venerdì, maggio 30, 2008

gechi, pesti, narici, bambi, pancetta, brontosauro

Oggi vedo un cielo sereno dopo tanto tempo, anche se qui non ha fatto brutto come su da noi.

Considerazioni veloci e brevi appunti di viaggio:
Gechi
Una delle cose che amo della Liguria è che, a differenza del Piemonte, ci sono i gechi. Da noi ci sono un sacco di lucertole, sì, ma io non ho mai visto un solo geco. La Sicilia ne era piena, e qui ne ho già visti tre. Non so perché mi stiano così simpatici, forse perché hanno le dita un po' come le mie.
Pesti
Abbiamo portato Pietro in spiaggia. Si divertiva un mondo a gattonare sulla sabbia e a fare i pasticci con la paletta e il secchiello. Gli piace un sacco giocare con l'acqua, ma è ancora restio a entrare nel mare. E sulla sabbia gattona come un razzo! Ieri si è arrampicato su fino alla borsa di Silvia appesa al passeggino e le ha infilato una manciata di sabbia nella tasca, quatto quatto. Quando Silvia l'ha scoperto, è scappato sghignazzando come una vera peste. Poi s'è fermato, ha guardato indietro, e ha di nuovo sghignazzato.
Narici
L'altra notte, invece, quando l'ho messo nel lettone, mi ha preso il naso con le dita e mi ha tappato le narici mentre dormivo.
Bambi
Oltre alla paletta, il secchiello, e un camioncino per portare la sabbia (che giochi da bimbo grande... mi fa quasi impressione), Silvia ha preso a Pietro anche un libriccino con la storia di Bambi, perché ultimamente gli piace un sacco sfogliare i libri e mi sta ad ascoltare se gli spiego le illustrazioni degli animali imitandone i versi. Ebbene, io non ho mai visto Bambi... però sapevo che era un cartone tristissimo! Non moriva la madre, insomma? E invece in questo libriccino hanno rivisto la storia e finiscono tutti contenti! Che la Disney operi da sempre un'edulcorazione della realtà e delle fiabe classiche è risaputo, ma io mi chiedo... perché devono eliminare a tutti i costi l'idea della morte dall'universo infantile? O meglio, perché la morte dev'essere, al massimo, riservata soltanto al mostro cattivo, all'Altro da eliminare? Quanto può essere educativo dipingere ai nostri figli un mondo in cui non esiste il dolore della separazione? Mi riprometto di ritornare più approfonditamente sull'argomento, un giorno.
Pancetta
All work and no play makes Jack a fat boy. Ci aggiungerei un gusto per la buona cucina che prima non avevo.
Ho messo su pancetta. Io prima di sposarmi mica ero così ingombrante.
Brontosauro
Ieri sera io e Silvia abbiamo convenuto che se dovessi associarmi a un animale, il più calzante sarebbe certamente il brontosauro.
Aggiornamento: a proposito di Bambi, mi correggo. A quanto pare non è stato cambiato il finale, hanno solo liquidato la madre sorvolando sulla sua morte.

lunedì, maggio 26, 2008

come truman

Siamo al mare. Qualche goccia, tanto vento, ma non fa freddo.

Ieri eravamo in giro per Diano Marina. A un certo punto abbiamo sentito uno strano verso. La prima cosa che ho pensato è stata: "Cosa ci fa un asino in pieno centro?". Si trattava in realtà di un neonato che strillava disperato mentre il padre lo portava a passeggio nel marsupio.
Oggi ripercorriamo la stessa via e, nell'identico punto, assistiamo nuovamente alla medesima scena, esattamente tale e quale, tranne per il fatto che ci siamo incrociati provenendo da direzioni opposte rispetto a ieri. Quel suono potente in lontananza, poi sempre più vicino, fino ad accorgersi che proviene da una minuscola creatura nascosta in un marsupio blu.
Ok, riflettendoci con calma in un secondo tempo viene da pensare che probabilmente abitano proprio in quella via, e che per il padre sia una consuetudine scendere in strada a portare il bambino a passeggio per addormentarlo o dargli un po' di sollievo dalle coliche. Inoltre, per noi quella è la via del ritorno, quindi non era casuale che passassimo da lì, e ciò fa sì che le probabilità di incontrarsi in quel punto non fossero poi così basse.
Però giuro che per un attimo mi sono sentito Jim Carrey in The Truman Show.

giovedì, maggio 22, 2008

linus palm

Stanotte ho sognato che nevicava.

