domenica, settembre 09, 2007

capitolo

Una coperta in più, la notte.

Ieri si è sposata mia sorella Giuditta, mentre il 30 giugno si era sposato mio fratello Matteo. È un anno ricco di cerimonie: si sono sposati anche Manu e Diego, Mauro e Riki, e il mio mitico compagno di liceo Varaldo (detto Varambo). Poi il battesimo di Pietro e a dicembre quello del mio figlioccio, ovvero il futuro figlio del fratello di Silvia, che nascerà a fine ottobre.

E così ora ce ne siamo andati tutti e tre dalla casa in cui abbiamo vissuto insieme per una trentina d'anni circa. L'abbiamo lasciata lì a contenere un sacco di ricordi. Non che adesso non ci andiamo spesso, anzi: siamo sempre lì a portare Pietro, che a sua volta vi costruirà parte dei suoi ricordi d'infanzia. È solo per dire che, ecco, si chiude un capitolo della nostra vita, e a pensarci non sembra vero, sebbene io me ne sia andato già da tre anni.
Sigillo questo momento con una vecchia foto di noi tre fratelli insieme a Dick, il bassotto di mia nonna. Francamente non mi ricordo quell'occasione, e non saprei proprio spiegare il perché io facessi la pipì (in una ciotola?) proprio in quell'istante. Però mi fa ridere.

sabato, settembre 08, 2007

sogni di feste e di morti

Settembre, le prime maniche lunghe al mattino. Poi si passa a quelle corte nel pomeriggio.
Questa notte ho sognato una grande festa. Una festa enorme, con una messa in una chiesa colossale. Era una specie di battesimo. Un sogno lungo e complesso che ricordo a fatica. Tanti cibi, tanti amici, tanti parenti che per la verità non ho. Ricordo addirittura un personaggio de Il Padrino - Parte Terza, che nel sogno era il nonno di Vaga, che mi invitava in Sicilia. Effettivamente, ieri sera abbiamo visto la terza parte della trilogia di Coppola... si sa che è un film molto meno riuscito degli altri due, veniva persino citato nei Simpson come esempio di cosa malriuscita... ma non pensavo così tanto. Non sembra nemmeno girato dalla stessa persona. D'accordo che sono passati sedici anni dalla stupenda seconda parte a questa, ma... vabbè, c'è anche del buono, come gli interessanti legami con la storia vera.
L'altra notte invece ho sognato che abitavo in un condominio enorme, in una specie di Megalopoli cyberpunk o da film di fantascienza alla Brazil. A un certo punto ero nel cortile del mio palazzo e vedo una vecchia, su un balcone del palazzo adiacente, salire su uno sgabello e buttarsi oltre la ringhiera. Io provo a chiamare l'ambulanza, ma ogni volta sbaglio a comporre il numero. Una cosa tipica dei sogni. Mi chiedo perché ci si ritrovi sempre in queste situazioni di impotenza, quando si sogna. A parte tutto, credo che il sogno dipenda dal fatto che nel palazzo qui di fronte la settimana scorsa è morta una signora anziana. Ci sono due balconi, uno sopra l'altro, da cui si affacciavano sempre due signore anziane, e io non le distinguevo mai. Ogni tanto credevo addirittura che fosse una sola. In realtà erano molto diverse. La settimana in cui ho visto il carro funebre, erano chiuse entrambe le tapparelle, e io ho passato una settimana a chiedermi quale delle due fosse deceduta, o se fossero morte tutte e due, o se in realtà si trattasse effettivamente di una sola donna. Il giorno prima che facessi questo sogno, la vecchina del piano di sotto è tornata a fumare sul balcone. Forse nel sogno tentavo di ricongiungerla alla sua immagine speculare nella mia mente? Se lo sapesse, mi manderebbe un accidente, ma non si dice che così si allunga la vita alla gente?

mercoledì, settembre 05, 2007

ronin e carbonari

Ancora buio. Si vede che ci si avvicina all'autunno.

