/07/09), per premiare l'iniziativa e per fare un'offerta per la felice nottata passata. Lo ammetto... volevo pagarlo 7,79 EURO, ma poi, pur avendo fatto la conversione euro/sterlina, ho digitato lo stesso la cifra in sterline... e poi ok, so già che qualcuno penserà che potevo pagarlo anche, 9,77... ma non dimentichiamo che sono sterline, quindi non esageriamo! ^__^
Comunque, l'operazione è durata pochi minuti, e ora me lo sto ascoltando.

venerdì, ottobre 12, 2007

il pescatore

Sole, cielo azzurro, condensa alle finestre... ho acceso la stufa.

Se chi dorme non piglia pesci, allora Pietro da grande farà di sicuro il pescatore. Evidentemente ha preso l'insonnia dal padre, perché è ormai una settimana che di notte ci fa ballare. Ieri notte si è svegliato tre volte prima delle quattro, poi non so. Questa notte non si è addormentato fino alle tre, dopodiché ne ho un ricordo confuso... so solo che è stata una nottataccia.
Mai avevo concretamente pensato che le otto ore filate di sonno potessero entrare a far parte del mito, le sette diventare un'utopia, le sei una morte di papa, le cinque una data da segnare sul calendario, le quattro una splendida nottata, le tre qualcosa di cui essere soddisfatti, le due niente male, un'ora è già qualcosa.
Fortunatamente, le soddisfazioni diurne sono tali da dimenticare tutto ciò, ma la sera infilarsi sotto il piumone fa un po' paura.
Ecco una foto che immortala il ghigno assassino del nostro diavoletto pescatore, al suo terzo complemese.

Ieri notte ho sognato che avevano spostato Savona sulla costa adriatica.

martedì, ottobre 09, 2007

sole raffreddato e marziani

Anche se c'è il sole, con il raffreddore sembra più spento.

Io sono raffreddato, Pietro è raffreddato. Dorme meno lui, dormo meno anch'io... e tra lui che si sveglia e io che russo (quando dormo), Silvia dorme meno di tutti. E quanto poco simpatico è svegliarsi al suono di un martello pneumatico nella viuzza su cui s'affaccia la camera da letto.

Tornando da casa dei miei, passo sempre davanti al tetto di un capannone. È di quel materiale grigio e ondulato, credo eternit. Per quanto mi riguarda, c'è da sempre... ed è sempre stato grigio.
Poi, qualche settimana fa, guardo ed è diventato rosa. O meglio, un colore sul violaceo, tipo la schiuma del "Birbet". La settimana scorsa, lo guardo ed è tornato grigio.
Oggi ci passo davanti ed è di nuovo rosa... e sulla sua sommità vedo camminare un misterioso tizio con una tuta bianca da marziano.

domenica, ottobre 07, 2007

etichette e fantasmi natalizi

All'aria aperta in maglietta, maniche lunghe in casa... sono raffreddato.

Come forse avrete notato, mi sono finalmente deciso a mettere le etichette in questo blog, al fondo di ogni post. Grazie a esse, potrete trovare più facilmente gli stessi argomenti di un determinato post, in altri post. Poco alla volta, li etichetterò tutti.

Come promesso, ecco l'inizio del primo racconto di Dickens, Fantasmi natalizi:

Nell'aria aleggerà per tutto il tempo un profumo di caldarroste e di altre buone cose, dal momento che stiamo narrando racconti d'inverno - anzi, a essere sinceri, storie di fantasmi - intorno al fuoco di Natale; e nessuno si muove, se non per spingersi un poco più vicino alle braci. Ma questo non ha importanza. Eccoci arrivati alla casa, una vecchia casa piena di grandi camini dove la legna arde su antichi alari, mentre dalle pareti rivestite di pannelli in noce ritratti sinistri (nonché legati, almeno alcuni, a leggende sinistre) guardano in giù con accigliata diffidenza. Chi vi parla è un nobiluomo di mezza età...
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