martedì, novembre 28, 2006

gatto silvia

Fuori è grigio e freddo, di fronte alla mia finestra si affacciano due bei palazzi dall'aria stranamente vittoriana.

Anche questa settimana inizia da martedì. Ieri ho per lo più lavorato, ho fatto la spesa, sono andato a vedere la posta in un Internet point di corso San Maurizio, e con la scusa ho fatto due passi. Domenica ci siamo fermati a Torino, dopo la popolatissima festa di sabato a casa di Francy. Abbiamo scoperto che la domenica mattina Torino è deserta, in particolare questa zona, ma il grigiore della giornata ci ha permesso di rilassarci in casa senza troppe remore, prenderci i nostri tempi, uscire poi solo quando già faceva buio per una passeggiata in centro. La sera, ci siamo riguardati Il pasto nudo di Cronenberg... in due parti, perché Silvia si è addormentata con la testa sulle mie gambe a metà film. L'abbiamo finito ieri sera, ma si è di nuovo addormentata dopo dieci minuti. Silvia è un po' come quei gatti che si addormentano ovunque li metti.

sabato, novembre 25, 2006

soluzione

Il cielo è grigio e freddo, oggi, a Canale.

Dato che mi hanno già tolto la linea a Canale (e non ce l'ho ancora a Torino, maledetta telecom), sono venuto a controllare la posta qui a casa dei miei, molto rapidamente. Fortunatamente, questa settimana ho avuto la bella pensata di scrivere in anticipo i post giornalieri su un file di testo, e copincollarli poi tutti insieme oggi, modificando le date in modo che compaiano nei rispettivi giorni. Quindi qui sotto potete leggere cosa ho scritto questa settimana a Torino, e non i soliti riassunti. A ogni modo, il 4 dovrebbe finalmente arrivarmi la linea... speriamo...

venerdì, novembre 24, 2006

spazi vuoti e viaggi nel tempo

Se scosto la tenda gialla di fianco a me, il cielo è lievemente grigio, qui a Torino.

È mezzogiorno e sono già esausto. Credo che, finito questo lavoro, mi prenderò un giorno di riposo. Stasera si torna a casa. Mi pesa il viaggio, ma non più stare qua. Un po' perché conosco già il termine di questa permanenza, un po' perché effettivamente mi trovo bene qui, un po' perché abbiamo già impregnato queste mura della nostra presenza, fattasi più flebile, durante questi mesi, nell'appartamento di Canale. E ora che le tartarughe non sono più a casa (e mia madre si è ritrovata con gli ennesimi animali ai quali badare suo malgrado - cani, gatti, uccelli, pesci... un po' di tutto si è trovata tra capo e collo negli anni passati), l'unica presenza viva in quella casa sono le piante, mute e quasi immobili, e a ogni nostro ritorno essa resta immutata e congelata, il che ci rende simili a viaggiatori del tempo. Alla faccia degli incisi... questa frase non finiva più.

giovedì, novembre 23, 2006

sonno

È già buio, e francamente non ho notato che tempo facesse oggi fuori, ma credo un po' grigio.

Stanotte ho sognato una riunione dei compagni di liceo a casa dei miei, ma ne ho un ricordo confuso. Mi sembra c'entrasse la cava di argilla lì vicino. L'altra notte invece ho sognato che scoppiava la terza guerra mondiale. Il mio sonno irregolare degli ultimi tempi, che mi provoca una spiacevole sensazione di tensione ai muscoli facciali, specie intorno agli occhi e sulla mascella, può essere dovuta a due fattori: 1) il cuscino è effettivamente scomodo come sembra; 2) io soffro dei sintomi che in realtà dovrebbero manifestarsi su Silvia (che invece dorme come un angioletto, per il momento). Forse, anzi probabilmente, sono semplicemente un po' stanco. Sto ascoltando, dopo tanto tempo, Fantasma, del giapponese Cornelius. È un matto, ma il disco è divertente, sebbene mi sembri un po' sterile questo approccio postmoderno alla musica. Un po' fine a se stesso, insomma... preferisco cose più emotive. Ma è piacevole, ogni tanto.
Ieri ho chiamato la padrona dell'appartamento per dirle che probabilmente verremo via prima rispetto agli accordi iniziali... non ci ha fatto problemi, anzi è stata molto carina.

