martedì, febbraio 20, 2007

l'odore del sole

Sole e freddo, però io già sento un accenno di primavera. Forse nelle gemme delle piante, forse in quell'uccellino qui davanti che ogni tanto canta.



I calcetti si fanno più frequenti, ieri ho consegnato i cinque capitoli del libro (mancano ancora gli strumenti, che spero di finire oggi) e io e Silvia ci siamo concessi una piacevole passeggiata in campagna, che ci ha del tutto rigenerati. Al ciabot, i bulbi dei tulipani, dei giacinti e dei narcisi sono sbucati fuori dal terreno. So che è ancora presto, ma come ogni anno, mi sembra (forse mi illudo) di avvertire già l'odore della primavera, che poi sento addosso alla pelle e ai capelli di Silvia (l'odore del sole, lo chiama lei), una volta tornati a casa.




Ecco una foto del viso del nostro pupetto, in attesa che ci decidiamo a dargli un nome.

venerdì, febbraio 16, 2007

l'inverno sta finendo

Ormai è passata la metà di febbraio, e il freddo è così così.

A dispetto della giornata luminosa, sto ascoltando un disco cupissimo, quasi funereo: Maaaet, dei finnici Tehni. È molto bello, ma forse farei meglio a cambiare e a tenerlo per l'imbrunire.
Finito il cofanetto della prima serie di Lost, e iniziata la serialità della seconda, che ci occupa una sola sera a settimana, le ultime serate le abbiamo impiegate a cercare un nome per il nostro ometto. Sarà una lunga scelta, mi sa. La nostra mente è sempre più rivolta a lui. D'altronde, anche fisicamente è sempre più grande e presente. Ieri ho sentito un paio di calcetti, e questa volta non ci sono dubbi. Devo dire che è impressionante... sembra che voglia uscire... ho visto troppi horror giapponesi.
Entro il fine settimana dovrei finire il libro, e finalmente sono ritornato in pari con i manga. Insomma, il lungo, lunghissimo inverno sembra ormai giunto al termine.
Stamattina sono uscito per andare a spedire il file dell'ultima traduzione, ma, con mia sorpresa, alle 9:30 l'Internet Point era ancora chiuso. Così mi sono fatto un giro alla Feltrinelli, dove mi sono comprato Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini (che, devo ammettere, conosco solo perché l'anno scorso ha vinto il premio del pubblico di Fahreneight) e alla FNAC, dove ho rovistato tra le occasioni e ho trovato From Her to Eternity di Nick Cave a soli 5 euro (la pazienza premia) e il disco del 1974 di Paolo Conte a 10. Sono stato tentato da Avalanche di Sufjan Stevens, sceso finalmente a 11 euro, ma poi ho deciso che prima voglio assimilare per bene tutti gli altri suoi CD, altrimenti rischio l'indigestione. Non ricordavo che i negozi (tranne i grandi centri) aprissero così tardi, a Torino. Camminare per il centro a quell'ora fa uno strano effetto. È deserto e incontri le persone più strane. Però una bella passeggiata mi ci voleva proprio... sto sempre chiuso in casa, e anche a Torino faccio sempre lo stesso percorso: Via Reggio-Via Rossini-Corso Regina-Corso S.Maurizio-Via Montebello.
Da qualche notte ho ripreso a sognare animali e cose strane. L'altra notte ho sognato uno strano essere... una specie di proteo gigante, con strani baffi al muso, simili a dei cucchiai. Viveva nell'acqua bassa di un torrente e il corpo, un incrocio tra una grossa salsiccia arrotolata e quelle tende a “salamini” di certi negozi (ci sono ancora?), terminava con lunghe zampe... direi almeno una ventina.
Stanotte invece ho sognato una vespa, che cercavo di ammazzare finché non è caduta su una stufa, carbonizzandosi. In quel momento, mi ha fatto pena.
Ho anche sognato un incrocio tra Lost e Il Pasto Nudo, in cui Bill Burroughs/Peter Weller iniettava con un fucile una strana sostanza blu a Sayid, per fargli provare delle allucinazioni. Il mattino seguente, in quella specie di accampamento nel deserto in cui si svolgeva il sogno, si veniva a sapere che Bill aveva sedotto Sayid.
Silvia ha ipotizzato che sia tutta colpa del sedano-rapa di ieri sera.

