giovedì, marzo 22, 2007

persiane e commedia umana

Sole, vento e aria frizzante.

Ecco. Tra meno di un mese ce ne andremo da qui e io noto solo ora che c'era un modo per bloccare le persiane. Ho la pessima abitudine di non chiedermi mai il come delle cose... magari mi chiedo il perché, ma raramente il come.
Abbiamo iniziato, poco per volta, a portare giù un po' di cose pressoché inutili, in modo da non dover fare un trasloco enorme alla fine.
Ieri sera ho finito Papà Goriot di Balzac... mi dispiace di averlo letto un po' spezzettato, perché la sera ero sempre stanco e non riuscivo a leggere più di quattro pagine... ieri comunque ho letto le ultime quaranta tutte d'un fiato, e mi ha appassionato tantissimo. Bello, bello, bellissimo.
Ora inizio Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini. Ecco un frammento dell'inizio:
Mio padre era il secondo di quattro fratelli.
Il primo si chiama Ernesto e dopo di lui è nato Gaetano, ma Gaetano è nato morto.
Così quando è nato mio padre lo hanno chiamato Gaetano pure a lui in omaggio a quel fratello.
Ma in famiglia gli faceva impressione di chiamarlo col nome del morto ed è per questo motivo che mio padre è sempre stato chiamato Nino.
A questa maniera l'abbiamo chiamato anche noi figli.

Com'era mio padre da ragazzino me lo immagino abbastanza bene. Me lo immagino da quello che mi ha raccontato lui per trent'anni. E me lo immagino pure al camposanto coi genitori mentre se ne vanno a trovare questo fratello morto. E mi immagino che a mio padre gli faceva impressione di portare i fiori su una tomba, vedersi la lapide e trovarci che ci stava scritto il nome suo...”

martedì, marzo 20, 2007

gnocchi giganti

Ora il tempo si è stabilizzato in un grigio costante.

Ascolto per l'ennesima volta Illinois di Sufjan Stevens... e penso come sempre a quanto sia bello, a quanto sia il disco da regalare a tutte le persone care. Ieri abbiamo mangiato cucina tedesca da Mauro e Riki (e così abbiamo visto la loro casina)... un ottimo spezzatino con cavolo verde e delle curiose palle di patate (tipo degli gnocchi giganti)... e poi biscotti appena sfornati! Insomma, il nostro Pipì assaggia continuamente cose buone e diverse. Comunque, abbiamo riso tanto e siamo stati bene. Mi viene in mente che, a seconda della compagnia di amici, ridiamo in maniera diversa e per cose diverse. Nello specifico, io e Mauro abbiamo passato tre mesi in Giappone a ridere come idioti per cose davvero stupide (tipo immaginandoci l'autista dello Shinkansen che fa manovra). Che strano, chissà come si formano queste alchimie.

Abbiamo poi scoperto che Silvia lavorerà solo più questa settimana... al massimo la prossima... quindi si vedrà un po' per l'appartamento... oggi chiamo la padrona. Be', di sicuro staremo fino a fine aprile, in ogni caso.

Mioddio, quanto è bello questo disco. Ora inizia la trascinante Chicago...
You came to take us. All things go. All things go. To re-create us. All things grow. All things grow. We had our mind set. All things know. All things know. You had to find it. All things go. All things go...

lunedì, marzo 19, 2007

zappa

Arriva il freddo tanto annunciato? Il cielo azzurro e caldo dei giorni scorsi si sta gonfiando di nuvoloni scuri.

Ascolto la ninna nanna All the Pretty Little Horses, dall'omonimo album dei Current 93, nella versione cantata da Nick Cave.
Sento un po' sciogliersi quella stanchezza sulla faccia che mi si era incollata sulla faccia negli ultimi mesi. Sarà perché ormai il libro è chiuso? Sarà perché in questo fine settimana ho potuto sfogarmi un po' in montagna e zappando in campagna con il nonno di Silvia? Sì, forse ne avevo bisogno. Effettivamente, zappare (per quanto ieri sera fossi esausto) ha un effetto terapeutico su di me... stare lì, a eseguire un lavoro quasi meccanico nella natura mi aiuta a lavare via lo stress del mio lavoro. E aiuta a pensare ad altro, a distrarsi, a meditare. Poi è affascinante perché è un lavoro apparentemente senza scopo... zappare via l'erba partendo dal fondo per arrivare alla cima... e quando saremo in cima, sicuramente l'erba avrà ripreso a crescere dal fondo. Ma non la stessa erba di prima, perché ogni periodo ha erbe e arbusti differenti. Vabbè, sto idealizzando un po' la cosa.
Ora mi sento rigenerato e oggi sto lavorando meglio. Se questo mese riuscirò a portarmi in pari con il lavoro, finalmente potrò anche riappropriarmi del tutto dei fine settimana.