Ecco, ci risiamo. È dalle 4:30 che non chiudo occhio. Persino Pietro dorme più di me. Pazienza, d'estate è bello perché anche se ti alzi di notte, non fa freddo.
Qualche tempo fa ho detto che avrei messo un'immagine particolarmente bella o significativa di ogni DVD che avessi visto. Be', non proprio di tutti, dipende se mi ricordo o meno. L'altra sera - o meglio, le altre sere - ci siamo visti Genroku Chūshingura - La vendetta dei 47 ronin fedeli di Kenji Mizoguchi. È una trasposizione cinematografica di un celeberrimo fatto realmente avvenuto, servito da soggetto per innumerevoli opere teatrali, film, ecc, in Giappone. Qui potete trovare la storia.
A un certo punto Silvia è andata a dormire, e siamo rimasti io e Pietro seduti sulla poltrona a guardare il film. Faceva ridere vederlo osservare la televisione, perché si tratta di un film giapponese del 1941, sottotitolato e lungo quasi quattro ore. Però sono riuscito ad addormentarlo.
L'immagine che metto qui è una di quelle che mi è sembrata più significativa, non tanto a livello di bellezza dell'inquadratura, quanto per il suo ruolo all'interno del film, che si basa tutto sull'attesa del momento della vendetta ma, quando questa avviene, non viene mostrata: semplicemente ci viene raccontata, letta in una lettera come un fatto già avvenuto, nell'immagine che qui vedete. Vi assicuro che ha un certo impatto sullo spettatore.


Ieri mi è anche arrivato a casa il CD originale di Acqua foco e vento di Riccardo Tesi, uno degli album più ascoltati da Pietro. Vale davvero l'acquisto. Contiene tutte canzoni che l'organettista pistoiese riprende dalla tradizione popolare toscana, e una delle mie preferite è La ballata del carbonaro, che inizia così:

"Vita tremenda, vita tribolata
Di chi alla macchia va per lavorare
Vita tremenda triste e strapazzata
Non si può creder quanto immaginare.

Parte da casa ha poco lieto il cuore
Si riunisce insieme ai suoi compagni
Lascia la moglie sola nel dolore
E i figli scalzi e ignudi come ragni.

Dicendole se giova il mio sudore
Speranza ho di far buoni guadagni
Soccorso vi darò poi lo vedrete
Comprerete il vestire e mangerete.

rit.
In Corsica, in Sardegna e fino a Rieti
Star sette mesi e non mi spoglio mai
Ma in cerca di fortuna
S'andrebbe anche nel grigio della luna..."

lunedì, settembre 03, 2007

viaggiare e dormire

Caldo di giorno, fresco di sera.

In questi giorni abbiamo viaggiato un po' con Pietro. Sabato i nonni l'hanno portato al Forte di Barde, in Valle d'Aosta, a vedere una mostra sull'astronomia. Siamo stati bene, abbiamo mangiato un pranzo buonissimo, abbiamo visto bei posti... e Pietro ha dormito tutto il tempo.
Ieri invece abbiamo fatto una passeggiata di circa un'ora e mezza, portando Pietro nel marsupio (che male alle spalle, una volta tornati...). Siamo andati fino a Madonna di Loreto e ritorno, camminando per le belle campagne nostrane... e Pietro ha dormito tutto il tempo.

sabato, settembre 01, 2007

troie di regime

Sole di Settembre.

Ieri sera, verso mezzanotte, mi è capitato di vedere un pezzo di uno speciale sui lavavetri, dovuto alla questione che si è sollevata negli ultimi giorni. A un certo punto, compare come colonna sonora del servizio un frammento di La domenica delle salme, di Fabrizio De André. Quello, appunto, sui lavavetri polacchi fermi ai semafori a lavare i finestrini magari delle FIAT Uno, forse in partenza per le vacanze (almeno secondo le interessanti interpretazioni sul testo che potete trovare qui su viadelcampo - da solo non avevo colto molte metafore, lo ammetto).

I versi recitano:

I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare

Ma siccome siamo in Italia, i curatori del servizio hanno pensato bene di amputare ad arte il verso che ho evidenziato in rosso.
Ora, sulla TV italiana siamo ormai abituati a ogni nefandezza, forse di più su Mediaset, ma anche la RAI se la cava bene. Di troie in carne e ossa è già piena, c'è da scandalizzarsi per la sola parola? Che bisogno c'era di deturpare ipocritamente un verso di quella che probabilmente è una delle più belle poesie dell'ultimo ventennio sull'Italia, rendendolo incomprensibile e privo di logica (di fatto viene a mancare il verbo relativo a "polacchi" e il soggetto della frase successiva, e "semafori" non si accorda certo a "lanciate", in quanto a genere)? Paura della parola? Paura della metafora? E allora non potevate prendere un'altra canzone?

venerdì, agosto 31, 2007

ultimo sorriso d'agosto

Stamattina pioveva, ora c'è il sole caldo, quel sole secco e trasversale di fine estate.