P.S.: Finito Tanizaki, ora ho iniziato Papà Goriot di Balzac. Ho fatto un po' fatica a entrarci, ma mi piace sempre di più.

martedì, febbraio 13, 2007

maschietto

Caldo sole primaverile e vento freddo. Mi è venuto un po' di mal di testa.

Ancora non ho finito con il libro, ma vedo la fine del tunnel. Manca poco così, diciamo. Spero di concludere tutto questa settimana. Sono a Canale, perché stamattina siamo andati a fare l'ecografia morfologica.
E...
...E abbiamo saputo che è un maschietto!
Ora il nostro bimbo assume una forma sempre più definita, sia nella realtà che nella nostra immaginazione. Questo scatena tutto un turbine di pensieri prima non considerati, nel dubbio. Ed esclude inoltre gli unici nomi certi... tutti femminili... Viola... Arianna... Gemma...
Abbiamo ancora quattro mesi.
A presto una foto e qualche parola in più... ora proprio non ho tempo!

mercoledì, febbraio 07, 2007

neve

Il cielo è proprio grigio...

Sto trascurando il blog, lo so. È che in questo periodo faccio un po' di fatica a scrivere. Non che sia successo chissà cosa. Il pancino di Silvia è sempre più grande e tondo... stando a quanto scritto sul libro ora il nostro pupetto dovrebbe essere già sui venti centimetri, e pesare circa 350g. Tra una settimana a quest'ora Silvia avrà già fatto l'ecografia e forse sapremo anche se sarà un maschietto o una femminuccia. ( O o O ;)

Ieri notte ho sognato che nevicava. Be', così almeno così ho visto la neve, quest'anno.

L'altro giorno ero in Via Rossini, e un tamarro ha superato in auto (con musica a palla) una fila al semaforo e si è messo davanti a tutti, sulle strisce. Un signore di mezza età ha iniziato a insultarlo, e ha continuato a imprecare tra sé e sé per almeno cento metri (io camminavo dietro di lui). Camminando è passato di fronte a dei sacchi dell'immondizia fuori dal bidone... e ha iniziato a imprecare contro di quelli.
Ultimamente non dormo benissimo perché ho preso a russare, e se russo ci sto male perché non faccio dormire Silvia, che in questo periodo sta lavorando molto.
Prosegue la visione di Lost... brrr...

lunedì, febbraio 05, 2007

mente fritta

C'è il sole e sono nell'Internet Point.

Quest'ultimo fumetto mi ha fritto la mente... quindi oggi me la prendo con calma e penso un po' al libro... a cui dedicherò tutta la settimana.

Ora, finalmente, io e Silvia potremo infognarci completamente nella visione del lussuoso cofanetto della prima serie di Lost... che roba!

Stanotte ho sognato che vivevo nel nostro appartamento di Torino con i due folli protagonisti di Boku to isshou, un formidabile manga di Furuya Minoru. Vicino a noi abitava un danese, che cercavamo di evitare a tutti i costi.

martedì, gennaio 30, 2007

micah p. hinson e green sleeves

C'è il sole e non fa eccessivamente freddo.

Ieri sera mi sono concesso un'uscita e sono andato a vedere il concerto di Micah P. Hinson allo Spazio 211, insieme a Mana, Vaga, Ivan, Armando e Giulia. Solo sei euro e un ambiente raccolto erano il set ideale per un cantautore del genere, ed è stato davvero un concerto emozionante. Lui, voce e chitarra, sul palco con quell'aspetto così difficile da associare a quella voce profonda, accompagnato da una sola persona che suonava di volta in volta il banjo o la batteria. Interpretazioni intense, da ascoltare restando a bocca aperta (sebbene alcuni del pubblico preferissero commentare ogni tre secondi questo o quell'aspetto esibendo le loro conoscenze musicali, senza ascoltare il concerto).