Tanto per restare in tema giapponese, ora ho messo su Rodeo Tandem Beat Specter, dei ruvidi Thee Michelle Gun Elephant... magari mi tengono sveglio, visto che continuo a sbadigliare.

mercoledì, novembre 22, 2006

città incantata

Cielo limpido, montano, e fuori, odore di foglie marce. Stamattina ho comprato mandarini e arachidi, per sentire il sapore di dicembre.

Stamattina ero sveglio già prima delle sei. Speravo di godermi gli ultimi mesi di sonno decente, e invece niente. Così mi sono messo a lavorare alle 6:30, e oggi dopo pranzo ho dovuto coricarmi. Un'oretta, nelle intenzioni, ma ero tanto stanco da dimenticarmi la sveglia, e così mi sono svegliato alle 16:20. Ora è meglio che mi dia da fare. Questa settimana, a Storyville, vita e suoni dei Clash. Così, sull'onda biografica, ora mi riascolto, mentre lavoro, l'album di commiato di Joe Strummer (coi Mescaleros), Streetcore: un buon album. Ormai ho preso l'abitudine di ascoltare Storyville mentre lavo i piatti (quindi verso le 16), così unisco l'utile al dilettevole e non rischio di distrarmi mentre lavoro. I piatti a quell'ora sono già un po' incrostati, sempre che non siano della sera prima...

Ho cambiato idea a proposito del romanzo da leggere, così ho iniziato la lettura di Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, tanto per cambiare un po'. Ne avevo sentito parlare quando facevo il liceo, poi non ho avuto mai occasione di leggerlo, e infine, qualche anno fa, un amico che non vedo da parecchio, Claudio, me ne ha regalato una copia che gli cresceva, e solo ora l'ho presa in mano. È questo il bello dei libri, dei DVD, dei CD, ecc... uno può anche comprarli e lasciarli poi a prendere polvere sugli scaffali per anni, decenni, e poi quando arriva il momento adatto sono lì, immutati. Davvero divertente l'inizio, sono curioso di leggere il seguito.

L'altro giorno io e Silvia ci siamo rivisti La città incantata di Miyazaki. La prima volta che l'ho visto ero a Osaka, con la piccola Nozomi in braccio, mentre Mauro faceva da poltrona all'ancor più piccolo Yusuke (che poi ci ha fatto un'imitazione del topo trasformato in bimbo del cartone, che a sua volta imitava Chihiro mentre schiaccia il vermicello).
Non me lo ricordavo così bello, emozionante, genuinamente commovente. Poi l'immaginazione di Miyazaki è davvero vulcanica e fuori da ogni schema. Il personaggio di Chihiro semplicemente adorabile, e tutti gli assurdi mostriciattoli e divinità di contorno una vera delizia. E per finire, c'è una visione estremamente matura e sfaccettata della realtà delle cose (priva di antagonisti assoluti), per un film dedicato all'infanzia... e poi vogliamo mettere Chihiro che sale sul treno che corre sull'acqua insieme all'indecifrabile “senza-volto”?

martedì, novembre 21, 2006

buona novella

Cielo grigio a Torino, e se esco fuori sul ballatoio sento un odore denso di cibo che mi ricorda il Giappone.

Come ho fatto a non pensarci prima, a scrivere da Torino su un file e poi riportare tutto sul blog nel fine settimana?
Ho appena finito di tradurre un fumetto impegnativo, e mi prendo un attimo di pausa prima di iniziare il successivo, altrettanto impegnativo anche se per ragioni diverse. Mi sono seduto sulla poltrona, che qui a Torino non uso quasi mai (anche perché è sempre sommersa di vestiti), e mi sono riascoltato tutto La buona novella di De André, forse il suo album più bello (il che lo candida a essere uno dei più bei dischi mai incisi in assoluto). Ogni singola parola di quell'album è sublime e trova una perfetta collocazione nel testo e nella musica, sia a livello di suono, che di senso, che di preziosità del lessico (forse risultano un tantino datate solo l'iniziale Laudate dominum e la conclusiva Laudate hominem, ma vabbè...). E tanto per restare in tema, mi restano in testa questi stupendi versi de Il ritorno di Giuseppe (per chi, malauguratamente non conoscesse l'album, si ispira ai vangeli apocrifi, ed è la storia “umana” di Gesù scritta dal punto di vista delle persone che lo hanno circondato – Maria, Giuseppe, il falegname che costruì la croce, la folla che assiste alla crocifissione, i due ladroni e le loro madri).
Qui di seguito, i versi che descrivono il momento in cui Giuseppe si accorge della gravidanza di Maria.