L'altra sera, siamo andati, con Luca e Ivan a dare il regalo di matrimonio a Manu. È stato carino, ed è bello vedere Manu raggiante per le nozze.

E il pancino? Sempre più tondo, sempre più burrascoso. Siamo ormai all'ultimo trimestre, e confesso che, oltre alla gioia, abbiamo anche un po' di paura. In questi giorni sfogliavo delle nostre vecchie foto sul computer (che ridere, abbiamo fatto delle cose veramente stupide negli ultimi anni... un giorno dovrò pubblicare la foto del mio costume da marionetta assassina all'HalloWine del 2005)... e mi chiedevo cosa cambierà tra il passato e il futuro. Chissà. Intanto pensiamo a che faccia potrà mai avere, un incrocio tra me e Silvia.

martedì, marzo 13, 2007

ferretti e zombi

Sole e vento, solito tram tram con le persiane.

In questi giorni ho ripreso ad ascoltare i C.S.I. In questo stesso momento sto sentendo, con vero piacere e sincera emozione (non dettata soltanto dalla nostalgia), il concerto dedicato a Fenoglio che si era tenuto nel 1996 ad Alba, nella chiesa di San Domenico. Io a quel concerto c'ero, ma non ne avevo mai sentito la registrazione... e devo dire che è davvero formidabile. Nel 1996... avevo diciott'anni, e seppur appassionato, probabilmente non apprezzavo nella giusta maniera lo spessore di un album come Linea Gotica e il valore di questo gruppo, che si distanziava nettamente da tutti le band che ascoltavano (spesso un po' indiscriminatamente) i ragazzi di sinistra di un decennio fa. Come tutti i gruppi italiani che in quel periodo avevano fatto qualcosa di buono, come i Mau Mau di Viva Mamanera, i La Crus di Dentro me, i Marlene Kuntz de Il Vile, gli Ustmamò di Ust e gli Almamegretta di Sanacore, tutte band che poi si sono perse per la strada e ultimamente hanno realizzato dischi insignificanti se non decisamente brutti (come l'ultimo inascoltabile lavoro dei Mau Mau), purtroppo anche il duo Ferretti-Zamboni ha conosciuto una parabola discendente, da allora. Ma a parte questo, già allora i CCCP e i C.S.I. di Ko de mondo e Linea gotica avevano fatto qualcosa di impareggiabile, forse perché, in effetti, Ferretti era già il papà di tutti questi gruppi ed è sempre stato controcorrente, sia con l'assolutamente anomala proposta dei CCCP, sia, più avanti, nei confronti della cosiddetta “musica alternativa” (controcorrente lo è ancora oggi, diventato ormai una specie di guru spirituale... peccato che i risultati musicali non siano sempre all'altezza). Questi album, come il concerto di alba (La terra, la guerra, una questione privata) e la raccolta live Noi non ci saremo, sono dischi preziosi, che voglio serbare per il futuro.

L'altra notte ho sognato degli zombi, anche se ne ho un ricordo confuso. Ogni tanto mi capita. Al mattino Silvia mi fa: “Ho fatto un sogno angosciante”. Ed esordisce dicendo: “C'erano un castoro, un coniglietto e due gatti...”. Mi sono messo a ridere.

martedì, marzo 06, 2007

anatre


Stamattina proseguiva il deciso cammino verso la primavera, ma oggi pomeriggio il cielo si è fatto improvvisamente buio.