Per chi ancora non avesse visto Pietro ridere, ecco qui una foto, mentre se la spassa a sentire il nonno che fischietta. Già mi sciolgo così, figuriamoci quando inizierà a parlare...

giovedì, agosto 30, 2007

fase rem

Un po' d'afa, un po' di vento, un po' di sole, un po' di nuvole confluiscono nel tempo degli ultimi giorni d'agosto.

Bevo il caffè e non so che CD mettere su. Mi lascio prendere dalla svogliatezza di fine estate. Mi viene in mente cosa scrivere sul blog alla sera, a computer spento, e la mattina è tutto dimenticato. Seguo di malavoglia i telegiornali, gli esiti delle indagini sulla strage di Ferragosto, le noiose discussioni sulle primarie del PD, la questione lavavetri. Scorro con lo sguardo le inutili gallerie sul sito di Repubblica e non ho voglia di aprirne nessuna. Ho dormito un po' dopo aver giocato con Pietro... ma non dovevo essere io ad addormentare lui? A parte tutto, che spasso i suoi sorrisi corredati di "Guh", "Gh", "Gah"! Tentenno tra il partire a zappare l'orto e l'idea di fare una passeggiata. Nel frattempo mi decido a lavorare a una traduzione sui vini dell'Oltrepo Pavese che rimando da inizio anno. Stasera voglio fare gli gnocchi, ma richiede un certo tempo... allora è meglio la passeggiata o la zappa?

Oh, quanto sono noioso oggi.

Prosegue la lettura di Sulla strada. L'inizio della terza parte è davvero formidabile. Ieri sera avevo una mezza intenzione di scannerizzarlo e metterlo sul blog, ma poi ho deciso di lasciare perdere. Comunque davvero bello... meno male che alla fine mi sono deciso a leggerlo.

In questi giorni, in macchina, ascolto a ripetizione Drive dei R.E.M. Leggo oggi che Kurt Cobain la stava ascoltando quando è morto... sarà poi vero?
Tra le canzoni dei R.E.M. è una di quelle che amo di più, anche se il mio album preferito è Green. Peccato che negli ultimi tempi si siano rassegnati ad album mediocri.

Ecco qui il video:

martedì, agosto 28, 2007

promesse

Dopo la pioggia e il freddo, torna il caldo, ma siamo a fine agosto, ed è destinato a spegnersi.

Ovviamente, quando dico che faccio una cosa, poi difficilmente mantengo la promessa. In questi giorni ho lavorato molto poco, ma il tempo da dedicare al blog non è aumentato per i seguenti motivi: 1) Non lavorando, sto meno al computer; 2) Avevo altro da fare, come pensare ai preparativi per il battesimo di Pietro; 3) Sono pigro.
Perciò rimandiamo le traduzioni delle canzoni all'autunno, a ritmi di lavoro più regolari, col caffé delle 15:30, la Barcaccia, Fahreheit, la tuta. E rimandiamo anche i resoconti lunghi, a favore di brevi commenti e considerazioni.
Pietro ha iniziato a sorridere un sacco e ad accorgersi della presenza di carillon e pupazzi. È un piacere vederlo reagire, e un suo sorriso ti ricarica si tutte le energie perdute.

Dopo il battesimo, abbiamo fatto una festa con amici e parenti nel cortile dei genitori di Silvia... io non so perché ero stanco morto, ma è stato molto bello. Più avanti metterò qualche foto.
Anche Pietro era stanco morto, infatti ha dormito dalle 22:30 alle 4:30 di mattina e, dopo una silenziosa mangiata, ancora fino alle 09:45 del mattino. Il miracolo!
Stamattina non mi sono più riaddormentato dopo le 6... oggi sono fiacco.
Odio il 90% dei programmi televisivi, ma negli ultimi due lunedì sera ci siamo visti con piacere Evoluti per caso, con Syusy Blady e Patrizio Roversi sulle orme di Darwin in America Latina. Siccome mi faccio facilmente influenzare dalle cose e prendere dall'entusiasmo, mi leggerò presto L'origine delle specie.