“E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
di una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre”

Ecco, a me basta riportare questi versi per sentire un brivido sulla schiena. Non me ne capacito. Al di là dell'indiscussa bravura di tanti altri autori italiani, quando nascerà qualcun altro capace di cantare parole così potenti, così commoventi (qui in Italia e non solo)?

PS.: Ho riportato questi versi solo perché in un certo modo mi riguardano, ma avrei potuto pescare a caso in qualunque altro punto dell'album per trovare parole altrettanto (se non più) splendide e pregnanti.

domenica, novembre 19, 2006

autunno

Dopo l'autunno-primavera, e l'autunno-inverno, eccoci finalmente a un autunno-autunno, puro novembre, con cieli plumbei e campagne giallo-rossicce.

Ancora niente Internet. Stendo un velo pietoso. E intanto, continuo a scrivere a cadenza settimanale, a tappe un po' forzate e quindi senza troppa ispirazione.
Settimana un po' pesante: l'autunno, il lavoro e i ritardi che s'accumulano, il festival di Torino che ho praticamente disertato, Silvia a Como per metà settimana, un po' di mal di testa, troppo poco sonno quando devo dormire, e troppo quando devo stare sveglio. Al festival ho visto davvero poco, nemmeno un film al giorno. E dire che ai tempi dell'università mi facevo tutti i giorni dai tre ai sei film al giorno... (sigh) comunque, visto qualcosa d'interessante, in particolare la rassegna su Aldrich... che roba, Bette Davis in Che fine ha fatto Baby Jane? Una vera forza della natura più che un'attrice... grandissima.
Poi... ieri ho finito di leggere Il cavaliere inesistente di Calvino... che bello, che divertente. Ora devo pensare al romanzo successivo... forse Dance dance dance di Murakami, forse Moby Dick? Non so, vedrò. Infine... mi sono comprato, in offerta, due cd autunnali per l'autunno: The Good Son di Nick Cave (che fu il mio primo approccio a Nick Cave, una dozzina d'anni fa), e Desertshore di Nico (un classico un tantino cupo, ma di grande fascino).

Ora sono qui a Canale. Silvia, alle mie spalle, si è addormentata sul divano mentre lavoravo. Che tenera, si addormenta sempre, ultimamente. D'altronde, in settimana lavora un sacco. Abbiamo iniziato la classifica dei nomi... che prima o poi riporterò. Saranno graditi i consigli, anche se alla fine faremo di testa nostra, mi sa.
Dopo pranzo siamo andati a piantare i bulbi che le avevo regalato... tanti tulipani, narcisi, giacinti, che sbocceranno in primavera.

lunedì, novembre 13, 2006

grande come un pisello

Freddo e cielo azzurro... stamattina sono ancora a Canale, ma sembra di essere in montagna.

Chiedo scusa a tutti quelli che hanno mandato commenti sul mio blog e non li hanno visti pubblicati prima di oggi... li avvisi di notifica mi arrivavano su un indirizzo email a cui non potevo accedere in questi giorni di assenza di Internet (situazione che spero finirà presto, così potrò tornare ad aggiornare questo blog con un andamento decente). Ora è tutto a posto e ho tolto la moderazione... quindi i commenti verranno pubblicati immediatamente, per la felicità di Tully che non dovrà più lottare strenuamente contro blogger.
E soprattutto, grazie per i commenti! Che sorpresa, poi, quello di Eli da Londra!