Ho sognato che nevicava, appunto. Ma nevicava grosso come le strisce di stoffa che si inseriscono nei pannolini di Pietro. E io osservavo nevicare dalle fessure della tapparella, in camera da letto. Ho anche sognato che andavo a comperare non so cosa nel minimarket di Lino Palma, che però era gestito da Benedetta, la mamma di Giovanni. A un certo punto sento qualcuno fuori dal negozio, nella piazza della torre, che parla di me in dialetto siciliano. Mi aspetto che entri questa persona, e invece mi si avvicina un tizio con gli occhiali, che mi dice: "Ti ricordi di me? Andavamo a scuola insieme". Io ci penso, ma i due decenni trascorsi dalle medie e dalle elementari è come se si allungassero, formando una barriera insormontabile. Chi è quella persona? Era in classe con me? Forse era un ripetente giunto all'ultimo anno. Forse qualcuno che poi si è trasferito. A un certo punto arrivano anche Vaga e Fabrizio, un mio compagno delle medie che ora vedo molto di rado e con cui ci scambiamo giusto un saluto. Ci mettiamo a mangiare tutti e quattro in un angolo del minimarket, che nel sogno faceva anche da trattoria, di sera. Il tavolo quadrato era posizionato vicino alla cassa, ma era piccolo e si stava molto molto stretti, perché lì vicino era pieno di bottiglie ai piedi degli scaffali. E dire che erano solo le sette e mezza, e il locale era ancora vuoto. Perché mettersi proprio lì, dunque?
In un altro sogno, o forse sempre nello stesso, io e Silvia dovevamo andare a cena dai miei, ma erano già le nove e mezza di sera, ed eravamo in ritardo con i preparativi. Vivevamo sempre nel minimarket. Io ero appena arrivato da un lavoro serale in una fabbrica deserta. Finito il turno, ero tornato di corsa, e i miei passi echeggiavano nell'enorme struttura, vuota come la carcassa di un dinosauro. Il tempo passava. Erano quasi le dieci.

Ora, perché proprio Lino Palma? Saranno un paio di settimane che non ci metto piede. L'unico collegamento che mi viene in mente è troppo assurdo per essere vero, e potrebbe significare che:

a) la mia mente è davvero troppo, troppo intricata
b) si tratta di una inguaribile deformazione professionale, ossia un istinto a tradurre tutto ciò che mi passa davanti
c) quando si è morti di sonno, guardare Lost a mezzanotte mangiando torta e bevendo camomilla fa male

Il collegamento è: la puntata di Lost che abbiamo visto ieri sera si concludeva su Benjamin Linus in mezzo alla giungla. Piena, come al solito, di palme.

sabato, maggio 17, 2008

lettere dal fronte 3

Ieri tutto d'un tratto sembrava di essere tornati a maggio, poi oggi di nuovo una regressione, e siamo ritornati ad aprile.

17-6-1916 Caro marito, vengo con questa mia andi per dirti che siamo in salute come pure posso dirti del nostro piccolo Ottavio. Sto a dirti che il fratello Giovanni e partito per il fronte, appena che io sappia dove si trova te lo faccio sapere. Caro marito, ti prego di scrivermi sovente sovente, non sai con che ansia io aspetto le tue cartoline, credimi che uno dei tuoi scritti, mi sollevano proprio il cuore. Dunque ti prego per piacere di scrivermi, anche i saluti soltanto, perche sapendo che ti trovi nel pericolo io sto molto in pena. Caro marito, guarda di pregare sempre il buon Gesu e Maria Vergine affinché ti aiutano nei tuoi bisogni, e prenderti guarda affinche non ti succeda nessuna disgrazia. Altro non mi resta di salutarti da parte mia e di tutta la nostra famiglia e la famiglia Sperone e ricevi mille baci dal nostro figlio, e saluta il mio fratello da parte mia e dalle due famiglie e ricevi mille baci dalla tua affezionatissima moglie Catterina e figlio.

A margine c'è scritto: "ancora mille baci, moglie e figlio".

18-8-916 Cara moglie, oggi o ricevuto la tua lettera e sono stato contento. Ti faccio sapere che oggi siamo in riposo qui a (ndm.: indecifrabile), e se non arriva niente per una ventina di giorni non andiamo piu in trincea. Sto anche a dirti che ho passato 15 giorni in prima linea ma sono stati lunghi più di un anno, per causa del tempo che ha sempre nevicato e faceva brutto che non si poteva piu resistere, e la neve era alta da 5 a 7 metri. E gli altri 15 in seconda e andata meglio e poi eravamo piu fuori di pericolo. Se Iddio mi da la fortuna di andare a casa, mi ricordo sempre il giorno di Pasqua come lò passato, ho avuto ancora fortuna che uno Istituto femminile di Genova a mandato della roba di lana, e a me mi anno dato un paio di calze e un paio di mutande di lana, e andata bene perche avevo tutto bagnato, e ora qui sembra gia un altro mondo, fa caldo e faremo asciugare tutto. Altro non mi resta che salutarti tu e il nostro figlio e tutta la famiglia. Ti saluto, stai bene e come spero di voi tutti, sono sempre il tuo marito. Bartolomeo Saluti allo zio Domenico e la famiglia Sansun, e tutti gli altri amici e barba Garun.

venerdì, maggio 16, 2008

associazioni di idee

Care nuvole minacciose, io in realtà oggi avrei voluto piantare i pomodori.