Pietro assume spesso una variante della posizione "haniwa": la posizione Superman.

lunedì, agosto 20, 2007

lupo solitario e il suo cucciolo

Negli ultimi due giorni, i temporali sono scesi a bagnare i cavoli.

In questi giorni mi sono buttato a capofitto nel mondo di Lone Wolf & Cub, perché dovevo tradurne un volume. Non l'avevo mai letto, quindi ho dovuto leggermi tutti i venticinque volumi precedenti in un breve lasso di tempo. Che dire... davvero bello, e più va avanti, più la storia prende corpo e rapisce il lettore. E a portare in giro Pietro nella carrozzina, come non immedesimarmi in Lupo Solitario, con il suo piccolo Daigoro?

Qualche giorno fa, verso le dieci di sera, ho messo Pietro nel marsupio e sono andato a farmi un giro per Canale, così da lasciare un po' di respiro a Silvia. Siamo andati a cercare i posti più deserti di Canale, prendendo il fresco della sera. Fin su davanti al convento, e poi a leggere le scritte in latino sulle facciate delle chiese, fino a Madonna della Neve, che la scritta in latino non ce l'ha.

Stanotte Pietro come al solito non riusciva a respirare. Ieri la pediatra ci ha detto che è anche raffreddato e di fargli l'aerosol, con delle gocce di questo e di quello, più delle supposte di antimucolitico. A me l'idea di dargli già delle medicine non garba molto, ma quando lo senti faticare così di notte, piccolino, cosa puoi fare se non ascoltare chi di dovere?

Oggi dovrei finire i lavori di agosto, e finalmente avere un po' di relax, per riposarmi, godermi Pietro, aiutare Silvia, occuparmi del blog come avevo promesso e portarmi avanti con calma per settembre. Che bello.

Come avrete notato

sabato, agosto 18, 2007

per quattro coniglietti in più

È nuvoloso, ma c'è afa. Sarei dovuto andare a bagnare i cavoli, ma mi sono fidato della pioggia dell'altra notte.

Quando ero piccolo, mia nonna mi raccontava parecchie storielle macabre, quelle tipiche storie crudeli di una volta che anni dopo ho ritrovato con piacere nelle Fiabe italiane di Calvino. C'era anche una canzoncina tragica (anche questa credo che me la cantasse mia nonna), a proposito di alcuni coniglietti che muoiono in svariati modi. Fino a oggi ho sempre pensato che quei coniglietti fossero sei, e difatti io ricordo così la canzone:

Sei coniglietti andavano a spasso
uno di loro sbatteva contro un sasso.

Cinque coniglietti andavano al mare
uno di loro si mise ad affogare.

Quattro coniglietti andavano all'ovile
un cacciatore sparò col suo fucile.

Tre coniglietti videro un bue
ne scappa uno, ne restano due.

Due coniglietti andavano in fretta
uno di loro si perse nella foresta.

Un coniglietto, che aveva buon cuore
rimasto solo è morto di dolore.

Ora, a parte il fatto che non è accertato che il coniglietto che è scappato di fronte al bue sia morto, né che lo sia quello perdutosi nella foresta (a meno che, avendo certamente avuto anche loro buon cuore, non siano morti di dolore come l'ultimo), oggi vengo a sapere che in realtà i coniglietti erano dieci. Potenza di Internet! E infatti, andando a questo link, troverete più coniglietti, nonché una variante di carattere fantastico e un altro coniglietto che non muore, ma se ne va in montagna.

E ora... qualcosa di completamente diverso. Riki mi ha spiegato come fare a mettere direttamente i video sul blog, quindi ora ci provo e, per omaggiare il suo aiuto, tento con un paio di video dei rumoristi Einsturzende Neubauten, uno dei pochissimi (oltre a Nina Hagen e i Kraftwek) gruppi tedeschi che conosco. Il primo è in inglese, il secondo è in tedesco. Ho scelto due delle cose più "normali" del gruppo... spulciare su YouTube, per le performance pazzesche degli anni Ottanta.



mercoledì, agosto 15, 2007

progetti d'agosto

La pace di restare a casa a ferragosto rende il caldo meno caldo.