L'ultima settimana è stata, com'era ovvio, pregna della recente notizia, e delle sue conseguenze. L'idea inizia a prendere una forma concreta, specie di fronte alle babbucce regalateci da Mauro e Riky, e di fronte a quanto letto su Internet, ovvero che a questo punto dovrebbe esserci qualcuno grande come un pisello dentro Silvia. Mi rendo già conto? Non mi rendo ancora conto? Ancora non l'ho capito.

Per il resto, continua la vita di sempre. Ormai abituato al comodo appartamento torinese, proseguo le mie giornate lavorative, con la voce di Marino Sinibaldi e le puntate di Storyville su RadioTre, a tenermi compagnia (la scorsa settimana, l'incredibile biografia di William Burroughs). Continuano le mattine fatte di the e biscotti, radiogiornale, fotocopie, tuta; i pranzi trascorsi guardando film giapponesi (il divertente Muno no hito di Takenaka Naoto, la scorsa settimana) o ascoltando "La Barcaccia"; i pomeriggi fatti di caffé, fugaci sortite in centro o a casa di Alice, lavare i piatti accumulati quando capita.

Preferisco lasciare brevi commenti giornalieri che non riassumere lunghi periodi. Anche i sogni si fanno confusi a riportarli a giorni di distanza... credo di aver sognato conigli, zombie, e chissà quante altre cose che non ricorderò mai, non avendole messe per iscritto.

domenica, novembre 05, 2006

calore nel freddo

"Ho più freddo adesso di quando tanti anni fa la neve bianca mi gelò la giacca a vento"

Questa frase dei Baustelle vale per il clima di questi ultimi due giorni, che ha ucciso alcune piante dei nostri balconi, e ci ha costretti a un tempestivo cambio d'abito. Si ritorna ai cappotti, ai piumini, le sciarpe, i guanti, le cuffie. Dopo l'autunno primavera d'ottobre, l'inverno ci è piombato tra capo e collo con un'irruenza spaventosa, e così, inevitabilmente è capitato che negli ultimi giorni si parlasse spesso del tempo, non solo tra estranei, come vuole il testo della splendida canzone che dà il titolo a questo blog.

MA

Ma quella frase dei Baustelle non si riferisce a ciò che sento ora. Se qualcuno verrà a saperlo tramite questo blog, prima che glielo diciamo noi, sarà una sorpresa e ci toglierà il piacere di dirlo a voce, ma significherà anche che qualcuno legge il mio blog, e questo mi fa piacere.
Ebbene...
...Io e Silvia aspettiamo un bimbo, o una bimba. Ne abbiamo avuto la certezza giovedì, dopodiché è iniziato un tour parentale bello ed emozionante che sembrava il Natale, e allora mi sono chiesto se il cambiamento repentino di tempo non fosse un segno, un simbolo, o chissà cosa. Eh sì, Mapomo diventa papà, e Silvia mamma. Questo scatena un passaggio di grado, come dice mio nonno, per tutta la famiglia: padri e madri diventano nonni, fratelli e sorelle diventano zii, nonni diventano bisnonni, ecc. Incredibile come ogni singola azione sia puntualmente collegata ad altre, e ogni vicenda individuale coinvolga immediatamente chi ci sta intorno. E così ci troviamo presi nel vortice delle nascite, da creati diventiamo anche creatori, e perpetuiamo lo scorrere millenario del mondo. Diventiamo un pezzo di storia, teniamo un piede nel treno del passato e un altro su quello del futuro.
Ma a parte tutte queste stupide elucubrazioni, siamo tanto contenti, e ci ha fatto così tanto piacere il calore che ci ha dato chi ci sta intorno. Siamo contenti che in questa futura creatura ci sia un po' di Silvia, ma anche un po' di Giacomo, ma anche un po' di Silvia, ma anche un po' di Giacomo. Siamo contenti di essere arrivati qui. Siamo contenti di questo lieto tornado che travolgerà le nostre vite.
Evviva evviva evviva.

giovedì, novembre 02, 2006

albero stregato


Il solito strano autunno, un po' di freddo ma non troppo. Ieri, alla vigna, sembrava primavera.