Ieri ho finalmente consegnato il libro. Ce n'è voluto di tempo... non so nemmeno più quanti mesi siano, che ci lavoro... che liberazione! Eppure no... mento se dico che mi sento liberato. Sono ancora legato... ogni tanto rileggo qualcosa e già trovo delle cose che vorrei cambiare e me le segno per la correzione delle bozze... insomma, non sarà veramente finito finché non lo vedrò stampato.
Sto ascoltando il bell'album realizzato a quattro mani da Shannon Wright e Yann Tiersen. Lei ha una voce davvero intensa e tragica.
Oggi mi sono accorto per la prima volta che nella Dora ci sono delle anatre. Stavano con il sedere all'aria cercando pesci sul fondo, credo. Ci sono pesci nelle acque torinesi? Boh.
Ecco una foto della casina in cui vive Pipì (mi riprometto sempre di mettere online la lista dei possibili nomi...) ora. In realtà (la foto è stata scattata un paio di settimane fa), quella casa è già più grande. Ormai i movimenti sono una cosa costante... ma cosa fa, lì dentro?

venerdì, marzo 02, 2007

marzo

Oggi c'è un sole forte. Ma una piccola nuvola tonda l’ha oscurato improvvisamente per pochi secondi. Mi sono girato pensando che si fosse chiusa la persiana per il vento. Poi il sole ha fatto capolino accecandomi e inondando la stanza di luce.

Comunque sia, le persiane si chiudono spesso per il vento, in Corso Verona. Ci sono giorni (come ora) nei quali devo alzarmi ogni dieci minuti ad aprirle, ed è snervante, se stai lavorando. Le veneziane sono scomode... le tapparelle, che abbiamo a Canale, sono un po' antiestetiche... ma vivendo in un corso ventoso c'è da rimpiangerle. Ecco, mi devo di nuovo alzare.

Ieri sera sono venuti Mauro e Riki a cena. Ci hanno annunciato che quest'anno si sposeranno. Quest'anno andremo a cinque matrimoni! E pensare che negli ultimi due anni non ce ne sono stati. Riki mi ha fatto una piccola lezione di pronuncia tedesca leggendo l'etichetta della birra e m'è venuta voglia di imparare il tedesco. E pensare che pochi giorni fa mi era anche venuta voglia di imparare meglio il francese, che leggo ma non parlo. Vedremo se ci saranno occasioni.

Il nostro soggiorno torinese sta quasi per volgere al termine. Nel giro di un mese e mezzo sarà già ora di tornare a Canale. Devo dire che un po' mi dispiace. Effettivamente, con la scusa di Internet e della spesa, qui esco molto di più. Sto facendo scorta di CD, perché a Canale non è che avrò tante occasioni di trovare la musica che piace a me, specialmente a questi prezzi (oddio, Torino è a tre quarti d'ora di distanza, ma siamo un po' pigri). Mi piace girare per i negozi di musica indipendentemente o alla FNAC e cercare quali CD degli autori che più mi interessano sono scesi di prezzo. Ieri ho trovato The Firstborn is Dead di Nick Cave a cinque euro, e Up di Peter Gabriel e Silent Shout dei The Knife a nove. Non mi sembrano male, come prezzi. Insomma, credo che sia giusto comprarli, in questi casi, se si ha l'interesse. Copiarli, scaricarli... sì, va bene per conoscere le cose o trovare l'introvabile... ma quando vale la pena è meglio comprare, se si può. Confido che prima o poi scenderanno anche “colossi” costosi come Is all over the map dei Giant Sand (che tengo d'occhio) e, soprattutto, tutti i primi CD di De André, fermi da tempo sui diciannove euro... decisamente troppo.

martedì, febbraio 20, 2007

l'odore del sole

Sole e freddo, però io già sento un accenno di primavera. Forse nelle gemme delle piante, forse in quell'uccellino qui davanti che ogni tanto canta.



I calcetti si fanno più frequenti, ieri ho consegnato i cinque capitoli del libro (mancano ancora gli strumenti, che spero di finire oggi) e io e Silvia ci siamo concessi una piacevole passeggiata in campagna, che ci ha del tutto rigenerati. Al ciabot, i bulbi dei tulipani, dei giacinti e dei narcisi sono sbucati fuori dal terreno. So che è ancora presto, ma come ogni anno, mi sembra (forse mi illudo) di avvertire già l'odore della primavera, che poi sento addosso alla pelle e ai capelli di Silvia (l'odore del sole, lo chiama lei), una volta tornati a casa.