In questo periodo sono pieno di progetti per il blog, ma in realtà continuo a rimandare e non scrivo molto. Sarà il caldo, sarà il sonno arretrato, sarà il lavoro.
Comunque, uno dei due progetti che ho in cantiere è di tradurre una canzone alla settimana e metterla sul blog. Durante i primi anni di liceo, traducevo un sacco di canzoni. Ho tradotto interi album di Nick Cave, Roger Waters e dei Pogues. L'ho fatto mentre stavo praticamente imparando i primi rudimenti di inglese, quindi si può dire che io l'inglese l'abbia imparato soprattutto sulle canzoni. Nonostante ora faccia il traduttore di mestiere, mi capita molto raramente di tradurre dall'inglese, e mai delle canzoni. Quindi voglio provare a fare questo esperimento per rimettermi un po' in forma, insomma. Perché tradurre fumetti è molto diverso dal tradurre canzoni. Vedremo un po' quali saranno i risultati.

Un'altra cosa carina che vorrei fare è estrapolare una delle immagini più belle di un film e metterla sul blog, quando mi guardo un DVD. Mi è venuto in mente l'altra sera guardando Gion bayashi (La musica di Gion) di Mizoguchi (finalmente sono riuscito a vedere di nuovo qualche film, visto che Pietro ha preso a dormire alla sera). È un bellissimo film, peraltro interpretato dall'incantevole Ayako Wakao, una delle mie due attrici giapponesi del passato preferite, in quanto a bellezza. Devo assolutamente vedere Tatuaggio di Yasuzo Masumura (che immagino sia tratto dal racconto di Tanizaki).

Vedremo se manterrò i miei impegni. Per ora rimando solo a un link, questo, assai più futile ma parecchio divertente... ci sono alcune foto di animali parecchio strani. Il primo premio lo vince il mitico "pesce blob", di cui ho cercato un altro paio di foto... questa e questa.

lunedì, agosto 13, 2007

pietrolinus

Cielo un po' nuvoloso, la piazza semivuota per la fuga d'agosto.

Notate qualche somiglianza?

venerdì, agosto 10, 2007

haniwa

Oggi c'è il sole, ma ci siamo portati a Canale un po' di fresco della montagna.

Ieri Pietro ha compiuto un mese. Mia madre ha pensato bene di festeggiare l'evento con una torta, in cui lui ha ficcato prontamente il pugno mentre scattavamo una foto. Sono di qua e lo sento che piange... per qualche strano motivo, non gli piace quando noi mangiamo o dormiamo. Ma è proprio uno scricciolo tenero.

Prima si addormentava spesso nella posizione della foto qui accanto. È un tipo di haniwa, una statuetta di terracotta che si usava seppellire insieme ai defunti, intorno al terzo-sesto secolo d.c. in Giappone.
Ultimamente invece è raro che si addormenti per molto tempo da solo nella culla, quindi è difficile vederlo così, altrimenti lo fotograferei per una comparazione. Tutto questo per dire che a Pietro piace molto addormentarsi in braccio o col pupo in bocca, e molto poco sdraiato da solo, immobile, in silenzio e al buio, come una haniwa.

venerdì, agosto 03, 2007

scoperte

Estate fresca, oggi.

Ho fatto una scoperta: avere un figlio ti fa diventare grande. Ma non dico mentalmente, intendo proprio fisicamente. Prima Silvia mi era sempre sembrata una cosa piccina, minuscola, qualcosa che si poteva quasi tenere in un taschino. Ora l'ho come ridimensionata.
Anche lei l'altro giorno mi fa: "Ma come sei grosso!".

giovedì, agosto 02, 2007

"era una notte buia e tempestosa"

Le mille campane delle sette riecheggiano nell'aria fresca del mattino.

Parliamo di Pietro: dorme di là con Silvia... questa notte ha dormito di filato (mentre io ieri avevo una cera spaventosa), e chissà perché? Perché ha dormito nel lettone con noi. Ora quel che è chiaro è che proprio non gli piace stare da solo, a questo bimbo. A me la cosa non disturba, anzi, non fosse che Silvia sta un po' scomoda.