Ecco una foto della cosa più fantastica che mi sia mai capitato di vedere in natura. Per chi si trovasse da quelle parti, si trova prima dell'ultimo tornante lungo l'eterna salita che da Rezzo porta a Mulini di Triora, pochi minuti prima che inizi la discesa, sulla destra.
L'abbiamo notato solo noi?
ps.: Le dimensioni sono veramente quelle umane.

mercoledì, novembre 01, 2006

a Canale

Che lunga assenza. Ora fa freddo... non ancora così freddo, contanto che siamo a novembre, ma in questa casa, spenta per tutto questo tempo, regna il gelo.

Troppo tempo è passato per poter raccontare per filo e per segno le ultime settimane. Ma era un po' che non stavamo fermi per un po' di tempo (ora lo saremo fino a domenica, perché Silvia fa ponte). L'ultimo fine settimana siamo andati a Triora per l'incontro sul cinema giapponese ad Autunno Nero. Ci siamo divertiti, e abbiamo conosciuto della bella gente. Il paesaggio autunnale e le viuzze del paese, poi, erano splendide. Abbiamo anche fotografato una meraviglia della natura che più avanti vi mostrerò. Il fine settimana prima siamo andati nella casa di montagna di Mauro, e Riky ci ha cucinati un'ottima cena tedesca. Non ricordo bene cosa abbiamo fatto la settimana prima, ma sicuramente qualcosa. La vita a Torino continua, e mi stupisco di trovarmi spaesato, se mi sveglio di notte nel mio letto di Canale. L'alloggio è comodo, mi trovo bene, lavoro anche di più, e meno male perché le prossime settimane saranno parecchio impegnative. Che freddo, vado ad accendere la stufa.

sabato, ottobre 14, 2006

ritorno

Eccomi qua, torno a Canale e sembra già un'altra stagione? Quanto tempo siamo stati via?

Come immaginavo, le diffidenze nei confronti della nuova casa hanno presto fatto spazio a un piacevole adattamento. La casa è comoda e gli spazi ben studiati. È meno fredda e umida della nostra, e a circa dieci minuti a piedi si arriva nella zona della Mole, dove abitano Mana e Alice. È anche abbastanza silenziosa, a parte qualche grida della coppia di anziani siciliani della casa di fronte. Per quanto consideri comunque questa la mia casa, credo che saranno dei mesi piacevoli. Per ora mi manca ancora Internet. Mi crea qualche difficoltà, ma in compenso mi distraggo di meno e lavoro di più.
Stasera cena dei lavapiatti più simpatizzanti, tanto per ri-immergersi nel Roero... chissà cosa ne uscirà fuori?

mercoledì, ottobre 11, 2006

resistenza al cambiamento

C'è il sole, in ritardo rispetto a qualche mese fa.

E così, tra quattro ore prendo il pullman, scendo al capolinea in Via Fiocchetto, imbocco C.so Regio Parco, cammino una decina di minuti, ed eccomi al nuovo appartamento. Come prima di ogni partenza, l'ultimo sentimento ad averla vinta è la malinconia, che pure svanirà sotto gli impulsi eccitanti di un brusco cambiamento nella propria vita, dopo più di due anni trascorsi sempre dentro queste mura, dentro questa specie di amico. Ecco che ritorna la tendenza al drammatico: dopotutto, starò solo via cinque giorni su sette, dopotutto sono solo a Torino, e dopotutto a giugno saremo già di nuovo qua, e non avremo abbandonato nessuno.

Ieri ho aiutato mio padre a pulire lo stagnetto in giardino, reso nero dalle foglie e dal mallo delle noci in decomposizione. Abbiamo tirato fuori una ventina di pesci rossi, belli e grassi. Avevo dimenticato l'odore e la consistenza dei pesci rossi. Erano parecchi anni che non facevo questo lavoro.

Nei prossimi giorni non potrò scrivere. Ci vorrà un po' di tempo perché mi trasferiscano la linea telefonica a Torino.

lunedì, ottobre 09, 2006

casa nuova

Il giorno tarda già a venire. Anche se dal calore delle giornate non si direbbe, siamo già in autunno.