Un paio di settimane fa, invece, non ho resistito e mi sono comprato il ricco e stravagante cofanetto natalizio di Sufjan Stevens, che ho ascoltato e riascoltato in questi giorni. Tra le varie canzoni originali e cover natalizie, c'era una versione cantata di Green Sleeves che mi ha riportato alla mente la sigla di un videogioco d'avventura (King Quest II?), con cui io e mio fratello giocavamo, ormai quasi una ventina d'anni fa, su un minuscolo Apple IIC.

martedì, gennaio 23, 2007

lepre e tartaruga

Piove. Ricordo che negli ultimi inverni quasi non pioveva mai.

Stanotte ho sognato diverse cose. Quella che ricordo meglio è una porta che dava su un orto di ulivi. Era notte, ma si vedeva la luna piena. Ogni tanto gli ulivi, sul dorso della collina, diventavano cipressi, e legata a uno di questi, anzi incatenata al collo e al muso, c'era un'enorme lepre. Credo di essere stato insieme a mia madre a mia sorella. Impietositi, volevamo liberarla, ma avevamo paura che l'uomo che l'aveva catturato ci scoprisse, e ci sentivamo sotto tiro.

Sono in ritardo su tutto... sul lavoro, sul libro. Questa settimana ho deciso che non uscirò mai, se non per andare su Internet o per faccende relative al libro. Il tempo mi aiuta.

domenica, gennaio 21, 2007

molto rumore per nulla

Con questo tempo non si capisce più niente... prima sembrava marzo, e oggi sembra un umido novembre.

Ieri sera siamo andati a vedere la replica dello spettacolo di Vaga... Molto rumore per nulla di Shakespeare. Come l'altra volta, è stato molto divertente, e lui è fantastico nel ruolo di Benedetto. Vaga è la persona (esclusi i familiari, ovviamente) che conosco da più tempo in assoluto... e mi ero commosso ed emozionato a vederlo per la prima volta sul palco un paio di anni fa, quando al corso di teatro hanno fatto Harvey. Sono davvero contento per lui, e spero di vedere altri spettacoli. C'era anche Domenico nel ruolo di una delle due guardie... che ridere! Una volta finito siamo andati insieme a suo padre, suo fratello e la ragazza, e Ivan, a mangiare una pizza in uno strano locale pieno di quadri e oggetti sugli indiani d'america. C'era una Harley Davidson nell'ingresso e un ritratto di Padre Pio dietro di me. Mah.
Però la pizza era molto buona. Ho preso una "spaccalegna": pomodoro, mozzarella, cipolle, gorgonzola, salamino piccante. Mangiata all'una non è esattamente come la camomilla prima di andare a dormire, e infatti il mio stomaco ha lavorato strenuamente tutta la notte per digerirla.

venerdì, gennaio 19, 2007

movimenti e progetti

Fuori è buio, l’inverno sembra finalmente arrivato ma tentenna ancora, e ancora niente neve.