Parliamo di Peanuts: oggi dovrebbe arrivarmi un pacco da IBS... mi sono comprato il primo volume della raccolta omnia dei Peanuts edita dalla Panini. Ho amato e amo i bambini di Schulz da almeno un ventennio, ovvero da quando prendevo in prestito a ripetizione i volumetti nella biblioteca di Canale, quando ancora era uno stanzino dal sapore kafkiano all'interno delle scuole vecchie. Non mi scorderò mai dell'odore dell'ex biblioteca, che associo ai Peanuts e a un libro sulla pace di cui non ricordo il nome, nonché, chissà poi perché, a un tipo di riso soffiato al miele di produzione francese, che mia madre comprava nel negozietto, ora scomparso, "Dalla terra al cielo". Probabilmente ricordo quel riso soffiato perché lo mangiavo a palate leggendo i Peanuts che prendevo in biblioteca. Non ho mai più trovato quel riso... e ovviamente non ne ho mai più trovati di così buono.
Tornando ai Peanuts... sono curioso di leggere questa edizione Panini. A Natale Silvia mi ha regalato un bellissimo volume comprendente tutte le strisce degli anni Novanta, edito però da un'altra casa. Il regalo di per sé è splendido, per me quanto per Pietro, peccato che le traduzioni siano bruttine. E purtroppo, per deformazione professionale, finisco per concentrarmi sugli errori e non sulle storie. Comunque è un bellissimo regalo, e difatti non lo sostituirò con il volume della Panini relativo a quegli anni (che chissà quando uscirà, visto che i volumi attualmente usciti coprono appena i primissimi anni), ma lo integrerò con i volumi precedenti, poco per volta.
Stamattina continuo a perdermi nelle digressioni.
Ritornando ai Peanuts... ci sono tante cose che amo di loro: amo la capacità di Schulz di narrare l'universale a partire dal particolare di situazioni circoscritte, che si ripetono in un'infinità di variazioni sul tema; amo quei bambini che parlano come adulti in un mondo sempre ritratto "ad altezza di bambino"; amo Charlie Brown perché è il nostro io perdente e controcorrente; amo Linus perché è il nostro io artista e intellettuale; amo Snoopy perché è il nostro io trasformista e cangiante. Ci pensavo questa notte, e mi chiedevo in quale di questi tre personaggi mi identificassi maggiormente, ma non ne sono venuto a capo.

P.S.: Ora che ci penso, i miei primi volumetti dei Peanuts appartenevano (uso il passato perché ora ce li ho nella mia biblioteca) a mio padre. Si intitolavano "Arriva Joe Falchetto" e "Come un aquilone", e sono stati pubblicati dalla Rizzoli nel 1977, al prezzo di mille lire. Li associo a un libricino di enigmi e rompicapo che girava per casa e chissà che fine ha fatto ora. Dubito che mio padre si sia mai dato da fare volontariamente per farmi apprezzare i Peanuts o De André (come invece ha fatto, con risultati più scarsi che discreti - scusa papà - con la musica classica e la montagna - ma coraggio, non si sa mai). È stato diciamo un veicolo involontario del mio amore per queste storie e queste canzoni. E allora penso: cosa assorbirà Pietro di ciò che io vorrei che assorbisse, e cosa assorbirà invece così per caso da me, senza che io lo voglia?

martedì, luglio 31, 2007

siculamente

Ora un po' di sole spunta... ma che sonno, oggi.

Mi hanno appena chiamato quelli di Siculamente per dirmi che tra un paio di giorni dovrebbe arrivarmi la t-shirt che ho ordinato. Mi ero innamorato di questa maglietta circa un anno fa, facendo un giro in un negozietto nella via principale (la stessa in cui c'era quell'erborista pazzoide) della splendida Noto, ma non avevano la mia taglia. Anche quella con Mary Poppins con la lupara non è male.
Quello dell'anno scorso in Sicilia è stato un viaggio stupendo, ed è imperdonabile che non ne abbia parlato nel blog, alla fine.

innocent when you dream

Cielo nuvoloso... un po' mi sei mancato.

Ad alzarsi assonnati tenendo in braccio qualcuno che non ha sonno nel tentativo di farlo addormentare, ci si sente come una clessidra che trasferisce il sonno da una parte all'altra. Ormai credo di aver dato fondo a quasi tutto De André, e si passa a cantare gli autori internazionali. Tra i CD efficaci, invece, anche Acqua foco e vento di Riccardo Tesi, con le sue ballate contadine.
L'altra sera, alla notte rosa delle feste di Canale, suonavano alcuni gruppi rock canalesi, e a vederli m'è salita un po' d'invidia. Anch'io ho fatto la mia parte, allora (ovvero circa dodici anni fa), e questo mi libera da ogni rimpianto, ma ciò non toglie che mi sarebbe piaciuto parecchio essere al loro posto. Poi penso che, dopotutto, ho il mio pubblico privato (pubblico privato è un ossimoro bello e buono) a cui cantare i brani che più amo. Un pubblico che quando apprezza dorme è un pubblico un po' strano, ma che soddisfazione!

sabato, luglio 28, 2007

calypso e ragtime

L'aria è pesante, la sedia appiccicosa, i due ventilatori fanno del loro meglio.