Finalmente abbiamo trovato casa a Torino. Più cara di quel che pensavamo inizialmente (ma a quanto pare i prezzi sono quelli, e non volendo passare per agenzia la scelta era assai limitata), ma molto carina e accogliente, nonché abbastanza comoda per entrambi. Ci vivremo fino a fine maggio, a partire da questa settimana, e poi si vedrà. Tanto è difficile e inutile fare programmi a lungo termine. Sono diviso tra ansia ed emozione, per questo temporaneo trasloco, tanto che è dalle 4:30 che sono sveglio, così ho deciso di venire al computer, per lavorare un po' e iniziare a mettere mano al libro su Kurosawa.
Finché non avrò l'allacciamento a Internet, sarà un po' dura aggiornare il blog, se non nei fine settimana.

giovedì, ottobre 05, 2006

istante di primavera

Stanotte tuonava, ma stamattina c'era di nuovo cielo limpido e sole caldo fuori casa.

Sono andato a portare l'umido alla vigna e a controllare un eventuale ritorno dei calabroni, ma non c'era più nulla. Se non fosse stato per alcuni frammenti dell'alveare, avrei dubitato della loro esistenza, perché non ho trovato un solo calabrone morto, lì intorno. Ho raccolto due melanzane, e l'erbetta corta e verde brillante nata in seguito alle ultime piogge rendeva piacevole il paesaggio.

Tornando giù, ho dato un calcio di sghembo a un sasso, che si è infilato esattamente nel buco del muretto che porta fino alla torre.

Oggi mi è finalmente arrivato il cd originale degli Ardecore, che attendevo da tempo. Bellissima confezione e libretto, con i testi, i disegni, e tutto quanto. Era qualche tempo che non lo ascoltavo (volevo aspettare di poter assaporare l'originale), e questo ha dato via, grazie a un'alchimia che vedeva fondersi l'ascolto, la temperatura (non dissimile a quella primaverile, periodo in cui ho ascoltato per le prime volte il disco), la posizione (davanti al pc, ovviamente), e il momento (il fatto che fossi appena tornato dalla campagna e stessi bevendo il caffé), e che mi ha fatto fare un balzo indietro di qualche mese.
Gran bel cd, stupende Madonna dell'Urione e La popolana. Quanche assaggio sul sito www.ardecore.com

mercoledì, ottobre 04, 2006

gnocchi, case, poi

Sole, ma sole invernale, di montagna. Specialmente stamattina, con la condensa sui vetri, per la prima volta.

Ieri è stato il compleanno di Silvia. Le ho fatto gli gnocchi (rigorosamente fatti a mano, con le nostre patate) al pesto (pure questo fatto da me) e panna (questa no), e una torta di mele. Sto diventando una massaia, ma devo dire che era tutto buonissimo. Ogni tanto potrò pure io farmi i complimenti, no? Lei era contenta, e la cosa mi fa felice.

Sabato andremo a vedere quattro appartamenti... un po' più cari di quello perduto, ma sempre abbastanza comodi. Speriamo in bene. L'idea di andare a Torino mi garba, ma sicuramente sentirò nostalgia di casa nostra, anche perché ci trascorro il 99,9% della mia vita (nel caso non l'avessi fatto notare abbastanza). Poi, dopo due anni, rendi uno spazio e un ambiente completamente tuo, entri in simbiosi, modelli le tue abitudini a esso, così come lui si modella su di te. Ma non è certo una tragedia, non fosse che ci toccherà stare un po' più attenti alle spese, d'ora in poi.

Ho ascoltato anche Seven Swans di Sufjan Stevens. Non pirotecnico come Illinoise, ma decisamente raffinato e delicato.

Non ho poi tutte queste cose interessanti da dire, oggi.
Certo che è strano l'uso del "poi" in questa frase. Lo uso spesso così, ma mi chiedo se sia corretto. Come il "solo più", uno dei piemontesismi che uso a sproposito con tanta naturalezza, e che ho scoperto solo di recente non essere italiano, non essere corretto. Eppure, quanto esprime bene il concetto?

lunedì, ottobre 02, 2006

delusione

Il cielo è grigio.