L'altro giorno sono andato a visitare il mio orto dopo il temporale. Volevo fare due passi, visto che a causa dell'influenza intestinale (o quel che era/è) non mi muovevo di casa da giorni. Ho affidato la scelta della colonna sonora all'opzione brani casuali dell'Ipod. Quando sono arrivato al fondo dell'orto, sono partiti i Radiohead. A parte zucchini, meloni e un peperoncino totalmente o quasi ricoperti dal fango rappreso, il resto era tutto salvo... ma le atmosfere alienanti della band donavano una diversa sfumatura al tutto, e mi sentivo un marziano che camminava su un cretto di Burri.
Mi è venuta subito in mente la vacanza in Sicilia del 2006 e la fugace tappa alle rovine di Gibellina, io e Silvia completamente soli a percorrere le "crepe" del Grande Cretto come topi sperduti in un labirinto inquietante e surreale.
Ne approfitto per inserire qualche foto di quel bellissimo viaggio di cui, alla fine, non ho mai parlato.


lunedì, maggio 12, 2008

petrolio

Tempo grigio.

Da tre giorni sono afflitto dal mal di pancia. Ho anche un po' di febbre. Sono uno straccio. È maggio e mi trascino per la casa con calzettoni e sciarpa di lana, il pile e una borsa per l'acqua calda.
Ieri c'era la bellissima festa per il compleanno di Milly, e io riuscivo a pensare solo al mio mal di pancia.
Sono in ritardo col lavoro.
E mi chiedo cosa sarà rimasto del mio orto a cui ho dedicato fatica e amore, dopo il temporale di ieri.

Io che sono propenso ad avere pensieri negativi su tutto, in queste giornate così finisco per crogiolarmici, sguazzandoci dentro come un gabbiano in un mare di petrolio.

giovedì, maggio 08, 2008

la contadinella

Cielo azzurro... ovvio.

Qualche tempo fa mi è arrivato un pacco di CD musicali particolarmente succulento, pagato relativamente poco incrociando alcune buone offerte con le saltuarie spedizioni gratuite (sopra ordini superiori ai 50 euro) di IBS e i CD in regalo con spese superiori ai 40.
Tra i vari acquisti, l'unico comprato un po' alla cieca (ormai ho preso l'abitudine di comprare solo cose che conosco bene) è stato un doppio CD di Nanni Svampa, in cui interpreta in italiano le canzoni di Georges Brassens. Una vera delizia, soprattutto per chi, come me, il francese lo capisce sì e no, specie se cantato. La raccolta è ricca di perle e chicche di poesia, irriverenza, dolcezza e umorismo.
Una delle mie preferite è "La contadinella", traduzione di "Brave Margot" di Brassens. Purtroppo non ho trovato nessun video che mostri l'uno o l'altro mentre la canta, ma fortunatamente ne ho beccato uno su youtube in cui la versione di Svampa viene interpretata da un tipo che si chiama Betto e che, a quanto vedo, ne interpreta parecchie di canzoni sul web (grazie Betto). Eccola:

martedì, maggio 06, 2008

piccolo jedi

Sole, ma oggi l'ho visto poco.

Ed ecco il piccolo serissimo Jedi pronto a partire sulla sua bianca astronave!

sabato, maggio 03, 2008

qual è la cosa che vi fa più schifo in assoluto?

Se si ascolta una canzone malinconica come "Little man" di Tom Waits in una giornata calda e assolata come oggi, il paese che ti sfila davanti mentre passeggi assume tinte struggenti, e anche la canzone stessa si fa più intensa. Più che in una giornata di pioggia.