Sono le sei e mezza. Serenamente sveglio mi appresto a lavorare un po’, ma prima ne approfitto per rendere giustizia al mio blog, dato che l’insonnia mi ha concesso un po’ di tempo extra. Ho consegnato il primo capitolo del libro e più tardi dovrei fare lo stesso con il secondo. Devo solo più aggiustarne tre, finire le sinossi dei film (che sto facendo poco a poco riguardandomeli nelle pause pranzo e nei ritagli di tempo) e la filmografia… e poi il grosso è fatto. A inizio della prossima settimana dovrei consegnare un manga e poi iniziare l’ultimo e più difficile del mese. La fretta e l’ansia mi fanno lavorare più velocemente… ultimamente dedico le mattinate al libro e i pomeriggi ai manga (perché, almeno nelle prime fasi, riesco ad ascoltare “Fahreneight” mentre traduco - è tornato Marino Sinibaldi- ma non mentre scrivo). La sera… la dedico all’una o all’altra cosa, a seconda dei casi.
Questa settimana Silvia ha iniziato a sentire muovere il pupetto, e ogni tanto mi metto lì fermo con la mano a sentire…. e forse l’altra sera ho avvertito un piccolo movimento, come un calcetto. Sarà stata solo un’impressione? Comunque, potete immaginare che emozione, percepire la presenza viva di questo piccolo alien presente nel corpo di Silvia.
Più si va avanti, più lui, o lei, occupa i nostri pensieri. Con tutta l’ingenuità che immagino essere lecita in questa fase, si fanno progetti, programmi, si stabilisce come si intende educarlo (il punto fermo per ora è tenerlo il più lontano possibile dai programmi TV – o per lo meno, dalla TV spazzatura). E si fanno anche sogni sul suo futuro. Com’è naturale, si vorrebbe che i propri figli realizzassero le proprie aspirazioni mancate (per pigrizia o doti insufficienti), ad esempio. Ieri, ospite a Fahreneight c’era una scrittrice di appena ventidue anni… non ricordo il nome, ma mi sembrava una ragazza in gamba. Se avessi una figlia che scrive romanzi, credo che sarei al settimo cielo. Forse più che artista o musicista (categorie immediatamente successive nella mia classifica dei miei sogni). Voglio fare di tutto perché il mio pupetto abbia le opportunità e gli strumenti per diventarlo, ma non voglio forzarlo. Più facile a dirsi che a farsi, credo. Ma forse ciò che più mi preme è semplicemente che sia onesto e laborioso, non arrivista, non approfittatore… poi qualsiasi lavoro va bene. Già sono partito con i castelli in aria. Stai tranquillo, Pipì, fai pure quello che ti pare, io ti voglio già bene lo stesso.
P.S.: Pipì è il nome coniato da mio padre… ovviamente non va preso nelle sue accezioni poco lusinghiere.
P.P.S.: Ho finito il primo dei due racconti di Tanizaki che Silvia mi ha regalato per Natale… raffinato e inquietantemente sadomaso come sempre.

martedì, gennaio 16, 2007

stasi e movimento

C'è un bel sole ma fa freddo, in questo inverno stranamente tiepido.

Sono qui seduto sul trespolo dell'internet point di corso S.Maurizio. Non mi trovo molto su questa tastiera così piccola. Ultimamente ho scritto davvero poco e mi dispiace... ma il libro mi assorbe tutte le energie e la voglia di scrivere qualcos'altro... ma tra un mese dovrebbe essere tutto finito, o almeno il più grosso...

Ieri Silvia ha avuto l'impressione di sentire qualcosa muoversi... mamma, che emozione!

Siamo andati a vederci Il grande capo di Lars Von Trier... che ridere, uno dei film più divertenti visti negli ultimi anni.

sabato, gennaio 06, 2007

maestro di vita

Sono appena le 16:20, ed è sereno, ma già lo vedo che inizia a far buio... fortunatamente, siamo già sulla strada del ritorno, e le giornate d'ora in poi non si accorceranno più

Sono qui che lavoro. Ho sempre lavorato durante queste vacanze, per lo più al libro. Sono già esausto... spero di potermi riposare un po' a febbraio, una volta consegnato. Silvia dorme qui sul divano, e sono leggermente brillo di cibo e di vino per il pranzo dai suoceri. Ascolto Anime salve di De Andrè, sulla scia dello speciale beccato per caso l'altra sera su Rai Due. L'amore per Fabrizio De Andrè deriva da mio padre, da quei tre vinili che ascoltava quand'ero piccolo (registrati su cassetta e ascoltati con un walkman arancione anni Ottanta). Da bambino avevo una gran paura quando ascoltavo La ballata dell'amore cieco, in particolare quella frase: "gli disse portami domani il cuore di tua madre per i miei cani". Ridevo inconsapevole ai versi de Il giudice "La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo, come a dire che un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo". E poi quelle immagini così forti de La città vecchia, dei "quattro pensionati mezzo avvelenati", del "vecchio professore", del "tipo strano"... che mi si sono scolpite nella fantasia e non sono più mutate da allora. E infine le frasi che non capivo, e che solo in un secondo tempo ho compreso, come quel "e tu che con gli occhi di un altro colore, mi dici le stesse parole d'amore"... io pensavo che si potesse cambiare il colore degli occhi, come dei capelli...
Poi l'ho scordato per qualche anno, ho ripreso ad ascoltarlo timidamente durante gli anni di liceo e università, ho scoperto capolavori che prima non conoscevo, come Creuza de ma e La buona novella, e non ho più smesso. Ancora rimpiango di non essere andato a vedere un suo concerto, quando era in vita.

martedì, gennaio 02, 2007

2007

Il cielo azzurro, un vento fortissimo ma non freddo, un sacco di foglie secche che volano in mezzo alla piazza.