Ecco una foto del viso del nostro pupetto, in attesa che ci decidiamo a dargli un nome.

venerdì, febbraio 16, 2007

l'inverno sta finendo

Ormai è passata la metà di febbraio, e il freddo è così così.

A dispetto della giornata luminosa, sto ascoltando un disco cupissimo, quasi funereo: Maaaet, dei finnici Tehni. È molto bello, ma forse farei meglio a cambiare e a tenerlo per l'imbrunire.
Finito il cofanetto della prima serie di Lost, e iniziata la serialità della seconda, che ci occupa una sola sera a settimana, le ultime serate le abbiamo impiegate a cercare un nome per il nostro ometto. Sarà una lunga scelta, mi sa. La nostra mente è sempre più rivolta a lui. D'altronde, anche fisicamente è sempre più grande e presente. Ieri ho sentito un paio di calcetti, e questa volta non ci sono dubbi. Devo dire che è impressionante... sembra che voglia uscire... ho visto troppi horror giapponesi.
Entro il fine settimana dovrei finire il libro, e finalmente sono ritornato in pari con i manga. Insomma, il lungo, lunghissimo inverno sembra ormai giunto al termine.
Stamattina sono uscito per andare a spedire il file dell'ultima traduzione, ma, con mia sorpresa, alle 9:30 l'Internet Point era ancora chiuso. Così mi sono fatto un giro alla Feltrinelli, dove mi sono comprato Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini (che, devo ammettere, conosco solo perché l'anno scorso ha vinto il premio del pubblico di Fahreneight) e alla FNAC, dove ho rovistato tra le occasioni e ho trovato From Her to Eternity di Nick Cave a soli 5 euro (la pazienza premia) e il disco del 1974 di Paolo Conte a 10. Sono stato tentato da Avalanche di Sufjan Stevens, sceso finalmente a 11 euro, ma poi ho deciso che prima voglio assimilare per bene tutti gli altri suoi CD, altrimenti rischio l'indigestione. Non ricordavo che i negozi (tranne i grandi centri) aprissero così tardi, a Torino. Camminare per il centro a quell'ora fa uno strano effetto. È deserto e incontri le persone più strane. Però una bella passeggiata mi ci voleva proprio... sto sempre chiuso in casa, e anche a Torino faccio sempre lo stesso percorso: Via Reggio-Via Rossini-Corso Regina-Corso S.Maurizio-Via Montebello.
Da qualche notte ho ripreso a sognare animali e cose strane. L'altra notte ho sognato uno strano essere... una specie di proteo gigante, con strani baffi al muso, simili a dei cucchiai. Viveva nell'acqua bassa di un torrente e il corpo, un incrocio tra una grossa salsiccia arrotolata e quelle tende a “salamini” di certi negozi (ci sono ancora?), terminava con lunghe zampe... direi almeno una ventina.
Stanotte invece ho sognato una vespa, che cercavo di ammazzare finché non è caduta su una stufa, carbonizzandosi. In quel momento, mi ha fatto pena.
Ho anche sognato un incrocio tra Lost e Il Pasto Nudo, in cui Bill Burroughs/Peter Weller iniettava con un fucile una strana sostanza blu a Sayid, per fargli provare delle allucinazioni. Il mattino seguente, in quella specie di accampamento nel deserto in cui si svolgeva il sogno, si veniva a sapere che Bill aveva sedotto Sayid.
Silvia ha ipotizzato che sia tutta colpa del sedano-rapa di ieri sera.

P.S.: Finito Tanizaki, ora ho iniziato Papà Goriot di Balzac. Ho fatto un po' fatica a entrarci, ma mi piace sempre di più.

martedì, febbraio 13, 2007

maschietto

Caldo sole primaverile e vento freddo. Mi è venuto un po' di mal di testa.