Qual è la cosa che vi fa più schifo al mondo? Credo che ognuno di noi abbia qualcosa di specifico che gli risulta particolarmente stomachevole. Per quel che mi riguarda, sono le gomme da masticare masticate (volevo scrivere "cicles", ma poi mi è venuto in mente che probabilmente questo termine lo capiamo solo da queste parti). L'altro giorno ne ho pestata una... una big babol (non mangiando io gomme da masticare, ho scoperto solo ora che si scrive proprio così!)... enorme... e si è staccata dalla scarpa sul pavimento di casa. Ecco, per me è stata una visione immonda. L'ho coperta con un foglio di scottex e ho chiesto a Silvia se poteva toglierla lei da lì. Intanto mi era passato l'appetito. Quando le passavo vicino, anche se era coperta, guardavo da un'altra parte (ovviamente facendo attenzione a non calpestarla con le ciabatte, altrimenti mi sarei sentito morire). Se l'avessi buttata io, anche usando un foglio o dei guanti, poi mi sarei lavato le mani mille volte.
Non so da cosa dipenda questo mio disgusto. In generale lo provo per tutte le cose masticate e simili, a dire la verità. Una volta, durante un vernissage in una galleria di Torino, ho visto un tizio che si è avvicinato al tavolo degli stuzzichini e per sbaglio ha messo in bocca un nocciolo d'oliva ciucciato, prendendolo dall'apposita scodella degli "scarti" che probabilmente aveva scambiato per una ciotola di pistacchi o che so io. Lui ha fatto finta di niente e con un brivido malcelato ha riposto il nocciolo nella ciotola. Se fosse capitato a me, probabilmente avrei vomitato lì. I semi ciucciati mi fanno un po' schifo, effettivamente. Ma mai come le gomme da masticare masticate.
Forse è tutta colpa di un trauma infantile? Chissà.
Fatto sta che avrei preferito pestare una cacca di cane.

E voi? Dai ché sono curioso, quindi rispondete in tanti, non solo Alice e Riki.

venerdì, maggio 02, 2008

no man is an island

Il sole pare essersi stabilizzato.

Stanotte devo aver sognato parecchio, ma ricordo solo alcuni frammenti.
Ricordo che stavo tornando da chissà dove in macchina, con Silvia e Pietro. A un certo punto ci siamo persi e siamo finiti in un paese sconosciuto. Mi fermo presso un ospedale, per chiedere informazioni, ma quando chiedo ripetutamente: "Dove ci troviamo?", nessuno risponde alla domanda. Chi sbotta in una risatina che sottintende qualcosa come: "Sì, non mi freghi". Chi si arrabbia perché, ugualmente, pensa che sia un trucco per fargli le scarpe in qualche modo. Mi sento straniero in terra straniera. Poi a un certo punto esco nel parcheggio per chiedere a qualcuno al di fuori dell'ospedale, e lì insulto tutti quelli che non mi avevano risposto. Rientrando, vedo vicino agli scalini dell'ingresso un vecchio barbone. Gli chiedo dove ci troviamo, e lui mi risponde: "A Isola d'Asti". Poi il vecchio muore, e così chiedo aiuto.
Nel frattempo, Silvia mi dice che Pietro era caduto dalla scalinata e aveva preso una brutta botta alla fronte. Allora lo prendo, e per distrarlo mi metto a correre nel parcheggio, fino a un albero di mandarini. Lì lo faccio giocare con le foglie.

Ma ricordo anche che, forse in un altro sogno, qualcuno mi ha mostrato un foglio che indicava che, in base a predisposizioni genetiche, a 73 anni sarei probabilmente morto di qualche malattia.
Porta fortuna? Porta fortuna, vero?

giovedì, maggio 01, 2008

diari dell'orto 2

Fantastico sole di maggio.

Ieri ho detto a un mio caro amico che oggi avrei lavorato, e mi sono preso del crumiro.
In realtà, ho festeggiato il primo maggio prendendomi un paio d'ore di fantastico relax dopo pranzo... che per uno che sta tutto il giorno in casa di fronte a un computer, consiste nell'andare a curare il proprio orto in campagna. Oggi ho piantato i meloni, mentre ieri è stata la volta di insalata e zucchini.
I piselli sono già spuntati rigogliosi, le patate crescono decise, mentre più timidamente si fanno avanti fagioli e fagiolini.
Non avete idea di quanto sia soddisfatto dell'orto di quest'anno. Ogni volta che pianto qualcosa, poi mi gongolo per un'oretta. E soprattutto è maggio ragazzi. Sentire l'odore del sole sulla nostra pelle. Assorbire la vitamina D. Vedere di nuovo i colori sulle piante e sugli insetti. Annusare i profumi che fino a oggi sembravano imbarattolati. Sentirci a nostra volta meno inscatolati.

mercoledì, aprile 30, 2008

bottino magro

Strange weather.