Questo è il primo post dell'anno. Si chiude così un anno importante, e si apre un anno ancora più importante. Sono successe un sacco di cose quest'anno, a me e intorno a me. Alcune sono riportate su questo blog, che sta per compiere il mezzo anno di vita. Altre sono arrivate troppo presto, o non hanno trovato posto su queste pagine. Cos'ho fatto in questo 2007? Fortunatamente, ho lavorato un sacco. Poi, ho conosciuto un po' di persone in diverse occasioni. Silvia ha trovato un buon lavoro. Siamo andati in Sicilia, soprattutto, ma anche a Iseo, a Triora, a La Salle, a Udine. Ci siamo trasferiti a Torino. Ho ascoltato per la prima volta alcune delle cose che continuerò ad amare per molto, molto tempo: Cat Power, Sufjan Stevens, gli Ardecore. Ho letto dei bei romanzi. Abbiamo avuto la notizia più grande della nostra vita.
Ma il 2007 si prospetta essere un anno molto più ricco: il ritorno a Canale, una nascita, due matrimoni in famiglia e due di amici cari, il libro su Kurosawa, tante decisioni sul futuro, sul lavoro di Silvia, su come riorganizzare questa casa. Soprattutto, una nascita. Inizieremo a calcolare gli anni di qualcuno partendo da questa data.

E la notte di capodanno l'abbiamo trascorsa con alcuni dei nostri amici più cari: Mana, Manu, Luca, e ovviamente Cristina e Diego. C'erano anche Leo e Stefania, amici di Diego. Eravamo a La Salle, in Val D'Aosta, da Cristina. E abbiamo davvero mangiato tanto, per lungo tempo. Senza alcuna pretesa, siamo stati davvero bene, tra amici.

venerdì, dicembre 29, 2006

luoghi di passaggio e film lunghi

Fuori è buio, e di sicuro fa freddissimo.

In questi giorni non ho avuto molto tempo per scrivere... la ricerca dei regali, la vigilia, il Natale, il lavoro... e poi mi ci va sempre un po' ad abituarmi ai trasferimenti. Fino all'otto saremo qui a Canale, e ho dovuto riambientarmi. Silvia finalmente può riposarsi un po', e ha anche dato una ripulita a questa casa, spazzando via l'aria trste e sciatta del luogo di passaggio.
Ora sono qui... ieri sera ho digerito un po' male e non riuscivo a dormire, così ho deciso di darmi un po' al libro. In questi giorni avrei voluto andare a dormire prima, ma non so perché ci siamo messi a guardare tutti film lunghissimi. Prima Il ritorno del re... che è davvero eterno. Come impianto drammatico direi che è il migliore del tre, il più disperato e cupo, ottime scene di battaglia, e non è troppo lineare come il primo. Però... boh, alla fine della fiera, me l'aspettavo migliore, questa trilogia. Poi, alla lunga diventano insopportabili quelle occhiate da amiconi fra i vari personaggi. Altrettanto lungo, ma decisamente più bello, Il padrino - Parte seconda, che ho rivisto con vero piacere. Davvero superbo il finale, con l'omicidio sul lago.
Ora ci aspetta un altro film lungo, perché Silvia mi ha regalato il cofanetto de La meglio gioventù. E il grande libro dei Peanuts con, tutte le strisce degli anni Novanta, che sto già pregustando, più un romanzo di Tanizaki che leggerò prossimamente.

sabato, dicembre 23, 2006

sleep sleep sleep

Fuori è tutto buio… sarà sereno o nuvoloso? In ogni caso, farà un freddo cane.