Ancora non ho finito con il libro, ma vedo la fine del tunnel. Manca poco così, diciamo. Spero di concludere tutto questa settimana. Sono a Canale, perché stamattina siamo andati a fare l'ecografia morfologica.
E...
...E abbiamo saputo che è un maschietto!
Ora il nostro bimbo assume una forma sempre più definita, sia nella realtà che nella nostra immaginazione. Questo scatena tutto un turbine di pensieri prima non considerati, nel dubbio. Ed esclude inoltre gli unici nomi certi... tutti femminili... Viola... Arianna... Gemma...
Abbiamo ancora quattro mesi.
A presto una foto e qualche parola in più... ora proprio non ho tempo!

mercoledì, febbraio 07, 2007

neve

Il cielo è proprio grigio...

Sto trascurando il blog, lo so. È che in questo periodo faccio un po' di fatica a scrivere. Non che sia successo chissà cosa. Il pancino di Silvia è sempre più grande e tondo... stando a quanto scritto sul libro ora il nostro pupetto dovrebbe essere già sui venti centimetri, e pesare circa 350g. Tra una settimana a quest'ora Silvia avrà già fatto l'ecografia e forse sapremo anche se sarà un maschietto o una femminuccia. ( O o O ;)

Ieri notte ho sognato che nevicava. Be', così almeno così ho visto la neve, quest'anno.

L'altro giorno ero in Via Rossini, e un tamarro ha superato in auto (con musica a palla) una fila al semaforo e si è messo davanti a tutti, sulle strisce. Un signore di mezza età ha iniziato a insultarlo, e ha continuato a imprecare tra sé e sé per almeno cento metri (io camminavo dietro di lui). Camminando è passato di fronte a dei sacchi dell'immondizia fuori dal bidone... e ha iniziato a imprecare contro di quelli.
Ultimamente non dormo benissimo perché ho preso a russare, e se russo ci sto male perché non faccio dormire Silvia, che in questo periodo sta lavorando molto.
Prosegue la visione di Lost... brrr...

lunedì, febbraio 05, 2007

mente fritta

C'è il sole e sono nell'Internet Point.

Quest'ultimo fumetto mi ha fritto la mente... quindi oggi me la prendo con calma e penso un po' al libro... a cui dedicherò tutta la settimana.

Ora, finalmente, io e Silvia potremo infognarci completamente nella visione del lussuoso cofanetto della prima serie di Lost... che roba!

Stanotte ho sognato che vivevo nel nostro appartamento di Torino con i due folli protagonisti di Boku to isshou, un formidabile manga di Furuya Minoru. Vicino a noi abitava un danese, che cercavamo di evitare a tutti i costi.

martedì, gennaio 30, 2007

micah p. hinson e green sleeves

C'è il sole e non fa eccessivamente freddo.

Ieri sera mi sono concesso un'uscita e sono andato a vedere il concerto di Micah P. Hinson allo Spazio 211, insieme a Mana, Vaga, Ivan, Armando e Giulia. Solo sei euro e un ambiente raccolto erano il set ideale per un cantautore del genere, ed è stato davvero un concerto emozionante. Lui, voce e chitarra, sul palco con quell'aspetto così difficile da associare a quella voce profonda, accompagnato da una sola persona che suonava di volta in volta il banjo o la batteria. Interpretazioni intense, da ascoltare restando a bocca aperta (sebbene alcuni del pubblico preferissero commentare ogni tre secondi questo o quell'aspetto esibendo le loro conoscenze musicali, senza ascoltare il concerto).

Un paio di settimane fa, invece, non ho resistito e mi sono comprato il ricco e stravagante cofanetto natalizio di Sufjan Stevens, che ho ascoltato e riascoltato in questi giorni. Tra le varie canzoni originali e cover natalizie, c'era una versione cantata di Green Sleeves che mi ha riportato alla mente la sigla di un videogioco d'avventura (King Quest II?), con cui io e mio fratello giocavamo, ormai quasi una ventina d'anni fa, su un minuscolo Apple IIC.

martedì, gennaio 23, 2007

lepre e tartaruga

Piove. Ricordo che negli ultimi inverni quasi non pioveva mai.

Stanotte ho sognato diverse cose. Quella che ricordo meglio è una porta che dava su un orto di ulivi. Era notte, ma si vedeva la luna piena. Ogni tanto gli ulivi, sul dorso della collina, diventavano cipressi, e legata a uno di questi, anzi incatenata al collo e al muso, c'era un'enorme lepre. Credo di essere stato insieme a mia madre a mia sorella. Impietositi, volevamo liberarla, ma avevamo paura che l'uomo che l'aveva catturato ci scoprisse, e ci sentivamo sotto tiro.