Poche parole chiave divertenti questo mese. Tante sulla dermatite (e mi fa piacere se il mio post è servito a qualcuno), tante sui vestiti per bambini, ancora qualche ricerca sui costumi di carnevale (ma non è un po' tardi?).
Comunque, ecco le migliori:

1) allattamento a tutta birra
2) troie ecologiche
3) cerca parole che iniziano con cia.....cio.....ciu
4) non so se vi risulta ma non è di certo uno sprovveduto
5) sogni amici buttarsi balcone
6) solletico a un bambino furbo
7) come cucire il capello di robin hood
8) parto chiesa
9) immagini degli angoli più sconosciuti di venezia

sabato, aprile 26, 2008

ragni volanti, piccoli rettili, baci romantici

Sole... la primavera volge verso l'estate?

Pensieri sparsi, dopo tanto tempo:

L'altro giorno, mentre camminavo in via Bonora, sono stato superato da un ragno volante. I ragni volano?

Lo stesso giorno, mentre prendevo il caffé mi sono incantato a guardare il cucchiaino che affondava e riemergeva dal liquido scuro.

Allo stesso modo, mentre ieri sera versavo il miele sul fondo della tazza per la tisana, mi sono messo a disegnare dei motivi con il filo sottile che colava dall'alto. Sembravano spine dorsali di minuscoli rettili intrappolati nell'ambra chissà quando, chissà come.

L'altro ieri sera ho finito La strada di Cormac McCarthy. Bellissimo romanzo... a tratti angosciante ai limiti dell'horror, ma comunque gratificante. È la storia di un padre e un figlio. Chissà che padre sarei in una situazione del genere. Grazie a Mana per avermelo imprestato. Lo consiglio a tutti.
Ora si riparte con il Don Chisciotte.

Avete notato quante cosine ho aggiunto nella colonna laterale del blog? In realtà sono cose inutili che probabilmente non interessano a nessuno. Però così, un po' per riempire lo spazio, un po' per segnarmi le cose, un po' per narcisismo.

Giovedì sera è finito il cineforum con Un bacio romantico di Wong Kar-wai. Ok, sarà anche meno bello degli altri film di Wong, ma devo dire che è sempre piacevole quando ti parlano male di un film e questo poi ti sorprende in positivo. E non mi aspettavo di trovarvi Cat Power, in un piccolo ruolo.

Guardare gli anziani ai funerali di un anziano mi lascia pensieroso e un po' triste.

mercoledì, aprile 23, 2008

pagnone

Dopo tanta pioggia, è tornato il sole.

Ieri è morto mio prozio Dorino, fratello di mio nonno. La morte di una persona vicina porta inevitabilmente tanti rimpianti. Ci saranno di lezione per il futuro?
L'immagine di zio Dorino che mi porterò appresso risale a molto tempo fa, quando ero un bambino e lui mi prendeva sulle ginocchia per farmi solletico alla pancia dicendomi "pagnone pagnone pagnone!", un'espressione senza senso che a me faceva venire in mente una pagnotta e un pancione.
Poi si cresce, e la distanza che separa i vecchi dai bambini, invece di assottigliarsi, aumenta.


sabato, aprile 19, 2008

ventinove... trenta

Sole, con una nuvola che fa capolino dal tetto del brutto palazzo di fronte.