Sono le sei e io sono qui a lavorare. Come al solito, ho finito la mia razione di sonno. Una volta però la vivevo peggio: ora semplicemente mi viene da alzarmi prima, nonostante la sera mi addormenti bene. Allora lascio già i vestiti a posto sulla sedia, il portatile e i dizionari in cucina, così quando non ho più sonno posso alzarmi e venire tranquillamente a lavorare di qua, senza disturbare Silvia. Qui a Torino è anche più facile perché la casa non è per niente fredda, di notte.
Che strana, questa mancanza di sonno. Sarà il passaggio all’età adulta? Ricordo che da piccolo mi svegliavo sempre presto, prima dei miei genitori. Poi gradualmente aumentava il piacere del sonno, alle scuole medie, e soprattutto al liceo alzarsi diventava davvero un peso. E ora ritorno da capo. O forse è perché faccio un lavoro sedentario? Proprio per questo in Torino mi sposto sempre a piedi, però non è che funzioni molto. Non è nemmeno che mi sposti poi così tanto... una mezz’ora tra andata e ritorno per l’internet point, casa di Alice, casa di Mana, l’ufficio di Dario.

Ieri sera ho finito Dance Dance Dance… soddisfatto. Cosa leggerò ora?

venerdì, dicembre 22, 2006

nomi scartati

Un'altra giornata di sole d'inverno.

Stanotte ho sognato molto. Sogni complessi e faticosi. In genere sogno di meno qui a Torino, mentre a Canale i sogni sono più estrosi e, fino a quando c'erano le tartarughe in casa, pieni di animali. Stanotte invece ho sognato che leggevo un romanzo, riga per riga. Il punto è che, essendo un romanzo che io non ho mai letto, mentre lo leggevo, lo stavo anche scrivendo parola per parola, in simultanea. Se solo si potessero registrare i sogni...! Poi ho anche sognato Hiroki Endo, l'autore di uno dei miei manga preferiti, ovvero Eden... però non ricordo bene che ruolo avesse, so solo che gran parte del sogno era in giapponese.

Ho quasi finito Dance Dance Dance e devo dire che è uno dei miei preferiti, di Murakami. All'interno della mia classifica personale (per ora, vedremo dopo il finale), entra sicuramente nella rosa dei primi tre, insieme a L'uccello che girava le viti del mondo e Norwegian Wood (Tokyo Blues). Seguono La ragazza dello sputnik, A sud del confine, a ovest del sole, Tutti i figli di dio danzano, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, L'elefante scomparso e altri racconti.

Ora sto ascoltando Night's Bloom dei Pinetop Seven, un album che frequento poco, ma che ora ci sta bene, si incastra perfettamente in questa mattinata di sole e inverno, mentre bevo tè verde caldo, sono riposato, e propenso a lavorare (anche se so già che le ore più produttive, per quanto mi riguarda, sono sempre quelle del tardo pomeriggio, tra le 17:30 e le 20:30 o 21).

Stamattina, facendo colazione (ultimamente io e Silvia facciamo colazione insieme, quando è possibile, mentre solitamente io facevo colazione lavorando, o comunque al computer... vabbè, non credo che la cosa interessi a qualcuno), abbiamo scartato qualche nome dalla lista...

Ecco i nomi scartati finora, senza però rivelare quelli che restano (come se fosse un segreto):

DA BIMBA SCARTATI:
Bianca
Flora
Aida
Ofelia
Ortensia
Gelsomina
Perla
Fiammetta (a malincuore... ma francamente Fiammetta Calorio farebbe ridere)

DA BIMBO SCARTATI:
Gelsomino
Prospero
Raffaele
Furio
Leandro
Tiziano (che mi piaceva, ma poi mi viene in mente Tiziano Ferro... meglio lasciar perdere)

giovedì, dicembre 21, 2006

righe e torri

Aria limpida, ma uscendo oggi ho messo guanti, cuffia, e sciarpa.

Stamattina ho fatto un po' di compere di Natale, e nonostante l'ora insolita c'era coda alle casse. Noto che ultimamente tra i teenager (quelli un po' zarri, diciamocelo) vanno di moda le maglie a righe. Mi sento un po' rapinato... a me sono sempre piaciute le maglie a righe, le sentivo un po' una cosa mia. Pazienza, nel giro di una stagione qualcuno dirà loro di comprare qualcos'altro, forse a scacchi, o a pois. Bah, ma perché devo essere polemico? Che problemi mi faccio?