Uffa. Dopo due giorni di attesa, il proprietario di quello che già ci immaginavamo essere il nostro futuro alloggio ci ha detto di no. Colpa anche nostra, è vero, ma scoccia terribilmente. Perché, anche se non l'avevamo ancora visto, era in un bel posto, comodo per Silvia e per me, costava abbastanza poco, ed era relativamente grande. Insomma, ci eravamo già fatti i nostri castelli in aria, e ora tutto svanito, daccapo a cercare. Che delusione.

sabato, settembre 30, 2006

guerra preventiva

Cielo così così, né bello, né brutto... autunnale, ma volendo anche primaverile, a sentire gli uccelli.

Oggi è venuto Luca e abbiamo (ha) eliminato i calabroni. Ammantati di spesse tute per le api, abbiamo operato nella seguente maniera: Luca, armato di una "Vape Vespe" dotato di valvola cosiddetta "pompiere" comprato pochi minuti prima da Lino Palma, si è avvicinato al buco da cui entravano e uscivano per portare il cibo e i materiali per il nido, e ha spruzzato. Quella robaccia li gettava istantaneamente a terra. Io intanto restavo a venti metri di distanza, francamente terrorizzato all'idea di una nube di calabroni che mi attaccava. Poi Luca è entrato dentro con la bomboletta letale, e ha ucciso il resto. Una trentina di calabroni giacevano per terra. Hanno preso tutti ad attaccarlo, ma cadevano prima di raggiungerlo. Visto che non c'era pericolo, mi sono avvicinato anch'io. Luca ha estratto il nido, purtroppo spaccatosi nel tentativo di prenderlo. Le celle erano piene di larvoni di 3-4 centimetri, grassi e bianchi. Qualche calabrone continuava a tornare da fuori, e alcuni venivano freddati istantaneamente da Luca. Dopo aver tappato il buco, ce ne siamo andati. Un po' mi dispiaceva, e mi dispiace, per questa spietata guerra preventiva contro esseri che, per la verità, non mi hanno mai fatto nulla di male.
Ma non posso nascondere un senso di sollievo.

giovedì, settembre 28, 2006

caffé e cani

Da ieri il cielo è limpido, ma la temperatura è ormai guastata, l'autunno ufficializzato dalla data, e il cammino verso l'inverno inesorabile: ho spostato le tartarughe in casa.

Prendo il caffé davanti il computer. Io sono uno di quelli che preferiscono il caffé della caffettiera a quello della macchinetta. Ed è più buono quando Silvia è a casa. Se usi una caffettiera da due, il caffé è più buono se si è in due, perché le dosi sono esatte, proporzionate alla zolletta di zucchero. Non ne ho bisogno, ma potrei riconoscere se Silvia è a casa dal gusto del caffé, in un certo senso.

Stanotte ho sognato tre cani. Due li aveva portati Silvia. Erano marroni, di quelli con tante pieghe nella pelle spessa, a pelo corto. Poi ce n'era uno bianco, piccolino, che sotto aveva un'etichetta con su scritto "Japan".

lunedì, settembre 25, 2006

pioggia

Piove tanto, da ieri sera. Le tartarughe sonnecchiano e mangiano poco. Mi sto preparando a traslocarle in casa.

Sabato e domenica sono volati, Silvia è a Como per lavoro, e io inizio a lavorare su un nuovo volume. Uno dei più grossi vantaggi del mio lavoro è che in giornate come questa posso permettermi di non mettere il becco fuori casa. L'unico svantaggio è, invece, che mi manca un po' il rapporto umano, dato che lavoro tutto il giorno a casa da solo. L'altro giorno sono andato a trovare Mana e Sere al lavoro, e li ho invidiati un po'.
Aumentano i miei quadretti verdi e arancio che appendo sulla parete del salotto. Al momento attuale, i cantanti che mi guardano lavorare (oddio, detta così mette proprio tristezza!) sono, da sinistra a destra: The Knife, Peter Gabriel, Cat Power, Shane MacGowan, Georges Brassens, Fabrizio de André, Beatles, Nick Cave, Bjork, Tom Waits, Ian Curtis, Beck, Pink Floyd (la formazione a 5), P.J. Harvey, Billie Holiday.
Più ascolto Come on feel the Illinoise, più mi rendo conto di quanto è bello. Presto o tardi, Sufjan Stevens troverà un posto su quella parete.
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