Domani compio trent'anni. Non che ci stia a pensare tutto il tempo, ma effettivamente è un traguardo, specialmente se penso al mio immaginario di quando ne avevo meno. In realtà ti senti più o meno uguale a ieri e all'altro ieri, ma se guardi più indietro, vedi che ne sono cambiate un sacco di cose, senza che te ne accorgessi. E i ricordi sono tanti, ma un po' confusi. Vorrei scrivere un pugno di ricordi per ogni anno di vita, come gli anelli di un albero. Non necessariamente i più significativi, ma i primi che mi vengono in mente. Vediamo cosa ne esce fuori.
A zero sono nato, e probabilmente avrò appoggiato il mio culetto nudo su delle coperte arancioni di ciniglia. A uno chissà, sarò stato poco più grande di Pietro, avrò dormito nel lettino bianco in cui ora dorme lui quando sta dai miei, vegliato da mio fratello e da mia sorella, già più grandini. A due di sicuro avevo con me Bubuno, l'orsetto che si succhiava il pollice che compare nella foto del mio secondo compleanno. O era il terzo? A tre... quando ero piccolo, mi sembrava che ogni mio ricordo risalisse a quando avevo tre anni... ad esempio, mi sembrava di averne tre quando sono sceso per la prima volta da solo nella tavernetta (quello che noi chiamiamo "giocobimbi" e non chiedetemi perché) per prendere qualcosa, forse del pongo. A quattro facevo l'asilo... ricordo l'ampia mensa, i gradini in pietra, il budino alla vaniglia, quelli che si portavano l'olio da casa per mangiare la pasta in bianco. A cinque ancora l'asilo, forse non andavo più sul passeggino, ma ne ho comunque un ricordo probabilmente precedente... a ogni modo ricordo quando andavo con mia nonna o Pina lungo la strada estiva, e ricordo un pacchetto di Fonzies. A sei ho iniziato le elementari... ho un ricordo confuso del primo giorno di scuola, ma ricordo quando abbiamo fatto le forme e i colori con dei modellini di legno colorato... forse a quel tempo c'erano le riunioni dell'Ars Musica, in cui cantavano mio padre e mia sorella, e ricordo una bambina di nome Valentina. A sette cos'avrò fatto: di sicuro d'estate i miei nonni venivano a farci giocare nel cortile... e poi il pentolone della conserva e il rifugio che voleva costruire mio fratello... ricordo che una mattina corsi sul terrazzo cercando mia madre e con mia sorpresa vidi che al suo posto c'era mia nonna. A otto anni... terza elementare... il libro di vacanze azzurro d'estate, il bob e la neve con lo zucchero e il limone d'inverno, e probabilmente è stato a quell'età, o poco più tardi, che ho iniziato a suonare il quartino... mio padre mi fece giurare, su un quadro che ritraeva dei funghi appeso nel corridoio della scuola, che mi sarei impegnato a studiarlo... e invece poi mollai. A nove anni forse iniziai a pattinare con lo Skating Roero... ricordo il mio maestro Carmelo, un medico originario di Siracusa. A dieci anni, quinta elementare... qualche gara, forse gli exogini, ma anche il momento forse di poco successivo in cui mi accorsi, guardando la vetrina delle Sorelle Sacchetto, che i giocattoli veri e propri non mi interessavano più... si andava verso le medie e quello strano e un po' ridicolo desiderio di sentirsi più adulti. Undici anni: le figurine degli Sgorbions, l'enorme libro di epica "Dal mito alla storia". Dodici anni: la bicicletta, le estati con Pajo passate a giocare con l'Amiga e i suoi gettoni omaggio per l'autopista. Tredici anni: la fine delle medie, le patatine e la pizza al taglio, il momento in cui mi sono accorto, non riuscendo a distinguere Pajo che mi salutava, che dovevo mettere gli occhiali. Quattordici anni: i romanzi di Stephen King e i Queen... il senso di distacco da un mondo che preannunciava una stagione introversa... l'inizio del liceo scientifico e la scoperta che io di matematica e fisica non capivo un tubo. Quindici anni: i Pink Floyd, le nuove amicizie, io che mi dimentico di essere al volante sul risciò in gita, e finiamo tutti contro un muretto... le prime cotte. Sedici anni: le lezioni di chitarra, presto abbandonate, nella cascina di un fantastico fricchettone roerino, il ritorno al mondo, Peter Gabriel e la world music, la mia prima mostra con i giovani artisti canalesi, all'ex-cinema Odeon. Diciassette anni: la nascita dei Black Riders, il murales in sala prove, gli amici di Canale. Diciott'anni: la leva del '78. Diciannove anni: la gita a Londra, la fine del liceo, la fantastica mostra-discarica all'Odeon da cui è nata l'amicizia con Silvia, il Punto enogastronomico e le ciucche più belle della mia vita, le serate al Macabre con Vaga... e poi l'inizio dell'università, i primi rudimenti di giapponese, la vita torinese, i cinema. Vent'anni: Silvia a colorare qualunque ricordo. Ventun anni: l'eclissi totale a Salisburgo, le Moretti con Ivan, il pellegrinaggio a Bra dei Pamparato Kuh Cowboys. Ventidue anni: il primo viaggio in Giappone e Silvia che trattiene il pianto alla mia partenza e poi scoppia a piangere quando, lo stesso pomeriggio, va a vedersi Hana-bi. Ventitré anni: il viaggio a Osaka, questa volta con Silvia, e le serate ad Amerika-mura con salsicciotto chimico dei Lawson al mattino e latte al cacao. Ventiquattro anni: il terzo viaggio in Giappone, con Alice, Elisa e Mauro... Yukiko, casa sua e il suo cane Toranpu... fare il cameriere nel ristorante italiano "Al solito posto"... la pedana della Yamanote e la pallina blu. Venticinque anni: la mia laurea e la laurea di Silvia, quando avevo quella caramella giapponese enorme in bocca e la sua relatrice mi chiese qualcosa, e io nel rispondere sembrava che avessi un ascesso enorme... guardare le bottiglie di Frangelico sul nastro trasportatore della Barbero. Ventisei anni: il meraviglioso matrimonio, il distacco dalla casa dei genitori, Roma, Parigi, il lavoro alla Panini. Ventisette anni: il viaggio in Giappone con Silvia e soprattutto la settimana a percorrere in treno il Giappone sud-occidentale (il link porta al mio resoconto, che ho spedito a un sito di viaggi), tuttora il viaggio più bello della mia vita. Ventotto anni: mentre traduco in cucina al caldo della stufa, Silvia torna a casa dopo aver fatto il test, e dalle sue lacrime capisco che è incinta. Ventinove anni: Pietro.

venerdì, aprile 11, 2008

pensiamo ad altro 5: cibi durante l'allattamento

Finalmente oggi è piovuto come si deve!