Spezzettato come ultimamente capita spesso, ci siamo visti Le due torri, secondo capitolo della trilogia degli anelli iniziata il mese scorso nell'extended edition di Fabio. Premessa: una volta, ovvero fino alla prima liceo, amavo molto il fantasy, mi leggevo tutti i romanzi di Terry Brooks, giocavo a Dungeons & Dragons, ecc. Poi me ne sono disamorato di colpo... non so perché, ma i mondi del fantasy mi sono sembrati di colpo rigidi, zeppi di cliché, fughe dalla realtà un po' troppo claustrofobiche, proprio perché attinenti a regole precise, quasi preconfezionate. Quindi, mi sono disaffezionato prima di leggere il romanzo di Tolkien, che non ho letto tuttora, e forse un giorno leggerò. Il film: devo ancora vedere l'ultimo capitolo... francamente credevo che mi prendesse di più, forse andava visto al cinema a suo tempo. Divertente, sì... e indubbiamente di ottima fattura... lo spunto dell'anello è intrigante, ma mi sembra che talvolta la storia proceda un po' meccanicamente, alcuni personaggi rasentino la macchietta, e la successione delle varie situazioni sia un po' rigida. Poi, tanto di cappello a Peter Jackson per essere riuscito a realizzare un'impresa così folle e grandiosa, ma ogni tanto qualche ralenti potrebbe risparmiarselo... voglio dire, ci credo che alla fine dura quasi dieci ore!
Però... Gollum. Gollum è davvero fantastico, su tutti i livelli, dalla strepitosa realizzazione in computer graphic (succoso lo speciale sul dvd) alla caratterizzazione del personaggio, ambiguo, tormentato, folle. Anche tutta la parte dell'attacco al castello è bella, e per quanto l'albero parlante scricchioli un po', l'avanzata della foresta e l'allagamento della torre è spettacolare. Ma Gollum è il vero motivo per cui mi preme di vedere Il ritorno del re.

mercoledì, dicembre 20, 2006

dal fotografo

Fa sempre freddo, ma in compenso c'è un bel sole, e stamattina quando sono uscito ho sentito un buon odore di pane, sul ponte della Dora.

Ieri ho accompagnato Silvia ad Alba, per fare l'ecografia. È stato un viaggio stancante (andata e ritorno, con un sacco di lavoro da fare), ma ne è valsa la pena... una volta superata l'angusta sala d'attesa, ho potuto assistere in prima fila alla proiezione di ciò che sta accadendo nella pancia di Silvia. Eh sì, c'è davvero. Lo sapevamo, ma finché uno non vede, è più difficile credere. Le immagini liquide e grigiastre mostravano una forma già umana, piccola ma complessa. Mani, piedi, testa... ci credo che Silvia ha sempre sonno, se ha dovuto fare una cosa così difficile.

Qui c'è la foto... ma cosa fa con la manina? Si succhia il pollice? Tenero... è lì, esiste, sempre insieme a Silvia, e chissà cosa sente, dal mondo esterno? Sentirà la mia voce, o il calore della mia mano?

Non c'entra niente, ma ieri mi è successa una cosa divertente. Avvolto nella mia sciarpa un po' sfilacciata e nella mia cuffia un po' infeltrita, sono andato in una tabaccheria per comprare un biglietto di auguri per Yukiko. Mentre guardavo le varie cartoline dando le spalle alla cassa, sento una voce che dice “Scusi, lei fuma”? Siccome ero sovrappensiero, però, non ci ho fatto caso, e quando la domanda è stata ripetuta ho dato per scontato che fosse rivolta a qualcun altro lì dentro, dato che non mi sembra il tipo di domanda da porre a qualcuno intento a fare altro, voltato di spalle. Mi accorgo che era stata indirizzata a me solo quando la donna inizia a commentare con i due tabaccai cose del tipo: “Boh, dev'essere rumeno” “Eh sì, tutti così i rumeni... gli chiedi qualcosa, e loro non ti rispondono...”. La cosa mi ha divertito molto, così ho fatto finta di niente e sono andato a pagare senza sottolineare la cosa, lasciando che fossero loro a decidere se non li capivo davvero, o se si erano fatti una figuraccia.

lunedì, dicembre 18, 2006

cantanti donne

Fuori fa freddo. O meglio, il tempo non è freddissimo, ma il vento è gelido, e cadono gocce che sembrano preludere alla neve.

