martedì, luglio 18, 2006

melanzana


Tempo solito, cielo azzurro, mi godo gli ultimi minuti di fresco a finestre spalancate.
Ieri sera ero solo a casa, e mi sono fatto le melanzane alla parmigiana. O meglio, la melanzana. Quella del nostro orto, raccolta domenica pomeriggio. Non è carina? Silvia le appoggia sempre su una foglia così crescono più comode. Adoro le melanzane, e sono venute belle, quindi l'anno prossimo ne pianterò di più.


Mi sono impegnato parecchio, e il risultato è stato soddisfacente. Macché soddisfacente, è venuta buonissima! Prima ho tagliato la melanzana e ho messo le fette col sale, a fare l'acqua nell'asciugamano. Dopo averle lasciare riposare un'oretta, le ho fatte saltare ancora un po' in padella, per poi posarle nella pirofila di terracotta, e lì cospargerle, a strati, di conserva, mozzarella, gorgonzola, basilico fresco, olio di oliva. E per finire uno strato di parmigiano grattugiato a scaglie. Poi tutto in forno. Ecco qui melanzana e prodotto finito.

lunedì, luglio 17, 2006

libri volanti e libri pesanti

Stamattina il cielo è un po' coperto. Sono un fan del sole, ma speriamo che resti così ancora un poco. Si lavora meglio, d'estate, a cielo coperto. E poi ho già un cerchio alla testa e un sacco di lavoro, e il caldo che ti appiccica alla scrivania e alla tastiera ti pesa come un macinio.
Ho finito l'altra sera di leggere La confraternita dell'uva di John Fante. Un libro stupendo, divertente e doloroso, una storia di padri ma soprattutto di figli (perdonate l'ovvietà). Il primo libro di Fante me l'ha regalato Mana. Questo l'avevo regalato io a Silvia. Nell'edizione Einaudi c'è una prefazione di Vinicio Capossela, scritta con il suo solito stile iperbolico, assai lontano da quello di Fante. Sebbene, per carità, Accolita di rancorosi, che proprio a questo libro si ispira, sia una bella canzone. In alcuni punti, comunque, la prefazione ci azzecca, come quando parla delle mosche (che in realtà erano vespe). Ogni tanto mi ci va un libro di Fante, come mi ci va un libro di Murakami (ho iniziato ieri sera Tutti i figli di dio danzano, il cui primo racconto, fantastico, promette assai meglio di L'elefante scomparso). Sono quegli autori che volano in un soffio, che aspetti arrivi la sera per poter leggere, che la fine arriva sempre troppo presto. Invece devo confessare che, seppur bellissimo, mi ci sono voluti mesi per finire Il tamburo di latta di Gunter Grass (ma alla fine ce l'ho fatta!).

domenica, luglio 16, 2006

nonni

Era tanto tempo che non mi alzavo così tardi, di domenica. Dopo una notte e una mattina a finestre chiuse e serrande abbassate (improponibile tenere le finestre aperte pur abitando in un paesino, perché la piazza qui sotto è rumorosissima), non fa troppo caldo, ma c'è odore di chiuso.
Silvia dorme ancora. Siamo tornati stremati dal concerto degli Strokes, di cui abbiamo visto solo un paio di canzoni dopo le solite mille peripezie in macchina con Ivan (persi tra i capannoni al di là di Corso Regina, caricato un tipo esaurito in macchina che ci ha riportati sulla retta via, vagato ancora alla ricerca di un parcheggio, e poi camminato e camminato, Ivan con la sua borsetta-frigo della Ceres). Poi però abbiam beccato Manu, Diego, Mana, Ichi, Clelia, e a fine concerto siamo rimasti lì, sul prato a parlare, bere, ecc ecc, e si è fatto tardi.

Io e Silvia tornavamo da una giornata in montagna, a Valdieri. Siamo partiti venerdì sera per andare a trovare i miei fantastici nonnini. Cenando alla "Ruota 2", sono tornato in un luogo della mia infanzia, quando papà ci trascinava in montagna a camminare, e l'unico contentino era mangiare lì. L'unica occasione, tra l'altro, per andare a mangiare la pizza fuori, perché la mia famiglia non andava mai a mangiare la pizza fuori. Il menu e il locale, comunque, mi sembravano invariati. E siamo poi ripartiti ieri pomeriggio dopo un rilassante giro in paese, acquisto di miele, lo spassoso pranzetto coi nonni, una visita al fiume, acquisto di formaggio.
I miei nonni gettano sempre le briciole ai passerotti, lì a Valdieri, tanto che ormai si è creato un rapporto di fiducia. Un passerotto l'hanno chiamato Delpiero. I miei nonni sono fantastici, e vengo preso da un senso di urgenza, ogni volta che vado a trovarli.

venerdì, luglio 14, 2006

album trascurati

Alle 15:30 del pomeriggio inizia a fare seriamente caldo, ma non così caldo. Il peggio arriva durante la fase digestiva (mangio sempre tardi).
Ci sono album che ascolto più spesso, e altri che mi viene meno naturale ascoltare perché leggermente sfasati rispetto al ventaglio degli autori favoriti, quelli che, vuoi per merito loro, vuoi per una semplice affinità caratteriale, si sovrappongono perfettamente alle proprie esigenze musicali . Però ci sono album che, ripescati ogni tanto, sono straordinari. Poi li dimentico lì per sei mesi, e torno alle mie solite cose. Stamattina ho riesumato Universal Mother di Sinead O'Connor, un album ascoltato non troppe volte a volume non troppo alto e senza troppo impegno... e devo dire che è un album bellissimo. Ha appena suonato a Milano... forse dovevo andarla a vedere? Era incinta, che carina.

concerto di Manu Chao

Ma come? Sono le 09:46, e il caldo ha già spazzato via il favoloso fresco di ieri sera, a Torino, alla Pellerina, al concerto di Manu Chao, con aria di temporale.