Tra il lavoro e il mio piccolo nuovo secondo lavoro, di nome Pietro, non ho più avuto molto tempo per scrivere sul blog. Poi mercoledì sera ho pensato bene di fare un salto a lavare i piatti al Punto, e così il giorno dopo l'ho sprecato a riprendermi da ore piccole e bagordi, come uno stupido. Pietro cresce... ormai ha quasi tre settimane, e ha preso circa sette etti di peso. Ogni tanto dorme per ore, ogni tanto non riesci a lasciarlo un minuto da solo. Ma che soddisfazione, riuscire ad addormentarlo tenendolo in braccio e cantandogli qualcosa. Ogni tanto mettiamo su un CD di ninne nanne "canoniche" e intanto cerchiamo di impararle anche noi. A parte questo, cerco di trovare qualcosa di piacevole e un po' diverso da quelli che sono i miei soliti ascolti... mica può crescere solo con Nick Cave. E allora proviamo a mettere su Harry Belafonte o Scott Joplin.
Ogni tanto capita che si metta a fare fontanelle di pipì o cremose cacche proprio mentre è nudo sul fasciatoio. Prima si è addirittura sporcato i calzini e, togliendoglieli, mi sono schizzato in faccia. Ah, ma se lo becco!

Ho finito di leggere i bellissimi racconti di Fenoglio, e ieri sera ho iniziato Sulla strada di Jack Kerouac, forse in ritardo sui tempi. Avevo iniziato a leggerlo già due volte, quando facevo il liceo, credo. Però non so perché, l'avevo sempre interrotto prestissimo. Come al solito, ecco l'inizio:

La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto.

lunedì, luglio 23, 2007

capricci del tempo

Aria fresca, un po' di nuvole, nonostante il caldo.

Come avrete sicuramente notato, apro ogni post con un commento sul tempo, per rendere giustizia al titolo del blog. Il mio sogno, però, sarebbe poter mettere un'icona a lato, come quella sulle locazioni dei visitatori, che segnali sempre che tempo fa in questa zona, in tempo reale. Anzi, diciamo che l'ideale sarebbe che a ogni post ci fosse un'icona automatica che segnala che tempo faceva in quel determinato momento. Secondo voi è una cosa irrealizzabile, o c'è un modo per rendere questo capriccio reale... senza sbattersi troppo?

ricordi, ricordi, ricordi

Sole e cielo poco nuvoloso, sulle colline del roero.
Continuo a stare a casa dei miei, lontano dal calore di Piazza Marconi e dal caos subìto e non vissuto della Fiera del Pesco. A colazione ho bevuto il latte in una tazzina con su la faccia di un bimbo pellerossa, uno dei pochi reperti della mia infanzia sopravvissuti fino a oggi. Sulla testa ha una penna gialla, e io ho sempre creduto che fosse una fetta di limone. Ieri sera sfogliavo un album di fotografie della nostra infanzia, e mi faceva un po' impressione vedere foto di mio fratello e mia sorella già grandicelli (hanno sei e quattro anni più di me), mentre io non ero ancora al mondo. A completare la sfilza di ricordi, c'è la compilation che Mana ha fatto per Pietro, che ascolto ora. Comprende molte delle canzoni chiave che hanno caratterizzato le nostre vite da quando ci siamo conosciuti al liceo (ovvero, dal 1992) a oggi. Perché un giorno Pietro sappia cosa ascoltavano il suo papà e i suoi amici durante l'adolescenza e la giovinezza. Meglio fissare questi momenti ora, perché ogni tanto, come ieri sul prato di questa casa, insieme a Mana, Cristina, Armando e Giulia, con un bambino tra di noi che faceva la differenza rispetto a non molto tempo fa, si rischia quasi di sentirsi adulti.
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