Ascolto, come di frequente, la bellissima Troubled Waters, contenuta nel disco di cover di Cat Power. Oggi pomeriggio, sul ciclo settimanale di “Storyville”, vita e suoni di Billie Holiday. A sentire due voci così potenti, delicate, struggenti, seppure diverse, mi viene in mente che qualche settimana fa, parlavo con Armando di cantanti donne, come appunto Cat Power, Shannon Wright, Lisa Germano, Carla Bozulich, P.J. Harvey e Sinead O'Connor nei momenti migliori, e del fatto che le donne sanno conferire alla canzone un senso del tragico. Ora ci ripenso, e credo che sia vero. Fatte le dovute eccezioni, è come se gli uomini fossero più portati a interpretare, a narrare il tragico, mentre nelle voci femminili è come se esso vi fosse insito, vissuto.

giovedì, dicembre 14, 2006

notti

Oh, che bello... credevo che il cielo fosse grigio, e invece c'è il sole.

Ieri notte di nuovo semi-insonne... ma stanotte ero talmente esausto che i momenti di veglia duravano ben poco e il sonno è continuato filato fino alle otto. Ho sognato qualcosa che non ricordo. Devo aver sognato qualche potente, perché mi ricordo che nel dormiveglia ho tracciato un parallelo con un sogno della scorsa settimana, in cui io e Silvia eravamo a cena con il Papa (!). O forse ho sognato Marlon Brando nella parte di Vito Corleone, visto che nelle ultime serate ci siamo riguardati, a pezzi, Il Padrino. O forse ho sognato Berlusconi, vista l'angosciante e repentina ripresa di consenso (!!). Ma perché non mi lasciano dormire in pace, quando ci riesco?

Ho finito ieri un fumetto e ora ne inizio un altro... credevo che sarei stato più libero questo mese, e invece ho la mente sempre piena di cose... e non ho ancora avuto tempo di pensare ai regali di Natale.
Sì, temo proprio che da qui a fine gennaio i fine settimana saranno magri e le giornate dureranno fino a sera.

martedì, dicembre 12, 2006

treno

Il sole illumina il palazzo di fronte. Quello con il Bar Muen. Ma cosa vuol dire Muen? Sull'albero quasi spoglio qui di fronte saltellano tre o quattro fringuelli.

Ieri Silvia è andata alla prima visita. Ancora non le hanno fatto l'ecografia, ma in compenso ha potuto sentire il battito del cuore del bimbo, e andava come un treno. Quando me l'ha detto, ho provato una forte emozione, perché era la prima prova tangibile della sua esistenza nel mondo reale.

Come al solito, ho un sacco di lavoro e di cose alle quali pensare. Mi sa tanto che, fino a fine gennaio, dovrò riprendere a lavorare costantemente anche di sera, altrimenti non ce la faccio con il libro. In questi giorni sono in vena di cose lievemente più dure rispetto ai miei normali standard. Sto riscoprendo con molto piacere Daydream Nation dei Sonic Youth (un album che comprai quando facevo il liceo perché tutti ne dicevano un gran bene ma che, in fondo in fondo, non mi aveva mai appassionato più di tanto), e l'altro giorno, dopo aver visto il bel Last Days di Gus Van Sant, mi sono ascoltato un po' di Nirvana. Diversamente da molti miei coetanei, io non ho vissuto la fase Nirvana, né prima né dopo la morte di Kurt Cobain, e conosco poco o niente del grunge di cui una decina danni fa (e anche qualcosa di più sigh) si parlava tanto. Qualcosina dei Pearl Jam, qualcosina degli Alice In Chains... ma in maniera abbastanza superficiale. Forse ora è un po' tardi, ma è bello che si possa giungere alle stesse cose per vie più tortuose.
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