Sono in ritardo su tutto... sul lavoro, sul libro. Questa settimana ho deciso che non uscirò mai, se non per andare su Internet o per faccende relative al libro. Il tempo mi aiuta.

domenica, gennaio 21, 2007

molto rumore per nulla

Con questo tempo non si capisce più niente... prima sembrava marzo, e oggi sembra un umido novembre.

Ieri sera siamo andati a vedere la replica dello spettacolo di Vaga... Molto rumore per nulla di Shakespeare. Come l'altra volta, è stato molto divertente, e lui è fantastico nel ruolo di Benedetto. Vaga è la persona (esclusi i familiari, ovviamente) che conosco da più tempo in assoluto... e mi ero commosso ed emozionato a vederlo per la prima volta sul palco un paio di anni fa, quando al corso di teatro hanno fatto Harvey. Sono davvero contento per lui, e spero di vedere altri spettacoli. C'era anche Domenico nel ruolo di una delle due guardie... che ridere! Una volta finito siamo andati insieme a suo padre, suo fratello e la ragazza, e Ivan, a mangiare una pizza in uno strano locale pieno di quadri e oggetti sugli indiani d'america. C'era una Harley Davidson nell'ingresso e un ritratto di Padre Pio dietro di me. Mah.
Però la pizza era molto buona. Ho preso una "spaccalegna": pomodoro, mozzarella, cipolle, gorgonzola, salamino piccante. Mangiata all'una non è esattamente come la camomilla prima di andare a dormire, e infatti il mio stomaco ha lavorato strenuamente tutta la notte per digerirla.

venerdì, gennaio 19, 2007

movimenti e progetti

Fuori è buio, l’inverno sembra finalmente arrivato ma tentenna ancora, e ancora niente neve.

Sono le sei e mezza. Serenamente sveglio mi appresto a lavorare un po’, ma prima ne approfitto per rendere giustizia al mio blog, dato che l’insonnia mi ha concesso un po’ di tempo extra. Ho consegnato il primo capitolo del libro e più tardi dovrei fare lo stesso con il secondo. Devo solo più aggiustarne tre, finire le sinossi dei film (che sto facendo poco a poco riguardandomeli nelle pause pranzo e nei ritagli di tempo) e la filmografia… e poi il grosso è fatto. A inizio della prossima settimana dovrei consegnare un manga e poi iniziare l’ultimo e più difficile del mese. La fretta e l’ansia mi fanno lavorare più velocemente… ultimamente dedico le mattinate al libro e i pomeriggi ai manga (perché, almeno nelle prime fasi, riesco ad ascoltare “Fahreneight” mentre traduco - è tornato Marino Sinibaldi- ma non mentre scrivo). La sera… la dedico all’una o all’altra cosa, a seconda dei casi.
Questa settimana Silvia ha iniziato a sentire muovere il pupetto, e ogni tanto mi metto lì fermo con la mano a sentire…. e forse l’altra sera ho avvertito un piccolo movimento, come un calcetto. Sarà stata solo un’impressione? Comunque, potete immaginare che emozione, percepire la presenza viva di questo piccolo alien presente nel corpo di Silvia.
Più si va avanti, più lui, o lei, occupa i nostri pensieri. Con tutta l’ingenuità che immagino essere lecita in questa fase, si fanno progetti, programmi, si stabilisce come si intende educarlo (il punto fermo per ora è tenerlo il più lontano possibile dai programmi TV – o per lo meno, dalla TV spazzatura). E si fanno anche sogni sul suo futuro. Com’è naturale, si vorrebbe che i propri figli realizzassero le proprie aspirazioni mancate (per pigrizia o doti insufficienti), ad esempio. Ieri, ospite a Fahreneight c’era una scrittrice di appena ventidue anni… non ricordo il nome, ma mi sembrava una ragazza in gamba. Se avessi una figlia che scrive romanzi, credo che sarei al settimo cielo. Forse più che artista o musicista (categorie immediatamente successive nella mia classifica dei miei sogni). Voglio fare di tutto perché il mio pupetto abbia le opportunità e gli strumenti per diventarlo, ma non voglio forzarlo. Più facile a dirsi che a farsi, credo. Ma forse ciò che più mi preme è semplicemente che sia onesto e laborioso, non arrivista, non approfittatore… poi qualsiasi lavoro va bene. Già sono partito con i castelli in aria. Stai tranquillo, Pipì, fai pure quello che ti pare, io ti voglio già bene lo stesso.
P.S.: Pipì è il nome coniato da mio padre… ovviamente non va preso nelle sue accezioni poco lusinghiere.
P.P.S.: Ho finito il primo dei due racconti di Tanizaki che Silvia mi ha regalato per Natale… raffinato e inquietantemente sadomaso come sempre.