Sono abbastanza soddisfatto. Forse non ci sarei andato se non fosse stato gratis, quindi tanto meglio. Siamo arrivati e c'era una folla di gente, proprio tanta. Solita atmosfera da concerto estivo, ragazzi in piedi e ragazzi accampati, cani di ogni razza (ma preferibilmente di taglia medio-grande), un tappeto di bottiglie per terra, odore di canne, odore di porcaro, ogni tanto qualcuno di conosciuto. Al nostro arrivo suonavano, credo, Gogol Bordello & La Phaze... sentiti e non sentiti. In effetti, era una di quelle serata in cui, inizialmente, non credi ti divertirai. Ogni tanto mi sembra ci sia una specie di limite settimanale di divertimento, con una specie di restrizione di alternanza. Nel senso che se già mi diverto una sera, quella dopo forse no. Ed essendomi divertito mercoledì, ieri sera partivo male. Poi ha iniziato a suonare Manu Chao, ci siamo immersi nella folla, io continuavo a essere un po' tiepidino, e poi era un Manu Chao più vicino ai Mano Negra, e forse non ne avevo tanta voglia, ieri sera. Dopo una pipì, ecc ecc, però, l'atmosfera cambia, pezzi più acustici, maggiore partecipazione, pienamente soddisfatto. Un personaggio tenero e carismatico, Manu Chao, un po' naif, un po' facile allo slogan, un po' un messia di un pubblico ben definito, forse dopo un po' inizierei quasi a non sopportarlo, tanto è chiaro, netto, e semplice, ma io mica vado tutte le sere a vedere Manu Chao. E quindi ho sentito calorosamente il suo "Complimenti per la coppa. Ma soprattutto, complimenti per il cambio di governo", a ridosso di alcuni dei suoi pezzi più belli, in stupende versioni, con una chitarra da favola, e Roy Paci alla tromba.

giovedì, luglio 13, 2006

compleanno di Vaga

Fa caldissimo, ma fortunatamente fa così caldo da rendermi sopportabile il ventilatore.
Mi sto ingegnando. Sto studiando il modo migliore per avere il meno caldo possibile, la migliore combinazione di finestre aperte, tapparelle abbassate, orari di lavoro, ventilatore acceso, orari nei quali uscire e nei quali dormire, come prendere il caffè, cosa bere. Così sto abbastanza bene.

Dicevo ieri notte... oggi è il compleanno di Vaga. Per chi non lo sapesse, ma credo lo sappiano tutti, Vaga è il mio amico d'infanzia, e ci conosciamo da... boh... credo 23... 24 anni, forse più, non so. La prima cosa che mi viene in mente, se penso a quando giocavamo insieme da piccoli, a quando festeggiavamo i compleanni a casa sua, a casa mia, nel cortile di sua nonna a S.Rocco, è una Panda azzurra, perché tutti e due avevamo una Panda azzurra in casa.

P.S.: Ho cercato per undici pagine di Google, ma non ho trovato nessuna foto del vecchio modello della Panda, color azzurro (-_____- ;)

langa paura

L'afa si è un po' spenta, e dalla tapparella mezza abbassata soffia un'arietta dritta sulla mia schiena. In definitiva si sta bene, anche se ho paura che in camera da letto si soffochi. Farei meglio a tirare su la tapparella? Averne voglia...
Comunque. Torno da una serata carina, e ho riso tanto. Domani (cioè già oggi) è il compleanno di Vaga. Auguri Vaga! Ad ogni modo, stasera - oh merda, ho appena visto un ragno sulla parete, e subito dopo non c'era più... allucinazioni? - è stata una serata carina. Tutti stretti e con Ivan al volante, Io, Mana, Skave e Vaga siamo andati a Piozzo (http://www.birreria.com/), e un po' abbiamo festeggiato il compleanno di Vaga. Il meglio, però, dopo i due spillatori di super, la focaccia, ecc ecc, è venuto dopo, sul tavolino in mezzo alle langhe, a bere la Elixir ormai calda e sgasata, assistiti dalla luna piena, dai continui lampi in lontananza, e da storie di paura. A me sembrava l'Irlanda, o l'America dei film dell'orrore, o la Svezia del Bergman medievale, ma solo a me. Solo a me? Forse mentivano. Forse eravamo davvero in sei.
Ho riso un sacco questa sera.

mercoledì, luglio 12, 2006

paese deserto


Ora fa ancora più caldo.
Stamattina avevo inserito un'immagine di Syd, ma non è apparsa... riproviamo.

Ecco, ora credo di esserci riuscito.

Mi sono chiuso in casa, a tapparelle abbassate. Da mia madre faceva caldo lo stesso. Ma che bello tornare in bici a quest'ora, quando fa caldo e il paese è deserto.

iniziare

Stamattina c'è un'afa tremenda, qui. Ma il ventilatore sta girando? Sì, sta girando.

Oggi è un giorno di prova. Si tratta di iniziare qualcosa che non so se e per quanto continuerò, visti i ripetuti tentativi, tutti votati al fallimento, di scrivere diari o cosa simili.

Niente di nuovo per oggi... Silvia è andata al lavoro, io faccio una piccola pausa, tra poco darò da mangiare alle tartarughe.

Però ieri è morto Syd Barrett. Una volta era il mio idolo... circa a metà della mia vita, ovvero a quattordici anni. Ultimamente lo ascoltavo raramente, perché un po' i gusti cambiano. Però ieri sera ho rimesso su "Barrett", il secondo album, perché mi sembrava doveroso. Che bella "Dominoes"
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