Nonostante le svariate credenze popolari, e salvo intolleranze alimentari o cose del genere, il linea generale si può mangiare praticamente tutto, durante l'allattamento. Almeno, Silvia ha sempre mangiato di tutto (comprese cipolle, porri, cavoli, fagioli e via dicendo) e Pietro non ha mai avuto mal di pancia, né ha mai rifiutato il latte. Be', magari è meglio evitare vagonate di cibi speziati, quintali di funghi o cose troppo porche. Sembra che gli asparagi possano dare un sapore diverso al latte, ma non è necessariamente detto che al bambino non piaccia. De gustibus... Insomma, ciò che voglio dire è che in teoria non ci sono verdure o cibi sconsigliati di per sé, quindi giudicate in base alle reazioni del vostro bambino e alla vostra esperienza quotidiana. Ovviamente non bisogna esagerare con l'alcol (ma un bicchiere di birra o mezzo di vino al giorno è concesso).

P.S.: Ovviamente quando dico che si può mangiare praticamente di tutto, intendo cose umanamente commestibili e sane. Non mangiate quello che non mangereste normalmente. Niente uranio, bulloni, pejote e criptonite, quindi.

mercoledì, aprile 09, 2008

pensiamo ad altro 3: miele

Sì, piove, ma miseramente.

Oggi sono poco ispirato, quindi mi limito a un'informazione. Un'usanza abbastanza tipica è quella di intingere il ciuccio nel miele per fare stare bravi i bambini. In realtà il miele è sconsigliato prima di un anno di età perché può causare botulismo infantile.

P.S.: Mi sto proprio trattenendo a stento dal parlare di politica dopo le ultime allucinanti affermazioni di certa gentaglia.

martedì, aprile 08, 2008

pensiamo ad altro 2: prodotti per l'infanzia

Piove!

Già prima di nascere, il bambino diventa oggetto delle attenzioni delle ditte specializzate. Ricordo che, durante il corso pre-parto, Silvia è arrivata a casa con almeno un paio di scatole piene di campioncini omaggio "donati" dalle più conosciute ditte di prodotti per l'infanzia. Quando poi il bambino nasce, e in particolare dopo i primi piccoli problemi quotidiani, ci si chiede cosa bisognerà comprare per il suo benessere. Ci si fa prendere un po' dall'ansia al pensiero che bisogna pensare per lui, che ovviamente non può fare niente da solo né può dire la sua. Ed ecco che in quattro e quattr'otto ci si fa prendere da questa sorta di ebrezza d'apprensione e ci si ritrova con le mensole piene dei prodotti più svariati. Salvo poi scoprire che tale prodotto non va così bene, quindi lo si abbandona e lo si lascia da parte mezzo pieno. Se ne compra un altro e così via. Ovviamente, il tutto assume dimensioni considerevolmente maggiori nel caso il bimbo abbia la dermatite atopica come Pietro... ma questa è un'altra storia.
Quello che voglio dire però è di fare attenzione e riflettere bene su ciò di cui il bambino ha veramente bisogno, su ciò che in realtà non gli serve e su ciò che può essere addirittura nocivo. I bambini sono un grosso business, e un neo-genitore è una preda molto facile: un po' perché entra in un mondo nuovo e sconosciuto, un po' perché è titubante e ha paura di sbagliare o di non fare abbastanza per il suo bambino.
Tanto per fare un esempio, sulle riviste specializzate troverete sicuramente delle pubblicità di disinfettanti, che usano lo spauracchio dei fantomatici microbi che ci circondano, più o meno come Berlusconi fa con i comunisti. Be', qui è facile non cascarci, perché è ovvio che questi batteri che tramano contro il nostro bambino sono gli stessi che abbiamo addosso noi e che sono ovunque, e che male potranno mai fare? Di sicuro non possono fare peggio delle sostanze usate per eliminarli (se volete potete anche estendere la metafora su Berlusconi fino a qui). E poi il bambino dovrà pur farsi delle difese immunitarie, no?
Poi ci sono le varie cremine, oli e latti detergenti, paste all'ossido di zinco eccetera eccetera. Tutte cose che possono o non possono servire, dipende dalla situazione e dalla radicalità del vostro approccio (dico subito che il mio non è poi così radicale), ma anche qui bisogna fare attenzione e non dare troppo per scontato che il coniglietto o il cagnolino sulla confezione siano per forza indice di qualcosa di carino studiato apposta per il bene dei vostri bambini. Eh no, perché se fate attenzione agli ingredienti, la maggior parte dei prodotti per l'infanzia che trovate comunemente nei grandi centri specializzati contiene sostanze mica tanto carine! Petrolio in gran quantità, profumi, conservanti e sostanze che possono nuocere o meno (nel caso di dermatite atopica, poi, è davvero il caso di starci attenti visto che possono essere irritanti o allergizzanti), ma che comunque, se uno può evitare...
Quindi il mio suggerimento (che rivolgo anche a me stesso come proposito, perché è una cosa a cui sono arrivato solo di recente) è di prendere come criterio di valutazione di un prodotto non solo la marca, il prezzo o le proprietà indicate sulle confezioni, ma anche e soprattutto gli ingredienti. A questo indirizzo, potete trovare un utile biodizionario che indica le sostanze migliori o peggiori. Ricordate che le prime sostanze elencate tra gli ingredienti di un prodotto sono quelle presenti in maggior quantità... quindi se queste sono ad esempio petrolatum, paraffina o vaselina... beh, vuol dire che il prodotto è costituito per lo più da petrolio, anche se sulla confezione si parla di avena o camomilla.
Andando su questa pagina, invece, troverete anche alcune indicazioni sulla pulizia del bebé, su quali sostanze e quali prodotti è meglio evitare (in particolare vengono menzionati l'olio della Johnson e la Pasta Fissan, ma la situazione è abbastanza generalizzata) e quali invece sono più indicati, ecc... insomma, un approfondimento. Forse qualche accorgimento potrà sembrare un po' esagerato, ma documentarsi non costa nulla... dopodiché ognuno è libero di ridimensionare o comunque fare le proprie scelte.