martedì, gennaio 16, 2007

stasi e movimento

C'è un bel sole ma fa freddo, in questo inverno stranamente tiepido.

Sono qui seduto sul trespolo dell'internet point di corso S.Maurizio. Non mi trovo molto su questa tastiera così piccola. Ultimamente ho scritto davvero poco e mi dispiace... ma il libro mi assorbe tutte le energie e la voglia di scrivere qualcos'altro... ma tra un mese dovrebbe essere tutto finito, o almeno il più grosso...

Ieri Silvia ha avuto l'impressione di sentire qualcosa muoversi... mamma, che emozione!

Siamo andati a vederci Il grande capo di Lars Von Trier... che ridere, uno dei film più divertenti visti negli ultimi anni.

sabato, gennaio 06, 2007

maestro di vita

Sono appena le 16:20, ed è sereno, ma già lo vedo che inizia a far buio... fortunatamente, siamo già sulla strada del ritorno, e le giornate d'ora in poi non si accorceranno più

Sono qui che lavoro. Ho sempre lavorato durante queste vacanze, per lo più al libro. Sono già esausto... spero di potermi riposare un po' a febbraio, una volta consegnato. Silvia dorme qui sul divano, e sono leggermente brillo di cibo e di vino per il pranzo dai suoceri. Ascolto Anime salve di De Andrè, sulla scia dello speciale beccato per caso l'altra sera su Rai Due. L'amore per Fabrizio De Andrè deriva da mio padre, da quei tre vinili che ascoltava quand'ero piccolo (registrati su cassetta e ascoltati con un walkman arancione anni Ottanta). Da bambino avevo una gran paura quando ascoltavo La ballata dell'amore cieco, in particolare quella frase: "gli disse portami domani il cuore di tua madre per i miei cani". Ridevo inconsapevole ai versi de Il giudice "La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo, come a dire che un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo". E poi quelle immagini così forti de La città vecchia, dei "quattro pensionati mezzo avvelenati", del "vecchio professore", del "tipo strano"... che mi si sono scolpite nella fantasia e non sono più mutate da allora. E infine le frasi che non capivo, e che solo in un secondo tempo ho compreso, come quel "e tu che con gli occhi di un altro colore, mi dici le stesse parole d'amore"... io pensavo che si potesse cambiare il colore degli occhi, come dei capelli...
Poi l'ho scordato per qualche anno, ho ripreso ad ascoltarlo timidamente durante gli anni di liceo e università, ho scoperto capolavori che prima non conoscevo, come Creuza de ma e La buona novella, e non ho più smesso. Ancora rimpiango di non essere andato a vedere un suo concerto, quando era in vita.

martedì, gennaio 02, 2007

2007

Il cielo azzurro, un vento fortissimo ma non freddo, un sacco di foglie secche che volano in mezzo alla piazza.

Questo è il primo post dell'anno. Si chiude così un anno importante, e si apre un anno ancora più importante. Sono successe un sacco di cose quest'anno, a me e intorno a me. Alcune sono riportate su questo blog, che sta per compiere il mezzo anno di vita. Altre sono arrivate troppo presto, o non hanno trovato posto su queste pagine. Cos'ho fatto in questo 2007? Fortunatamente, ho lavorato un sacco. Poi, ho conosciuto un po' di persone in diverse occasioni. Silvia ha trovato un buon lavoro. Siamo andati in Sicilia, soprattutto, ma anche a Iseo, a Triora, a La Salle, a Udine. Ci siamo trasferiti a Torino. Ho ascoltato per la prima volta alcune delle cose che continuerò ad amare per molto, molto tempo: Cat Power, Sufjan Stevens, gli Ardecore. Ho letto dei bei romanzi. Abbiamo avuto la notizia più grande della nostra vita.
Ma il 2007 si prospetta essere un anno molto più ricco: il ritorno a Canale, una nascita, due matrimoni in famiglia e due di amici cari, il libro su Kurosawa, tante decisioni sul futuro, sul lavoro di Silvia, su come riorganizzare questa casa. Soprattutto, una nascita. Inizieremo a calcolare gli anni di qualcuno partendo da questa data.

E la notte di capodanno l'abbiamo trascorsa con alcuni dei nostri amici più cari: Mana, Manu, Luca, e ovviamente Cristina e Diego. C'erano anche Leo e Stefania, amici di Diego. Eravamo a La Salle, in Val D'Aosta, da Cristina. E abbiamo davvero mangiato tanto, per lungo tempo. Senza alcuna pretesa, siamo stati davvero bene, tra amici.

venerdì, dicembre 29, 2006

luoghi di passaggio e film lunghi

Fuori è buio, e di sicuro fa freddissimo.

In questi giorni non ho avuto molto tempo per scrivere... la ricerca dei regali, la vigilia, il Natale, il lavoro... e poi mi ci va sempre un po' ad abituarmi ai trasferimenti. Fino all'otto saremo qui a Canale, e ho dovuto riambientarmi. Silvia finalmente può riposarsi un po', e ha anche dato una ripulita a questa casa, spazzando via l'aria trste e sciatta del luogo di passaggio.
Ora sono qui... ieri sera ho digerito un po' male e non riuscivo a dormire, così ho deciso di darmi un po' al libro. In questi giorni avrei voluto andare a dormire prima, ma non so perché ci siamo messi a guardare tutti film lunghissimi. Prima Il ritorno del re... che è davvero eterno. Come impianto drammatico direi che è il migliore del tre, il più disperato e cupo, ottime scene di battaglia, e non è troppo lineare come il primo. Però... boh, alla fine della fiera, me l'aspettavo migliore, questa trilogia. Poi, alla lunga diventano insopportabili quelle occhiate da amiconi fra i vari personaggi. Altrettanto lungo, ma decisamente più bello, Il padrino - Parte seconda, che ho rivisto con vero piacere. Davvero superbo il finale, con l'omicidio sul lago.
Ora ci aspetta un altro film lungo, perché Silvia mi ha regalato il cofanetto de La meglio gioventù. E il grande libro dei Peanuts con, tutte le strisce degli anni Novanta, che sto già pregustando, più un romanzo di Tanizaki che leggerò prossimamente.

sabato, dicembre 23, 2006

sleep sleep sleep

Fuori è tutto buio… sarà sereno o nuvoloso? In ogni caso, farà un freddo cane.

Sono le sei e io sono qui a lavorare. Come al solito, ho finito la mia razione di sonno. Una volta però la vivevo peggio: ora semplicemente mi viene da alzarmi prima, nonostante la sera mi addormenti bene. Allora lascio già i vestiti a posto sulla sedia, il portatile e i dizionari in cucina, così quando non ho più sonno posso alzarmi e venire tranquillamente a lavorare di qua, senza disturbare Silvia. Qui a Torino è anche più facile perché la casa non è per niente fredda, di notte.
Che strana, questa mancanza di sonno. Sarà il passaggio all’età adulta? Ricordo che da piccolo mi svegliavo sempre presto, prima dei miei genitori. Poi gradualmente aumentava il piacere del sonno, alle scuole medie, e soprattutto al liceo alzarsi diventava davvero un peso. E ora ritorno da capo. O forse è perché faccio un lavoro sedentario? Proprio per questo in Torino mi sposto sempre a piedi, però non è che funzioni molto. Non è nemmeno che mi sposti poi così tanto... una mezz’ora tra andata e ritorno per l’internet point, casa di Alice, casa di Mana, l’ufficio di Dario.

Ieri sera ho finito Dance Dance Dance… soddisfatto. Cosa leggerò ora?
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