P.S.: Ovviamente il discorso è valido anche per quanto riguarda i prodotti per gli adulti.

lunedì, aprile 07, 2008

pensiamo ad altro - 1: un consiglio sui consigli

Ma oggi non doveva piovere?

Siccome in teoria (non si sa mai, eh!) si dovrebbe votare domenica e io non ho assolutamente voglia di parlare qui di politica questa settimana, ho deciso di sfruttare gli ultimi momenti di governo non berlusconiano per qualcosa di diverso. Voglio quindi dedicare un'intera settimana alla povera sezione "questioni pediatriche", a cui finora ho dedicato un solo post.

Il primo post lo dedico a... i consigli.

Soprattutto nel primo mese di vita del bambino, è possibile che veniate sommersi di consigli non richiesti, in particolare sull'alimentazione e sull'allattamento. È una cosa stressante, che spesso procura parecchi dubbi e incertezze alle neo-mamme. Come se non ce ne fossero abbastanza. Al primo pianto, qualcuno seminerà il dubbio sul fatto che abbiate abbastanza latte. Sicura che mangi abbastanza? Non avrà bisogno di un'aggiunta di latte artificiale? Qualcuno vi guarderà in maniera strana quando addenterete questo o quel piatto, rovinandovi la cena. Qualcuno insisterà se dite che preferite non bere alcolici, tirando fuori la storia che la birra fa latte. Qualcuno contesterà i vostri metodi per addormentarlo, le vostre decisioni su ciuccio o non ciuccio, ecc. Ovviamente la maggior parte delle volte sono consigli dati in buona fede, ma talvolta risultano un po' pesanti e mortificanti per dei neo-genitori.
Il mio consiglio sui consigli è: documentatevi per conto vostro e regolatevi tenendo conto di quel che dicono gli esperti (che sbagliano pure loro, ma sono pur sempre addetti ai lavori), ma soprattutto fate cosa vi dicono il buon senso e le vostre esperienze quotidiane, e non lasciatevi condizionare troppo dagli altri, anche perché non tutti i bambini sono uguali e hanno le stesse esigenze.
So che può sembrare un suggerimento molto banale, ma è vero.

sabato, aprile 05, 2008

due cose

Sarà, ma io aprile me lo ricordavo piovoso. Anche marzo, a dire il vero.

Due cose:

Ho scoperto che esiste il sito dei Canalensis Brando!

L'altra sera ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant. Ovviamente ora non ho tempo né voglia di fare una recensione, ma lo consiglio comunque perché l'ho trovato davvero bello. In generale mi sono piaciuti tutti i suoi ultimi film. Più di quelli vecchi, anche se a dire il vero saranno quindici anni che non li vedo (chiedo scusa a mia sorella che è una fan di Belli e dannati). Questo in particolare, però, mi ha emozionato, divertito, rapito, ammaliato in ogni suo aspetto.
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